Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Lug
24

Qualità della vita

Categoria Pensieri

Sarà che il tempo, inteso come clima, non è il massimo e si passa dalla pioggia al caldo torrido molto rapidamente, o sarà che sono molto stanco, fatto sta che in questi giorni mi ritrovo a domandarmi quale sia la qualità della mia vita.

Mi venisse chiesto in questi giorni, dopo mesi di corse per il lavoro e battaglie per portare a casa un risultato per i miei clienti, direi che non è una buona qualità. Il problema maggiore sono le ore di lavoro, sempre di più anche se sembrano sempre meno, tempo diviso tra telefonate, discussioni con funzionari pubblici molte volte miopi e poco interessati, sopralluoghi e via così. Fatto sta che terminato i lavoro il restante poco tempo è diviso tra dormire, mangiare e vita di coppia in un ritmo serrato.

Alcuni giorni fa ha fatto il giro del mondo l’affermazione di uno dei fondatori di Google che oltre a dover lavorare le persone hanno la necessità di potersi dedicare anche ai propri passatempi ed interessi. Peccato che queste sacrosante parole non riescano a trovare una reale applicazione nella vita del più delle persone, che si trovano a dover lavorare più ore dell’orologio per poter sopravvivere e far fronte alle spese di tutti i giorni.

Ho fatto mente locale su quando ho dedicato un po’ di tempo ai miei interessi e sinceramente non me ne ricordo, c’è sempre qualcosa da fare che mi svia dal mio obiettivo. Questo alimenta la mia stanchezza diventata ormai cronica e che si presenta quando meno me l’aspetto e mi distrae da quello che devo fare.

Per assurdo ho notato che anche i rapporti interpersonali negli ultimi tempi sono solamente legati al lavoro e trovare il tempo di parlare di altro è sempre più difficile e la cosa sta i inviando a pesare. Non si può vivere di solo lavoro.

È brutto da dire ma praticamente il lunedì mattina vorrei che fosse già venerdì sera e conto i giorni che mi separano dal fine settimana che alle volte sembra irraggiungibile.

Sono sempre più convinto che questo tipo di vita non sia corretto e che alla lunga diventi insostenibile per chiunque, anche il più stacanovista degli esseri umani.

Comunque confermo, qualità non buona con poche possibilità di vederla migliorare anche a causa delle preoccupazioni legate al generale stato economico in cui versato tutti.

Lug
21

Alternative al POS

Categoria Pensieri

Con una norma voluta dall’ultimo governo Prodi, sospesa dal governo Berlusconi e riesumata dal governo Monti, tutti gli artigiani, liberti professionisti e via discorrendo hanno l’obbligo di permettere ai propri clienti di pagare con il bancomat o carta di credito le parcelle emesse, il tutto nascondendosi dietro al fatto che così il consumatore è aiutato nell’operazione.

Ovviamente al cittadino la cosa può essere comoda, ma dall’altra parte ci sono i costi che finiscono inesorabilmente a carico delle varie attività di cui sopra, costi che erodono ulteriormente i guadagni già non entusiasmanti.

Le banche chiedono una cifra, di volta in volta, per l’affitto dell’apparato, l’eventuale costo della SIM contenuta nei POS senza fili, una percentuale variabile sulla transazione e via così. Ogni banca fa quello che vuole e lo Stato volutamente non dice nulla.

Ma la domanda è se esistono sistemi alternativi al dover avere un POS. Esistono le alternative, legali e tracciabili.

Il primo sistema che mi viene in mente è PayPal, sistema di casa eBay, attraverso cui si possono ricevere denari direttamente dalle carte di credito, il tutto online e senza troppi problemi, il conto non ha costi per chi paga ma per chi riceve c’è una commissione variabile più una quota fissa.

Altri sistemi sono nati con l’avvento degli smartphone e tablet, esistono dei POS forniti dalle banche che usano tali terminali per collegarsi alla rete e per effettuare la transazione e sottostanno a costi variabili.

