Momento di alleggerire visto il periodo di ferie dei più, questo è un post che gira da molto nella mia testa ma non si è mai concretizzato sino ad oggi.
Ho iniziato a seguire alcuni canali YouTube nel periodo del covid, c’era poco da fare e molto tempo da riempire (poco in realtà visto l’arrivo del pupo che occupava molto tempo per fortuna). Ecco due canali che seguo assiduamente:
MVVBlog – Un canale difficile da definire, dietro c’è Marco Valleggi, toscano molto simpatico, all’apparenza sconclusionato e folle. C’era lui dietro alle pubblicità degli anni ’90 dove c’era una animazione fatta al PC. Una sorta di esperto di elettronica, computer e progetti folli.
Spavald92 – Motociclista romano DOC, Lorenzo ha un modo di comunicare che mi ha subito attirato, semplice e diretto, anche gli altri suoi amici supportano e sopportano il tutto. Mi piacciono molto i Late Show con cui commenta i video di altri motociclisti (spesso strani) trovati in rete e spiega anche come ci si dovrebbe comportare in situazioni alle volte pericolose.
Per ora consiglio questi perchè piacevoli ed alle volte divertenti o che comunque tendono ad arricchire e far ragionare su molte cose anche se su aspetti differenti. In questa calda estate, magari sotto l’ombrellone perchè non godersi qualche video?
Ormai credo che qualsiasi cosa abbiamo per le mani necessiti di un aggiornamento software per poter funzionare, spesso compriamo qualcosa al cui interno gira un programmino e chiede di potersi aggiornare, i computer non sono da meno, anzi Windows ci ha abituati ad aggiornamenti più o meno invadenti o silenti, alcuni programmi procedono in autonomia ricercando versioni nuove e poi ci avvisano, altri invece non dicono nulla e si deve procedere a manina, scaricare un installer ed aggiornare.
Ammettiamolo, non sempre si ha la voglia e la pazienza di verificare se i programmi devono essere aggiornati, non tanto per avere l’ultima versione ma spesso per tappare falle di varia gravità che potrebbero crearci non pochi grattacapi (poi c’è HP che obbliga un update del firmware dei portatili e li rende dei bellissimi fermacarte), l’essere umano è pigro.
Tempo fa ho iniziato a familiarizzare con PowerShell e a fare le installazioni degli aggiornamenti da riga di comando, pratico fino ad un certo punto, PowerShell cerca su GitHub le nuove versioni e sempre a riga di comando si installano, unica pecca, alle volte non riconosce la versione installata di un programma e alla peggio si reinstalla la medesima versione del programma, in alternativa potrebbe non aggiornare nulla e poi la riga di comando non è poi così pratica e un comando dato li dentro potrebbe fare danni a Windows (molti comandi devono essere impartiti come amministratore).
Girando in rete ho trovato un bellissimo programmino che risponde al nome di UniGetUI, praticamente una sorta di PowerShell per aggiornare i programmi con una interfaccia grafica, niente comandi e una icona nel tray che avverte in caso di aggiornamenti disponibili. Da li si può anche decidere se far rilevare tutti i programmi o escluderne alcuni ignorando le versioni più recenti (magari non compatibili o con funzioni non necessarie o altro). Il programmino è abbastanza leggero e gratuito e fa un ottimo lavoro, si può fare l’aggiornamento dall’interfaccia o scaricare gli eseguibili in locale per poi fare l’installazione a mano, fare un backup o altro. Pratico e veloce.
Che Gemini sia incredibile ed altamente versatile non è un segreto e ogni tanto mi diverto a sperimentare.
L’ultima trovata mi è saltata in mente mentre mia suocera cercava una ricetta in un libercolo di famiglia che contiene le ricette di cucina e che mia moglie ha pl”preso in prestito” e non le ha più ridato.
