Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Archivio per la categoria ‘Internet’

Giu
28

C’è chi si inventa di saper fare un lavoro

Categoria Internet, Pensieri

Che la pubblica amministrazione sia in generale farraginosa ed inefficace è risaputo, la causa è spesso l’incompetenza di chi fare scelte o dare istruzioni a chi deve svolgere un lavoro.

Poi c’è chi si approfitta della scarsa preparazione degli addetti pubblici  per i propri tornaconti economici.

In queste settimane i siti della regione Liguria e comune di Genova sono stati modificati, andando a mio avviso a depauperare i contenuti e creando altra confusione su siti istituzionali già poco chiari in generale.

Ovviamente i link di altri siti che puntano a determinati contenuti non funzionano ma il bello viene dal comune, decidono che per accedere a determinati servizi si prenda appuntamento, fin qua nulla di strano, peccato che il link comunicato ai vari enti dopo pochi giorni è stato modificato senza dire al CMS utilizzato di mantenere la traccia e guidare gli utenti alla pagina richiesta. Risultato? 40 minuti di ricerca per trovare la stramaledetta pagina!

Ho anche saputo che il primo giorno di utilizzo dell’agenda online l’ufficio non riusciva a vedere gli appuntamenti!

L’amministrazione pubblica sarà sempre un passo indietro al resto del mondo civile…

Giu
03

Di nuovo obsolescenza programmata?

Categoria Internet, Pensieri

Circa.un mese fa la Fire Stick di mia madre ha iniziato a dare i numeri, o meglio ha iniziato a funzionare male.

La chiavetta ha iniziato a scollegarsi dal Wi-Fi, caricato male i video, interruzioni improvvise e visualizzazioni dei video mal definiti. Nonostante il riavvio ed il ripristino ai dati di fabbrica non si è ripresa. Risultato? Chiavetta nuova e tutto è magicamente passato.

Ora come per magia anche quella che abbiamo a casa sta dando i medesimi problemi! La chiavetta non è nuova, tutt’altro, ha sulle spalle alcuni anni.

Devo ammettere che i medesimi problemi sulla medesima chiavetta mi fa strano, che sia obsolescenza programmata? Sarò io malfidato?

Mag
13

Non possediamo nulla

Categoria Internet, Pensieri

Non molto tempo fa esistevano le versioni fisiche di libri, CD, DVD e altro, poi l’avvento della tecnologia ha reso liquido tutti i contenuti.

È comodo poter portare con sé praticamente tutta la musica che ci piace, film, libri su tablet o smartphone, potervi accedere dovunque ci si trovi e non dover trasportare oggetti voluminosi, ingombranti e molto spesso delicati.

Di fatto oggi si pagano abbondanti o copie digitali di un qualcosa e teoricamente nell’ultimo caso dovremmo possedere quel qualcosa a vita, in teoria ma nella realtà?

Di recente su svariati store di software house sono stati rimossi contenuti e videogiochi regolarmente acquistati dagli utenti, con ovvio disappunto di questi ultimi.

Questo dimostra che anche se si paga un qualcosa, rispetto a prima con le versioni fisiche, non possediamo nulla e se chi fornisce quel qualcosa cambia idea i nostri soldi sono stati mal spesi o comunque siamo stati derubati.

Medesima situazione con le App che smettono di funzionare perché lo sviluppatore ha deciso di terminarle per i più svariati motivi.

Sinceramente sarò antico, ma preferisco avere ancora fisicamente un qualcosa, procedendo al download di files o acquistando la copia fisica di quello che mi interessa conservare senza che qualcuno decida di privarmene senza troppi giri di parole.

Mag
06

Intelligenza artificiale o bot sotto steroidi?

Categoria Internet, Pensieri

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare di intelligenza artificiale, di opportunità, regole, rischi e via discorrendo. Personalmente mi sono dilettato a fare domande a questi sistemi informatici, ho provato ChatGPT, Aria (Opera Browser), Leo (Brave Browser) e di recente Copilot di casa Microsoft (con cui più che altro mi sto divertendo a generare le immagini che inserisco in apertura ai post (non mi piacciono i soli post scritti, sarò antico) ed infine Gemini di Google in sostituzione dell’Assistente sui cellulari.