Poi sono nate alcune società che forniscono un adattatore da collegare al jack cuffie (per l’alimentazione) e suppongo via bluetooth si connettono al cellulare per usare una app apposita per trasferire le somme.

Non tutti accettano tutte le carte presenti sul mercato, ma sembra che si stiano muovendo per colmare i vuoti che sino ad ora avevano ignorato.

Alcuni di questi sistemi hanno dei canoni, altri no, solo una richiesta una tantum per l’invio dell’adattatore e poi una percentuale fissa sulla transazione che a naso sembrerebbe molto più conveniente rispetto ai sistemi delle banche.

Per ora resto alla finestra e poi vedrò come muovermi, il mercato probabilmente entro fine anno subirà delle mutazioni e potrebbero esserci sorprese in arrivo.

Lug
18

SUE online

Categoria Pensieri

SDC10809

Da circa un mese a Genova tutti noi tecnici siamo alle prese con una nuova procedura delle pratiche edilizie, il SUE online. La novità è quella di potere/dovere presentare le pratiche via computer. Fin qua nulla di particolarmente anomalo, il Comune si è accorto che immobiliari nel 2014 e che l’informatica può essere una buona alleata se non un nemico.

Il sistema, come tutte le novità purtroppo è afflitto da bachi e refusi, oltre che di complicazioni molte volte frustrati per l’utilizzatore.

Una delle prime difficoltà è quella legata al sistema di registrazione al servizio che viene delegato alle Poste, in alcuni casi chi era già iscritto ha trovato non poche difficoltà per recuperare/azzerare le proprie credenziali, con tempi d’attesa biblici e passaggi complessi.

Superata la problematica legata all’iscrizione i cozza in un non problema. Il sistema sembra chiede in maniera obbligata di associare la propria firma digitale al profilo di Poste, peccato che si possa portare a compimento la procedura solo con una delle quattro firme elencate sul sito di Poste. La cosa "divertente" è che la procedura di associazione non sia obbligata ma bensì è facoltativa e serve solo per accedere ai servizi senza digitare le proprie credenziali.

Arrivati al nuovo sistema ci si trova davanti ad una procedura guidata che teoricamente sarebbe logica, andando a scegliere le varie voci il sistema restituisce una serie di opzioni che guidano l’utente alla compilazione delle varie schermate. Peccato che alle volte, usando anche browser differenti, ci si trova ad avere difficoltà nel procedere alla operazione di alcuni box che restano misteriosamente inattivi anche dopo aver scelto di compilarlo e a spot diventano evitabili dopo innumerevoli tentativi.

La pazzia arriva al punto in cui si devono scaricare una serie di moduli da dover sottoscrivere, infatti i moduli, dopo parecchio tempo di compilazione online sono magicamente bianchi, quindi si è obbligati, per i meno smaliziati, a compilare i moduli a mano per poi scansionare e trasformarli nel nel formato PDF/A1. (comunque il sistema ignora sei i file caricati sono in tale formato ma verifica solo se sono firmati digitalmente).

Si è potuto riscontrare, con un uso normale, che il sistema è ancora acerbo e che il beta test che il Comune dice di aver fatto è stato troppo breve e poco approfondito, tanto che fino al 5 di agosto siamo obbligati a presentare copia cartacea di tutto il faldone.

Durante un incontro tra noi tecnici e i funzionari del Comune sono emerse molte problematiche che forse verranno sistemate dalla software house, una su tutte la problematica della restituzione dei moduli compilati ed una verifica più approfondita sulla compatibilità con i vari browser.

Resta ancora in sospeso il discorso del formato che dovranno avere i disegni da allenarsi alla pratica. Il Comune chiederebbe di inviare Files in formato DVD che però poi riterrebbe ad una facile circolazione abusiva di progetti sia all’interno che all’esterno del Comune (si sa che potrebbe capitare come la vendita delle planimetrie catastali sotto banco in catasto), ignorando bellamente i diritti d’autore sugli elaborati. In oggi il formato indicato è cambiato dal solo DXF andando ad aggiungere il PDF.

