Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Mag
23

Fine settimana denso

Categoria Vario

Il week-end che sta volgendo alla fine è stato denso di cose, sono un po’ stanco ma soddisfatto tutto sommato.

Il sabato è iniziato con una mattinata trascorsa in compagnia della commessa del negozio di piastrelle che si è prodigata in soluzioni ed idee su come fare arredare il bagno. Le idee sono state ottime e la disposizione ci è piaciuta molto, anche le piastrelle sono molto belle, l’unica cosa è il prezzo, ma purtroppo non si può fare altrimenti. La cosa un po’ shoccante è che siamo usciti a manca un quarto a l’una! Tornati a casa, mangiato di corsa e di nuovo in movimento, appuntamento con la ditta delle porte per le misure e relativo ordine.

Poichè di un solo preventivo non ci fidiamo, abbiamo deciso di andare anche da negozio dove abbiamo preso le piastrelle della cucina, ci abbiamo passato quasi altre due ore.

Prima di andare a mangiare a casa di amici siamo passati in libreria, ho preso il libro “Zone rigide” di Alessandro Chattelan, ne ho letto un paio di pagine ed è simpatico e scorre piacevolmente, però non posso ancora leggerlo, devo finirne un’altro che è altrettanto piacevole, però di stratta di un thiller di quelli che piacciono a me.

Domenica per fortuna all’insegna del relax, per prima cosa ho dormito fino alle 10.00, ne avevo bisogno, poi “Festa della focaccia di Recco” e mangiata fino a scoppiare seguendo le varie code dei chioschi dei forni che in questa giornata danno la focaccia gratis (a Genova è abbastanza rara!).

Poichè il tempo minacciava acqua (su genova c’era il sole) siamo rientrati e abbiamo fatto un giretto da Castorama e all’Ikea, fatto un paio di acquisti per la casa.

Ora mi sto godendo la puntata di CSI registrata venerdì mentre sto sdraiato sul letto con il portatile sulle gambe. Tutto sommato il fine settimana è stato piacevole e produttivo.

Mag
21

Digitale terrestre

Categoria Vario

Nonostante tempo fa mi sia lamentato per il digitale terrestre, in questi giorni lo sto sperimentando a casa, alla fine abbiamo preso il decoder.

Più che altro l’ho preso prima dello switch-off per la Liguria, programmato per fine novembre, per far abituare i miei ed in particolar modo mio padre che non è per niente aperto a nuove esperienza informatiche e non.

Per ora l’impatto è abbastanza positivo, il segnale è buono e la resa è ottima, nonostante abbiamo tutti i telelvisori a tubo catodico. Interessanti i nuovi canali che vengono offerti, forse il più interessante è “Cielo”, fino ad ora ho incrociato telefilm interessanti.

Ora dovrò picchiarmi per collegare il televisore del soggiorno a cui sono collegati due videoregistratori ed un lettore DVD, purtroppo il televisore ha una sola presa a cui collegare il resto degli apparecchi che oggi sono messi in “cascata”. Unica pecca del decoder che, anche se dotato di due prese scart, non permette di vedere un canale mentre si registra qualcos’altro, un limite che può creare problemi ai miei, noti per la quantità di registrazioni. Riuscirò a collegare tutti gli apparecchi al televisore per mezzo di una “ciabatta” scart, da qualche parte dovrei averne una.

Prossimo passo è collegare il decoder all’impianto stereo per mezzo del cavo coassiale, così dovrei godermi anche il segnale stereo digitale. Già tempo fa ero riuscito a collegare il videoregistratore allo stereo con una scart dotata di cavi coassiali e la cosa era veramente piacevole. Per ora allo stereo è collegato il PC, con cui sento la musica, gioco e vedo i DVD.

Sono riuscito anche a far saltare al decoder i vari canali a pagamento che tanto non mi interessano e non intendo pagare, mi basta il furto del canone Rai!

Mag
19

Non è la mia giornata

Categoria Vario

Oggi sembra proprio che non sia la mia giornata, stamattina per prima cosa mi sono svegliato presto, ben prima che la sveglia suonasse, quindi mi sono riaddormentato e quando la sveglia è suonata non riuscivo quasi ad alzarmi.