La cosa che sicuramente apprezzo è il modo naturale con cui si riesce ad interagire con queste entità, si devono conoscere alcune parole chiave ma in generale sembra di avere a che fare con un qualcosa che assomiglia più ad una persona che ad una macchina, la prima volta onestamente con ChatGPT sono rimasto abbastanza impressionato dalla naturalezza dell’esposizione della risposta a cui avevo posto una domanda.

Più o meno tutti questi bot, alla fine si parla di IA ma sono i vecchi bot che popolavano la rete OpenNAP ma sotto steroidi, si assomigliano nel modo di porsi con le loro risposte, è difficile capire se è sempre lo stesso motore a farli funzionare e poi cambia solo il nome o sono progettati in maniera differente. Solo Copilot e Gemini, potendo generare anche immagini partendo da un testo, sembrano avere una marcia in più integrando tutto in un unico posto.

Gemini poi se usato come assistente sul cellulare è molto naturale e difficilmente non capisce cosa gli si dice, nel caso chiede di ripetere la richiesta, il fatto che poi se interpellato a voce risponda sia scrivendo che leggendo a voce alta la risposta è interessante, il tutto invece resta silente se si scrive la domanda, insomma capendo il contesto e rispondendo nella maniera appropriata non è male come cosa.

Prima usavo l’assistente di Google, pratico ma ora risulta limitato nelle funzioni, l’ho sempre usato per chiederli di scrivere su WhatsApp, chiamare una persona o aggiungere un appuntamento in agenda mentre sono in scooter o in auto, comodo poter impartire ordini senza dover toccare il telefono (non fosse che per alcune funzioni devo sbloccare lo schermo e nonostante gli abbia dato l’autorizzazione di funzionare anche se il telefono è bloccato non ne vuole sapere di aggirare il blocco imposto).

Copilot devo provarlo a fondo, comoda la generazione delle immagini, quasi sempre centrate con la mia idea iniziale, mi ha impressionato quando ho generato l’immagine di questo post (aggiunta dopo averlo scritto), non avevo fatto riferimento all’America come esplicitamente citata nel post, ma il sistema sembra avermi letto nel pensiero e l’immagine calza a pennello! Simpatica l’idea di poter settare la risposta in professionale o meno.

Alcuni giorni addietro ascoltavo il podcast CRASH – La chiave per il digitale su Spotify ed in particolare la puntata  intitolata Gaza e Ucraina: come i droni ed AI stanno cambiando la guerra e stavo ragionando sul termine IA e la sua effettiva realtà. Personalmente riterrei che una IA sia un qualcosa di più simile (e probabilmente pericoloso) ad una mente umana con una sorta di coscienza di se e capacità di interazione praticamente autonome, come una persona. Ho fatto un esempio a mia madre che ci ha fatto sorridere ma rende l’idea, l’IA attuale è come un dipendente comunale che attende di essere interpellato, pertanto finche non interagisci con lui questi resta immobile sulla sua sedia a non fare nulla.

Come ho già anticipato mi sembra di aver a che fare con un bot dopato e con una quantità di dati a sua disposizione praticamente infinita (sia giusti che sbagliati) e che si attiva solo se interpellato, pertanto è più un plug-in per l’essere umano che cerca informazioni su un argomento rapidamente e senza dover perdere tempo a sfogliare una quantità folle di siti e pagine per ottenere la tanto agognata risposta.

Solitamente le IA non forniscono sempre la fonte dell’informazione e molto spesso se non si conosce l’argomento la risposta ottenuta potrebbe essere giusta o sbagliata ma è difficile discernere sulla bontà, Gemini invece fornisce i link da cui ha estratto le informazioni, cosa corretta per capire se quanto esposto sia valido o sia spazzatura.

I sistemisti stanno cercando di dotare le varie IA di capacità tali per filtrare le informazioni in rete e scartare quelle errate o di fantasia e mantenere solo quelle vere ed attendibili.

