Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Archivio per la categoria ‘Pensieri’

Nov
14

90˚ giorno

Categoria Pensieri

E con oggi sono passati esattamente 3 mesi da quel tragico 14 agosto che ha inghiottito 43 vite e ha lasciato una cittá spezzata in due.

Ci sono stati articoli, servizi di tg e programmi vari, esperti e pseudo tali che ne hanno parlato, ci sono state le promesse dei politici e le solite odiose e brutte passerelle di chi governa e di chi invece sta a guardare e critica e le promesse, per ora vane.

Ci sono state polemiche con Autostrade, con i politici, idee strampalate che hanno sollevato critiche e prese in giro.

Il governo ha piú volte promesso una rapida ricostruzione e normative specifiche per aiutare un porto importante e una cittá soffocata e con una viabilitá giá di per sé complessa.

Alle promesse ad oggi non é seguito per ora nulla di utile, un po’ di soldi e tante belle parole, il ponte resta li a preoccupare tutti e il traffico che impazzisce allo scattare di uno de 300 sensori installati dai Vigili del Fuoco e la conseguente chiusura dell’unica strada di collegamento con la Valpolcevera.

Il tutto peggiora con la pioggia, con servizi pubblici inadatti o che vanno in tilt di pu to in bianco.

Le amministrazioni locali stanno facendo il possibile per ridurre l’impatto di tutti questi problemi, ma il ponte resta li, interrotto ad incombere sulle teste e le case, sorvegliato speciale in attesa di essere abbattuto e sostituito da un nuovo ponte.

Comunque ad oggi nulla è cambiato da quel funesto giorno, si continua ad aspettare un qualcosa che si spera risolva rapidamente un problema che sta lentamente uccidendo Genova. Meno male che dovevano fare rapidamente… lasciamo perdere.

Nov
09

Ucciso eseguendo un incarico per il Tribunale

Categoria Pensieri

Oggi sulle pagine Facebook di molti colleghi e non solo è rimbalzata la notizia di un geometra di Asti ucciso mentre tentava di accedere ad un immobile per poterlo visionare e valutare.

L’omicida è un novantenne che alla vista del geometra ha esploso due colpi dalla finestra con la sua pistola colpendo il tecnico deceduto poco dopo nonostante i soccorsi.

Tempo fa c’era stato un caso analogo poco differente da quanto accaduto oggi.

Scherzando durante un sopralluogo con un custode anch’esso nominato dal Tribunale avevo affermato che non sarebbe male poter indossare un giubbotto antiproiettile con su scritto “geometra” simile a quello indossato dal personaggio Richard Castle dell’omonimo telefilm americano durante gli interventi della polizia e con su scritto “writer”.

Oggi piú che mai ritengo che ogni lavoro puó essere pericoloso per vari motivi ma penso che nessuno possa aspettarsi di essere scambiato per un bersaglio e rimetterci la pelle.

Oltretutto di recente le attivitá legate alle esecuzioni immobiliari ed alle consulenze d’ufficio ha subito un drastico taglio delle parcelle, cosa non gradita viste tutte le verifiche da fare, ma pensare che per cifre diventate ridicole si possa anche rischiare di tornare dai propri cari in una cassa è inaccettabile!

Massima vicinanza ai familiari del collega deceduto.

Ago
15

Secondo giorno dopo il crollo

Categoria Pensieri

Un brutto ferragosto per tutti i genovesi, nonostante ci si provi la mente continua a tornare alla giornata di ieri, in giro poca gente, gli abitanti della zona di Via Walter Fillak in attesa di sapere se potranno almeno recuperare un po’ di cose da casa e gli elicotteri che continuano a fare la staffetta dal greto del Torrente Polcevera verso gli ospedali.

In rete ovviamente si legge di tutto, molta rabbia, persone che polemizzano, altre che scrivono bestialità, qualcuno cerca di spiegare cosa si sarebbe potuto e dovuto fare, foto che spezzano il cuore.

Ora è partita la caccia alle streghe, i cittadini incazzati vogliono la testa di qualcuno da erigere sul pinnacolo piu’ alto e riversargli tutta la rabbia e dolore che sta covando nelle teste. Li capisco, la rabbia è montata nella giornata di ieri un po’ in tutti i genovesi direttamente o indirettamente coinvolti, ma anche chi semplicemente ama questa città complicata e trattata male da sempre da chi l’ha abitata, costruita e governata per decadi.

Si cercano delle risposte che però gli esperti non sono ancora in grado di dare, prima sarà necessario procedere allo studio dei materiali, visionare i filmati disponibili (molti chiedono perchè in rete non si trovi il filmato della telecamera posta all’inizio del viadotto, semplicemente è stato acquisito dalla magistratura e che per ora non verrà mostrato al pubblico, non per nascondere qualcosa ma solo perchè la legge prevede questo), si faranno modelli, studi e via dicendo per dare una possibile spiegazione dell’accaduto, ma a nulla servirà per riavere un familiare, amico o collega che da ieri non c’è piu’.