Ho preso una ricetta a caso scritta in corsivo e a mano e l’ho fotografata, poi l’ho caricata in Gemini e gli ho chiesto di trascrivere il testo utilizzando l’ocr e con mia somma sorpresa ha portato a termine con successo il compito, addirittura ha segnalato che nella ricetta mancava la quantità di zucchero da usare e ha consigliato una quantità ritenuta corretta.
Ecco la trascrizione della ricetta:
Torta della Sig. Irene
Ingredienti
300 gr. farina
200 gr. burro
1 uovo intero + 1 tuorlo + 1 bianco da montare
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
1 scatola di albicocche o pesche sciroppate
Procedimento
Preparare la pastafrolla: Impastare la farina con lo zucchero (anche se non specificato in quantità nell’elenco iniziale, viene menzionato nel procedimento), il burro, 1 uovo intero e 1 rosso (tuorlo).
Riposo: Farla riposare un po’.
Preparazione base: Dividere l’impasto in 2 parti. Coprire il recipiente (la teglia) con una parte, curando i bordi.
Farcitura: Mettere le albicocche con il taglio rivolto verso il basso.
Crema di copertura: Montare a neve il bianco (albume), aggiungere il rosso e 1 cucchiaio di zucchero. Versare il composto ottenuto sopra le albicocche.
Chiusura: Con l’altra parte di pastafrolla fare un disco e coprire il tutto.
Cottura: Infornare per quasi mezz’ora.
Nota: La ricetta omette la quantità esatta di zucchero per l’impasto della frolla, ma solitamente per 300g di farina si usano circa 100-120g di zucchero.
Desideri che io converta queste dosi in un formato più moderno o che ti aiuti a calcolare i tempi di cottura per un forno ventilato?
Ho poi chiesto di fare alcune modifiche:
Trascrizione Originale
Torta della Sig. Irene
gr. 300 farina
gr. 200 burro
1 uovo intero + 1 tuorlo + 1 bianco da montare
1 bustina di Vanillina
1 pizzico di sale
1 scatola di albicocche o pesche sciroppate
Procedimento: Fare la pastafrolla con farina + zucchero + burro + 1 uovo intero + 1 rosso – farla riposare un po’. Dividere in 2 parti. Coprire il recipiente con i bordi. Mettere le albicocche con il taglio in giù. Montare a neve il bianco aggiungere il rosso + zucchero 1 cucchiaio e versare sulle albicocche con l’altra pasta frolla fare un disco e coprire il tutto. Infornare per quasi una mezz’ora.
🍑 Torta della Signora Irene
Un classico intramontabile: guscio di frolla e cuore di frutta sciroppata.
🛒 Ingredienti
Componente
Quantità
Farina
300 g
Burro
200 g
Zucchero
100-120 g (per la frolla) + 1 cucchiaio
Uova
2 totali (separate in base ai passaggi)
Frutta
1 scatola di albicocche o pesche sciroppate
Aromi
1 bustina di vanillina + 1 pizzico di sale
👩🍳Preparazione
1. La Base di Frolla
Impasta velocemente la farina con il burro freddo a pezzetti, lo zucchero, 1 uovo intero e 1 tuorlo. Aggiungi la vanillina e il sale. Avvolgi il panetto nella pellicola e lascialo riposare in frigo per almeno 30 minuti.
2. Assemblaggio
Dividi il panetto a metà. Stendi la prima parte e fodera una teglia imburrata, alzando bene i bordi. Scola la frutta sciroppata e disponila sulla base con la parte piatta (il taglio) rivolta verso il basso.
3. Il Ripieno Soffice
Monta l’albume rimasto a neve ferma. Incorpora delicatamente l’ultimo tuorlo e 1 cucchiaio di zucchero. Versa questa spuma sopra le albicocche per sigillare i vuoti.
4. Chiusura e Cottura
Stendi la frolla rimasta a forma di disco e chiudi la torta, sigillando i bordi. Cuoci in forno preriscaldato (consigliato 180°C statico) per circa 30 minuti, finché la superficie non risulterà dorata.
