Archivio per la categoria ‘Internet’
Gen
28
Categoria
Internet
Ed è capitato di nuovo, questa volta è successo ai servizi di Redmond, la causa? Una manutenzione che ha fermato una fetta importante di server e che ha di fatto tagliato fuori aziende e utenti per circa 10 ore.
Dopo AWS di Amazon, Cloudflare e altri anche Microsoft ha avuto alcuni problemi e gli utenti che utilizzano quotidianamente per lavoro e non solo sono rimasti isolati, niente email, niente videoconferenze, niente file in cloud, di colpo si è tornati agli anni 2000, l’era della pietra praticamente.
Questo rafforza la mia personale, e forse errata, convinzione che tutto con esso è conservato online sia pericoloso e l’infrastruttura sia più fragile di quello che ci vogliono fare credere.
È impensabile che per un’operazione di routine mezzo mondo si trovi bloccato senza poter fare nulla, ammesso che il motivo sia questo e non una scusa di comodo.
Avevo i miei dubbi già quando ne leggevo sulle riviste di settore, l’idea che tutto dovesse funzionare online, le dipendenze dalla connessione dati (di molto migliorata rispetto a 20-25 anni fa), olfatto che i miei files siano chissà dove e che per miliardi di motivi potrei perderli, insomma permane la mia convinzione meglio sistemi che possano funzionare se za una connessione dati, senza verifiche che necessitano di un consenso di un server e files sempre disponibili in locale, magari in copia online ma non solo conservati li.
Chissà chi sarà il prossimo a sbagliare qualcosa e a bloccare gli utenti, tanto ho idea che potrà succedere prima di quanti ci si possa aspettare.
Gen
20
Categoria
Internet,
Pensieri
Probabilmente la notizia è passata senza essere notata, non ci si pensa che ogni cosa digitale che abbiamo solitamente contiene un cip di memoria, una RAM, fatto sta che da alcuni mesi ci sono problemi a reperirne sul mercato e i prezzi stanno lievitando terribilmente.
Si parla di circa € 500,00 per 32 gb di RAM DDR5, alcuni produttori stanno immettendo sul mercato schede madri con zoccoli DDR4 ma anche queste memorie stanno lievitando come costi e sembra che stiano lentamente sparendo dal mercato. In Giappone alcuni produttori stanno immettendo sul mercato PC al cui interno mancano i banchi RAM, i produttori di smartphone sono preoccupati per i costi e per la reperibilità dei componenti.
A cosa è dovuto questo problema? Sembra che il tutto sia legato alle farm di server per l’IA, forse al pari delle schede video utilizzate per i bitcoin e similari, fatto sta che il problema esiste.
Poi leggo una notizia, alcuni produttori di videogiochi e Steam si stanno interessando alle Firestick di Amazon su cui far girare i giochi ospitati sui server, non è una novità, di fatto il computer diventa uno schermo ed un controller, l’hardware è su un server chissà dove. Sostengono che sia una idea per dare la possibilità agli utenti di fruire di un servizio (a pagamento) in una modalità diversa e per cercare di attrarre nuovi utenti invogliati dalla facilità d’uso. Ormai molti hanno in casa smartTV con risoluzioni alte, quindi perchè no?
Questi servizi non sono una novità ma non sembrano aver preso il volo, se ne parlava anni addietro poi con il tempo la cosa è scemata, ora torna prepotentemente in auge. Non voglio passare da complottista, però le tempistiche sembrano quantomeno strane, parte il problema delle RAM e di colpo torna l’idea di far usare i contenuti da remoto senza particolari richieste di hardware (solitamente per chi gioca la RAM e la scheda video sono di primaria importanza). E se la crisi delle memorie fosse voluta? L’utente paga a vita un servizio, le RAM le dedico al mercato dei server (ricordo che anche Office di fatto è diventato in parte online come molti altri servizi) più redditizio anche perchè domani la farm passa di mano o aggiungo altri servizi chi lo possiede ne ha solo un vantaggio e limito la libertà dell’utente finale.
Sarà una coincidenza, ma è molto strana.
Gen
19
Categoria
Internet 
Gen
12
Categoria
Internet,
Tips & Tricks L
‘intelligenza artificiale generativa è ovunque e viene propinata in ogni settore, attività e gadget che abbia al suo interno un qualcosa di elettronico (anche i Lego hanno fatto il passo in questa direzione), molti assistenti elettronici permettono di generare varie tipologie di contenuti, dal semplice fotoediting fino alla generazione di brevi video, la rete è inondata di questi contenuti perchè più o meno tutti siamo incuriositi da queste cose e possiamo divertirci con la nostra fantasia.