In oggi credo che questi sistemi siano relativamente pronti per soppiantare del tutto le ricerche fatte su siti istituzionali, enciclopedie e pagine dedicate ad argomenti specifici, però affinando il lavoro e ripulendo i dati in entrata l’aiuto sarà grande. Considero da sempre gli assistenti molto utili per chi ha problemi motori di varia natura e non poco, poter oggi dialogare con un computer come se fosse una persona sicuramente umanizza il tutto, per i normodotati l’utilizzo è abbastanza limitato e mi sembra parzialmente inutile anche se integrati a IA generative e via discorrendo.

Google poi ne ha tirata fuori un’altra, NotebookLM, praticamente il servizio (per ora disponibile solo nella terra dei cowboy ma fruibile anche in italiano usando una VPN) permette di avere una IA personale (Google dichiara che i dati non vengono inviati in alcun modo al di fuori del proprio spazio) da istruire con una serie di argomenti, ad esempio caricando dei PDF che il sistema assimila, genera un risultato, crea domande e permette di essere interrogata per estrarre informazioni di interesse dell’utente. Sicuramente interessante in alcuni ambiti dove magari norme o dati necessitano di essere fruibili senza impazzire per ottenerli.

L’IA diventerà probabilmente il domani e mio figlio dovrà destreggiarsi a comunicare ed interagire con computer sempre più “umani” nelle interazioni, sperando di non finire di inciampare in Matrix o SkyNET.

Mag
03

ebook? Forse…

Categoria Internet

Tempo fa avevo detto che avrei letto l’ultimo libro di Mitnick ma non è stato così, lo sto ancora cercando, perchè?

Il motivo è che sia l’ebook che la versione cartacea del libro Il fantasma nella rete non è reperibile sia da Feltrinelli che librerie o ebook! Va bene che il libro cartaceo non sia disponibile, l’argomento non è poi così interessante per la massa, anche il fatto che sia stato pubblicato già da tempo non aiuta, ma perchè non esiste la versione digitale? Insomma l’ha scritto una persona che sul digitale ci ha vissuto una vita e ci ha lavorato, oltre aver avuto alcuni problemi con la legge a causa del digitale, quindi per quale assurdo motivo non viene pubblicato in digitale?

Il mondo di internet e quello reale (c’è differenza?) sono in costante contrasto!

Apr
29

YouTube e i creator

Categoria Internet

Da molto tempo, poco prima della pandemia direi, ho iniziato a seguire alcuni canali su YouTube in maniera costante e continuativa iscrivendomi se chi fa i video incontra i miei gusti e i miei interessi, altri li seguo sporadicamente perchè non tutti i contenuti mi interessano.

Con la pandemia ovviamente stando chiuso in casa la fruizione dei contenuti online è salita e ho scoperto molte cose e persone che hanno le mie stesse passioni o comunque i contenuti sono interessanti anche se non sono del tutto cose di cui sono pratico.

Con il tempo molti dei creator che seguo sono cresciuti sia in termini di iscritti che di contenuti veri e propri, dimostrando che lavorando a testa bassa si arriva a dei buoni risultati.

Nelle ultime settimane però molti creator lamentano un problema comune, i video caricati non vanno alla stessa maniera con un calo di visualizzazioni in generale e relative interazioni, si lamentano degli algoritmi che usano in YouTube e altre amenità. Personalmente credo che buona parte del problema sia stata creata da YouTube e dagli utenti, se si tiene la cronologia delle visualizzazioni spenta in automatico la home del noto portale video è vuota, pertanto niente consigli da parte dell’algoritmo e solo chi è iscritto ai canali viene aggiornato con delle notifiche.

Si da molti mesi da Google, che vive e vende pubblicità ha fatto la scelta a mio avviso opinabile di disattivare i video nella home per chi non vuole mantenere la cronologia dei video attiva. Sembra non avere senso e collegamento la cronologia con la pubblicità, ma in realtà a seconda di quello che una persona guarda il portale consiglia delle pubblicità e contenuti sponsorizzati mirati.

