Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Archivio per la categoria ‘Pensieri’

Set
23

Internet è diventato un brutto posto

Categoria Pensieri

Per uno che ha praticamente provato ogni tipo di piattaforma online e che ha una passione per la tecnologia in genere (non per quella applicata alle auto) la frase sembra essere alquanto strana, però è la realtà. In questi giorni, un anno fa, ho abbandonato Facebook ed Instagram per poi abbandonare Twitter. Basta social!

Poi però ho notato una cosa, online i forum che mi capitava di frequentare sono praticamente rami secchi, con grafiche alle volte orripilanti e rimasti li ad occupare spazio sui server ma utili per l’indicizzazione dei motori di ricerca, nulla più.

In più ci sono siti che paventano di fornire informazioni per ogni tipo di ricerca online o quasi, anch’essi con grafiche terribili, pieni zeppi di pubblicità ed informazioni scarne o poco utili. Ho notato che anche i blog stanno cadendo come le foglie in autunno, o non vengono aggiornati (anch’io non scrivevo da tempo causa poco tempo e perchè di solito le idee mi vengono quando sto per addormentarmi per sparire la mattina seguente dalla mia testa) o sono stati chiusi probabilmente per scarso interesse del proprietario e dei lettori (io ho ben pochi lettori e praticamente le interazioni sono quasi a zero).

La cosa più squallida sono i siti che dovrebbero fare informazione, ormai abituati ai social, le notizie sono composte dal titolo, un sottotitolo che scrive con più parole quello che riporta il titolo e la notizia che non è altro un allungamento inutile dei primi due, molte volte scritti in un italiano agghiacciante e con errori di battitura, il tutto studiato per far fare click all’utente speranzoso di saperne di più dell’argomento.

Tornando ai forum, quello che non ho mai capito, sono quelli che posta una domanda di Tizio rispondono in maniera inutile o rispondono facendo intendere di conoscere la risposta ma non la forniscono senza darne la motivazione.

Insomma anche qua la mediocrazia sta mietendo vittime a scapito di chi vorrebbe leggere cose interessanti e trovare le informazioni cercate.

Set
22

W la mediocrazia

Categoria Pensieri

Prendo spunto da un libro (che devo ancora leggere) che si intitola “La mediocrazia di Alain Deneault”) e dal fil di Di Caprio “Don’t look up” uscito su Netflix.

Il libro in breve tratta l’argomento di un appiattimento della società e la morte (se così si può dire) della meritocrazia in virtù delle persone medie, che non eccellono in nessuna cosa e che per svariati motivi finiscono nei posti di comando creando con il tempo seri problemi.

Nel film invece, oltre a parlare di un meteorite che rischia di distruggere la terra, si vede come la politica, la stampa e le persone non siano più in grado di far fronte ai problemi, da una parte i politici capendo (forse) la gravità della questione pensano alla loro poltrona ed agli effetti che una loro decisione possono subire, ignorando però la minaccia, i giornalisti dalla loro invece trattano gli argomenti in maniera superficiale e non capiscono nulla dell’argomento trattato ed infine la popolazione che urla al complotto ed alimenta false teorie e via discorrendo.

La parte più preoccupante di tutta la questione è che stiamo vivendo nella realtà questi problemi, basti pensare alla casta politica (di tutto il mondo oltre che la nostrana) distaccata dalla realtà delle vite di tutti i giorni, trattando i problemi in maniera più che superficiale e andando avanti a slogan che in alcuni casi diventano virali sui social, incapaci di vedere le cose in prospettiva e più impegnati a criticare il politico vicino piuttosto che spiegare quale sia la propria visione e volontà.

