Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Archivio per la categoria ‘Pensieri’

Mar
21

Riordino del nodo di San Benigno

Categoria Pensieri

A Genova è scattata una prova generale, che per molti suona come l’inizio di lavori effettivi, per verificare l’impatto di alcune modifiche alla viabilità in vista di una totale riconfigurazione del nodo stradale di San Benigno con una modifica abbastanza importante della zona della così detta “elicoidale”, dell’imbocco della sopraelevata e dell’uscita dell’autostrada di Genova Ovest.

Martedì sera il comune ha chiuso “temporaneamente” la rampa di accesso alla sopraelevata (Via Aldo Moro) da Via Cantore, sembra per saggiare l’impatto sulla viabilità e per verificare l’effettivo funzionamento della nuova rampa di accesso dal Matitone. Il risultato è stato che questa mattina il serpentone di auto in coda partiva da Via Reti e per circa 1,2 km arrivava fino alla rampa chiusa per proseguire fino alla nuova rampa costruita tempo fa e ad oggi scarsamente utilizzata.

Nonostante le rimostranze della circoscrizione di Sampierdarena il comune ha proseguito il progetto con la modifica della viabilità della zona, cosa che credo in parte interessi anche Autostrade per l’Italia ed altri enti, l’obbiettivo è quello di razionalizzare l’intera zona in vista delle modifiche di Via Lungomare Canepa (cantiere infinito per la tipologia di intervento).

Spulciando i documenti del comune resi disponibili alla consultazione mostrano la nuova configurazione, ancorchè schematica, e si riesce a capire cosa dovrebbe accadere nel medio periodo.

Oltre all’eliminazione della rampa di Via Cantore, sono partiti i lavori per la realizzazione di una nuova rampa proprio dal WTC per collegare Via di Francia alla sopralevata così da evitare l’elicoidale, poi si evince che verrà collegata la sopraelevata direttamente alla parte iniziale di Via Lungomare Canepa (suppongo andando a sfruttare parte della rampa di collegamento dell’uscita dell’autostrada e sfruttando una rampa presente da sempre e che collega la corsia verso levante della sopraelevata all’elicolidale e praticamente utilizzata pochissimo dal traffico a causa dell’anomala curvatura della stessa).

Si riscontra anche essere previsto un collegamento della sopraelevata con la strada proveniente dalla zona del varco dei traghetti (suppongo andando a creare una rampa nella zona attualmente occupata da una concessionaria di auto e lasciata priva di edifici).

Il collegamento del casello autostradale dovrebbe essere diretto con Lungomare Canepa, non è chiaro però come il traffico proveniente dal casello venga indirizzato alla sopraelevata direttamente, come è oggi, ma sembra essere dirottato verso la zona del matitone, insomma si prevede molto caos immotivato.

Interessante anche il nodo della Fiumara dove sono indicati i nuovi percorsi e da cui si capisce sommariamente che la parte terminale di Lungomare Canepa verrà collegato all’argine nuovo del Polcevera, cosa che potrebbe sgravare la zona di Via Avio sempre e costantemente congestionata da auto e mezzi pesanti (il comune ha autorizzato Spinelli a stoccare mezzi e continer vicino alla Fiumara e il conseguente traffico a causa del transito dei mezzi in certi orari è veramente frustrante).

Fonte: Il Secolo XIX

Cercando in rete ho trovato l’immagine riportata qua sopra da cui si capisce meglio la nuova configurazione dell’intera zona ad interventi ultimati. Sembra che la sopraelevata sarà collegata direttamente all’uscita dell’autostrada per mezzo di una nuova rampa, inoltre sembra siano previste nuove rotonde e uno snodo del porto.

Mar
01

Smartwatch

Categoria Pensieri

Nell’ultimo anno Prink mi ha donato, a fronte dell’acquisto di toner e cartucce per le stampanti dell’ufficio, ben due smartwatch, dopo un uso saltuario sono giunto alla conclusione che tali oggetti abbiano una utilità molto relativa, probabilmente anche perchè essendo dei regali a seguito di un certo importo speso non è che ci si possa trovare per le mani un iWatch o altri marchi blasonati.

Il primo smartwatch è stato una copia del cinese U8, sembra assurdo ma anche i cinesi si copiano tra loro, la versione originale dell’orologio ha un notevole mercato all’interno della Cina, costa poco e fa parecchie cose oltre che collegarsi al telefono via bluetooth, ad esempio permette di installare alcune app tra cui le previsioni meteo e ha un altimetro. La versione copia, che solitamente si trova su parecchi store online ad un costo irrisorio di pochi euro, ha ovviamente delle funzioni limitate.

Oltre a collegarsi al telefono, funziona da vivavoce (la qualità della voce per chi vi ascolta non è sempre il massimo), moltra in maniera minimale le notifiche che arrivano al telefono e oltre alle funzioni contapassi, cronometro e “antiperso” (la traduzione è veramente fatta male) che non altro avverte che ci si è allontanati dal telefono perchè smarrito o rubato suonando fino a quando non si torna vicino al terminale. Poi c’è la funzione che ricorda ogni quanto alzarsi, sulle prime fa sorridere, chi si dimentica di alzarsi dalla sedia? Però pensandoci personalmente passo molte ore seduto al PC a lavorare senza rendermene conto, l’orologio a cadenze programmate suona e ci ricorda di muoverci. Una funzione simpatica è quella che trasforma l’orologio in un telecomando per fare le fotografie (ovviamente con funzioni limitate rispetto alla norma) con tanto di schermo remoto per controllare l’inquadratura.