L’idea del SUE online sulla carta è più che corretta, se applicata correttamente l’informatica può essere più che utile, ma come al solito le pubbliche amministrazioni risultano essere poco competenti in materia e arrecano più danno che beneficio.

Speriamo che qualcosa cambi nel breve periodo, altrimenti il caos aumenterà inesorabilmente.

Lug
02

Forse all’Italia converrebbe fallire, sicuramente alcuni enti se lo meritano

Categoria Pensieri

In questi giorni sono alle prese con una serie di problematiche legate all’informatica statale o parastatale che hanno del ridicolo, se non fosse che mi aumenta l’acidità e inizio ad imprecare!

Il primo problema pseudo informatico è quello legato alle odiate Poste, ieri a causa delle pensioni e poichè ad alcuni uffici è stato sostituito il sistema informatico, le file sono diventate chilometriche e gli impiegati con tutta calma continuavano a fare altro invece di cercare di smaltire il lavoro.

Alcuni giorni fa ho iniziato ad usare la nuova procedura informatizzata del Comune di Genova per inviare le pratiche telematicamente, a dir poco schifoso come sistema, infatti con alcuni browser il sistema funziona parecchio male (e gli sto facendo quasi un complimento) e la procedura è ancora più lunga rispetto a quando si faceva tutto su carta con sistema a dir poco ridicoli. Basti pensare che si compilano una serie di dati ma poi il sistema restituisce una serie di moduli, di cui solo due compilati, che si devono compilare, firmare in originale, scansionare e ritrasmettere!

Il terzo problema è arrivato oggi con una comunicazione a mezzo PEC con cui il tribunale mi toglieva un incarico, motivo? Non ho depositato la relazione nei tempi e non ho partecipato ad una udienza, peccato che la relazione l’abbia depositata telematicamente il 14 maggio e il sistema l’ha rifiutata senza darmene comunicazione!!! Ora mi tocca capire il perchè, visto che la società che gestisce la cosa non ha idea di cosa sia capitato, visto che i loro controlli sono corretti e la cancelleria non mi sa dire dov’è il problema, inoltre mi tocca andare in tribunale per parlare con il giudice e fargli capire che c’è stato un problema indipendente dalla mia volontà! Il bello è che in cancelleria si sono anche stupiti di non avermi visto! Ma il telefono usarlo no?

A questo punto si dovrebbe azzerare veramente tutto ed affidare la gestione delle reti statali a società che sanno di cosa di parla e non ad individui che nemmeno sanno di cosa si sta parlando!

Apr
29

E lo smartphone ha fatto root!

Categoria Internet

Superuser-Elite-thumbAnche se suona come il digerire rumorosamente il mio smartphone non ha emesso alcun rumore e non ha mangiato pensante!

Per chi non ne sapesse molto il root è una procedura per avere i diritti di amministrazione del proprio telefono così da poter effettuare delle modifiche altrimenti non consentite dai diritti limitati dell’utente normale a cui tutti siamo abituati. Root è un termine derivato dal mondo Linux e significa letteralmente radice, quindi avere accesso a tutta la memoria (per l’utente medio di Windows corrisponde ad avere l’accesso a c:\).

Praticamente tutti gli operatori fanno utilizzare gli smartphone, ma anche tablet e altri strumenti, perchè eventuali modifiche potrebbero compromettere il telefono e tutti gli applicativi, ma vieta anche di cancellare programmi che non servono e che in alcuni casi intasano la ROM del telefono.

Io uso un Galaxy ACE e nonostante sia un ottimo terminale sotto molti aspetti, ha un difetto enorme, la quantità di memoria interna è pari a zero e bastano un paio di app per trovarsi con il terminale lento e con l’impossibilità di fare molte cose, infatti in casa Samsung hanno avuto la pensata di fornire il telefono con una micro sd da 2gb per permettere di spostare alcune cose li sopra, ma anche così la memoria del telefono risulta spesso intasata e necessita pulizie costanti ed alle volte frustranti, anche usando Clean Master!