💡Il tocco in più: Una volta fredda, spolverizza con abbondante zucchero a velo o spennella la superficie con un po’ di sciroppo delle albicocche per renderla lucida.
Poi di sua iniziativa ha chiesto:
Vorresti che generassi un’immagine illustrativa di come dovrebbe apparire questa torta una volta sfornata?
Come non accettare!
Ora onestamente mi verrebbe la voglia, nonostante sia un cuoco terribile, di riversare qua le ricette in una sezione dedicata continuando a fare fare il lavoro sporco a Gemini.
Ed è capitato di nuovo, questa volta è successo ai servizi di Redmond, la causa? Una manutenzione che ha fermato una fetta importante di server e che ha di fatto tagliato fuori aziende e utenti per circa 10 ore.
Dopo AWS di Amazon, Cloudflare e altri anche Microsoft ha avuto alcuni problemi e gli utenti che utilizzano quotidianamente per lavoro e non solo sono rimasti isolati, niente email, niente videoconferenze, niente file in cloud, di colpo si è tornati agli anni 2000, l’era della pietra praticamente.
Questo rafforza la mia personale, e forse errata, convinzione che tutto con esso è conservato online sia pericoloso e l’infrastruttura sia più fragile di quello che ci vogliono fare credere.
È impensabile che per un’operazione di routine mezzo mondo si trovi bloccato senza poter fare nulla, ammesso che il motivo sia questo e non una scusa di comodo.
Avevo i miei dubbi già quando ne leggevo sulle riviste di settore, l’idea che tutto dovesse funzionare online, le dipendenze dalla connessione dati (di molto migliorata rispetto a 20-25 anni fa), olfatto che i miei files siano chissà dove e che per miliardi di motivi potrei perderli, insomma permane la mia convinzione meglio sistemi che possano funzionare se za una connessione dati, senza verifiche che necessitano di un consenso di un server e files sempre disponibili in locale, magari in copia online ma non solo conservati li.
Chissà chi sarà il prossimo a sbagliare qualcosa e a bloccare gli utenti, tanto ho idea che potrà succedere prima di quanti ci si possa aspettare.
Probabilmente la notizia è passata senza essere notata, non ci si pensa che ogni cosa digitale che abbiamo solitamente contiene un cip di memoria, una RAM, fatto sta che da alcuni mesi ci sono problemi a reperirne sul mercato e i prezzi stanno lievitando terribilmente.
Si parla di circa € 500,00 per 32 gb di RAM DDR5, alcuni produttori stanno immettendo sul mercato schede madri con zoccoli DDR4 ma anche queste memorie stanno lievitando come costi e sembra che stiano lentamente sparendo dal mercato. In Giappone alcuni produttori stanno immettendo sul mercato PC al cui interno mancano i banchi RAM, i produttori di smartphone sono preoccupati per i costi e per la reperibilità dei componenti.
A cosa è dovuto questo problema? Sembra che il tutto sia legato alle farm di server per l’IA, forse al pari delle schede video utilizzate per i bitcoin e similari, fatto sta che il problema esiste.
Poi leggo una notizia, alcuni produttori di videogiochi e Steam si stanno interessando alle Firestick di Amazon su cui far girare i giochi ospitati sui server, non è una novità, di fatto il computer diventa uno schermo ed un controller, l’hardware è su un server chissà dove. Sostengono che sia una idea per dare la possibilità agli utenti di fruire di un servizio (a pagamento) in una modalità diversa e per cercare di attrarre nuovi utenti invogliati dalla facilità d’uso. Ormai molti hanno in casa smartTV con risoluzioni alte, quindi perchè no?
