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Sigla del cartone Heidy in genovese
Categoria Humor, VideoDa morire dalle risate! 😆
Da morire dalle risate! 😆
Conosco poco l’argomento, è passato parecchio tempo, ma l’amica Vale mi chiede di parlarne, direi che lascio spazio a lei. Possi dire che per quel poco che ricordo, anche per la laurea della mia metà, che il sistema universitario è malato, i professori la fanno da padroni e lasciano poco agli studenti, prendendosi i meriti delle ricerche, facendo impazzire chi si vuole laureare per togliersi da li.
Vale ha scritto:
cosa che non c’entra molto ma che devo dire, semmai aprimi una discussione apposita così la riempio di commenti tutto il giorno, volevo fare una bella panoramica della università di Ge….sappiamo tutti e due che facoltà faccio, e saprai sicuram che recentem se ne è parlato anche sui giornali, e non bene giustamente, ebbene…..tutto qsto per dire che ci sono determinate persone lì dentro, pagate coi nostri soldi, che ci rubano praticam, che non solo non hanno voglia di fare una cippa, ma è come se ti facessero calare dall’alto del cielo ogni piccola cosa che tu gli cheidi che facciano. Morale: è una immensa ingiustizia e uno schifo! Bisognerebbe ribellari anche a qsto e fare un bel v-day anche per loro!)scusate lo sfogo ma son cipigliata!e ho ragioneeeeeeeeeeee
Lascio a lei i commenti! 😉
Chi non ha sognato una volta nella vita di poter guidare la macchina del tempo di Ritorno al Futuro? Io molte volte!
La macchina utilizzata nelle riprese della trilogia cinematografica “Ritorno al Futuro”, guidata da Marty McFly (Michael J. Fox) e modificata dal Dr. Emmett Lathrop “Doc” Brown (Christopher Lloyd) è una De Lorean DMC-12, conosciuta come De Lorean, essendo l’unica vettura prodotta.
La produzione è durata pochi anni, visti i notevoli costi, dal 1981 ed il 1983. Interessante lo stile del corpo vettura, corto, con porte ad “ala di gabbiano” (come le vecchie Mercedes Benz SL) e carrozzeria non verniciata, interamente in acciaio inossidabile. In tutto la produzione sembra essere arrivata a poco più di 9.000 unità.
Il disegno è italianissimo e nato dall’ingegno di Giorgetto Giugiaro ed è ancora oggi molto particolare e piacevole da vedere.
Molte le particolarità della vettura, dalla carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciata, le portiere ad “ali di gabbiano” con pistoni idraulici e barre di torsione appositamente progettate per sopportarne il notevole peso, per finire con il motore posizionato posteriormente.
Anche il motore era una particolare con testa in alluminio e singolo albero a camme in testa, sviluppato dalla Peugeot, Renault e Volvo, con una cilindrata pari a 2.900cc, 130 cv. Due i cambi disponibili, uno automatico a tre marce ed uno manuale a cinque rapporti.
Il copro vettura ereditava dalla Lotus il pianale e quindi anche le sospensioni erano simili e tutte con ruote indipendenti. La vettura non risultava particolarmente brillante come prestazioni.
Alcune curiosità sono che esistono tre vetture placcate interamente in oro, di cui una con una portiera di colore differente a causa di una diversa lavorazione, ed un centinaio di vetture nere in fibra di vetro, utilizzate per istruire gli operai e mai immesse sul mercato.
Oggi ho avuto una marea di cose da fare, ho fatto una marea di giri e chilometri in scooter! Ho finito i miei giri misurando un terrazzo vicino ad Albaro, che zona, veramente bella e silenziosa, unica pecca i sensi unici! Praticamente un labirinto e se si sbaglia bisogna ritornare all’inizio!
Ed ecco cosa ho trovato sul terrazzo! Tre cuccioli di gabbiano!

La cosa che mi ha un po’ impensierito erano quelli grossi di gabbiani, non mi hanno beccato o infastidito particolarmente, però continuavano a girarmi sopra la testa!
Comunque mi sono preso un bel po’ di caldo, stranamente era previsto che piovesse e invece ecco il sole, ma ho idea che non durerà per molto.
…ci sarà un perchè! 😆
Simpatica gag, prevedibile ma simpatica. 😆

Vi siete mai soffermati sul perchè un oggetto ha quel nome? Personalmente in continuazione, forse sono avvantaggiato dalla mia curiosità, pari a quella dei gatti, che mi porta ad esplorare.