Preso lo scooter per andare fino in tribunale per consegnare due relazioni, sento uno strano rumore proveniente dalla ruota anteriore e un movimento alquanto preoccupante, arrivato fino dal meccanico (per fortuna è di strada) si scopre che uno dei due cuscinetti della ruota anteriore si è distrutto e il disco era messo di traverso rispetto alla pinza del freno!

Lasciato lo scooter dal meccanico ho continuato verso il centro, arrivato in tribunale vengo a sapere che un giudice mi ha chiamato a chiarimenti su di una relazione, ma per fortuna me l’aspettavo, continuo i miei giri e mi si scarica il cellulare nel bel mezzo di una telefonata di lavoro.

Tornando verso la base si mette a piovere. Rientro e mi picchio con la mail del lavoro, forse il cavo di rete che collega l’UPS al PC ha dei problemi, altrimenti non capirei i problemi di lentezza che da alcuni giorni visto che le impostazioni ed i programmi di sicurezza sembrano essere tutti configurati nella maniera corretta.

Dopo essermi picchiato con CAD ed una sanatoria che mi fa impazzire! Montare insieme dei disegni su carta (disegnati con i piedi) su un rilievo fatto oggi non è poi così pratico. Telefonate di rito di clienti e altre cose, uscito di corsa, decisione piastrelle e sanitari per il bagno!

La parta sconcertante è che siamo stati dal negozio di piastrelle per più di due ore e la cosa peggiore è che non abbiamo ancora finito! Sabato si fa il terzo round!

Però ora che rileggo quanto successo durante la giornata ritengo che non sia andata poi così male. Anzi direi che è andata abbastanza bene.

Mag
17

Film: Hachiko

Categoria Film

Prima di mettersi davanti alla TV per vedere questo film consiglio di procurarsi un po’ di fazzoletti, la lacrima alla fine è inevitabile.

Il film è emozionante e toccante, se poi si pensa che la storia è ispirata ad una vicenda accaduta realimente in Giappone alla fine degli anni ’30, l’emozione aumenta. Il film narra di un cane che “trova” il suo padrone alla stazione e che non lo lascerà mai più, nemmeno dopo una piccola tragedia. Hachi diventerà una sorta di mascotte della stazione dove ogni giorno alle 17.00 aspetterà il suo padrone, seduto sempre nello stesso posto.

Consigliato a tutti, senza dubbio, anche se alla fine prende un po’ di magone. Molto bello.

Hachiko – il tuo migliore amico
Titolo originale:     Hachiko: A Dog’s Story
Nazione:     U.S.A.
Anno:     2009
Genere:     Drammatico
Durata:     98′
Regia:     Lasse Hallström
Sito ufficiale:     www.hachithemovie.com
Sito italiano:     www.luckyred.it/hachiko

Cast:     Richard Gere, Sarah Roemer, Joan Allen, Jason Alexander, Cary-Hiroyuki Tagawa, Erick Avari, Donna Sorbello, Robert Capron, Davenia McFadden, Bates Wilder
Produzione:     Inferno Productions
Distribuzione:     Lucky Red
Data di uscita:     Roma 2009
30 Dicembre 2009 (cinema)

Trama:
Hachiko, A Dog’s Story, emozionante riadattamento americano di un famoso racconto giapponese ispirato a una vicenda vera, è la storia di Hachi, un cane di razza Akita, e dell’amicizia speciale con il suo padrone. Ogni giorno Hachi accompagna il professor Parker (Richard Gere) alla stazione e lo aspetta al suo ritorno per dargli il benvenuto. L’emozionante e complessa natura di ciò che accade quando questa routine viene bruscamente interrotta rende la storia di Hachi una favola per tutte le età. L’assoluta dedizione di un cane nei confronti del suo padrone ci mostra lo straordinario potere dei sentimenti e come anche il più semplice fra i gesti possa diventare la più grande manifestazione di affetto mai ricevuta.

Mag
12

La vita appesa ad un filo

Categoria Pensieri, Vario

Alcuni giorni fa a Genova un operaio è morto cadendo dal tetto della Stazione Marittima andando a rimuovere dei cavi elettrici in conseguenza alla visita del Presidente della Repubblica. Purtroppo l’operaio è caduto poichè era sprovvisto delle necessarie protezioni anticaduta (imbragatura) e perchè non ha voluto aspettare il suo collega. Fatto sta che ha scavalcato un parapetto ed è scivolato.