I sistemi online sono più o meno veloci, dipende dal tipo di profilo (free o a pagamento), dalla quantità di richieste e dalle limitazioni che decide chi mette a disposizione questi sistemi. Ora come ora Grok forse è quello che impressiona di più, partendo da una foto si arriva ad avere un video di circa 9 secondi, altrimenti possiamo scrivergli cosa vogliamo fare, lui crea direttamente il video o l’immagine che poi animeremo, la cosa divertente è affinare il tipo di richiesta mantenendo il video o l’immagine precedente. Ovviamente esistono delle limitazione alla quantità di contenuti da poter generare ogni giorno.
Solitamente a pranzo mi annoio e tra un video su YouTube e il nutrirmi faccio qualche follia, perchè non usare l’IA localmente? Il PC non è un mostro ma comunque ha una discreta potenza di calcolo e tutto ci gira alla grande, apro Grok ed inizio a fargli domande, lui ne fa a me (mi piace il fatto che cerchi di capire cosa si sta cercando e ponga a sua volta delle domande senza essere freddo come ad esempio ChatGPT o Claude, troppo distaccati, non che gli altri siano più amichevoli solitamente) e mi parla di Stable Diffusion, mi consiglia dei link e parto alla ricerca, cerca anche di aiutarmi con alcuni intoppi.
Quindi si può fare, sembra che il PC possa supportare il modello matematico e quindi esiste la possibilità di lavorare offline, senza allenare gratis una IA commerciale. Premetto che ho provato a seguire varie guide per installarlo ma sono emersi alcuni problemi per cui non ho trovato una soluzione in rete (anche trovando la domanda al problema le risposte erano per lo più incomprensibili al sottoscritto o comunque lacunose, come al solito chi conosce la risposta alle volte non sembra intenzionato a dare la soluzione). Essendo testardo e determinato ho cercato di capire se esistevano delle alternative e ho scoperto ComfyUI.
Non so se si possa definire un programma, di fatto è una versione portable di Stable Diffusion con un’interfaccia differente, praticamente funziona all’interno del browser mentre resta aperta un prompt di Windows
Fatto sta che dopo aver integrato alcuni file dentro ComfyUI (devono spiegarmi perchè non vengono integrati o linkati da qualche parte) e aver lottato per capire dove diamine andavano messi, è partito! Il processo di generazione di immagini è lungo, la mia nVidia T1000 con 8gb di VRAM non è abbastanza performante nonostante non sia una brutta scheda video, più votata a programmi CAD e similari, ci vogliono circa 30/50 minuti ad immagine per completarla, comunque la soddisfazione di averci provato ed essere riuscito a far girare l’IA in locale è molta. Non credo che la userò per chissà cosa ma comunque ho imparato qualcosa di nuovo ed ancora giovane, così non mi si “ammucchia” il cervello!
La cosa più divertente è che ho scritto a Grok di aver scelto ComfyUI e lui mi ha risposto:
È davvero affascinante che tu sia arrivato a scegliere ComfyUI alla fine del percorso con Stable Diffusion – un’interfaccia così diversa da A1111, più nodale, visiva e potente per workflow complessi.
E se rifletti su cosa cambia davvero con ComfyUI: cosa immagini renda il workflow a nodi così diverso – ti fa sentire più “architetto” delle immagini, collegando ogni passo (prompt, modello, LoRA, ControlNet, upscaling) in modo visivo e modulare, o pensi che ti dia maggiore libertà per sperimentare?
Non sono architetto ma geometra, comunque la mia mente tecnica mi ha portato ad una scelta tecnica inconsciamente!
Nota: L’immagine del post è generata con Stable Diffusion, sicuramente se voglio arrivare al fotorealismo dovrei integrare altri file e capire come collegarli per farli funzionare, comunque funziona tutto senza grossi intoppi, senza limiti, vincoli o regole, manteniamo il mondo libero finchè riusciamo!