I giornalisti, non tutti, sembrano essere troppo presi dalla ricerca spasmodica del like facile, con notizie trattate come se si stesse leggendo una rivista di pettegolezzi o dicendo stramberie probabilmente dettate da superficiali letture di quanto letto sui social o nei risultati di Google o ancora perchè non comprese per i motivi più disparati (odio terribilmente la nuova versione del TG1 che salta in continuazione da una notizia all’altra in maniera insensata per poi tornare sui suoi passi, forse sono consci che buona parte della popolazione inebetita dai social riesce a mantenere l’attenzione per alcuni secondi?) o contattano esperti e pseudo tali per fare delle domande a cui dedicano meno tempo della sigla stessa, non permettendo di chiarire magari concetti alle volte non proprio elementari.

Poi ci sono programmi pseudo scientifici, mi riferisco a Freedom, che non concludono nulla ma hanno musiche e riprese incredibili, pertanto con contenuti praticamente inutili e servono a riempire palinsesti altrimenti scarni o riempiti dall’ennesima replica di qualcosa già rivisto più e più volte.

E’ una mia personale idea che ho da tempo, se una persona ha voglia, tempo e magari farebbe del bene in un dato settore, questa viene emarginata perchè rischierebbe di emergere rispetto alla massa caprona mettendo in risalto l’incapacità generale degli altri, basta vedere la politica dove ormai vanno avanti solo quei personaggi di cui faremmo volentieri a meno.

Basti pensare ai tanti pseudo dirigenti di alcune aziende che hanno fatto danni in un settore, vengono spostati in altre aziende dove magari per contentino vengono prontamente ricoperti di denaro e dopo poco tempo rifanno errori.

Dall’altro canto c’è una teoria interessante “la persona meno adatta in un settore a lei distante”. Cosa si intende? Prendiamo ad esempio una persona molto addentro alla coltivazione e commercializzazione delle mele, la prendo e la metto a capo del Ministero della Difesa. Probabilmente avrà difficoltà a capire alcune cose, a prendere decisioni e sarà insicura. Come risolvo il problema? Gli affianco qualcuno che consigli come muoversi. Di fatto ho un burattino, facilmente manovrabile perchè completamente inesperto e molto utile per prendere decisioni in caso di problemi fornendogli la soluzione come consiglio.

Insomma il mediocre è utile a chi vuole trafficare (a Genova diciamo ravattare) nell’ombra o comunque dare l’idea che tutto funzioni, ma se da una parte il mediocre seguirà la massa come una pecora, dall’altra la pecora alle volte potrebbe fare danni ingenti o non fare nulla.

La cosa più preoccupante è che il problema è generalizzato in tutto il mondo, basta vedere i vari politici, le decisioni prese, le decisioni non prese e le motivazioni che ci vengono propinate quando cercano di spiegarci perchè si è andati in una certa direzione, ormai ci si affida al meno peggio, non si cerca il meglio o il meglio proprio non c’è perchè stufo di lottare con gli idioti (Oscar Wilde diceva Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza) ed il risultato è una società mediocre, in una nazione mediocre governata da mediocri convinti di essere l’elite!

Lug
03

Niente da fare…

Categoria Pensieri

Lo Stato sembra aver grosse difficoltà a capire le cose, probabilmente nessuno si sforza di comprendere quanto gli esperti comunicano a vari livelli e su varie piattaforme. Da poco è possibile, per chi ha fatto il ciclo vaccinale o è guarito dal covid, avere il green pass. Fino a questo punto nulla da dire, se non fosse che per avere il documento in formato digitale lo Stato ha avuto una grandissima pensata, mandare un codice/link via sms.

Ed ecco dove casca l’asino, dopo che molti dicano di non aprire link che arrivano via sms perchè potrebbero essere dei tentativi di phishing! Infatti in parallelo alcuni malintenzionati hanno creato degli sms per carpire dati sensibili e del conto corrente (certo il sospetto che per avere il green pass venga chiesto qualcosa legato alla banca dovrebbe far scattare l’allarme nella testa delle persona), ma niente lo Stato prosegue la sua strada.

Ma la digitalizzazione? Mah…

Lug
02

Ma la semplificazione? Qualcuno l’ha vista?