Fino a poco tempo fa era cosa non rara trovare operai che gironzolavano liberamente su coperture, tetti e cornicioni senza che indossassero imbragature ancorate a qualsivoglia struttura stabile (purtroppo non è raro vederne anche oggi di queste scene da far rabbrividire anche un trapezzista).

Da alcuni mesi in Liguria è entrata in vigore una norma che ha proprio l’obiettivo di limitare i morti sui luoghi di lavoro posizionati in quota e privi di protezioni, quali parapetti, ringhiere, etc. La norma prevede che i progettisti, in caso di manutenzioni alle coperture, producano un’elaborato ai comuni, allegato al progetto, che ne dimostri la messa in sicurezza per mezzo dell’installazione delle “linee vita”.

Le “linee vita” non sono altro che cavi in acciaio (ma anche anelli di ancoraggio) fissati su paletti stabilmente ancorati alla struttura dell’edificio (praticamente si possono installare su qualsiasi tipo di struttura, piana o a falde, in muratura, legno o metallo) a cui l’operaio dovrà attaccarsi con un’imbragatura dotata di un cordino (solitamente sono due e vengono utilizzati alternativamente in caso ci si debba spostare da un punto ad un altro se non collegati tra loro) e che in caso di caduta accidentale lo possano trattenere in maniera da evitarne la caduta nel vuoto.

Come scrivevo alcuni giorni fa, la settimana scorsa sono stato presso la sede della Alpic in Francia, che produce e commercializza i prodotti Vertic, nati proprio per l’esigenza di mettere in sicurezza ogni tipo di edificio ed impianto in maniera semplice ed efficace, trovando soluzioni molto versatili ai vari tipi di edifici che si possono incontrare in tutta Europa ma non solo.

A seguito della visita ho potuto notare come l’Italia sia ancora indietro rispetto ad altre nazioni per la sicurezza degli operai, o meglio, abbiamo una normativa in materia che risale al 1934 (un Regio Decreto) che ha dato vita ad una serie di norme specifiche per ogni lavorazione ed attività, ma che purtroppo, come è normale in Italia, non vengono applicate e fatte rispettare.

Da oggi forse potremo aprire il giornale e non leggere la lunga lista di morti che purtroppo ci sono ogni anno in tutti i settori (non è solo l’edilizia ad essere origine di incidenti talvolta mortali, è solo che tutti abbiamo sotto il naso i cantieri), forse, sempre se chi poi andrà ad operare utilizzerà tutte le accortezze messe a disposizione al fine di farlo tornare a casa dalla propria famiglia.

Mag
11

Internet banking

Categoria Internet

Ormai tutte le banche, dalle più conosciute a quelle che nessuno ha mai sentito nominare, sono dotate dell’internet banking, con sistemi ogni volta diversi tra loro e più o meno sicuri.

Lasciando da parte l’aspetto della sicurezza, che teoricamente dovrebbe essere sempre al centro dell’attenzione degli istituti di credito, mi domando chi studia e relizza l’interfaccia e le istruzioni dei vari portali.

Per varie ragioni ho provato con mano almeno tre portali di altrettante banche che non hanno nulla a che spartire e ho trovato tre soluzionipiù che differenti.

La prima banca è la Carige, il sistema è abbastanza semplice da utilizzare, si basa su di un nome utente ed una password che ogni mese deve essere modificata. Per sicurezza dopo il terzo tentativo d’inserimento della password il conto online si blocca e deve essere riattivato dalla banca dietro richiesta del correntista. Le istruzioni ed i comandi da inserire per le operazioni è banale e logico (unici intoppi sono i caratteri speciali).

Ho provato il sistema della Monte dei Paschi di Siena, veramente semplice da utilizzare e sicuro. Si entra con un nome utente (un numero), una password (altro numero) ed un codice unico generato da un dispositivo esterno. Il portale di per se è semplicissimo e le istruzioni sono chiare, ogni voce ha lo stesso nome anche nelle istruzioni.