Sicuramente i problemi al ponte erano noti piu’ o meno a tutti, bastava percorrerlo per rendersi conto della deformazione degli impalcati (il piano viabile) con sobbalzi dei veicoli chiari e netti, o alla presenza di trefoli (tiranti in acciaio) posti sugli stralli (tiranti in CLS) a sostegno del primo tratto del ponte verso il casello di Genova Ovest (o come diciamo noi genovesi semplicemente Sampierdarena), poi si aggiunga anche la presenza costante di lavori notturni, insomma il ponte non godeva di una buona salute in generale.

I lavori purtroppo sono sempre stati di adeguamento delle barriere laterali e di lavori di cosmesi della parte esterna della struttura, nulla di piu’, un manufatto di quelle dimensioni non permette di fare molto, tenuto conto anche della presenza di case alla sua base. Molti semplici cittadini sono convinti che sia possibile radiografare una struttura per valutarne lo stato, peccato non sia così. Si possono fare assaggi del cemento armato, valutarne la consistenza ed il degrado, ma nulla di piu’, si possono visionare i ferri d’armatura piu’ superficiali, trattarli, ricostruire il copriferro per evitare che il processo di deterioramente non si addentri all’interno della struttura.

La società gestrice, di cui il Ministro delle Infrastrutture ha chiesto le dimissioni dei vertici, aveva installato anche rilevatori sismici e teneva monitorati i movimenti ed inflessioni della struttura, ma con questo non è detto che nel momento in cui uno dei movimenti diventerà insolito ed anomalo si possa avere il tempo di intervenire, molte volte una deformazione strutturale può essere repentina ed avere un’evoluzione estremamente rapida.

La sera prima il ponte era chiuso per lavori di manutenzione, ma sempre di tipo superficiale, ora sembra che per settembre fossero previsti interveniti agli stralli, ritenuti urgenti.

Non sono un ingegnere strutturista, sono un semplice geometra, qualcosa di strutture capisco o comunque ascolto chi ne sa piu’ di me per capire ed imparare (se non si conosce una cosa è meglio stare zitti), il mio dubbio piu’ grande, abitando a circa 800 metri dal viadotto in linea d’aria, ed avendo visto di persona la tempesta che si è abbattuta su Genova in quelle ore, è che il ponte possa aver subito uno shock a causa del forte vento. Dubito che l’Ing. Morandi (attualmente demonizzato da tutti perchè i ponti da lui ideati hanno avuto problemi di invecchiamento precoce) avesse studiato l’impatto del vento sulla struttura, all’epoca non ci si pensava.

Tanto per far capire cosa accade ad un ponte con l’azione del vento di lato rimando a Wikipedia ed i relativi video in rete di questo ponte crollato in America molti anni fa e non calcolato per tali condizioni.

Una possibile risonanza della struttura non è poi così impossibile, il ponte è come l’ala di un aereo, quindi il vento può creare spinte positive e negative, forzare i vincoli e farlo vibrare come la corda di una chitarra, solo che a differenza degli strumenti musicali, i ponti hanno un limite alle vibrazioni e raggiunto il punto massimo creano danni strutturali e possibili crolli.

Altra cosa che ho notato dalle immagini viste in rete ed in televisione, le armature dei piloni verticali erano poste solo a perimetro, poche staffe di collegamento e le parti terminali non piegate. Proprio i piloni piu’ esterni sembrano essersi sfilati dagli appoggi, il cemento è troncato di netto, lasciando un taglio pulito, indice che lo sforzo ed il movimento compiuto non erano nella norma, tali elementi lavorano ottimamente a compressione, se progettati allo scopo anche a momento (pressione e rotazione dell’elemento se sottoposto ad un carico) ma non a trazione. Da quasi l’idea che l’impalcato della strada non sia crollato verso il basso ma ha impresso una rotazione facendo perno sui piloni sottostanti che non aiutati probabilmente dagli stralli hanno a loro volta deposto le armi.

Sicuramente ora le polemiche andranno a mille, già ci sono genovesi che vorrebbero fare la festa ai No-gronda, i politici hanno iniziato a polemizzare e intanto ora la città è divisa a metà, la regione è divisa e a settembre, finite le ferie ed iniziate le scuole tutto sarà caos, mentre i politici, i comitati e la giunta si scanneranno inutilmente, il ponte non ci sarà piu’, si parla di una sua demolizione integrale, forse dovranno demolire anche otto palazzi posti a ridosso del manufatto per far posto al cantiere e far lavorare tutti in sicurezza durante la demolizione, forse si ricostruirà un ponte provvisorio che diverrà definitivo per molti anni a causa delle divisioni sulle opere da fare.

Ponte provvisorio, nato come provvisorio e quindi con una vita ipotetica breve, ma che con il passare del tempo restando li causando altri problemi ed altre preoccupazioni.

Personalmente oltre al dolore per chi non c’è piu’, allo sconforto per aver ipotizzato che un giorno o l’altro sarebbe successo qualcosa che avrebbe portato alla chiusura di una arteria necessaria ad una regione già abbastanza complessa e con un territorio fragile, ho dubbi su cosa accadrà nel medio e lungo periodo e preoccupazioni per cosa sarà Genova senza uno snodo adeguato, una Genova che negli ultimi tempi aveva iniziato insieme alla regione ad alzare la testa timidamente e che è tornata ora a terra, ferita.