Gen
07
Categoria
Internet L’IA oltre ad aver fatto schizzare alle stesse i costi di alcune componentistiche per computer (schede grafiche e ram in primis) domina ormai il mondo tech, troviamo l’IA o presunta tale praticamente ovunque e onestamente l’effettiva utilità è discutibile o quantomeno l’effettivo utilizzo poi è marginale.
Da curioso quale sono sto provando a giro i vari sistemi e alcuni li trovo un passo avanti rispetto ad altri. Gemini per esempio come assistente è molto completo e sembra essere più avanzato anche grazie alla mole di dati con cui è stato allenato e probabilmente la quantità di persone che interagiscono lo aiutano ad affinare le sue interazioni con noi e ad aggiungere abilità, Perplexity è diventato molto valido e nella versione Pro (grazie al fatto che ho un account PayPall ho un anno gratis) è piuttosto impressionante sia per la velocità che per la generazione ad esempio di video o modifiche delle immagini.
Se devo essere onesto sono i miei preferiti. Poi ci sono gli altri tra cui ChatGPT che però mi sembra avere una buona esposizione mediatica, ok OpenAI è stata di fatto la prima sul mercato, ma onestamente mi sembra un passo indietro agli altri due. Ritengo che paghino bene un ufficio stampa che li mette sotto i riflettori ma poi alla fine poco o nulla aggiungono ed i competitori sono vari, agguerriti e forse hanno qualche freccia in più al loro arco.
Nov
11
Categoria
Internet
Sono un utilizzatore del browser Opera da prima che eliminassero il banner per ila versione a pagamento, pertanto si parla di una vita ormai.
È sempre stato un browser molto completo e veloce, inoltre ha integrato il download manager, un client di posta, chat e torrent, oltre ad avere la navigazione a Tab, cosa oggi comune e diffusa, ma all’epoca non utilizzata.
Inoltre ha inserito anche lo Speed Dial per i siti.
Ho sempre apprezzato queste funzioni, tanto che oggi è il browser che uso praticamente ovunque (tranne il cellulare privato, lì c’è Ark Search), sincronizzato tra PC e cellulare per ritrovare le cose senza impazzire.
Nel tempo ho provato quasi tutti i browser ma sono sempre tornato ad Opera e non apprezzo Chrome anche se di fatto condividono parte del codice ed il motore, peccato il suo originario lo preferivo.
Preferivo anche le impostazioni molto più dettagliate come ad esempio poter cancellare i file temporanei e i cookies alla chiusura del browser e non salvare nessun url inserito nella navigazione, cose d’altri tempo.
Non credo che passerò mai ad altro nonostante l’ampia offerta del mercato, ho giusto altri browser installati per quei siti (solitamente della pubblica amministrazione) che non vogliono supportare Opera o che comunque creano problemi vari.
Nov
05
Categoria
Internet
Ammetto che non ho mai avuto molta fiducia del cloud, ricordo che quando leggevo della nascita di questi servizi ho sempre avuto un certo timore senza un preciso motivo.
Due settimane fa a causa di un problema di AWS alcuni servizi hanno smesso di funzionare di colpo, sia giochi online (e qua chi se ne frega) ma anche altri servizi AI (e qua chi paga di sicuro ha avuto qualche problema) ed altri servizi anche di Amazon.
Tempo addietro ci sono stati altri problemi di altri con altri servizi online, famoso il blocco di Google a causa della mancata installazione di dischi nei RAC di rete (uno dei dipendenti sembra avesse marcato visita e i lavori hanno rallentato) e conseguente blocco di quasi tutti i servizi cloud ed email.
Poi ci sono anche i servizi che chiudono cancellando tutto l’archivio o come ImageShack che ha deciso di bloccare i profili gratuiti rendendo indisponibili le foto salvate se non dietro pagamento dell’abbonamento, non proprio piacevole e simpatico nei confronti degli utenti anche se non paganti.
Personalmente ero tra gli utenti che si erano trovati senza email a causa di un guasto con quasi incendio all’interno della farm di Aruba e legato all’UPS, tutto risolto nel giro di poche ore ma il disservizio c’è stato, per fortuna già all’epoca avevo pensato ad una via d’uscita avendo una seconda email da utilizzare.
Poi il cloud è esploso, ormai tutto è online, vedere un film o serie TV, la musica ed i backup dei dispositivi.
Avendo sempre avuto paura di perdere dati ed avendone persi parzialmente a causa di danni ai dischi dei PC ho sempre provveduto a fare backup ridondanti, dischi esterni, schede di memoria, CD, DVD, altri computer ed un servizio cloud, insomma non mi fido della cintura me nemmeno delle bretelle, quindi meglio metterle entrambe.