L’ultima esperienza è per stata con il Banco di Desio della Brianza. Gli accessi avvengono inserendo un nome utente ed una password, poi si deve creare e scaricare una chiave che dura un anno, un piccolo file associato con il conto e l’utente e protetto da una password. Primo problema, i nomi utilizzati dall’interfaccia web sono differenti da quelli della documentazione cartacea e dei codici forniti con le solite buste che ogni banca consegna. Poi il sito è parecchio complesso, una marea di voci e di conferme da dare per una semplice operazione. Il sistema poi diventa un po’ ostico se si vuole riscaricare il certificato per firmare le operazioni (solitemante le altre banche usano luna password per confermare le operazioni). Il sito rimanda ad un altro sito che dovrebbe permettere la rigenerazione della chiave o il semplice download, che poi semplice non è, nonostante si seguano passo passo le istruzioni ed i comandi.

La cosa che più mi ha colpito è l’intenso uso dell’ambiente Java (se non si ha non funziona nulla!) e della necessità di appoggiarsi a siti esterni, sarà che non è poi così difficile per un qualsiasi malintenzionato informatico cercare di interporsi tra i due e carpire informazioni sensibili.

Sarebbe bello, prima di affidare i propri risparmi ad una banca, poter provare l’internet banking, sicuramente ci si risparmierebbe tanti mal di pancia, preoccupazioni e panciate di nervoso! Come vorrei che a progettare alcuni siti fosse quel “talebano” (si definisce così lui) di Camu, forse il mondo sarebbe migliore!

Mag
10

TEST

Categoria Humor

Il lunedì si sa è una giornata in salita per molti, allora ecco un test carino, seguilo bene, sono solo 5 risposte da dare. Qual’è il tuo modello di persona da seguire/copiare? Prendi carta e penna e rispondi alle domande:

1) Qual’è il tuo numero preferito da 1-9

2) Moltiplicalo per 3

3) Aggiungi 3, e al risultato moltiplica ancora per 3

4) Hai ottenuto un numero di 2 cifre

5) Adesso somma le due cifre

6) Adesso scendi in basso

Adesso con il tuo numero vai a vedere chi è il tuo modello da seguire in questa lista:

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Mag
07

Settimana densa

Categoria Pensieri

La settimana appena passata è stata densa di molte cose e prospettive per eventuali nuove collaborazioni e prospettive di lavori interessanti.

Per prima cosa lunedì sono partito alla volta della Francia per una due giorni sulle linee vita. La materia in Italia è poco conosciuta, in alcune regioni, tra cui la Liguria, la cosa sta diventando importante a seguito di specifica normativa che obbliga la messa in sicurezza di tutte le coperture non praticabili e tutte le strutture con altezza superiore ai 2 mt da terra e prive di protezioni, così da permettere le eventuali operazioni di manutenzione.

Il corso si è tenuto in francese e fortunatamente una parte delle cose le ho capite, una parte è stata tradotta da uno dei ragazzi presenti al corso che parlava un francese fluente. La materia non nascondo essere molto interessante e può diventare uno sbocco per il lavoro.

Rientrato dalla due giorni, accompagnato dal mal tempo (ma come pioveva dopo il Frejus?), mi sono dedicato ad una pratica catastale che solo in parte si è risolta! Infatti l’accatastamento di un magazzino è andato in porto senza troppi problemi, mentre invece una casetta di due piani non ne vuole sapere di andare in porto. Ora ho spezzato la pratica in altre quattro e sono in attesa di una risposta (spero affermativa) da parte del catasto.

Ovviamente con il mal tempo sono venute fuori mille infiltrazioni da andare a controllare. In più per dei vecchi amici di famiglia, in accoppiata con un collega, dovrò verificare tutta una situazione complessa sullo stato di una rete fognaria e dei problemi statici di una vecchia casa nel basso Piemonte.

La nota dolente è che per l’imminente fine settimana sono solo, la mia dolce metà è fuori città per motivi di lavoro e sarà fuori anche per buona parte della prossima settimana.

In questi giorni ho anche iniziato una pratica di mantenimento per un ascensore che è stato realizzato in maniera difforme a quanto previsto nel progetto (aggiungo anche che il progetto è fatto veramente male ed è carente di punti di riferimento) e che il vecchio progettista mi sta facendo impazzire.

Vedrò di sfruttare il fine settimana per sistemare un paio di cose rimaste in sospeso, come l’oliare le ghiere degli ammortizzatori della macchina, sempre se ci arrivo mettendola sul crick, poi andrò a togliere un paio di cose da casa prima che gli operai inizino i lavori. Poi visto che il tempo rimarrà pessimo anche per la prossima settimana lascerò stare il lavaggio di macchina e scooter, tanto sarebbe inutile. Vedrò di riordinare un paio di cose in cantina e poi mi rilasserò in attesa di una nuova settimana!