Questi servizi non sono una novità ma non sembrano aver preso il volo, se ne parlava anni addietro poi con il tempo la cosa è scemata, ora torna prepotentemente in auge. Non voglio passare da complottista, però le tempistiche sembrano quantomeno strane, parte il problema delle RAM e di colpo torna l’idea di far usare i contenuti da remoto senza particolari richieste di hardware (solitamente per chi gioca la RAM e la scheda video sono di primaria importanza). E se la crisi delle memorie fosse voluta? L’utente paga a vita un servizio, le RAM le dedico al mercato dei server (ricordo che anche Office di fatto è diventato in parte online come molti altri servizi) più redditizio anche perchè domani la farm passa di mano o aggiungo altri servizi chi lo possiede ne ha solo un vantaggio e limito la libertà dell’utente finale.
L‘intelligenza artificiale generativa è ovunque e viene propinata in ogni settore, attività e gadget che abbia al suo interno un qualcosa di elettronico (anche i Lego hanno fatto il passo in questa direzione), molti assistenti elettronici permettono di generare varie tipologie di contenuti, dal semplice fotoediting fino alla generazione di brevi video, la rete è inondata di questi contenuti perchè più o meno tutti siamo incuriositi da queste cose e possiamo divertirci con la nostra fantasia.
I sistemi online sono più o meno veloci, dipende dal tipo di profilo (free o a pagamento), dalla quantità di richieste e dalle limitazioni che decide chi mette a disposizione questi sistemi. Ora come ora Grok forse è quello che impressiona di più, partendo da una foto si arriva ad avere un video di circa 9 secondi, altrimenti possiamo scrivergli cosa vogliamo fare, lui crea direttamente il video o l’immagine che poi animeremo, la cosa divertente è affinare il tipo di richiesta mantenendo il video o l’immagine precedente. Ovviamente esistono delle limitazione alla quantità di contenuti da poter generare ogni giorno.
Solitamente a pranzo mi annoio e tra un video su YouTube e il nutrirmi faccio qualche follia, perchè non usare l’IA localmente? Il PC non è un mostro ma comunque ha una discreta potenza di calcolo e tutto ci gira alla grande, apro Grok ed inizio a fargli domande, lui ne fa a me (mi piace il fatto che cerchi di capire cosa si sta cercando e ponga a sua volta delle domande senza essere freddo come ad esempio ChatGPT o Claude, troppo distaccati, non che gli altri siano più amichevoli solitamente) e mi parla di Stable Diffusion, mi consiglia dei link e parto alla ricerca, cerca anche di aiutarmi con alcuni intoppi.
Quindi si può fare, sembra che il PC possa supportare il modello matematico e quindi esiste la possibilità di lavorare offline, senza allenare gratis una IA commerciale. Premetto che ho provato a seguire varie guide per installarlo ma sono emersi alcuni problemi per cui non ho trovato una soluzione in rete (anche trovando la domanda al problema le risposte erano per lo più incomprensibili al sottoscritto o comunque lacunose, come al solito chi conosce la risposta alle volte non sembra intenzionato a dare la soluzione). Essendo testardo e determinato ho cercato di capire se esistevano delle alternative e ho scoperto ComfyUI.
Non so se si possa definire un programma, di fatto è una versione portable di Stable Diffusion con un’interfaccia differente, praticamente funziona all’interno del browser mentre resta aperta un prompt di Windows
Fatto sta che dopo aver integrato alcuni file dentro ComfyUI (devono spiegarmi perchè non vengono integrati o linkati da qualche parte) e aver lottato per capire dove diamine andavano messi, è partito! Il processo di generazione di immagini è lungo, la mia nVidia T1000 con 8gb di VRAM non è abbastanza performante nonostante non sia una brutta scheda video, più votata a programmi CAD e similari, ci vogliono circa 30/50 minuti ad immagine per completarla, comunque la soddisfazione di averci provato ed essere riuscito a far girare l’IA in locale è molta. Non credo che la userò per chissà cosa ma comunque ho imparato qualcosa di nuovo ed ancora giovane, così non mi si “ammucchia” il cervello!