Una pecca è la batteria, con un uso limitato e senza usarlo senza telefonare dura poco meno di due giorni, in compenso si ricarica abbastanza rapidamente, se si ha un power bank il problema diventa ininfluente.

Il secondo smartwatch, un po’ più serio e pratico e la copia dello DZ09 o comunque una versione modificata con una memoria minore rispetto all’originale, che a sua volta non è altro che la copia del più blasonato Hannspree Prime Smartwatch.

La cassa è in metallo ed è dotato anche di una fotocamera con una risoluzione abbastanza bassa (240×240) posizionata sulla parte superiore della cassa ma con una inclinazione che rende difficile fare qualsiasi scatto se non facendo il contorsionista con il braccio, come riscontrabile nella successiva immagine.

Come la copia dell’U8 lo si può collegare al telefono via bluetooth, ma questo orologio ha la possibilità di alloggiare una scheda di memoria microSD per poter salvare le foto e trasformarlo in un lettore di MP3, inoltre permette di inserire una sim telefonica per utilizzare l’orologio come telefono, inoltre è dotato di vibrazione che si attiva all’arrivo di telefonate o notifiche.

Il comparto notifiche è abbastanza semplice da usare, tutto sommato lo schermo non è malvagio e anche alla luce le scritte sono leggibili, inoltre è abbastanza preciso, quindi non si commettono troppi errori nello scorrere le app o leggendo le notifiche. Tornando alle notifiche, nessuna possibilità di vedere le immagini che eventualmente arrivano al telefono, WhatsApp è visibile con una notifica doppia, non ne ho capito il motivo, ma senza poter visualizzare l’eventuale testo, quelle di Facebook invece vengono mostrate come sul telefono. Non si può rispondere, ma le dimensioni dello schermo non permettono di scrivere.

Usare la tastiera anche per comporre un numero o per usare la calcolatrice integrata è abbastanza impegnativo, si rischi di schiacciare più tasti, abbastanza improponibile.

Entrambi gli orologi hanno l’applicazione contapassi che però deve essere attivata a mano, non esistono sensori che gli facciano capire quando si sta camminando, inoltre sull’U8 clone viene indicata la distanza percorsa in miglia, sullo DZ09 vengono solo indicati i passi percorsi.

In sostanza essendo omaggi non sono malvagi, l’U8 è poco più che un giocattolo anche se l’aspetto generale non è malvagio, il Dz09 è nettamente migliore come qualità e lo schermo è più preciso e dettagliato.

Comunque resto dell’idea che in sintesi gli smartwatch abbiano una utilità relativa, comodo avere al polso un qualcosa che ti permetta di tenere d’occhio il telefono, ma essendo orologi notevolmente economici, non hanno il sensore che permette di accendere lo schermo quando si ruota il polso e si deve premere un tasto, quindi alla fine ci si distrae.

Feb
17

Siamo proprietari dei nostri dati online?

Categoria Pensieri

Alcune settimane fa la notizia che Amazon ha brevettato un braccialetto in grado di aiutare i suoi magazzinieri ad orientarsi nei loro immensi magazzini ha creato una serie di lamentele da parte dei lavoratori, dei sindacati ed alcuni politici. Tralasciando che il bracciale è solo un brevetto, in oggi non esiste, ho avuto uno scambio di idee con un amico su Facebook che mi ha fatto sorgere delle domande.

La discussione è nata sulla base che i dipendenti potrebbero essere obbligati ad indossarlo senza potersi opporre, allora io ho sollevato l’obiezione che molti di noi hanno uno smartphone, utilizziamo i social network taggando persone e posti, inoltre esprimiamo i nostri gusti andando a mettere i vari “like” e cuoricini, insomma una grande quantità di dati che possono essere utili, utilizzati e rivenduti a terzi.

Questi dati prendono il nome di big data, una quantità generata piu’ o meno volontariamente da tutti noi mentre navighiamo sui siti. Questa enorme quantità di dati, alle volte non riconducibili al singolo utente, vengono definiti “petrolio digitale”, riescono a fornire una marea di dati su abitudini, idee, pensieri, comportamenti e via discorrendo, permettendo di profilare grtandi masse di utenti, permettendo di prevedere gusti, mode e proporre pubblicità e prodotti andando quasi ad anticipare le richieste (l’idea del marketing da alcuni anni è riuscire a far arrivare un determinato prodotto all’utente che potrebbe acquistarlo ancora prima che possa essere quest’ultimo a cercarlo, il tutto basato sulla navigazione in rete).

Un esempio che ho potuto provare direttamente durante la navigazione con lo smartphone è stato quello di aver acquistato un album fotografico su Amazon e come per magia sulla app di Facebook compaiono annunci di Amazon che rimandano a prodotti simili. Altro caso provato è stata una ricerca online relativamente ad uno smartwatch che Prink mi ha regalato, come per magia durante la navigazione su Facebook compaiono annunci di Geekbuy e di Wish relativi a smartwatch!

Tornando alla discussione con l’amico su Facebook (ma anche nella vita reale) è stato che possiamo scegliere di non utilizzare un determinato prodotto, possiamo decidere di non avere un computer, uno smartphone o un televisore, ma ne siamo sicuri?

Tempo fa, dopo l’uscita del film “Nemico pubblico” con Will Smith, si è molto parlato dell’impossibilità di essere invisibili alla raccolta di dati effettuata da terzi, e quando il film è uscito la tecnologia non era ancora così permeata nella nostra vita.