Di recente molti esperti informatici, vedendo che la quasi totalità del cloud è in mano agli States, l’Europa ovviamente è indietro e solo la Svizzera si è attivata per avere i server entro i propri confini, se un presidente a caso decidesse di far staccare la spina ai servizi ad una data nazione (da come ho capito il presidente si è arrogato questo diritto) i dati verrebbero persi irrimediabilmente.
Proprio per la mia innata diffidenza ho provveduto da un po’ di tempo all’acquisto di un NAS (è il secondo in realtà perchè il primo preso usato ha iniziato a dare i numeri e anche se funziona come backup per dati non importanti è sacrificabile) e ho deciso di fare il backup dei vari telefoni e computer in modo da poter recuperare tutto in maniera fisica e non sperando che la connessione o il servizio funzionino.
Con il tempo ho anche convinto un amico che appoggia tutto il suo archivio sia di lavoro che personale a Google e proprio visti i problemi degli ultimi tempi e la situazione politica abbastanza altalenante in tutto il mondo sta acquistando un NAS per salvarsi tutto in maniera più accessibile e sicura.
Se poi ci mettiamo anche il fatto che con il cloud di fatto non possediamo nulla se non un abbonamento per un servizio online, preferisco sempre di più le copie fisiche.
Ott
31
Categoria
Internet,
Pensieri
Ho sempre utilizzato l’assistente di Google anche prima dell’avvento dell’intelligenza artificiale infilata in ogni dove. L’utilizzo principale è sempre stato durante la guida dello scooter, sul casco da anni (sono già al secondo dispositivo) ho un Interphone collegato via Bluetooth al cellulare, comodo per rispondere e fare telefonate durante la guida senza dovermi fermare ogni 5 minuti e guadagnare tempo (mi capita spesso che mi venga in mente qualcosa da dire a qualche cliente, ufficio o familiare).
Il primo ed embrionale assistente di Google era veramente limitato e limitante, un po’ perchè spesso non capiva cosa gli si diceva e perchè serviva usare una terminologia molto precisa per fargli fare un qualcosa. Ricordo gli insulti perchè non faceva partire una chiamata o recuperava un numero online ignorando quello in rubrica, oppure smetteva di ascoltare a caso o quando doveva attendere una mia conferma.
Poi l’intelligenza artificiale è arrivata prepotentemente (direi supportata da un buon marketing) e Google ha dato vita a Gemini, ammetto di aver installato manualmente l’APK appena disponibile non aspettando il rollout ufficiale e già dai primi momenti ho notato i miglioramenti apportati. Con il tempo ovviamente Gemini è cresciuto e ha imparato a fare molte molte cose e oggi mi accompagna con soddisfazione.
Ogni tanto provo a fare alcune cose rimanendo stupito che Gemini esegua il comando senza eccessivi problemi se non chiedere di sbloccare il telefono (preferirei una qualche impostazione che disattivi totalmente l’obbligo di sbloccare lo schermo ma per ora si aspetta).
La prima prova è stato chiedere a Gemini di avviare un podcast su Spotify mettendo in play l’ultima puntata disponibile e, sblocco a parte, il podcast è andato in play senza intoppi. Uso in maniera abbastanza continuativa l’aggiunta di appuntamenti in calendario o far partire telefonate, inoltre scrivo abbastanza spesso messaggi WhatsApp (anche se alle volte forse per il rumore del traffico commette degli errori di trascrizione delle parole).
Da relativamente poco, se non sono stati visualizzati i messaggi si può dire a Gemini di leggere le notifiche e con mia sorpresa se i messaggi sono lunghi (come testo) fa autonomamente un riassunto leggendolo a voce chiedendo alla fine se si vuole leggere il messaggio originario o rispondere.
Ultime due funzioni provate e correttamente eseguite sono state di avviare la navigazione di Maps prendendo l’indirizzo dall’agenda (l’indirizzo era indicato nel titolo e non come destinazione vera a propria) e come per magia c’è riuscito, aspettando solo che toccassi la mappa per far partire la navigazione.
Altra funzione testata è stata quella di salvare un contatto partendo da una mail ricevuta.