Categoria Pensieri

Sono anni che lo sostengo, la burocrazia è come un tumore, cresce, divora tutto e lascia solamente danni al suo passaggio, il tutto mascherato da semplificazione e sostenuto dalle normative!

Negli ultimi tempi, dopo l’ennesimo cambio di governo (durano meno dei pannolini di mio figlio!) si è riparlato per la miliardesima volta di semplificare la vita ai cittadini.

L’Italia ha sempre mostrato di avere difficoltà a comprendere che la competitività transita anche attraverso una burocrazia snella e comprensibile, quella nostrana è tutto ma non è ne snella (norme su norme che si sovrappongono e che si richiamano tra loro) ne tantomeno comprensibile (o almeno la digeribilità del cervello umano è messo a dura prova con sigle, richiami e ragionamenti astrusi)!

Prendo ad esempio le varie normative in materia di antincendio, dopo alcuni anni il Ministero dell’Interno sta rivedendo i vari decreti che regolano le varie attività, l’idea base (più che corretta) è stata mossa dal vedere quali erano le richieste di deroga più comuni ed adeguare la normativa per scaricare gli uffici ed eliminare una serie di pratiche ripetitive e costose per i clienti. E fino a questo punto direi tutto corretto e condivisibile.

Nel riscrivere la normativa sono spuntate sigle difficilmente assimilabili o comunque di difficile memorizzazione, con incroci di dati, conteggi e passaggi che alla fine lasciano disorientati. Peccato che sia una normativa, ancorché di sicurezza, difficilmente comprensibile e che lascia (personalmente) molti dubbi. Riterrei che una normativa, se nello specifico tecnica, dovrebbe essere chiara e semplice da leggere e da comprendere almeno nei concetti base anche a chi non è del settore.

Altra normativa complessa, almeno quella della Liguria, è quella in materia di commercio, normativa nata nel 2007 e modificata con cadenza almeno annuale, così da obbligare a rivedere i concetti più e più volte. Mi è capitato di vedere funzionari comunali in difficoltà ad utilizzarla, spiegarne i concetti e chiarire eventuali dubbi.

Poi non parliamo della normativa fiscale, modificata ogni volta che viene licenziata la finanziaria di fine anno!

La sensazione, da tecnico, è che gli enti e lo Stato vogliano arrivare ad una specializzazione puntuale dei soggetti che vi operano, obbligandoli a studiare tomi di carta per cercare di dare quantomeno una risposta chiara ai propri clienti.

Il bello della mia professione (geometra) è sempre stato la varietà del lavoro di per se, solitamente non faccio mai la stessa cosa o comunque le pratiche sono cicliche e ripetitive ma nella giornata non è mai la stessa cosa. Capita di fare progetti per ristrutturazioni di appartamenti, planimetrie catastali, attestati di prestazioni energetiche, sanatorie, stime, pratiche in tribunale e via così.

Oggi invece la sensazione è che si cerchi di limitare questo raggio d’azione o comunque di spingere verso la direzione opposta.

In materia edilizia la semplificazione perpetrata per anni ha avuto come risultato che noi tecnici dobbiamo autocertificare il 99% delle cose, semplificando di fatto solo la vita dell’ufficio pubblico. Per produrre però quelle autocertificazioni si deve ricercare dati e documenti in una marea di uffici e solitamente (anche a causa del covid) la velocità non è poi così ottimale, anche perchè l’informatica non sempre è applicata o comunque a norma quello che è reperito sui siti istituzionali comunque sono a titolo d’esempio (c’è sempre un avviso, come per esempio per il Piano Urbanistico Comunale) e il dato attendibile è solo quello depositato presso l’ufficio fisico.

Questo è semplificare la vita al cittadino? I tecnici non sono tecnici e possono rimanere stritolati nella morsa della carta?