Un esperto di privacy aveva detto cosa una persona dovrebbe fare sparire, praticamente non si deve avere un conto corrente, un telefono di qualsiasi tipo e generazione, una macchina, non passare davanti alle telecamere di controllo del traffico e di sicurezza, non viaggiare in treno, aereo, nave… praticamente non esistere, difficile nel mondo di oggi, ma anche quello passato.

Poi c’è la questione della volontarietà di fornire o meno dati a provider, programmatori, siti e produttori di device digitali. Chi ha mai letto attentamente il contratto che si sottoscrivere alla prima accensione di un cellulare? Credo nessuno, confermiamo perchè vogliamo usare il cellulare nuovo senza pensarci troppo, ammettiamolo. Ebbene, se leggessimo attentamente il contratto penso che in pochi lo sottoscriverebbero, infatti molti dati inseriti nel telefono saranno in un modo o nell’altro inviati ai server del produttore di turno che non dovrebbe riutilizzarli o rivenderli, ma quanto ne siamo sicuri? Chi può controllare? Poi ci sono le app, anche loro chiedono il consenso ad accedere ad una serie di informazioni e funzioni del telefono, ad esempio la posizione, la fotocamera, l’elenco dei contatti e così via, in molti casi vietare l’accesso a tutte o parte delle informazioni non permette l’utilizzo della app. Ad esempio Facebook, se non viene modificata l’opzione relativa, diventa proprietaria delle nostre foto caricate nel social network per poi riutilizzarle come meglio crede senza ulteriori informazioni.

Insomma la volontarietà mi sembra abbastanza falsata, come l’esistenza della privacy, che di fatto in oggi non è molto protetta.

Dic
29

La maleducazione imperante

Categoria Pensieri

In questi giorni di festa, complice l’influenza, sono rimasto a casa. Almeno un motivo per riposarmi un attimo delle corse fatte negli ultimi mesi ed impegni che mi hanno sfinito.

Nonostante gli urbanisti abbiano visto un modo di far vivere le persone senza dover erodere ed urbanizzare aree circostanti le città e cercare di fortificare i rapporti tra la popolazione, la qualità costruttiva degli edifici e l’educazione delle persone invece hanno creato sempre più tensioni tra chi popola i palazzi.

Non che in quasi sette anni non mi sia mai reso conto che l’edificio è popolato da alcuni individui decisamente eccentrici, tutt’altro, ma negli ultimi giorni ho notato che complici le feste la maleducazione e la straffottenza hanno ormai vinto sull’educazione.

Il palazzo dove dimoro è composto da 38 unità, quasi tutte abitate (per fortuna alcune sono vuote!), e quelle che mi circondano sono veramente da record.

Al piano di sopra c’è chi per entrare ed uscire di casa sbatte la porta con una violenza tale da far saltare sulla sedia chi magari viene a trovarci e lasciando sul viso stupore e sorpresa. Il cane che abbaia in maniera ripetuta ad ogni ora e la figlia insieme a madre e nonna che urlano gioiose nelle scale e nell’androne del portone.

Sempre al piano di sopra c’è una famiglia di orsetti lavatori, docce alla mattina che durano ore ed ore (si vedono i consumi di acqua a consuntivo con numeri da capogiro, e non è che in casa non ci laviamo!) ma che da il massimo con l’assolo di ringhiera del poggiolo in stile concerto metal immancabile al sabato o alla domenica mattina preferibilmente verso le 7.00, massimo 8.00! Il tutto completato da una strana usanza di oggetti di ogni tipo che cadono in continuazione, mi sono fatto l’idea che madre e figlia stiano frequentando un corso di giocoleria nella peggiore scuola circense mai esistita o che siano difficili allieve con problemi di apprendimento.

Fortunatamente al piano i vicini sono tranquilli e non creano problemi, anzi.

Al piano di sotto altra famiglia numerosa che quando si riunisce fa gioire i bambini facendoli correre per tutta casa sbattendo mobili e facendo la lotta, salvo poi limitarsi ad estenuanti allenamenti di ore di corsa, probabilmente avremo dei futuri centometristi in erba! Quando poi non capita che debbano andare a qualche evento sempre nei fine settimana con abbigliamento consono e completo di tacchi indossati ovviamente almeno un paio di ore prima dell’uscita definitiva dall’abitazione, tempo impiegato ovviamente per fare tutte le faccende domestiche o per provare a calpestare ogni centimetro libero del pavimento di casa!

Poi esistono personaggi che si divertono a sporcare le scale, portone, ascensore, vetri appena puliti dall’impresa di pulizie andata via 2 minuti prima, abbattendo vasi, portando via la spazzatura conservata per l’occasione da 15 giorni e che ha prodotto quel preziosissimo e profumatissimo liquido che si dissemina in dono ovunque, oppure pesta un regalino di qualche educato dotato di cane lasciato per strada e disseminandolo ovunque per poi coprirlo con i volantini del supermercato, salvo non essere l’educato possessore di cane che dopo ore di attesa non riesce ad arrivare fuori dal portone e allaga quest’ultimo, ovviamente senza pensare di pulire ma ricoprendo il tutto con l’immancabile e multiuso volantino dalle mille qualità.

Poi ci sono i visitatori che vanno a trovare l’intelligente di turno che dopo una lunga serata, probabilmente passata in casa dell’ospite in silenzio, in fase di allontanamento a mezzanotte o piu’ decidono di raccontarsi la loro vita, ovviamente urlando, nelle scale e nel portone del condominio.