Quindi ho preso il coraggio a due mani e ho effettuato il root seguendo una guida trovata su di un forum dove ho anche trovato il programmino che ne permette l’operazione. Infatti il root è possibile sfruttando i bachi di programmazione.

Nel giro di pochi minuti, dopo un riavvio in modalità di ripristino, ecco che il telefono è sbloccato, visivamente non cambia nulla, solo girando nella memoria del telefono ci si rende conto che sono presenti molte più cartelle (meglio lasciarle al loro posto), nel menu troveremo l’icona Superuser e che dalla gestione delle applicazioni è possibile cancellare app che non interessano (ad esempio Mtv, Hangouts e via discorrendo), ma è anche possibile dare più poteri a Clean Master e alla nota app Link2SD.

Ma nonostante il root e la possibilità di liberare un po’ di memoria unitamente al root è meglio fare, se si ha poca memoria a disposizione, una bella partizione EXT2 (l’ACE non supporta le altre) all’interno della micro sd e consentire a Link2SD di spostare nella nuova partizione le app che intasano il terminale, infatti il telefono crederà di avere una memoria più grande e la sfrutterà senza problemi, anzi per certi versi sarà un po’ più veloce (ovviamente dipende dalla classe della SD).

Pro del fare il root? Completo accesso al sistema, possibilità di eliminare tutte quelle cose inutili che i produttori preinstallano e non permettono di essere cancellate, poter spostare a piacere le app dove meglio si crede.

Contro? Rischio per i meno esperti di creare danni che potrebbero essere complessi da sistemare, la procedura, come segnalato da tutti i produttori, invalida la garanzia, quindi se siete in garanzia lasciate perdere se il vostro terminale costa alcune centinaia di euro.

Comunque per chi fosse timoroso, la procedura è convertibile e in rete si trovano anche le rom originali dei telefoni, quindi si può ripristinare il sistema come se il telefono fosse uscito dalla fabbrica.

Ovviamente come ho fatto capire la procedura può essere complessa per chi non conosce bene l’informatica, inoltre non esistono garanzie se qualcosa va storto mentre si opera a cuore aperto, si fa tutto a proprio rischio e pericolo!

Mar
07

La formazione che non forma

Categoria Pensieri

In questi giorni sto seguendo un corso di aggiornamento in materia di certificazioni energetiche per approfondire l’uso del famigerato CELESTE e comunque per verificare se quello che si applica in fase di sopralluogo e poi quando si è davanti al pc è corretto, direi che un buon tecnico dovrebbe sempre tenersi aggiornato e verificare se il suo operato è corretto, inoltre io sostengo da sempre che si impara sempre.

Mi sono abilitato come certificatore energetico intorno al 2010 e quindi non è proprio da ieri che lotto con il programma regionale e che faccio certificati ma proprio durante il corso, tenuto da un collega che ne sa parecchio più di me e di molti altri colleghi, ho notato che fortunatamente alcune mie supposizioni erano e soni corrette, mentre altre erano più che errate e ho capito una cosa, il corso abilitante non lo è affatto e invece i corsi di approfondimento sono mille volte meglio e sarebbero più utili del corso fatto dalla regione che allo stato attuale è inutile.

Purtroppo quando ho fatto il corso all’epoca ho fatto quello di 16 ore a fronte di quello da 80 ore. Da quello che ho provato sulla mia pelle è stato che le 16 ore non sono servite a nulla, ci hanno raccontato 4 cretinate e abbiamo giocato con CELESTE non capendoci nulla. Le prime certificazioni sono state sociali e redatte con altri colleghi, come credo la maggior parte dei tecnici.

Il corso da 80 ore, da quello che mi è stato raccontato da chi lo ha seguito, è stata pura filosofia e sono state spiegate tutte le formule utilizzate e fatta una prova senza l’uso del software ma facendo i conti a mano. A dir poco inutile.