Oggettivamente, un paio di giorni fa mi sono trovato ad uscire con la macchina da un parcheggio ove è presente personale in uscita, dentro una garitta. Nulla da dire, vita noiosa, intemperie e via discorrendo, ma cavoli, minime o nulle responsabilità, orario fisso e meno rotture di scatole, che abbia capito chi sta dentro la garitta a verificare i biglietti d’ingresso e far pagare le persone in uscita? Me lo sto domandando seriamente.

Resto perplesso anche per le belle parole che periodicamente vengono spese dai politici, che probabilmente non hanno mai nemmeno inviato una raccomandata di persona, vendono delle pseudo semplificazioni come il futuro ma non cambia nulla. Onestamente mi sto stancando di sembrare incerto quando parlo con i clienti perchè prima di rispondere anche ad una domanda che all’apparenza è semplice ma che cela una serie di considerazioni e norme da far impallidire Hermes Conrad (definito “burocrate di livello 34“!!!). Onestamente sono stanco di lottare con la carta, le masturbazioni mentali e le normative stupide, inutili o comunque complesse da comprendere, ma so quasi certamente che il futuro sarà ancora più complesso, purtroppo….

Gen
22

Passioni ed interessi poco comuni

Categoria Pensieri

E’ da un po’ di tempo che volevo scrivere questo post, ma per mancanza di tempo è sempre rimasto fermo nella mia testa, oggi ho deciso di prendermi un attimo per esporre questo pensiero sulle mie passioni ed interessi.

Non ho mai seguito le cose di massa (oggi si direbbe mainstream) come ad esempio il calcio (mi annoia tremendamente, tanto che non seguo nemmeno i mondiali) o un certo tipo di moda, musica e via discorrendo.

Ricordo che da ragazzino, quando tutti si strappavano i capelli per le console Nintendo e Sega io giocavo con il Commodore 64 e poi con il PC, poi crescendo la musica ha preso una fetta importante del mio interesse. Sono cresciuto in una casa dove si sentiva De Andre, Arbore, Mina e via discorrendo. Io ho iniziato a sentire Madonna, Michael Jackson e via discorrendo, poca o nulla musica italiana (la cosa permane ancora oggi), poi ho scoperto il grunge (Nirvana e Pearl Jam) per arrivare al rap.

Il capitolo rap dura ancora oggi, mediamente solo vecchia scuola, ma la cosa difficile era all’inizio, i negozi di dischi non tenevano cassette e CD di rap, i pochi che avevano qualcosa era una selezione limitata, poi esistevano alcune rare riviste a stelle e strisce costose e difficili da scovare. Tanto per capirsi, mentre tutti ascoltavano al massimo gli Articolo 31, io ascoltavo Public Enemy, Beastie Boys, Naughy by Nature e via discorrendo (consumando la TV davanti a MTv Yo! Raps in cui compariva per la prima volta Snoop Dogg!). Ho iniziato solo negli ultimi anni i Queen, cosa che quando ero un teenager andava per la maggiore.

Crescendo poi mi sono appassionato alle auto e ai motori in generale, mentre tutti si appassionavano al Grande Fratello (brividi) e alle cover per i vari Nokia o continuavano con il calcio. La passione auto sarebbe anche rimasta se le auto attuali avessero un minimo di anima e non fossero dei cellulari con ruote!

Ovviamente la passione partita con il Commodore è proseguita, ho continuato a giocare (fino a quando ne ho avuto il tempo) con il PC, mentre tutti impazzivano ed impazziscono dietro alle varie console che hanno visto la luce.

Alle volte mi sono trovato al margine del più delle discussioni per due motivi, o non conoscevo l’argomento o non mi interessava. Oggi avendo passato i 40 mi rendo conto di aver avuto sempre passioni di nicchia e ne vado più che contento.

Giu
04

Immuni parte 3 – Le reazioni degli utenti (o utonti che dir si voglia!)

Categoria Pensieri

La app Immuni ha visto la luce, per ora è in sperimentazione in alcune regioni italiane e finito il periodo di rodaggio inizierà a funzionare a livello nazionale. La app alla fine funziona come previsto, utilizzerà il bluetooth in ricerca costante a bassa intensità per ricercare gli altri smartphone su cui è installata l’applicazione e via discorrendo.