Insomma, il mondo è ormai vinto da maleducati e cafoni che si stupiscono se qualcuno ha qualcosa da ridire sul loro comportamento e anzi gliene viene ancora se qualcuno si osa riprenderli. Quindi per il 2017 il proposito sara’ essere piu’ cafone degli altri e vivere bene!

Mag
23

CELESTE addio, benvenuto TerMus CE

Categoria Pensieri

Attestato di Prestazione Energetica

Da alcune settimane, dopo una serie infinita e sfiancante di problemi, ho deciso di andare altrove per riuscire a fare decentemente e senza troppi intoppi una certificazione energetica.

Chi ha letto i miei post sia qua che su Facebook avrà notato che, insieme ad altri colleghi ed amici, i problemi creano uno stato d’ansia e sconforto palpabile, il risultato nei miei confronti è stato di enorme stress e nervosismo.

Dopo varie valutazioni, facendo certificazioni quasi ogni settimana, ho deciso di affidarmi a TerMus CE della ACCA Software. Il programma ha un enorme vantaggio, funziona offline, quindi lo si può usare anche senza la connessione richiesta dal maledettissimo CELESTE!

Il programma integra tutte le normative delle singole regioni che hanno legiferato (solo in Italia siamo tanto tanardi da avere una legge nazionale e tante leggi regionali, senza contare che alcune regioni nemmeno hanno legiferato infischiandosene delle leggi nazionali), inoltre sono presenti tre modalità, lo studio termico dell’edificio, la certificazione energetica normale e quella rapida.

La prima voce non l’ho provata, mentre ho provato la certificazione normale e quella rapida, la normale permette di inserire una planimetria, scansionata o in DWG/DXF (si può inoltre far generare gli spiccati delle strutture in modalità automatica al programma impostando i layer) e poi si parte creando la banca dati delle strutture e delle varie componenti dell’edificio fino all’impianto termico.

La modalità veloce, pratica per appartamenti, è veramente rapida da utilizzare e molto semplice da capire, ma non permette di utilizzare una planimetria perchè le varie superfici le si inserisce a mano, ma la cosa non è così complessa, io solitamente mi rimisuro l’immobile e mi rifaccio la planimetria da zero in modo da poter avere una base chiara e pratica da utilizzare.

Il programma vale il costo, tenuto conto che a differenza della Regione Liguria, con ACCA si ha l’assistenza per un anno per eventuali problemi, cosa che con IRE non accade, visto che solitamente i telefoni sono sempre occupati o non risponde nessuno, lasciamo perdere l’assistenza via email (io aspetto ancora una risposta da due anni per un problema poi risolto!).

Unnica pecca, per generare l’XML da inviare alla regione si deve comunque accedere a CELESTE ed importare il file che TerMus genera, inoltre alcune voci richiedono piccoli interventi da parte dell’utente, probabilmente CELESTE non digerisce programmi esterni e cerca di creare ostacoli e problemi!

A questo punto CELESTE bye bye senza remore!

Apr
27

Follie del comune

Categoria Pensieri

Ieri è stata una giornata strana, lavorativamente parlando, mi sono sentito per un attimo come Alice nel paese delle meraviglie!

Sto seguendo due pratiche che richiedono in maniera diversa gli uffici comunali e i vigili urbani.

Paletti della discordia

Il primo intervento è la richiesta di un condominio di installare dei paletti per proteggere un marciapiede privato dove sistematicamente parcheggiano auto e furgoni, andando a danneggiare la pavimentazione e le grate dell’intercapedine, con il rischio di far cadere i pedoni (il bello è che siamo un pieno divieto di sosta).

Parlo con la funzionaria dell’ufficio, mostrando tanto di fotografia e spiegando la necessità, mi consegna un modulo da compilare a cui vanno allegati altri documenti e l’immancabile modulo per il pagamento della gabella di turno.

Preparo tutti i documenti e li faccio firmare all’amministratore del condominio, pago la gabella e consegno la documentazione all’ufficio, nel pomeriggio vengo richiamato al telefono dalla funzionaria la quale mi dice non essere possibile ottenere il nulla osta per l’installazione dei paletti e catenelle (chi ha parlato di catenelle non mi è chiaro) perchè il passaggio sul marciapiede, ancorchè privato, è di uso pubblico. Accertato che non è intenzione del condominio inibire il transito dei pedoni ma evitare che le macchine e i furgoni parcheggino sul marciapiede! Inoltre la presenza dei paletti non intralcia minimamente i pedoni!

Vengo dirottato su altro ufficio, la cui risposta mi era già nota e che mi viene ribadita, non se ne occupano loro e c’è un buco normativo da parte del comune!

Scrivo una mail, così da avere memoria di cosa è accaduta, all’ufficio rimarcando quali sono le mie intenzione e i motivi e che l’ufficio del traffico non ha competenza alcuna sui paletti, anche se potrebbero esserci problemi di sicurezza.

La funzionaria stizzita mi ha risposto che vista la mia insistenza avrebbe mandato avanti la pratica per l’ottenimento dei pareri e che poi mi avrebbe fatto conoscere l’esito della pratica ancorchè a suo dire non corretta!

Traduttore per vigili urbani

Secondo round con funzionari pubblici, questa volta ispettore dei vigili urbani, settore pubblica incolumità! Mi ritrovo con un distacco di intonaco pericolante, intervengono i vigili del fuoco e la municipale a seguito di esposto del condominio davanti.

Il muraglione in parte è di proprietà del condominio da cui ho avuto incarico di occuparmi della questione, una parte è di terzi estranei al condominio che in origine erano proprietari dell’intera area.