I genovesi non si piegano facilmente, speriamo ci si rialzi rapidamente, battendo i pugni sul tavolo se verranno dette cretinate e facendo valere le necessità oggettive e non i personali interessi di alcuni. Forza Genova in piedi!

Mar
21

Riordino del nodo di San Benigno

Categoria Pensieri

A Genova è scattata una prova generale, che per molti suona come l’inizio di lavori effettivi, per verificare l’impatto di alcune modifiche alla viabilità in vista di una totale riconfigurazione del nodo stradale di San Benigno con una modifica abbastanza importante della zona della così detta “elicoidale”, dell’imbocco della sopraelevata e dell’uscita dell’autostrada di Genova Ovest.

Martedì sera il comune ha chiuso “temporaneamente” la rampa di accesso alla sopraelevata (Via Aldo Moro) da Via Cantore, sembra per saggiare l’impatto sulla viabilità e per verificare l’effettivo funzionamento della nuova rampa di accesso dal Matitone. Il risultato è stato che questa mattina il serpentone di auto in coda partiva da Via Reti e per circa 1,2 km arrivava fino alla rampa chiusa per proseguire fino alla nuova rampa costruita tempo fa e ad oggi scarsamente utilizzata.

Nonostante le rimostranze della circoscrizione di Sampierdarena il comune ha proseguito il progetto con la modifica della viabilità della zona, cosa che credo in parte interessi anche Autostrade per l’Italia ed altri enti, l’obbiettivo è quello di razionalizzare l’intera zona in vista delle modifiche di Via Lungomare Canepa (cantiere infinito per la tipologia di intervento).

Spulciando i documenti del comune resi disponibili alla consultazione mostrano la nuova configurazione, ancorchè schematica, e si riesce a capire cosa dovrebbe accadere nel medio periodo.

Oltre all’eliminazione della rampa di Via Cantore, sono partiti i lavori per la realizzazione di una nuova rampa proprio dal WTC per collegare Via di Francia alla sopralevata così da evitare l’elicoidale, poi si evince che verrà collegata la sopraelevata direttamente alla parte iniziale di Via Lungomare Canepa (suppongo andando a sfruttare parte della rampa di collegamento dell’uscita dell’autostrada e sfruttando una rampa presente da sempre e che collega la corsia verso levante della sopraelevata all’elicolidale e praticamente utilizzata pochissimo dal traffico a causa dell’anomala curvatura della stessa).

Si riscontra anche essere previsto un collegamento della sopraelevata con la strada proveniente dalla zona del varco dei traghetti (suppongo andando a creare una rampa nella zona attualmente occupata da una concessionaria di auto e lasciata priva di edifici).

Il collegamento del casello autostradale dovrebbe essere diretto con Lungomare Canepa, non è chiaro però come il traffico proveniente dal casello venga indirizzato alla sopraelevata direttamente, come è oggi, ma sembra essere dirottato verso la zona del matitone, insomma si prevede molto caos immotivato.

Interessante anche il nodo della Fiumara dove sono indicati i nuovi percorsi e da cui si capisce sommariamente che la parte terminale di Lungomare Canepa verrà collegato all’argine nuovo del Polcevera, cosa che potrebbe sgravare la zona di Via Avio sempre e costantemente congestionata da auto e mezzi pesanti (il comune ha autorizzato Spinelli a stoccare mezzi e continer vicino alla Fiumara e il conseguente traffico a causa del transito dei mezzi in certi orari è veramente frustrante).

Fonte: Il Secolo XIX

Cercando in rete ho trovato l’immagine riportata qua sopra da cui si capisce meglio la nuova configurazione dell’intera zona ad interventi ultimati. Sembra che la sopraelevata sarà collegata direttamente all’uscita dell’autostrada per mezzo di una nuova rampa, inoltre sembra siano previste nuove rotonde e uno snodo del porto.

Mar
01

Smartwatch

Categoria Pensieri

Nell’ultimo anno Prink mi ha donato, a fronte dell’acquisto di toner e cartucce per le stampanti dell’ufficio, ben due smartwatch, dopo un uso saltuario sono giunto alla conclusione che tali oggetti abbiano una utilità molto relativa, probabilmente anche perchè essendo dei regali a seguito di un certo importo speso non è che ci si possa trovare per le mani un iWatch o altri marchi blasonati.

Il primo smartwatch è stato una copia del cinese U8, sembra assurdo ma anche i cinesi si copiano tra loro, la versione originale dell’orologio ha un notevole mercato all’interno della Cina, costa poco e fa parecchie cose oltre che collegarsi al telefono via bluetooth, ad esempio permette di installare alcune app tra cui le previsioni meteo e ha un altimetro. La versione copia, che solitamente si trova su parecchi store online ad un costo irrisorio di pochi euro, ha ovviamente delle funzioni limitate.