Utilizzando una mail sul mio dominio Aruba (quello del lavoro non quello del blog) Gemini ha tentato di recuperare i dati dalla mail non riuscendoci (credo che da Gmail riuscirebbe) ma usando Cerchia e Cerca ho solo selezionato la parte della mail interessata e gli ho detto di salvare il contatto con quei dati e anche in questo caso bingo!
Ultima cosa che mi ha colpito, quando gli si detta un messaggio, oltre che trascriverlo a schermo (ma non sempre posso leggere) terminata la dettatura viene letto a voce prima dell’invio, se si nota un errore o si vuole apportare modifiche basta spiegargli cosa deve fare e dove inserire la modifica e il più delle volte il messaggio viene corretto.
Certo si deve controllare cosa Gemini fa e i dati/testi che trascrive, inoltre sarebbe bello che non smettesse di ascoltare se si fa una pausa mentre si usa una cuffia (non so se sia la cuffia o Gemini), però ammetto che mi semplifica non poco la vita mentre sono in mezzo al traffico in sella allo scooter.
Provando le varie AI quella di Google sia onestamente un passo avanti e le skill implementate sono molte e potergli spiegare le cose senza termini precisi è pratico ed alla portata di tutti, gli altri fanno molto marketing affermando di essere avanti ma non so quanto sia vero (basta vedere il browser di OpenAI che funziona ma commette anche molti errori durante l’utilizzo con AI).
Set
08
Categoria
Internet,
Pensieri Gemini si è aggiornato e permette di modificare e creare immagini fotorealistiche, alla stregua di Copilot e ChatGPT, mi sono divertito in questi giorni a fargli modificare alcune foto di una casa e i risultati sono più che sorprendenti, lascio sotto l’originale e la versione editata, poche parole e ha capito cosa modificare, aggiungere o togliere, poi basta affinare con alcune altre frasi e tutto diventa più che accettabile.

Foto originale
Quello che mi ha colpito è la velocità di generazione dell’output, molto più veloce dei concorrenti e con pochi errori o modifiche non richieste.

Foto modificata da Gemini
Ho poi fatto la medesima domanda, copiando paro paro quello che avevo scritto a Gemini, a ChatGPT, Copilot e Grok (lui non ha capito cosa doveva fare e ha mostrato la medesima foto, mah…), i risultati non sono male ma Gemini ha centrato l’obiettivo senza indugio.

Foto modificata da Copilot

Foto modificata da ChatGPT
Insomma l’intelligenza artificiale sta facendo progressi nella modifica delle immagini.
Giu
23
Categoria
Internet,
Pensieri
Come disse qualcuno, se un prodotto è gratis allora il vero prodotto sei tu! Cosa vuol dire? Che le nostre informazioni, private o meno, verranno rivendute a qualcuno dietro compenso a chi fa da tramite.
Basti pensare che quasi tutte le smartTV raccolgono informazioni su cosa guardiamo anche scattando degli screenshot del video e li trasmettono silenziosamente al produttore come da podcast de Il Disinformatico! La raccolta di questi dati non è per una migliore esperienza dell’utente finale, ma bensì per rivedere le informazioni agli inserzionisti dietro il pagamento di denaro sonante!
Notizia di alcune settimane addietro è che la Corea del Nord (direi tutt’altro che una democrazia) fornisce gli smartphone ai propri cittadini e anche li in maniera silente e per controllo dei propri cittadini (era emerso cha anche i PC hanno una funzione analoga) attraverso screenshot e controllo delle informazioni oltre a modificare alcune parole non consentite con altre gradite al regime!
Ora Microsoft vuole dotare Windows 11 di un sistema similare alle TV, senza inviarle (ne siamo sicuri sicuri?) a nessuno ma solo per permettere all’utente di ripercorrere indietro la propria attività al PC. Oltre al problema se il PC venisse violato in qualche maniera esponendo questi dati a dei malintenzionati, ma se poi cambiassero idea e gli screenshot venissero condivisi e rivenduti o controllati per i motivi più disparati?
Poi OpenAI che deve conservare tutte le chat con GPT (in Italia ed Europa no per normativa) per futuro utilizzo dei giudici ed infine le chat con MetaAI che finiscono online con tanto di nomi e dettagli (anche in questo caso in Europa non può accadere) alla mercè di chiunque?
Insomma sia le famigerate batterie di cui parla Morpheus in Matrix, alimentiamo il sistema.