L’amministratore durante le operazioni di messa in sicurezza fa mettere a verbale che una porzione non è di interesse del condominio. I vigili fanno una mera verifica catastale (il catasto non prova nulla se esistono altri documenti di rango superiore) con il loro ufficio tecnico e sostengono essere tutto del condominio.

Nel frattempo io cerco in archivio notarile gli atti di acquisto del terreno dall’allora proprietario e il costruttore, e salta fuori con mia somma gioia che il terreno e il muro conteso sono in capo all’allora proprietario, scrivo relazione e la invio con una bella PEC al comune! Da li non si sa più nulla!

Ieri chiamo l’ispettore intervenuto, cerco di capire se hanno recepito i documenti e mi viene risposto che i documenti sono arrivati e sono stati trasmessi all’ufficio tecnico per valutazione e traduzione per essere messi in una forma comprensibile alla municipale!

Posso capire che eventuali tecnicismi siano un po’ complessi e difficilmente comprensibili a chi non è addetto ai lavori, ma tutto sommato credevo che un atto d’acquisto, con a corredo una planimetria abbastanza chiara, fosse comprensibile ai più, ma mi sbagliavo a quanto pare, quindi se parlate con un vigile assicuratevi di avere vicino un traduttore che potrà fare da tramite tra voi e loro, non si sa mai cosa potrebbero o non potrebbero comprendere!

Gen
13

Realtà e finzione

Categoria Pensieri

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Settimana scorsa è finita la 4^ stagione del telefilm Person Of Interest e pare da alcune indiscrezioni che la prossima potrebbe essere l’ultima, forse hanno timore di stufare come altre serie durate troppo che alla fine sapevano di minestra riscaldata.

La serie appena terminata ha narrato della crescita di una IA “cattiva” Samaritan e della segregazione della IA “buona” La macchina, molti colpi di scena, personaggi nuovi e vecchi tornati, dipartite e altro.

Nei fatti narrati sono stati trattati collegamenti pericolosi tra politica, finanza e computer, il tutto con una buona dose di finzione ben costruita che però a ben pensare è abbastanza credibile e realizzabile senza troppi problemi.

Uno dei fatti che mi ha colpito è la possibilità di manomettere le votazioni politiche in posti come in America dove vengono impiegati computer al posto, tutto sommato i dati vengono inseriti in una rete e si sa che i numeri sono facilmente manipolabili e scarsamente verificabili se non si ha una pezza giustificativa (vedasi le schede elettorali vidimate come facciamo in Italia, nonostante sia un sistema obsoleto e poco pratico da utilizzare per conteggi e verifiche in caso di contestazioni).

Altro tema trattato è stato quello di una improvvisa depressione dei titoli azionari con un tentativo di creare una depressione economica, anche in questo caso molti degli scambi nelle borse di tutto il mondo sono automatizzati e l’intervento dell’essere umano è ormai relativo, in caso di variazioni consistenti dei titoli il sistema dovrebbe autonomamente contenere le perdite o i rialzi per non creare shock sul mercato. Anche in questo caso i dati manipolabili sono numeri e stringhe di calcolo.

I complottisti probabilmente hanno sempre pensato che ci sia qualcuno al di sopra di tutto e tutti che controlla, governa e decide in barba alle regole generali e con il solo scopo di arricchirsi e dominare sulle scelte della popolazione. La cosa affascinante è che il controllo messo in pratica nel telefilm è una macchina che a dire dell’inventore dovrebbe migliorare la vita sulla terra, mentre poi si vedrà che lo scopo è quello di comandare e dominare disinteressandosi dell’umanità (ci vedo un po’ l’idea di base di Matrix, dove le macchine prendono il sopravvento per continuare ad esistere).

I sistemi di controllo durante le varie stagioni di P.O.I. sono stati individuati nei cellulari/tablet/PC (Edward Snowden insegna) con cui i malintenzionati possono ascoltare e vedere, i social network come affermato da Harold, l’informatico del telefilm e creatore della macchina “buona”, sostenitore della tesi che tali piattaforme siano state create volontariamente dal governo per poter avere facilmente informazioni dai cittadini e soprattutto in maniera spontanea senza dover ricorrere all’NSA o comunque limitandone la visibilità.

Tutti i dati ottenuti in questa maniera legati ai comportamenti ed ai pensieri, inseriti in un super computer progettato ad hoc, possono creare un profilo della popolazione e quindi far emergere improvvisi cambi di abitudini e pensieri, il tutto per scovare chi vuole delinquere a vari livelli.

Si sa che tutti i sistemi digitali contengono quantità notevoli di informazioni, se poi si utilizzano i social network, la geolocalizzazione, chat e chi più ne ha più ne metta è facile ricostruire comportamenti, abitudini e luoghi visitati. Ad oggi si sa che alcuni ladri hanno sfruttato le informazioni di Twitter e Facebook per svaligiare case di chi era in ferie! Pertanto non è difficile prevedere e verificare le informazioni, basti pensare alle celle telefoniche che danno l’idea se una persona era vicino ad un certo luogo.

Mettendo tutto nel calderone Edward Snowden forse tutti i torti non li ha, gli Stati dietro alla scusante di difendere il proprio territorio e la propria popolazione spiano di fatto tutti e raccolgono informazioni che poi possono semplicemente diventare denaro sonante (profilazione) o un’arma.