Oltre a collegarsi al telefono, funziona da vivavoce (la qualità della voce per chi vi ascolta non è sempre il massimo), moltra in maniera minimale le notifiche che arrivano al telefono e oltre alle funzioni contapassi, cronometro e “antiperso” (la traduzione è veramente fatta male) che non altro avverte che ci si è allontanati dal telefono perchè smarrito o rubato suonando fino a quando non si torna vicino al terminale. Poi c’è la funzione che ricorda ogni quanto alzarsi, sulle prime fa sorridere, chi si dimentica di alzarsi dalla sedia? Però pensandoci personalmente passo molte ore seduto al PC a lavorare senza rendermene conto, l’orologio a cadenze programmate suona e ci ricorda di muoverci. Una funzione simpatica è quella che trasforma l’orologio in un telecomando per fare le fotografie (ovviamente con funzioni limitate rispetto alla norma) con tanto di schermo remoto per controllare l’inquadratura.

Una pecca è la batteria, con un uso limitato e senza usarlo senza telefonare dura poco meno di due giorni, in compenso si ricarica abbastanza rapidamente, se si ha un power bank il problema diventa ininfluente.

Il secondo smartwatch, un po’ più serio e pratico e la copia dello DZ09 o comunque una versione modificata con una memoria minore rispetto all’originale, che a sua volta non è altro che la copia del più blasonato Hannspree Prime Smartwatch.

La cassa è in metallo ed è dotato anche di una fotocamera con una risoluzione abbastanza bassa (240×240) posizionata sulla parte superiore della cassa ma con una inclinazione che rende difficile fare qualsiasi scatto se non facendo il contorsionista con il braccio, come riscontrabile nella successiva immagine.

Come la copia dell’U8 lo si può collegare al telefono via bluetooth, ma questo orologio ha la possibilità di alloggiare una scheda di memoria microSD per poter salvare le foto e trasformarlo in un lettore di MP3, inoltre permette di inserire una sim telefonica per utilizzare l’orologio come telefono, inoltre è dotato di vibrazione che si attiva all’arrivo di telefonate o notifiche.

Il comparto notifiche è abbastanza semplice da usare, tutto sommato lo schermo non è malvagio e anche alla luce le scritte sono leggibili, inoltre è abbastanza preciso, quindi non si commettono troppi errori nello scorrere le app o leggendo le notifiche. Tornando alle notifiche, nessuna possibilità di vedere le immagini che eventualmente arrivano al telefono, WhatsApp è visibile con una notifica doppia, non ne ho capito il motivo, ma senza poter visualizzare l’eventuale testo, quelle di Facebook invece vengono mostrate come sul telefono. Non si può rispondere, ma le dimensioni dello schermo non permettono di scrivere.

Usare la tastiera anche per comporre un numero o per usare la calcolatrice integrata è abbastanza impegnativo, si rischi di schiacciare più tasti, abbastanza improponibile.

Entrambi gli orologi hanno l’applicazione contapassi che però deve essere attivata a mano, non esistono sensori che gli facciano capire quando si sta camminando, inoltre sull’U8 clone viene indicata la distanza percorsa in miglia, sullo DZ09 vengono solo indicati i passi percorsi.

In sostanza essendo omaggi non sono malvagi, l’U8 è poco più che un giocattolo anche se l’aspetto generale non è malvagio, il Dz09 è nettamente migliore come qualità e lo schermo è più preciso e dettagliato.

Comunque resto dell’idea che in sintesi gli smartwatch abbiano una utilità relativa, comodo avere al polso un qualcosa che ti permetta di tenere d’occhio il telefono, ma essendo orologi notevolmente economici, non hanno il sensore che permette di accendere lo schermo quando si ruota il polso e si deve premere un tasto, quindi alla fine ci si distrae.

Feb
17

Siamo proprietari dei nostri dati online?

Categoria Pensieri

Alcune settimane fa la notizia che Amazon ha brevettato un braccialetto in grado di aiutare i suoi magazzinieri ad orientarsi nei loro immensi magazzini ha creato una serie di lamentele da parte dei lavoratori, dei sindacati ed alcuni politici. Tralasciando che il bracciale è solo un brevetto, in oggi non esiste, ho avuto uno scambio di idee con un amico su Facebook che mi ha fatto sorgere delle domande.

La discussione è nata sulla base che i dipendenti potrebbero essere obbligati ad indossarlo senza potersi opporre, allora io ho sollevato l’obiezione che molti di noi hanno uno smartphone, utilizziamo i social network taggando persone e posti, inoltre esprimiamo i nostri gusti andando a mettere i vari “like” e cuoricini, insomma una grande quantità di dati che possono essere utili, utilizzati e rivenduti a terzi.

Questi dati prendono il nome di big data, una quantità generata piu’ o meno volontariamente da tutti noi mentre navighiamo sui siti. Questa enorme quantità di dati, alle volte non riconducibili al singolo utente, vengono definiti “petrolio digitale”, riescono a fornire una marea di dati su abitudini, idee, pensieri, comportamenti e via discorrendo, permettendo di profilare grtandi masse di utenti, permettendo di prevedere gusti, mode e proporre pubblicità e prodotti andando quasi ad anticipare le richieste (l’idea del marketing da alcuni anni è riuscire a far arrivare un determinato prodotto all’utente che potrebbe acquistarlo ancora prima che possa essere quest’ultimo a cercarlo, il tutto basato sulla navigazione in rete).