Il ministero e gli sviluppatori confermano che i dati sono anonimi e conservati sul telefono degli utenti e solo una minima parte vengono scambiati con il server centrale (gestito da Sogei, paura per le risorse e l’ottimizzazione), in realtà i dati non sono anonimi al 100% ma in realtà saranno anonimizzati. Alcuni esperti sostengono, ancorchè non sia una cosa così facile da fare, eventuali attacchi al server per carpire i dati potrebbe portare con un certo grado di difficoltà a ricostruire l’identità del singolo utente se i malintenzionati trovassero i dati di conversione per ricostruirli totalmente.

In questi giorni iniziano a circolare su facebook messaggi sulle bacheche di alcuni utenti questi messaggi, copiati ed incollati

Ed ecco che l’utonto medio non ha capito nulla e si fida ciecamente di chi, probabilmente per divertirsi o per creare confusione ed allarmismo, pubblica post senza senso.

Per prima cosa Immuni (non conosco l’altro nome indicato) non chiede autorizzazioni per accedere ai contatti del telefono o a Facebook, pertanto i dati non vengono minimamente trattati, scambiati ed incrociati! Seconda cosa il numero di telefono non viene associato a nulla, è la app che crea un collegamento tra lo smartphone in se e lo identifica nel sistema centrale e solo se uno degli altri smartphone in possesso di a persone infette darà l’allarme, la app lo notificherà a chi è stato in “contatto” per avvertirlo (non si sa da quel punto in avanti cosa si dovrà fare).

Resta la mia opinione che la app non sarà molto utile, resta il fattore umano, decisivo per un risultato utile. Io resto dell’idea che non la installerò. Comunque nessun pericolo per chi la vuole utilizzare.

Apr
27

Immuni parte 2

Categoria Pensieri

Alcuni giorni fa scrivevo alcune considerazioni sulla futura APP Immuni per verificare il possibile contatto tra chi è risultato positivo al Covid-19 e i sani e le limitazioni/problematiche relative al suo utilizzo e le problematiche tecniche e pratiche.

E’ notizia di questi giorni che la Apple e Google stanno collaborando per implementare a livello di sistema la possibilità di eseguire le operazioni per far funzionare le APP di tracciatura senza troppi problemi, tale possibilità verrà rilasciata a breve come aggiornamento (per i dispositivi Android si dovrà vedere fino a che versione arriveranno tra quella attualmente supportate e quanto tempo ci metteranno i produttori a renderle disponibili, e soprattutto cosa farà Huawei ed in che tempi visto il ban di quel genio di Trump).

L’aggiornamento permetterà per la prima volta la comunicazione tra iOs ed Android, inoltre permetterà alle APP statali di capire la distanza dei dispositivi andando ad utilizzare il bluetooth in bassa frequenza, facendo anche risparmiare batteria. Inoltre si è capito che le informazioni sui contatti verranno probabilmente mantenute sullo smartphone e solo l’ID dei contatti verrà comunicato ai server statali (permane il mantenimento dei dati entro i confini nazionali, dopo il flop del sito dell’INPS mantengo dei dubbi sulle risorse disponibili) che coordineranno le eventuali segnalazioni da e verso gli smartphone.

Sembra che almeno a questo giro tutto questo caos abbia portato una cosa positiva, Apple e Google che collaborano tra loro.

Apr
25

Lockdown

Categoria Pensieri

Ormai tutti ci siamo abituati a questa parola, siamo tutti o quasi bloccati in casa o comunque con spostamenti limitati e nelle settimane scorse è stato anche peggio. Molte persone hanno patito la cosa e forse la stanno ancora patendo, i primi giorni alle 18.00 c’erano i flash-mob dai poggioli, terrazzi e finestre per poi ridursi o sparire con il tempo (almeno a Genova la novità è durata tre o quattro giorni).