Mag
07

F.E.A.R. 2 Project Origin

Categoria Giochi

Da appassionato di videogiochi ed in particolar modo di FPS, non potevo non giocare a questo titolo scoperto quasi per caso anni fa ed ora giunto al secondo capitolo pubblicato ed in attesa del terzo capitolo che sembra essere quasi pronto.

Il videogioco purtroppo non usa i personaggi del primo F.E.A.R. (First Encounter Assault Recon) a causa di diritti d’autore (il marchio ha cambiato proprietà), comunque sarà presente Alma, che è come sempre molto interessata a noi (siamo la terza squadra ad intervenire nel caos dei replicanti) e come sempre c’è il dubbio che tutto sommato un legame tra noi, gli altri due personaggi impersonati nel primo gioco e nell’espansione (Extraction Point) e questa ragazzina, cresciuta con il passare del tempo, non sia una cosa poi così remota.

Il gioco è molto coinvolgente, anche perchè non è molto chiaro cos’è successo e cosa succederà, i nemici non sono poi così difficili da annientare, anche grazie alle armi in dotazione (molto belli il fucile da cecchino ed un disintegratore). Le ambientazioni sono ricche di particolari e oggetti da osservare, come sempre, molto belli gli effetti di luce ed i riflessi delle superfici.

Unica pecca la durata del gioco (è su ben 2 DVD), senza troppi intoppi e senza dedicarci troppo tempo si riesce a finire in due settimane. Ma purtroppo sembra che la media della durata dei videogiochi sia questa, peccato (l’unico che dura molto di più è FarCry 2).

Sotto il profilo tecnico il gioco gira molto bene anche su sistemi datati (lo faccio girare su un AMD AthlonXP 3500+ con 2 Gb di Ram e una nVidia 9800GT) e i rallentamenti e le perdite di frame sono rari. Personalmente non ho apprezzato il filtro che simula la vista della televisione, troppo sfocato, crea un po’ di difficoltà, quindi l’ho spento. Molto belli gli effetti visivi e comodo il sistema di autosalvataggio. Gioco ottimo. Ora si aspetta il terzo capitolo.

Mag
03

Dubbi sulla sicurezza – parte 7

Categoria Pensieri

Alcuni giorni fa, mentre rientravo a casa con lo scooter, pregustandomi l’imminente week-end, stavo pensando ad alcune cose di lavoro ed in particolar modo a dei “Piani operativi di sicurezza” che devo preparare per due imprese.

Da questo pensiero sono arrivato alla normativa che obbliga le imprese a predisporre questi piani ed in partticolar modo alla parte che recita più o meno “l’impresa predispone il piano e lo consegna al coordinatore”.

La media degli impresari, purtroppo, non ha molta dimestichezza con la carta e i piani operativi vengono scritti, nei casi migliori, da tecnici interni all’impresa, nel peggior dei casi vengono scritti da terzi esterni alle imprese e poi consegnati agli imprenditori che nel più dei casi non leggono una sola riga di quanto scritto.

Chi ha scritto la norma forse pensava di sensibilizzare le imprese a prende un po’ più sul serio la sicurezza, solo che non ha conseiderato che nessun impresario sa da che parte si inizia un POS!

Con il passare del tempo in Italia, ma credo sia così anche nel resto d’Europa, c’è la strana convinzione che più carta si produce, meno problemi ci saranno e verranno risolti o individuati. Peccato che non sempre sia così, infatti i morti sui luoghi di lavoro continuano ad esserci, i problemi continuano ad esistere, ma la carta è aumentata esponenzialmente.

Tempo fa ad uno dei tanti corsi di aggiornamento che ho fatto, un penalista ha detto una frase che mi ha colpito. Scrivete il meno possibile, evitate riferimenti precisi a norme ed articoli! Più o meno suonava così, ha anche giustamente sostenuto che tutta quella carta che viene prodotta l’ha letta attentamente solo la testina della stampante. La carta che ognuno produce serve solo nel malaugurato caso succeda qualcosa ed il magistrato debba incriminare qualcuno.

Resto sempre dell’idea che più carta non voglia dire più sicurezza.