Un esempio che ho potuto provare direttamente durante la navigazione con lo smartphone è stato quello di aver acquistato un album fotografico su Amazon e come per magia sulla app di Facebook compaiono annunci di Amazon che rimandano a prodotti simili. Altro caso provato è stata una ricerca online relativamente ad uno smartwatch che Prink mi ha regalato, come per magia durante la navigazione su Facebook compaiono annunci di Geekbuy e di Wish relativi a smartwatch!

Tornando alla discussione con l’amico su Facebook (ma anche nella vita reale) è stato che possiamo scegliere di non utilizzare un determinato prodotto, possiamo decidere di non avere un computer, uno smartphone o un televisore, ma ne siamo sicuri?

Tempo fa, dopo l’uscita del film “Nemico pubblico” con Will Smith, si è molto parlato dell’impossibilità di essere invisibili alla raccolta di dati effettuata da terzi, e quando il film è uscito la tecnologia non era ancora così permeata nella nostra vita.

Un esperto di privacy aveva detto cosa una persona dovrebbe fare sparire, praticamente non si deve avere un conto corrente, un telefono di qualsiasi tipo e generazione, una macchina, non passare davanti alle telecamere di controllo del traffico e di sicurezza, non viaggiare in treno, aereo, nave… praticamente non esistere, difficile nel mondo di oggi, ma anche quello passato.

Poi c’è la questione della volontarietà di fornire o meno dati a provider, programmatori, siti e produttori di device digitali. Chi ha mai letto attentamente il contratto che si sottoscrivere alla prima accensione di un cellulare? Credo nessuno, confermiamo perchè vogliamo usare il cellulare nuovo senza pensarci troppo, ammettiamolo. Ebbene, se leggessimo attentamente il contratto penso che in pochi lo sottoscriverebbero, infatti molti dati inseriti nel telefono saranno in un modo o nell’altro inviati ai server del produttore di turno che non dovrebbe riutilizzarli o rivenderli, ma quanto ne siamo sicuri? Chi può controllare? Poi ci sono le app, anche loro chiedono il consenso ad accedere ad una serie di informazioni e funzioni del telefono, ad esempio la posizione, la fotocamera, l’elenco dei contatti e così via, in molti casi vietare l’accesso a tutte o parte delle informazioni non permette l’utilizzo della app. Ad esempio Facebook, se non viene modificata l’opzione relativa, diventa proprietaria delle nostre foto caricate nel social network per poi riutilizzarle come meglio crede senza ulteriori informazioni.

Insomma la volontarietà mi sembra abbastanza falsata, come l’esistenza della privacy, che di fatto in oggi non è molto protetta.

Dic
29

La maleducazione imperante

Categoria Pensieri

In questi giorni di festa, complice l’influenza, sono rimasto a casa. Almeno un motivo per riposarmi un attimo delle corse fatte negli ultimi mesi ed impegni che mi hanno sfinito.

Nonostante gli urbanisti abbiano visto un modo di far vivere le persone senza dover erodere ed urbanizzare aree circostanti le città e cercare di fortificare i rapporti tra la popolazione, la qualità costruttiva degli edifici e l’educazione delle persone invece hanno creato sempre più tensioni tra chi popola i palazzi.

Non che in quasi sette anni non mi sia mai reso conto che l’edificio è popolato da alcuni individui decisamente eccentrici, tutt’altro, ma negli ultimi giorni ho notato che complici le feste la maleducazione e la straffottenza hanno ormai vinto sull’educazione.

Il palazzo dove dimoro è composto da 38 unità, quasi tutte abitate (per fortuna alcune sono vuote!), e quelle che mi circondano sono veramente da record.

Al piano di sopra c’è chi per entrare ed uscire di casa sbatte la porta con una violenza tale da far saltare sulla sedia chi magari viene a trovarci e lasciando sul viso stupore e sorpresa. Il cane che abbaia in maniera ripetuta ad ogni ora e la figlia insieme a madre e nonna che urlano gioiose nelle scale e nell’androne del portone.

Sempre al piano di sopra c’è una famiglia di orsetti lavatori, docce alla mattina che durano ore ed ore (si vedono i consumi di acqua a consuntivo con numeri da capogiro, e non è che in casa non ci laviamo!) ma che da il massimo con l’assolo di ringhiera del poggiolo in stile concerto metal immancabile al sabato o alla domenica mattina preferibilmente verso le 7.00, massimo 8.00! Il tutto completato da una strana usanza di oggetti di ogni tipo che cadono in continuazione, mi sono fatto l’idea che madre e figlia stiano frequentando un corso di giocoleria nella peggiore scuola circense mai esistita o che siano difficili allieve con problemi di apprendimento.

Fortunatamente al piano i vicini sono tranquilli e non creano problemi, anzi.