Quando ero bambino mio padre mi ha sempre detto che ero misantropo, ho sempre avuto pochi amici e spesso giocavo da solo, non ho mai patito la cosa anche crescendo (magari è capitato che parlassi con la gatta quando ero in casa da solo, quello si).

Onestamente l’attuale situazione mi pesa relativamente, infatti a parte l’aspetto negativo delle code fuori dai negozi, dover fare la mega spesa per 10-15 giorni di fila e cercare di limitare le uscite se ci si dimentica di comprare qualcosa, l’attuale quarantena ha anche i suoi aspetti positivi:

  1. mi sto godendo mio figlio nato il 1° di aprile (che goduria la nascita nel momento del caos!);
  2. mi godo mia moglie che guarda in estasi quel frugoletto di poco più di 4 kg e mi innamoro sempre di più;
  3. mi sono rilassato dopo un periodo passato di corsa ad inseguire le cose da fare (lentamente mi sta anche passando il bruciore di stomaco);
  4. mi sta sparendo una cisti sul polso destro dovuto all’uso intenso del mouse;
  5. il telefono non squilla e i rompi balle sono evaporati;
  6. ho portato alla fine alcuni lavori che mi trascinavo da tempo per mancanza di quest’ultimo!
  7. c’è silenzio a tutte le ore, non c’è gente che schiamazza e traffico zero;
  8. l’aria è pulita;
  9. gli uffici pubblici sono diventati smart, rispondono al telefono ed alle email…
  10. potrei continuare per ore con questo elenco di cose positive…

Insomma direi che starsene un po’ tranquilli a casa non è poi così male, distende i nervi e ci si può occupare di cose ben più importanti rispetto a saltare da un posto all’altro, rispondendo alle email ed ai whatsapp che avvisano della mail, trascorrendo intere giornate al telefono senza di fatto portare a termine qualcosa perchè continuamente interrotti!

In rete gira una bellissima frase “una volta l’anno si potrebbe fermare tutto per un mese, non è poi così male“! Sono della stessa opinione, come il Bianconiglio corriamo dietro a qualcosa, ma non sappiamo cosa! Poi per le cose importanti come poter coccolare il mio pupo, cambiarlo, dargli il biberon e altre piccole cose, se non fosse arrivato il virus, non le avrei fatte o le farei molto meno e probabilmente un domani me ne pentirei di sicuro, mentre ora sono contento, lo vedo di giorno in giorno cambiare, diventare più interattivo. Alle volte fermiamoci un secondo, spegniamo tutto e dedichiamoci alle cose importanti, il tempo non torna indietro.

Apr
24

Una APP di dubbia utilità… Immuni

Categoria Pensieri

Da giorni, oltre al lockdown mondiale, si fa un gran parlare della APP Immuni, sviluppata da una software house nostrana (in odore della famiglia Berlusconi) per monitorare i possibili contatti (e quindi contagi) tra persone sane e quelle affette dal famigerato SARS-COV-2 (anche detto coronavirus o Covid-19).

La APP, da installarsi su base volontaria (e non come affermato sui social sull’obbligo pena la reclusione in casa di chi non la installa o non ha uno smartphone) permetterebbe di monitorare i contatti tra le persone e quindi capire se un individuo positivo al Covid-19 può aver involontariamente contagiato altri.

Il sistema sembrerebbe piuttosto semplice, la APP installata sullo smartphone utilizzerebbe il bluetooth per mettersi in “contatto” con altri smartphone nei paraggi, se un soggetto successivamente a quel contatto risultasse positivo la APP lo comunicherebbe agli altri con cui è venuto in “contatto” avvisando della cosa l’utente. Fino a qua tutto molto bello e semplice, almeno sulla carta.

La APP, come dicevo, è ad installazione volontaria, pertanto se una persona non la usa non comunicherà nulla e non riceverà alcuna notifica, il fattore umano in informatica molte volte è determinante sulla riuscita o meno di qualcosa (legale o meno).