Basti pensare che a seguito del recente attentato di Parigi, il nostro Governo ha in mente di rendere smart le telecamere di sorveglianza presenti nelle città in maniera che si possa prenderne visione in maniera più semplice di come è oggi e cioè mettendole in rete e permettere alle forze dell’ordine di accedervi in qualsiasi momento. Il grande fratello diventerà realtà? Per ora sono state le parole di un politico, ma sicuramente le pressioni ci sono, come l’idea di mettere in comunicazione tutte le banche dati delle forze dell’ordine nel mondo e questo mi fa pensare ad una entità di rango maggiore a quelli in oggi presenti che controllerà in maniera unica e centrale il flusso delle informazioni che oggi restano in parte all’interno di determinati confini.

Forse non molti sanno che buona parte degli Stati del mondo civilizzato ed informatizzato, impiegano filtri di rete, in larga parte realizzati dalla Cisco System, il cui compito è quello di filtrare le richieste degli utenti e la possibilità di accedere o meno a determinati siti e contenuti.

Nessun problema quando vengono bloccati (oscurati) siti pedofili, terroristici o che inneggiano all’odio razziale e a piattaforme di gioco online come certi casinò non autorizzati o ritenuti illegali in determinate nazioni, in Italia i blocchi sono solitamente di questo tipo e vengono applicati a seguito di indicazioni della magistratura, ma altre nazioni come la Cina, per fare un esempio, gli accessi a determinati contenuti liberamente fruibili nel resto del mondo come ad esempio Wikipedia, vengono oscurati perchè lo Stato li ritiene pericolosi (l’ignoranza è amica degli Stati totalitari, è più facile governare gli ignoranti e non avrò molte contestazioni). Il controllo della rete è molto più ampio di quello che si crede e le informazioni non sempre sono reperibili, controllare internet, ritenuto da molti libero, può aiutare a controllare le coscienze e le opinioni delle persone. Un po’ come per anni è stato controllare la carta stampata e i telegiornali, posso raccontare la mia verità o decidere di non parlare di determinate cose in maniera di non crearmi problemi o spingere la gente a fare determinati atti. Un esempio lampante sono stati due servizi del TG di La7 e del TG4 dove sono state messe in onda delle immagini di quanto successo il 31 dicembre a Colonia dove si vede una donna accerchiata da molti uomini che la spingono e la maltrattano, peccato che il filmato sia di circa 2/3 anni fa e sia stato girato in Egitto durante le proteste della primavera araba! Qua la rete ha fatto scovare il trucco, ma come posso mostrare una cosa, posso anche decidere di nasconderla abbastanza facilmente.

Alle volte sembra che realtà e fantasia viaggino di pari passo, ma qualche volta la realtà è molto più incredibile.

Ago
06

Windows 10 – Impressioni dopo aver fatto amicizia

Categoria Informazioni, Pensieri, Tips & Tricks

Dal 29 luglio per una buona parte degli utenti M$ è possibile avere in aggiornamento gratuito da 7, 8 e 8.1 il nuovo sistema Windows 10, sono escluse le versioni Professional ed Ultimate, che per passare al nuovo sistema operativo dovranno pagarselo.

wIN10

Per fortuna nel mio caso avendo una versione di Windows 7 (già aggiornamento gratuito da Vista Home Premium che avevo sul PC del lavoro) mi sono ritrovato una gradita sorpresa!

L’aggiornamento è stato installato in circa 2 ore e mezza e con mia somma soddisfazione il PC è stato utilizzabile quasi fino all’obbligato riavvio per completare la procedura.

Come ogni aggiornamento che si rispetti avevo timore di trovarmi il sistema con si tutte le applicazioni installate in precedenza, ma di dovermi picchiare con quelle che erano in avvio automatico e/o di dover procedere con delle reinstallazioni, invece inserita la mia password mi sono ritrovato con tutte le icone e cartelle dove le avevo lasciate, addirittura si sono avviati anche la Rocket Dock ed il Reinlendar senza intoppi, inoltre la barra del sistema ripresentava i collegamenti dell’avvio rapido come se nulla fosse.

La prima impressione è stata ottima, il sistema sembra essere più veloce di prima, o comunque adeguato a quello di Windows 7 (tengo a precisare che anche con 7 non ho formattato ma bensì ho fatto l’aggiornamento del sistema precedente, per la precisione Vista).

Un po’ disorientante il nuovo menu start, tantè M$ ci ha infilato dentro Metro, ora il menu è diviso in due parti, a sinistra i programmi più utilizzati, l’accesso ad “Esplora file”, “Impostazioni”, l’arresto del sistema e “Tutte le app” (ormai non si parla più di programmi ma di app in generale). A destra invece c’è Metro con le sue tessere, eliminabile e personalizzabile a piacimento (io ci ho parcheggiato i programmi che uso meno frequentemente e che non sono nella Rocket Dock o nel quick start).

Aero è notevolmente cambiato, il trend del mercato mobile con interfacce minimali e piatte è arrivato anche qua, non ci sono più effetti di trasparenza come in Vista e 7 per i bordi delle finestre, il nome dei programmi è messo al centro della barra superiore (idea copiata da iOS) e le icone in alcuni casi sono simili a quelle di 7, personalmente le preferivo prima, ora ricordano le vecchie versioni di Windows, forse sono state ritenute più chiare e professionali.

L’avvio della macchina è l’arresto sono tutto sommato rapidi, prima dell’accesso alla password il sistema si ferma su una schermata di sblocco come per tablet e smartphone con l’indicazione dell’ora ed una fotografia (devo capire dove si può cambiare l’immagine).