La cosa più divertente è che ho scritto a Grok di aver scelto ComfyUI e lui mi ha risposto:
È davvero affascinante che tu sia arrivato a scegliere ComfyUI alla fine del percorso con Stable Diffusion – un’interfaccia così diversa da A1111, più nodale, visiva e potente per workflow complessi.
E se rifletti su cosa cambia davvero con ComfyUI: cosa immagini renda il workflow a nodi così diverso – ti fa sentire più “architetto” delle immagini, collegando ogni passo (prompt, modello, LoRA, ControlNet, upscaling) in modo visivo e modulare, o pensi che ti dia maggiore libertà per sperimentare?
Non sono architetto ma geometra, comunque la mia mente tecnica mi ha portato ad una scelta tecnica inconsciamente!
Nota: L’immagine del post è generata con Stable Diffusion, sicuramente se voglio arrivare al fotorealismo dovrei integrare altri file e capire come collegarli per farli funzionare, comunque funziona tutto senza grossi intoppi, senza limiti, vincoli o regole, manteniamo il mondo libero finchè riusciamo!
L’IA oltre ad aver fatto schizzare alle stesse i costi di alcune componentistiche per computer (schede grafiche e ram in primis) domina ormai il mondo tech, troviamo l’IA o presunta tale praticamente ovunque e onestamente l’effettiva utilità è discutibile o quantomeno l’effettivo utilizzo poi è marginale.
Da curioso quale sono sto provando a giro i vari sistemi e alcuni li trovo un passo avanti rispetto ad altri. Gemini per esempio come assistente è molto completo e sembra essere più avanzato anche grazie alla mole di dati con cui è stato allenato e probabilmente la quantità di persone che interagiscono lo aiutano ad affinare le sue interazioni con noi e ad aggiungere abilità, Perplexity è diventato molto valido e nella versione Pro (grazie al fatto che ho un account PayPall ho un anno gratis) è piuttosto impressionante sia per la velocità che per la generazione ad esempio di video o modifiche delle immagini.
Se devo essere onesto sono i miei preferiti. Poi ci sono gli altri tra cui ChatGPT che però mi sembra avere una buona esposizione mediatica, ok OpenAI è stata di fatto la prima sul mercato, ma onestamente mi sembra un passo indietro agli altri due. Ritengo che paghino bene un ufficio stampa che li mette sotto i riflettori ma poi alla fine poco o nulla aggiungono ed i competitori sono vari, agguerriti e forse hanno qualche freccia in più al loro arco.
Sono un utilizzatore del browser Opera da prima che eliminassero il banner per ila versione a pagamento, pertanto si parla di una vita ormai.
È sempre stato un browser molto completo e veloce, inoltre ha integrato il download manager, un client di posta, chat e torrent, oltre ad avere la navigazione a Tab, cosa oggi comune e diffusa, ma all’epoca non utilizzata.
Inoltre ha inserito anche lo Speed Dial per i siti.
Ho sempre apprezzato queste funzioni, tanto che oggi è il browser che uso praticamente ovunque (tranne il cellulare privato, lì c’è Ark Search), sincronizzato tra PC e cellulare per ritrovare le cose senza impazzire.
Nel tempo ho provato quasi tutti i browser ma sono sempre tornato ad Opera e non apprezzo Chrome anche se di fatto condividono parte del codice ed il motore, peccato il suo originario lo preferivo.
Preferivo anche le impostazioni molto più dettagliate come ad esempio poter cancellare i file temporanei e i cookies alla chiusura del browser e non salvare nessun url inserito nella navigazione, cose d’altri tempo.
Non credo che passerò mai ad altro nonostante l’ampia offerta del mercato, ho giusto altri browser installati per quei siti (solitamente della pubblica amministrazione) che non vogliono supportare Opera o che comunque creano problemi vari.