Bene, perchè lo standard di comunicazione che equipaggia i cellulari, le cuffie, i computer e altri mille apparecchi si chiama Bluetooth?
Prima un po’ di storia del protocollo di comunicazione. Il Bluetooth è nato con il proposito di far comunicare più dispositivi, anche diversi per natura ed utilizzo, in modo sicuro, veloce e soprattutto semplice. Il protocollo crea di fatto una rete personale senza fili tra più apparecchiature attraverso una frequenza radio.
Quindi di fatto, in parole povere, fa parlare apparecchi diversi tra loro, come se fosse un traduttore che permette di far parlare tutte le persone del mondo tra loro, il tutto senza problemi.
Ora veniamo al perchè del nome, i creatori hanno voluto omaggiare il diplomatico e Re Arnoldo I di Danimarma (Harald Blåtand), passato alla storia per essere riuscito ad unire gli scandinavi, introducendo il Cristinaesimo nel suo impero, conosciuto con il soprannome “Dente blu” a causa della sua passione per i mirtilli.
Il logo, alquanto particolare, è dovuto all’unine di due rune nordiche, la Hagal e la Berknan, traducibili nella “H” e della “B” utilizzate attualmente che non a caso corrispondono alle iniziali del re scandinavo.
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Chi ha una trentina d’anni sicuramente è cresciuto guardando i cartoni animati dei Puffi (Smurf), gli omini blu che venivano inseguiti costantemente da Gargamella e la sua gatta Birba, per malgiarli. Ovvimente più volte venivano catturati ma trovavano sempre il modo di fuggire!
Per festeggiare il 50° anno dei Puffi oggi a Milano sono stati riversati 50.000 Puffi di gommada una mongolfiera! Buon compleanno Puffi!
E’ veramente impressionante vedere cosa riesce a fare questa persona! 😯
Che affare oggi, dopo tutti i miei giri fatti per gli uffici del comune, per pratiche varie, avevo un paio di appuntamenti in centro con due clienti, più altre cose.
Arrivato in centro in sella al mio inseparabile scooter (è pratcamente impossibile pensare di girare in macchina o con i mezzi pubblici), cerco un posticino in qualche parcheggio di moto, giro per 20 minuti (Carignano, Quadrilatero e ritorno) e alla fine trovo un posto! Incredibile, non si riesce a trovare un parcheggio con le moto!!!! 😯
Vista la difficoltà di parcheggiare ho optato per lasciare lo scooter nel posto trovato, giro tutto il centro a piedi, faccio tutto e me ne torno allo scooter e cosa capita? Piove! Così oltre al caldo pauroso (è molto umido oggi) ci mancava la pioggia, quindi mi metto anche la giacca impermeabile (ancora più caldo!) e salgo in sella.
Visto che devo passare a consegnare un DVD, passo vicino a Piazza della Vittoria, sorpresa! La strada che porta alla questura è chiusa per i preparativi per l’arrivo del Papa. Quindi delirio totale e le strade vicine sono bloccate! E i vigili fanno poco o nulla, se non seguire i colori dei semafori! 😡
Personalmente sono indifferente alla visita del Papa, giusto o sbagliato che sia, trovo che questa visita sta già creando un bel po’ di problemi, prima hanno abbattuto 15 alberi! Forse verranno ripiantati. Hanno riasfaltato in orario diurno (quindi caos). Bello, gran parte delle strade sono disastrate e pericolose, ma la scusa è la solita, non ci sono i soldi! Però per il Papa li abbiamo trovati. Ora hanno bloccato tutto, posso immaginarmi cosa sarà i prossimi giorni! 😡
Che mattinata!!!
Dopo l’uscita del film Tokyo Drift della serie The Fast & The Furious, è divenuto famoso il drift.
La tecnica del drift (sbandata) è una tecnica per la quale si percorrono le curve in controsterzo, con il retrotreno della macchina di traverso.
La specialità ha origini in Giappone, dove esistono manifestazioni dedicate e gare vere e proprie in cui più che guardare a chi arriva primo al traguardo, si guarda allo stile, alla velocità della vettura e all’angolatura della sbandata rispetto all’asse stradale.
Le vetture utilizzate sono quasi sempre a trazione posteriore, con assetti che ne accentuano il sovrasterzo, ma si possono trovare anche vetture (come quella nella foto) a trazione integrale. Il fenomeno spopola ormai in tutto il mondo e non mancano manifestazioni analoghe anche in america.
Per dare un’idea di cosa fanno questi “pazzi” ecco un video.