Il secondo problema è l’uso del bluetooth, infatti la APP sfrutta tale sistema poichè il GPS è si preciso ma fornisce eccessivi dati da elaborare ed il consumo di dati e batteria degli apparati potrebbe creare non pochi problemi agli utilizzatori. La porta bluetooth deve per prima cosa restare aperta e la APP manterrebbe il telefono visibile ed in continua ricerca di altri dispositivi. La visibilità di un telefono con il bluetooth è parzialmente un problema di sicurezza, infatti mantenendo il telefono visibile a tutti (oltre che a quanto accoppiato dall’utente come cuffie, smartwatch, vivavoce e via discorrendo) potrebbe essere oggetto di “aggressioni” da soggetti poco raccomandabili. Il problema della costante ricerca di altri apparati è invece un problema a carico della batteria, vista la costante ricerca per tutto il tempo di accensione del telefono, per gente come me che usa il telefono per lavoro e che spesso arriva a stento a fine giornata, potrebbe diventare un grosso problema.

Personalmente ritengo che l’affidabilità e precisione del bluetooth è relativa, il segnale della versione 5.0 arriva a 10 mt dal punto sorgente, quindi è facile pensare che i contatti potrebbero risultare molto vicini rispetto alla realtà (la distanza interpersonale è fissata tra 1,00 mt e 1,80 mt tra soggetti). Il GPS non avrebbe risolto la cosa, infatti anche quello ha uno scarto di una decina di metri e ci mette del tempo per affinarsi, consumando batteria e dati.

Poi c’è il problema Apple, infatti da Cupertino non è ben vista la funzione di ricerca costante, quindi viene limitata di fabbrica e bloccata per APP terze, quindi ad oggi gli utenti Ios sarebbero tagliati fuori. So che Apple sta lavorando ad un chip che permetterebbe di individuare altri device di Cupertino (anche se spenti) per essere trovati (inquietante), ma non credo che gli altri sviluppatori vorrebbero pagare dei diritti su una tecnologia Apple (non la venderebbe di certo a due lire) ancora in sviluppo e che comunque ad oggi taglia fuori tutta una fetta di utenti.

Molti si sono chiesti chi deterrà i dati ai termini di privacy, infatti la APP è in fase di sviluppo da una società privata a costo zero per lo Stato, ma molti si domandano cosa spinga una società a fare il buon samaritano e regalare di fatto un programma. Le informazioni in rete sono diventate il carburante, alcuni definiscono il tutto come petrolio virtuale. Comunque i dati da processare e trattenere (per quanto tempo, dove e cosa ci potrà fare chi li ha?) sono molti e datacenter di questo livello entro i confini italici non ce ne sono, quindi si suppone che vengano trattenuti in cluod chissà dove (si ipotizza server Microsoft o Amazon), ma dopo il fail del server INPS i dubbi rimangono.

Ad oggi la APP è in fase di test e sviluppo e non si sa quando dovrebbe essere distribuita (sembra che vi siano anche dei problemi con gli store Google ed Apple), lo Stato spera di aver e APP installate per circa 1/3 della popolazione, ma la vedo dura, sembra che l’omologa coreana (Corea del Sud) non sia andata poi così bene, nonostante la popolazione sia mediamente giovane e la tecnologia sia largamente utilizzata e diffusa.

Apr
06

Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e scelta del pediatra durante l’emergenza Covid

Categoria Pensieri

Poco meno di un anno fa il Comune di Genova, la Regione Liguria e la ASL 3 Genovese hanno sbandierato ai quattro venti che direttamente nei principali ospedali del capoluogo ligure si sarebbe potuto effettuare tutte le iscrizioni dei nascituri evitando così di dover fare il giro delle 7 chiese con le relative code. Fin qui tutto bello e pratico.