La base del corso dovrebbe si dare una infarinatura e spiegare per sommi capi i funzionamenti, ma il corso dovrebbe spiegare come e cosa fare nello specifico per permettere a chi esce dal corso di destreggiarsi nella pratica, invece alla fine del corso ho avuto una calcolatrice, due fascicoli con le istruzioni del programma, un cd ed una cartellina di plastica, nulla più. Poi ci si sporca le mani, si cerca consiglio da chi ne sa di più, ci si confronta, si legge in rete i forum dedicati e si fa pratica.

Cosa simile facendo anche il corso sull’antincendio, molta teoria filosofeggiante, ma pratica zero!

Insomma un po’ come le scuole di ogni livello e grado non preparano ad affrontare il lavoro e la vita, ma nella realtà riempiono la testa di nozioni molte volte poco utili. Meno male che esistono corsi e seminari che insegnano qualcosa a differenza di altri.

Feb
07

Collegare e far riconoscere il Palm Z22 a Windows Vista/7 x64

Categoria The Scrat's Lair

Palm_Z22_agenda_S

Non so un quanti ancora usino i prodotti Palm, un po’ perchè gli smartphone e tablet la fanno da padroni sul mercato mobile, un po’ perchè la Palm ormai da parecchio tempo è stata acquisita dalla HP e praticamente è andata a sparire.

I prodotti Palm comunque sono sempre stati ottimi e personalmente ho usato un piccolo Z22 per anni fino a quando non ho avuto il tablet e ho iniziato a trasferire tutti i dati li sopra.

Comunque ho ancora il mio vecchio e ancora perfetto Z22 con dei dati e lo uso per recuperare vecchie informazioni che non ho trasferito o che non trovo sul PC o sul telefono.

Unica pecca della dipartita di Palm è che il servizio praticamente è nullo e non vengono più sviluppati i programmi e i driver per i nuovi OS, ma a sorpresa una società terza ha deciso di fornire dei driver per sistemi operativi a 64 bit che fanno riconoscere a Vista e 7 il palmarino senza problemi così da permettere di utilizzare il software Palm Desktop per sincronizzarlo con il PC o semplicemente per scaricare i dati in esso contenuti.

Per prima cosa scaricare a questo sito e scaricare i driver necessari: http://aceeca.com/index.php?option=com_maqmahelpdesk&Itemid=5&id_workgroup=1&task=downloads_product&id=6http://

Collegare il Palm con il cavo USB, inizierà una ricerca dei driver nel computer che si concluderà senza un nulla di fatto, terminiamo la ricerca.

Fare click con il tasto destro del mouse su “Computer”, quindi scegliere “Proprietà”, nella nuova schermata scegliere “Gestione dispositivi” ed individuare la periferica Palm contrassegnata dal punto esclamativo.

Scegliere il Palm e poi cliccare con il tasto destro del mause su di esso, quindi “Proprietà” e scegliere di aggiornare i driver, si aprirà una nuova schermata dove si può scegliere di ricercare i driver sul computer, trovare il driver dove è stato scaricato (decomprimetelo prima di fare la ricerca) e confermare. Come per magia lo Z22 verrà riconosciuto e si potrà operare tranquillamente con Palm Desktop.

Ovviamente la guida è utile solo per i sistemi a 64 bit, i 32 bit dovrebbero riconoscere automaticamente la periferica senza intoppi. Si declina ogni responsabilità per eventuali problemi alle periferiche o al PC in caso di errore!

Feb
05

L’idiozia tutta italiana

Categoria Pensieri

Ormai tutti siamo al corrente che la FIAT si è definitivamente fusa con Chrysler ed è diventata FCA, sigla che alla maggior parte degli italiani sembra essere mancante di una vocale ed è diventata anche oggetto di scherno.

Tralasciando la comicità di un acronimo mal ideato durante la fusione la FIAT ha deciso di spostare la sede fiscale in quel di Londra e la sede amministrativa, che si occuperà dei dipendenti, ad Amsterdam, ed ecco che l’Italia è stata mazzuolata per ben due volte sul groppone e li abbiamo anche ringraziati e lodati!