Esiste un centro notifiche con cui il sistema ci informerà relativamente ai programmi e ad altre necessità, non sembra essere possibile eliminare dal tray l’icona “ITA” della lingua di immissione (almeno io non ho trovato il comando).

Un po’ invasivo OneDrive, anche se lo si disabilita e gli si dice di chiudersi lui si ripresenta finchè non si inserisce i dati di accesso, potevano trovare il modo di farlo spegnere e basta.

Ho dato un occhio rapido senza completare le procedure per Cortana (l’assistente virtuale analogo a Google Now e Siri) che parla e con cui si può dialogare a patto di avere un microfono, da quello che ho visto in rete sembra essere parecchio reattivo e capisce quasi sempre le frasi. Se non si ha un microfono si può digitare la domanda e Cortana risponderà o avvierà una pagina di ricerca (da quello che ho capito utilizza solo Bing come motore di ricerca), per ora sta li disattivato, se ho delle domande le affido a Google.

Incredibilmente anche con l’hardware non ho avuto problemi, Windows 10 ha recuperato autonomamente i driver e ha fatto le necessarie installazioni in poco tempo (altro che le annose ricerche di XP!).

Ad oggi mi considero soddisfatto del nuovo sistema operativo, la grafica è pulita e minimalista, la compatibilità dei programmi fino ad ora sembra buona e non ho avuto intoppi anche con programmi notoriamente fastidiosi come ad esempio quelli statali, il feedback è notevolmente positivo e non ho trovato grossi problemi a parte il menu start e capire dove siano finite alcune impostazioni del sistema (trovare il pannello di controllo non è poi così rapido).

Continuerò i miei test sperando di non incappare in qualche trappola nascosta.

Ago
04

Professionalità e non

Categoria Pensieri

Con alcuni colleghi è capitato di intavolare una discussione in merito al lavoro in generale, era partita dal seguire i cantieri in realtà, ma poi la rotta è cambiata. Si parlava del fatto che con il tempo in molti si disamorano della professione e alle volte alcuni (a mio avviso troppi) cambiano strada cedendo le armi perchè stufi e strozzati da varie questioni.

Tralasciando l’odioso problema della tassazione, dove le “ricche” partite IVA ormai fanno anticipi delle tasse al 100% per poter dare ossigeno ad uno Stato inefficente ed incapace su tutti i fronti, il problema è anche interno alla nostra categoria.

Spiego meglio, al primo impatto i geometri sembrano fare fronte comune su molte cose e sembraiano molto coesi e pronti a difenderci l’un l’altro. L’impressione in generale è quella, nella realtà dei fatti le cose non sono affatto così, anzi all’interno della mia categoria ci sono molte gelosie ed invidie dettate da molteplici aspetti (conoscenze, appalti, denari, etc.), poi ci sono antipatie nei confronti di chi magari non la pensa come i vertici additandoli come “rompi scatole” (per non dire di peggio!).

Da anni c’è una guerra intestina con altre categorie, in particolare gli architetti, interessati a molte delle nostre competenze, andando anche a creare una corsa al ribasso dei prezzi per poter fare un lavoro, creando così un impoverimento generale ed un deprezzamento delle proprie conoscenze e della propria professionalità.

La battaglia dei prezzi poi è stata accentuata dal decreto Bersani, con cui lo Stato in maniera garibaldina e stupida ha tolto i minimi tariffari professionali, già di per se ampiamente negoziabili all’epoca, ma che quantomeno davano la possibilità di una sicurezza di reddito, un effetto calmiere e di controllo su quello che i tecnici facevano ed una garanzia per i neoiscritti per poter applicare una tariffa corretta, invece il “buon” Bersani ha avuto la pensata geniale di dire che avrebbe aiutato la concorrenza, ottenendo invece una guerra intestina per portare a casa poche centinaia di euro per qualsiasi cosa.

Altro annoso problema che con il passare del tempo si accuisce sempre piu’ sono gli uffici pubblici, praticamente ogni tipologia di pratica può in un secondo diventare complessa o impossibile, basta cambiare scrivania e funzionario. Lo Stato a piu’ riprese ha emanato norme per semplificare l’attività edilizia (indotto che farebbe impallidire la FIAT probabilmente come numero di occupati e di fatturato globale), peccato che tali norme hanno avuto una sola direzione, quella degli uffici, infatti la semplificazione di per se è stata quella di dare la possibilità a noi tecnici di autocertificare qualsiasi cosa e da parte loro quella di avere la possibiltà di fare controlli a campione e di fungere da archivio (a pagamento ovviamente) della poca carta che arriva (ormai anche l’archivio cartaceo sarà sostituito da quello informatico) e basta. Intanto noi tecnici dobbiamo picchiarci con chiarimenti poco chiari forniti da funzionari che non hanno la voglia di aiutare e non sono interessati a capire che con i soldi che i privati cittadini versano nelle casse pubbliche vengono poi impiegati per pagare i loro lauti stipendi, oppure ci si trova con risposte opposte a seconda del funzionario o del tecnico che la pone (capitato al sottoscritto), norme che dovrebbero facilitare che in realtà complicano la vita a tutti (anche degli stessi enti che le emanano) e politicanti che in fase di campagna elettorale promettono e poi fanno l’opposto perchè conveniva loro non schierarsi e via discorrendo.