Ovviamente a me e a mia moglie le cose semplici non piacciono, quando doveva nascere nostro figlio? Durante l’emergenza planetaria del coronavirus! Yeah! Così niente partecipazione del sottoscritto al parto, niente visite in stanza e ho potuto vedere mio figlio direttamente solo alla dimissione di entrambi. Capisco, la situazione è complessa e problematica, niente da lamentare, salvo che in ospedale i papà in questo momento non vengono minimamente avvertiti, se non per caso da qualche dottore di passaggio mosso probabilmente a compassione.

In ospedale al riconoscimento effettivamente viene rilasciato il documento di nascita, viene comunicato a mezzo email il codice fiscale del piccolo e via discorrendo, manca solo la nomina del Pediatra di Libera Scelta (curioso il nome, devo indagare sul perchè), l’operazione dice di contattare la competente ASL al telefono (non viene lasciato nessun numero di riferimento) e via.

Ovviamente provare a chiamare un numero di telefono di ASL in questo momento sembra inutile, nessuno risponde e non vi è nessuna segreteria che avvisi di eventuali modifiche o orari per contattarli. Sentito il pediatra preliminarmente mi dice di guardare online perchè la domanda si può fare direttamente li, non esiste nulla di tutto ciò. Si può presentare a mezzo PEC la richiesta di cambio del pediatra, la nomina di un pediatra in deroga alla normativa e la scelta del medico di base, stop!

Mi domando perchè nel 2020, nonostante le attuali problematiche sanitarie in corso, gli enti pubblici non riescano ad eliminare l’obbligo di recarsi di persona agli sportelli o comunque indicare chiaramente come comportarsi in questo periodo storico (l’ultimo aggiornamento delle relative pagine è di metà anno 2019! Ma campeggia un pop-up su ogni pagina per avvisare dell’attuale emergenza sanitaria e basta!!!).

Ora mi domando, ho l’iscrizione SPID, ho la PEC, ho eventualmente una firma digitale, perchè non mettono insieme uno straccio di pagina WEB per poter gestire questo tipo di pratiche così da snellire l’ufficio anagrafe sanitaria ed evitare alla gente di dover andare presso gli sportelli??? Capisco che si debba motivare la presenza degli attuali dipendenti, che magari potrebbero rinforzare altri settori probabilmente deficitari e sofferenti e gestire in maniera smart l’intero settore, smaltendo ed eliminando (forse) la carta che continua sicuramente ad ammucchiarsi negli scatoloni in qualche deposito per poi diventare carta da macero o dimora per insetti  e topi.

In parte fuori argomento, ma è casa mia e faccio quello che mi pare! In quest’ultimo periodo si è scoperto lo smart-working, la possibilità di scaglionare il ritiro delle pensioni in Posta (ma fatevi accreditare le somme su un conto o una carta, così evitate le truffe! Italopitechi!), le videoconferenze e via discorrendo, però ci piace ancora la carta per soddisfare l’ego di qualche burocrate frustrato!!!

Poi la cosa più esilarante è stato il blocco del sito dell’INPS, motivato dal ministro di turno o chi per esso a causa di un attacco hacker che ha mandato ko il server rendendolo inaccessibile per una giornata intera! L’apice è avvenuto il giorno dopo attraverso Twitter, il popolare sito PornHub attraverso l’account serio PornHub Aria (fornisce dati non per adulti ma di statistica e funzionamento) ha teso una mano all’INPS per reggere la quantità di traffico attraverso i loro server (sicuramente più stabili, performanti e con maggiori risorse a disposizione)!

Comunque il millantato attacco hacker, suppongo un attacco DoS per gli intelligentissimi sistemisti dell’INPS, in realtà era solamente un accesso massivo di molti utenti che volevano procedere alla presentazione delle varie domande per il sostegno economico al reddito messi a disposizione dello Stato! Insomma una figuraccia tenendo conto che INPS spende circa 30 milioni di euro all’anno per i sistemi informatici, soldi proprio ben spesi! Complimenti!

L’Italia resterà al palo per molto se non si fa un minimo sforzo per svecchiarci e capire l’utilità dell’informatica si rimarrà sempre nello stesso punto!