Al piano di sotto altra famiglia numerosa che quando si riunisce fa gioire i bambini facendoli correre per tutta casa sbattendo mobili e facendo la lotta, salvo poi limitarsi ad estenuanti allenamenti di ore di corsa, probabilmente avremo dei futuri centometristi in erba! Quando poi non capita che debbano andare a qualche evento sempre nei fine settimana con abbigliamento consono e completo di tacchi indossati ovviamente almeno un paio di ore prima dell’uscita definitiva dall’abitazione, tempo impiegato ovviamente per fare tutte le faccende domestiche o per provare a calpestare ogni centimetro libero del pavimento di casa!

Poi esistono personaggi che si divertono a sporcare le scale, portone, ascensore, vetri appena puliti dall’impresa di pulizie andata via 2 minuti prima, abbattendo vasi, portando via la spazzatura conservata per l’occasione da 15 giorni e che ha prodotto quel preziosissimo e profumatissimo liquido che si dissemina in dono ovunque, oppure pesta un regalino di qualche educato dotato di cane lasciato per strada e disseminandolo ovunque per poi coprirlo con i volantini del supermercato, salvo non essere l’educato possessore di cane che dopo ore di attesa non riesce ad arrivare fuori dal portone e allaga quest’ultimo, ovviamente senza pensare di pulire ma ricoprendo il tutto con l’immancabile e multiuso volantino dalle mille qualità.

Poi ci sono i visitatori che vanno a trovare l’intelligente di turno che dopo una lunga serata, probabilmente passata in casa dell’ospite in silenzio, in fase di allontanamento a mezzanotte o piu’ decidono di raccontarsi la loro vita, ovviamente urlando, nelle scale e nel portone del condominio.

Insomma, il mondo è ormai vinto da maleducati e cafoni che si stupiscono se qualcuno ha qualcosa da ridire sul loro comportamento e anzi gliene viene ancora se qualcuno si osa riprenderli. Quindi per il 2017 il proposito sara’ essere piu’ cafone degli altri e vivere bene!

Mag
23

CELESTE addio, benvenuto TerMus CE

Categoria Pensieri

Attestato di Prestazione Energetica

Da alcune settimane, dopo una serie infinita e sfiancante di problemi, ho deciso di andare altrove per riuscire a fare decentemente e senza troppi intoppi una certificazione energetica.

Chi ha letto i miei post sia qua che su Facebook avrà notato che, insieme ad altri colleghi ed amici, i problemi creano uno stato d’ansia e sconforto palpabile, il risultato nei miei confronti è stato di enorme stress e nervosismo.

Dopo varie valutazioni, facendo certificazioni quasi ogni settimana, ho deciso di affidarmi a TerMus CE della ACCA Software. Il programma ha un enorme vantaggio, funziona offline, quindi lo si può usare anche senza la connessione richiesta dal maledettissimo CELESTE!

Il programma integra tutte le normative delle singole regioni che hanno legiferato (solo in Italia siamo tanto tanardi da avere una legge nazionale e tante leggi regionali, senza contare che alcune regioni nemmeno hanno legiferato infischiandosene delle leggi nazionali), inoltre sono presenti tre modalità, lo studio termico dell’edificio, la certificazione energetica normale e quella rapida.

La prima voce non l’ho provata, mentre ho provato la certificazione normale e quella rapida, la normale permette di inserire una planimetria, scansionata o in DWG/DXF (si può inoltre far generare gli spiccati delle strutture in modalità automatica al programma impostando i layer) e poi si parte creando la banca dati delle strutture e delle varie componenti dell’edificio fino all’impianto termico.

La modalità veloce, pratica per appartamenti, è veramente rapida da utilizzare e molto semplice da capire, ma non permette di utilizzare una planimetria perchè le varie superfici le si inserisce a mano, ma la cosa non è così complessa, io solitamente mi rimisuro l’immobile e mi rifaccio la planimetria da zero in modo da poter avere una base chiara e pratica da utilizzare.

Il programma vale il costo, tenuto conto che a differenza della Regione Liguria, con ACCA si ha l’assistenza per un anno per eventuali problemi, cosa che con IRE non accade, visto che solitamente i telefoni sono sempre occupati o non risponde nessuno, lasciamo perdere l’assistenza via email (io aspetto ancora una risposta da due anni per un problema poi risolto!).

Unnica pecca, per generare l’XML da inviare alla regione si deve comunque accedere a CELESTE ed importare il file che TerMus genera, inoltre alcune voci richiedono piccoli interventi da parte dell’utente, probabilmente CELESTE non digerisce programmi esterni e cerca di creare ostacoli e problemi!

A questo punto CELESTE bye bye senza remore!

Apr
27

Follie del comune

Categoria Pensieri

Ieri è stata una giornata strana, lavorativamente parlando, mi sono sentito per un attimo come Alice nel paese delle meraviglie!

Sto seguendo due pratiche che richiedono in maniera diversa gli uffici comunali e i vigili urbani.

Paletti della discordia

Il primo intervento è la richiesta di un condominio di installare dei paletti per proteggere un marciapiede privato dove sistematicamente parcheggiano auto e furgoni, andando a danneggiare la pavimentazione e le grate dell’intercapedine, con il rischio di far cadere i pedoni (il bello è che siamo un pieno divieto di sosta).