Molti utenti segnalano inoltre con una buona costanza che spesso circa il 50% di chi guarda i video non è iscritto al canale (ovviamente per la monetizzazione dei video), ma se si aggiunge che i video non vengono più mostrati tra i consigliati per chi la cronologia la tiene disattivata e la frittata è fatta! Ricordo che i più dei creatori di video molto spesso hanno sponsor diretti perchè i guadagni di YouTube sono irrisori ne più dei casi, salvo fare numeri importanti.

Ritengo che il sistema di BigG sia simile ad una estorsione ai danni dei creator, cercando così di invogliare a riattivare le cronologie e profilare gli utenti senza troppi problemi.

Capisco che i creator vengano pagati da parte degli incassi delle pubblicità che vengono inserite sui video e per i contenuti sponsorizzati e se il sistema si blocca i guadagni calano per Google e di riflesso per i creator che comunque aiutano a tenere tutta la baracca in piedi, senza video YouTube potrebbe anche sparire, forse non è chiaro questo a chi ha queste brillanti idee.

Altro problema è l’uso di plug-in che filtrano e bloccano le pubblicità di YouTube, vengono usati da molti e più o meno lecitamente (secondo quello che sostengono a Mountain View sono contrari alle regole del portale) per eliminare i rulli pubblicitari come chi ha sottoscritto la versione Premium. Come detto prima le pubblicità pagano il portale e i creator, ma forse gli utenti si sono stufati di avere continue e costanti interruzioni dei video con contenuti molte volte non interessanti e ripetitivi! Nulla da ridire se fosse presente un rullo iniziale o un numero ragionevole di pubblicità, ma quando niente niente il video ha un buon riscontro di pubblico le pubblicità aumentano a dismisura. E’ ovvio che l’utente medio si stufi di questa gran rottura di scatole, tenendo conto che molte pubblicità non possono essere saltate e bisogna sorbirsi l’inutilità.

Resto dell’idea che si i costi degli abbonamenti premium fossero ragionevoli forse forse non si sarebbe alla lotta dei poveri con utenti infastiditi che vogliono godersi i video di loro interesse senza rotture e content-creator che vedono le visualizzazioni e gli introiti diminuire, mentre BigG continua ad incamerare denari dagli inserzionisti.

Apr
19

Controllo di massa 2.0

Categoria Internet

Ed eccoci al nuovo capitolo sul controllo di massa da parte dell’NSA, almeno così afferma Snowden con un messaggio su quella cosa che era Twitter.

Parrebbe che lo stato americano stia per fare entrare una modifica alla normativa che estenderebbe le capacità di controllo della rete obbligando di fatto coloro che operano in rete e forniscono servizi online a fornire i dati di privati ed aziende senza troppi problemi allo spionaggio americano.

Inoltre l’Europa ha cambiato idea per i dati dei cittadini europei e ritiene che l’America sia un luogo sicuro dover conservare i dati dei propri cittadini, totalmente in contrasto con la decisione di qualche anno addietro quando era emerso che gli americani spiavano attivamente i capi di stato degli stati europei.

Insomma, la rete nata libera sta diventando sempre più una gabbia dove poco o nulla possiamo decidere.

Fonte: ilSoftware

Apr
17

Moralizzatori

Categoria Internet, Musica

Credo che Galeazzi non abbia necessità di presentazioni, chi più chi meno lo avrà sicuramente incrociato su YouTube.

Settimana scorsa il buon Andrea ha pubblicato un video su di un’ansia visita ad uno dei centri di smistamento di Amazon (link).

Ovviamente il video è organizzato da Amazon per mostrare le innovazioni tecniche per alleggerire il lavoro ai dipendenti (lavori ripetitivi o movimentazione dei pesi), come affermato dal direttore.

Tutti i lavori hanno aspetti positivi e negativi, non esiste il lavoro perfetto.

Ora onestamente mi chiedo chi non ha comprato o non compra tutt’ora su Amazon, Temu, AliExpress e altri millemila portali di e-commerce?