Tutto questo rende la mia professione, fatta con passione e con un vivo interesse, un lavori di compilazione di moduli prestampati dove bisogna fare attenzione a dove di posizionano le “X”, altrimenti sono dolori! Poi il committente dice la solita franse “geometra ma quanto mi costa!”, ma dannazione ho delle responsabilità civili e se sono in zona di vincolo anche penali, inoltre devo aggiornarmi costantemente con corsi (alle volte dal contenuto discutibile) e seminari, leggere ed interpretare norme scritte in ostrogoto ed incomprensibili anche per gli addetti ai lavori, investo tempo e denaro per formarmi e poi il committente non ne vuole sapere. C’è una bella frase che gira in rete “non mi paghi per quello che faccio ma bensì per quello che so”.

Mischiate per bene tutte queste grandissime rotture di scatole e molti stanno cedendo le armi, andando a fare altro perchè stufi, personalmente cerco di resistere ma alle volte mi sento impotente e poco stimolato a proseguire in una professione che sarebbe bella se fosse possibile lavorare e avere regole chiare e certe.

Lug
30

Gadget per il tablet e non solo

Categoria Informazioni, Pensieri

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Il tablet ha in parte risolto la mia scarsa sopportazione della carta, già per lavoro ne vedo abbastanza, se posso cerco di limitarne la quantità.

Spesso capita di dover mostrare disegni o fotografie che alle volte non servono se non in quel momento, quindi il tablet è molto comodo, carico tutto sulla scheda SD e mi porto dietro tutti i lavori che ho sul PC e nel caso posso visionare documenti, disegni e fotografie, prendere appunti sui PDF (se non sono protetti per qualche motivo) e via discorrendo.

Il tablet mi è anche molto comodo per andare a seguire i corsi di formazione, evitando di prendere appunti su fogli che sistematicamente spariscono in mezzo ad altra carta o che riesco ad archiviare talmente bene da perderne le tracce per anni, per poi ritrovare gli appunti quasi in maniera casuale.

L’unico neo che ho sempre trovato al tablet e ai dispositivi touch è legato alla scrittura con la tastiera del dispositivo, utile per prendere un appunto veloce o scrivere brevi note ed una mail veloce, ma se la scrittura si fa lunga ed intensa gli errori di battitura aumentano e la velocità crolla rapidamente.

Il tablet che ho acquistato alcuni mesi or sono e che mi da molta soddisfazione per rapidità, stabilità e semplicità di utilizzo (Asus K018) era nato originariamente per avere una tastiera da collegare in maniera solida al di sotto, con tanto di cerniere per la chiusura come un portatile ed una batteria per alimentare il tutto ed estendere la vita del tablet.

La tastiera originale da mesi non è più acquistabile (il bello è che si può vedere sul sito del produttore) e non se ne trovano da nessuna parte! Dopo mesi di indecisione ho alla fine preso una tastiera Bluetooth della Mediacom, larga come il tablet e leggerissima (tutta plastica) ma molto pratica e praticamente universale (la si può collegare ad Android, Windows e iOS) inoltre ha una corsa dei tasti corretta e nonostante i tasti siano piatti, le dimensioni e la spaziatura non creano ostacoli o incertezze, solo alcuni tasti non sono replicati o non sono nel posto a cui sono abituato, ma poco male.

Di per se la tastiera ricorda quella del MacBook Pro, manca solo la retroilluminazione (molto sciccosa ma credo poco utile). La cosa simpatica è la possibilità di far uscire due supporti posteriori per appoggiarci il tablet, io uso già il supporto della custodia anche per paura di far cadere il tablet in condizioni di stabilità generale precaria (ad esempio seggiole da convegno con la ribalta a destra).

Sto provando la tastiera da un po’ di giorni (il post precedente è stato scritto proprio dal tablet) e devo dire che è veramente pratica.

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Oggi ho deciso di provare ad installare Word ed Excel sul tablet (Microsoft ha reso gratuito praticamente tutto Office per il mondo Android, forse nel tentativo di rubare utenti e farli passare ai Lumia) e anche in questo caso la sorpresa è positiva, anche se le app occupano un bel po’ di spazio.

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Ultimo gadget collegabile via Bluetooth è uno speaker portatile ed autonomo per sentire la musica dal cellulare e non solo (si può collegare anche con il cavo cuffie non in dotazione), la cosa sorprendente è la qualità del suono (non al livello di uno stereo) ma comunque per un oggetto con 2W di potenza e alto appena 8,2 cm non c’è male. Volendo lo si può usare come vivavoce (ha un tasto posteriore per rispondere e riagganciare la comunicazione), provato in alcune occasioni ed all’aperto e ne sono soddisfatto (anche perchè l’ho avuto con la raccolta punti di Prink, quindi a costo zero!).

Ultimissimo oggetto elettronico che sto usando da mesi è una console portatile costruita dalla AtGames per Blaze Europe che sotto licenza SEGA (e non solo) sta riportando in vita le vecchie console degli anni ‘70-‘80’ e ‘90 tra cui la Sega Megadrive Blaze Handheld.

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La console è molto pratica, leggerissima e piacevole da usare, funziona con tra stilo AAA e direi che consuma poco (non è che la usi per ore e ore) e la cosa più pratica in assoluto è il cavo (in dotazione) per poter collegare la piccola console alla televisione (utilizza come uscita una serie di cavi RCA che portano i segnali audio e video) così da poter rigiocare sul TV attuali vecchie glorie come Sonic, Street of Rage e varie. Unica pecca, risolta con una versione più recente, è l’impossibilità di poter aggiungere giochi, ma 18 giochi bastano a mio modo di vedere. Alcuni lamentano che lo schermo è poso definito ma in una dimensione così ridotta non si può avere tutto dalla vita, inoltre il prezzo è all’osso!