Parlo con la funzionaria dell’ufficio, mostrando tanto di fotografia e spiegando la necessità, mi consegna un modulo da compilare a cui vanno allegati altri documenti e l’immancabile modulo per il pagamento della gabella di turno.

Preparo tutti i documenti e li faccio firmare all’amministratore del condominio, pago la gabella e consegno la documentazione all’ufficio, nel pomeriggio vengo richiamato al telefono dalla funzionaria la quale mi dice non essere possibile ottenere il nulla osta per l’installazione dei paletti e catenelle (chi ha parlato di catenelle non mi è chiaro) perchè il passaggio sul marciapiede, ancorchè privato, è di uso pubblico. Accertato che non è intenzione del condominio inibire il transito dei pedoni ma evitare che le macchine e i furgoni parcheggino sul marciapiede! Inoltre la presenza dei paletti non intralcia minimamente i pedoni!

Vengo dirottato su altro ufficio, la cui risposta mi era già nota e che mi viene ribadita, non se ne occupano loro e c’è un buco normativo da parte del comune!

Scrivo una mail, così da avere memoria di cosa è accaduta, all’ufficio rimarcando quali sono le mie intenzione e i motivi e che l’ufficio del traffico non ha competenza alcuna sui paletti, anche se potrebbero esserci problemi di sicurezza.

La funzionaria stizzita mi ha risposto che vista la mia insistenza avrebbe mandato avanti la pratica per l’ottenimento dei pareri e che poi mi avrebbe fatto conoscere l’esito della pratica ancorchè a suo dire non corretta!

Traduttore per vigili urbani

Secondo round con funzionari pubblici, questa volta ispettore dei vigili urbani, settore pubblica incolumità! Mi ritrovo con un distacco di intonaco pericolante, intervengono i vigili del fuoco e la municipale a seguito di esposto del condominio davanti.

Il muraglione in parte è di proprietà del condominio da cui ho avuto incarico di occuparmi della questione, una parte è di terzi estranei al condominio che in origine erano proprietari dell’intera area.

L’amministratore durante le operazioni di messa in sicurezza fa mettere a verbale che una porzione non è di interesse del condominio. I vigili fanno una mera verifica catastale (il catasto non prova nulla se esistono altri documenti di rango superiore) con il loro ufficio tecnico e sostengono essere tutto del condominio.

Nel frattempo io cerco in archivio notarile gli atti di acquisto del terreno dall’allora proprietario e il costruttore, e salta fuori con mia somma gioia che il terreno e il muro conteso sono in capo all’allora proprietario, scrivo relazione e la invio con una bella PEC al comune! Da li non si sa più nulla!

Ieri chiamo l’ispettore intervenuto, cerco di capire se hanno recepito i documenti e mi viene risposto che i documenti sono arrivati e sono stati trasmessi all’ufficio tecnico per valutazione e traduzione per essere messi in una forma comprensibile alla municipale!

Posso capire che eventuali tecnicismi siano un po’ complessi e difficilmente comprensibili a chi non è addetto ai lavori, ma tutto sommato credevo che un atto d’acquisto, con a corredo una planimetria abbastanza chiara, fosse comprensibile ai più, ma mi sbagliavo a quanto pare, quindi se parlate con un vigile assicuratevi di avere vicino un traduttore che potrà fare da tramite tra voi e loro, non si sa mai cosa potrebbero o non potrebbero comprendere!

Gen
13

Realtà e finzione

Categoria Pensieri

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Settimana scorsa è finita la 4^ stagione del telefilm Person Of Interest e pare da alcune indiscrezioni che la prossima potrebbe essere l’ultima, forse hanno timore di stufare come altre serie durate troppo che alla fine sapevano di minestra riscaldata.

La serie appena terminata ha narrato della crescita di una IA “cattiva” Samaritan e della segregazione della IA “buona” La macchina, molti colpi di scena, personaggi nuovi e vecchi tornati, dipartite e altro.

Nei fatti narrati sono stati trattati collegamenti pericolosi tra politica, finanza e computer, il tutto con una buona dose di finzione ben costruita che però a ben pensare è abbastanza credibile e realizzabile senza troppi problemi.

Uno dei fatti che mi ha colpito è la possibilità di manomettere le votazioni politiche in posti come in America dove vengono impiegati computer al posto, tutto sommato i dati vengono inseriti in una rete e si sa che i numeri sono facilmente manipolabili e scarsamente verificabili se non si ha una pezza giustificativa (vedasi le schede elettorali vidimate come facciamo in Italia, nonostante sia un sistema obsoleto e poco pratico da utilizzare per conteggi e verifiche in caso di contestazioni).

Altro tema trattato è stato quello di una improvvisa depressione dei titoli azionari con un tentativo di creare una depressione economica, anche in questo caso molti degli scambi nelle borse di tutto il mondo sono automatizzati e l’intervento dell’essere umano è ormai relativo, in caso di variazioni consistenti dei titoli il sistema dovrebbe autonomamente contenere le perdite o i rialzi per non creare shock sul mercato. Anche in questo caso i dati manipolabili sono numeri e stringhe di calcolo.