Non commento il contenuto del video e come sia la vita lavorativa di chi lavora nella filiera della logistica, però mi sono saltati all’occhio alcuni commenti.

Sono quelli che definirei moralizzatori, criticano la scelta di sostituire le persone con robot, che ritengono la vita dei dipendenti di Amazon più una schiavitù sottopagati e via discorrendo.

Sicuramente molti di quelli che hanno commentato in questo modo il video hanno acquistato o stanno tutt’ora alimentando il sistema.

Quanto sono altrettanto sicuro che alcuni di quelli che puntano il dito poi cercano di risparmiare al centesimo e sicuramente non vanno a comprare nel negozio sotto casa per poi comprare online, magari adducendo che deve salvaguardare la propria economia domestica.

Sono sempre più perplesso.

Feb
14

Intelligenza artificiale

Categoria Internet

Da più di un anno si parla molto di IA e di come potrebbe cambiare il mondo del lavoro e l’interazione tra uomo e macchina.

Personalmente ho sempre trovato poco utili gli assistenti virtuali, credo che possano essere veramente utili per chi ha delle disabilità, poter interagire vocalmente con un computer e fare fare delle cose senza troppi problemi è utile.

Per i normo dotati  onestamente credo, personalmente, che i contesti di utilità vera e propria siano limitati.

Uso l’assistente di Google solo quando sono in scooter (dall’interfono bluetooth nel casco funziona senza problemi) per scrivere messaggi WhatsApp o per avviare la navigazione di Maps e poco altro, in macchina lo uso nella stessa modalità.

Le ricerche restano sempre digitate a mano o mediante la dettatura vocale.

Ho provato da tempo ChatGPT usando una VPN per pura curiosità, impressionante l’interazione molto simile ad una chat con un umano, anche se esaurite alcune risposte l’IA non sembra essere così intelligente ed inizia a girare su se stessa ripetendo i medesimi concetti esponendoli in modo differente.

Ho anche provato, da utente da una vita, Aria di Opera, medesima interazione di ChatGPT e direttamente presente nel browser desktop e mobile.

Ora sto testando Gemini (anche se in Italia non è ancora disponibile nel Play Storie basta andare su APKMirror e il gioco è fatto), la cosa interessante di Gemini è la possibilità di sostituire l’assistente Google andando ad aggiungere più funzioni. La prima impressione è che capisca meglio il parlato e non rimanda ai risultati di Google se gli si fa una domanda. Vedrò se può essere utile.

Tornando alle prove con Aria e ChatGPT, mi sono cimentato in domande su materie tecniche che conosco bene ed ammetto che le risposte sono state più che esaustive e corrette.

Sicuramente questi modelli saranno utili per le interazioni uomo-macchina, penso ai centralini automatici, gli attuali sono limitati, non capiscono e se non si conoscono le parole chiave sono solo fastidiosi da usare.

Vedremo ora Gemini, con tutto il database di Google alle spalle cosa riuscirà a fare.

Feb
09

Controllo di massa

Categoria Internet, Pensieri

Come ho scritto l’altro giorno, la lettura degli ultimi libri ha messo in evidenza quanto in generale veniamo spiati in maniera più o meno manifesta da aziende e Stati per vari motivi e per scopi differenti.

Soprattutto il libro di Snowden ha mostrato quanto gli Stato Uniti e i loro solidali abbiano spiato a più non posso il mondo intero, senza fare esclusioni, non ricordandosi del caso Watergate che aveva portato alla destituzione di Nixon da Presidente proprio perchè spiava “solo” gli altri capi di Stato.

Onestamente non conoscevo alcuni aspetti che hanno dell’inquietante, i servizi di cloud dove più o meno tutti parcheggiamo file di vario contenuto sono stati originariamente creati dall’NSA per comunicare con le spie disseminate in giro per il mondo, il tutto poi è stato “donato” a società private (che guarda caso collaboravano con la stessa NSA) per renderle di pubblico utilizzo.

Ad esempio NSA e altri dipartimenti americani legati allo spionaggio e sicurezza hanno investito molti soldi in Amazon per ampliare i servizi cloud AWS! Servizio che molti usano, me compreso, per fare il backup illimitato delle foto scattate con il telefono o conservate sul computer. Non è un servizio gratuito perchè lo si può utilizzare pagando l’abbonamento Prime, però fa strano che una società decida di dare un sistema simile, occupa fisicamente spazio per i server e costi non proprio trascurabili. Così come Amazon anche altri come Google e Microsoft hanno collaborato e probabilmente collaborano con NSA e altre entità americane.

Alcuni mesi fa aveva attirato la mia attenzione una direttiva europea che imponeva alle varie società digitali di mantenere i dati dei cittadini europei entro i confini dell’unione e non in farm in giro per il mondo, infatti molti come Facebook (oggi Meta), Google, Microsoft e altri avevano costruito da zero delle farm per rispettare tale imposizione. Mi sembrava una cosa strana all’epoca, poi leggendo anche i libri di Mitnick è emersa una cosa curiosa ed inquietante.

Dopo l’11 settembre l’allora Presidente Bush aveva emanato il Patriot Act con cui dava poteri  maggiori all’NSA e affini per poter difendere l’America e prevenire ulteriori azioni ai danni dell’America e suoi cittadini, detta così sembra una cosa buona. La legge ha anche permesso di controllare in rete casi di pedofilia, crimini di vario genere e spaccio, anche qua nulla di allarmante, peccato che di fatto alcune società di telefonia (Verizon se non sbaglio) passava i metadati delle telefonate all’NSA che archiviava tutto (avranno davvero smesso) per un utilizzo futuro non ben specificato.

Sempre per tale normativa americana il traffico di telefonate e dati che transitano sulle reti americane possono essere intercettate senza tanti complimenti, raccolti e conservati per il futuro, ed ecco la normativa europea, poichè l’America di fatto gestisce e controlla internet sia come infrastruttura che come programmi, doveva avere un limite e questo è l’Unione Europea che non ha gradito quanto emerso dalle parole di Snowden e di una normativa un po’ libertina in nome della sicurezza di una sola nazione.

Di recente Telecom (oggi TIM) ha venduto la propria rete ad un fondo americano, la cosa secondo me potrebbe nuovamente aiutare chi vuole ficcare il naso ad ascoltare e registrare tutto e tutti, ricordo che oltre a me, semplice geometra, sulle reti transitano informazioni sensibili anche dello Stato e l’NSA può scardinare anche i sistemi che crittografano tali comunicazioni (almeno a detta di esperti).

Tutti abbiamo qualcosa da nascondere e oltre ad essere profilati per sottoporci un prodotto piuttosto che un altro è relativamente un problema, ma con i dati grezzi riesco a capire cosa una nazione in generale pensa e su cosa posso fare forza per cambiare l’opinione pubblica, inoltre informazioni che inseriamo volontariamente in rete potrebbero essere usate un domani contro di noi o contro i nostri cari ad esempio.

Ricordo quando in una puntata del telefilm Person of Interest, Finch (colui il quale aveva creato la macchina) affermava che i social erano una emanazione dello stato che voleva controllare i cittadini, pertanto perchè mettere in campo risorse e personale per spiare e raccogliere dati dei cittadini quando erano loro che li inserivano volontariamente in un social (ritenuto sicuro e neutro)? Beh, oggi tale pensiero esternato in un telefilm è alquanto credibile anche se basato sul nulla, ma sempre credibile.

Ricordo che quando sono stato negli States ho utilizzato alcune reti WI-FI per usare i social, al mio rientro in Italia ho dovuto letteralmente piallare il telefono, era diventato di una lentezza esasperante e si è ripreso dopo tale trattamento, non voglio dire che sia così, magari è stato una casualità, però l’impressione che dentro il telefono ci fossero ospiti ingombranti e per niente graditi l’ho pensato per molto tempo e tutt’ora il dubbio permane.

Le informazioni sono utili a molti livelli, figuriamoci per gli Stati.