I complottisti probabilmente hanno sempre pensato che ci sia qualcuno al di sopra di tutto e tutti che controlla, governa e decide in barba alle regole generali e con il solo scopo di arricchirsi e dominare sulle scelte della popolazione. La cosa affascinante è che il controllo messo in pratica nel telefilm è una macchina che a dire dell’inventore dovrebbe migliorare la vita sulla terra, mentre poi si vedrà che lo scopo è quello di comandare e dominare disinteressandosi dell’umanità (ci vedo un po’ l’idea di base di Matrix, dove le macchine prendono il sopravvento per continuare ad esistere).

I sistemi di controllo durante le varie stagioni di P.O.I. sono stati individuati nei cellulari/tablet/PC (Edward Snowden insegna) con cui i malintenzionati possono ascoltare e vedere, i social network come affermato da Harold, l’informatico del telefilm e creatore della macchina “buona”, sostenitore della tesi che tali piattaforme siano state create volontariamente dal governo per poter avere facilmente informazioni dai cittadini e soprattutto in maniera spontanea senza dover ricorrere all’NSA o comunque limitandone la visibilità.

Tutti i dati ottenuti in questa maniera legati ai comportamenti ed ai pensieri, inseriti in un super computer progettato ad hoc, possono creare un profilo della popolazione e quindi far emergere improvvisi cambi di abitudini e pensieri, il tutto per scovare chi vuole delinquere a vari livelli.

Si sa che tutti i sistemi digitali contengono quantità notevoli di informazioni, se poi si utilizzano i social network, la geolocalizzazione, chat e chi più ne ha più ne metta è facile ricostruire comportamenti, abitudini e luoghi visitati. Ad oggi si sa che alcuni ladri hanno sfruttato le informazioni di Twitter e Facebook per svaligiare case di chi era in ferie! Pertanto non è difficile prevedere e verificare le informazioni, basti pensare alle celle telefoniche che danno l’idea se una persona era vicino ad un certo luogo.

Mettendo tutto nel calderone Edward Snowden forse tutti i torti non li ha, gli Stati dietro alla scusante di difendere il proprio territorio e la propria popolazione spiano di fatto tutti e raccolgono informazioni che poi possono semplicemente diventare denaro sonante (profilazione) o un’arma.

Basti pensare che a seguito del recente attentato di Parigi, il nostro Governo ha in mente di rendere smart le telecamere di sorveglianza presenti nelle città in maniera che si possa prenderne visione in maniera più semplice di come è oggi e cioè mettendole in rete e permettere alle forze dell’ordine di accedervi in qualsiasi momento. Il grande fratello diventerà realtà? Per ora sono state le parole di un politico, ma sicuramente le pressioni ci sono, come l’idea di mettere in comunicazione tutte le banche dati delle forze dell’ordine nel mondo e questo mi fa pensare ad una entità di rango maggiore a quelli in oggi presenti che controllerà in maniera unica e centrale il flusso delle informazioni che oggi restano in parte all’interno di determinati confini.

Forse non molti sanno che buona parte degli Stati del mondo civilizzato ed informatizzato, impiegano filtri di rete, in larga parte realizzati dalla Cisco System, il cui compito è quello di filtrare le richieste degli utenti e la possibilità di accedere o meno a determinati siti e contenuti.

Nessun problema quando vengono bloccati (oscurati) siti pedofili, terroristici o che inneggiano all’odio razziale e a piattaforme di gioco online come certi casinò non autorizzati o ritenuti illegali in determinate nazioni, in Italia i blocchi sono solitamente di questo tipo e vengono applicati a seguito di indicazioni della magistratura, ma altre nazioni come la Cina, per fare un esempio, gli accessi a determinati contenuti liberamente fruibili nel resto del mondo come ad esempio Wikipedia, vengono oscurati perchè lo Stato li ritiene pericolosi (l’ignoranza è amica degli Stati totalitari, è più facile governare gli ignoranti e non avrò molte contestazioni). Il controllo della rete è molto più ampio di quello che si crede e le informazioni non sempre sono reperibili, controllare internet, ritenuto da molti libero, può aiutare a controllare le coscienze e le opinioni delle persone. Un po’ come per anni è stato controllare la carta stampata e i telegiornali, posso raccontare la mia verità o decidere di non parlare di determinate cose in maniera di non crearmi problemi o spingere la gente a fare determinati atti. Un esempio lampante sono stati due servizi del TG di La7 e del TG4 dove sono state messe in onda delle immagini di quanto successo il 31 dicembre a Colonia dove si vede una donna accerchiata da molti uomini che la spingono e la maltrattano, peccato che il filmato sia di circa 2/3 anni fa e sia stato girato in Egitto durante le proteste della primavera araba! Qua la rete ha fatto scovare il trucco, ma come posso mostrare una cosa, posso anche decidere di nasconderla abbastanza facilmente.

Alle volte sembra che realtà e fantasia viaggino di pari passo, ma qualche volta la realtà è molto più incredibile.