La casa ormai non più nostrana è da anni che per bocca di Marchionne, che nei confronti dei soci fa un lavoro ottimo, ci sono stati più accenni alla possibilità di spostare la sede, cosa sempre rimandata e forse in alcuni rari casi osteggiata allo Stato che questa volta ha fallito su tutto il campo senza nemmeno lamentarsi.

Ed ecco che oltre a vederci privare delle tasse che la neonata FCA pagherà in Inghilterra, avendo un regime fiscale molto vantaggioso rispetto al nostro mastodontico sistema fiscale che sembra più un vampiro, ci vedremo privati dei contributi, infatti i dipendenti verranno assunti ad Amsterdam e poi distaccati in Italia dove percepiremo solo le tasse sui veicoli venduti e gli immobili che sono qua. Per il resto non vedremo un euro.

Lo Stato minimizza goffamente la cosa, ma il problema ci si presenterà davanti nel breve periodo, senza contare che l’Italia ha più volte finanziato la FIAT per tenerla in piedi negli anni passati, senza che questi denari fossero restituiti!

Bravi politici incapaci, invece di rivedere profondamente la tassazione per le aziende e il costo del lavoro preferiamo che accadano queste cose!

Gen
14

L’Italia dei disservizi e della burocrazia

Categoria Pensieri

Sarà che oggi ho idea che mi stia arrivando un bel raffreddore o mal di gola, sarà che il tempo non è stato dei migliori e mi sono preso parecchia acqua in scooter o sarà che continuo a cozzare e notare che l’usanza tutta italiana del disservizio e della burocrazia non vengono eliminati e la questione mi fa veramente irritare!

Oggi, dopo essermi preso la mia razione quotidiana di pioggia ho tentato di spedire due raccomandate (gli enti a cui vanno inviate non ne vogliono sapere di PEC o altri sistemi) con le odiatissime Poste (domani se riesco estinguo anche la PostePay), arrivato all’ufficio postale nei pressi del Comune di Genova campeggiava un bel cartello sulla porta “l’ufficio in data 14/01/2014 sarà chiuso causa danno Telecom”!!! Ovviamente nemmeno a parlare di avvicinarsi ad altri sportelli postali, presi d’assalto da un manipolo di persone che forse percepiscono uno stipendio per occupare le sedie!

Rinuncio alle poste, ritenterò domani con una sede centrale, forse sarò più fortunato, vado alla banca per pagare dei diritti di segreteria e come al solito allo sportello c’è sempre la solita impiegata simpatica come passarsi la cartavetro nelle mutande, che con molta calma mi ha fatto versare l’importo e con altrettanta calma mi ha dato il resto (in due volte), le ricevute e metà del modulo precompilato del comune.

Mentre stavo per uscire sento una persona che avvicinandosi allo sportello con un modulo del tutto simile al mio ha esordito “devo fare un’integrazione di 60 cent”!!! Mi sono gelato, non è che quei geni del comune non hanno aggiornato la modulistica sul sito e gli importi indicati sono sbagliati? Fortunatamente li hanno aggiornati, però come ogni anno, tanto per aiutare l’economia il comune rivede al rialzo i diritti di segreteria delle varie pratiche, tanto per dare il benvenuto all’anno nuovo.

Capisco che i guasti siano imponderabili e che gli impiegati siano antipatici per loro motivi, però è mai possibile che ci si debba stupire solo se una cosa va per il verso giusto alla prima?

La burocrazia ormai è arrivata a livelli folli, così i “responsabili” degli uffici (che da responsabili hanno solo lo stipendio) non rischiano nulla, la dichiarazione è fatta da un terzo, nel caso fatti di quest’ultimo, la carta aumenta e si impazzisce a capire come muoversi. Esempio lampante è la modulistica del comune di La Spezia per le opere interne, ben 26 pagine che fortunatamente si riescono a ridurre andando a cancellare le parti che non servono e comunque rimangono tante! Dall’altro canto a Spezia si possono pagare i diritti di segreteria con il POS direttamente al protocollo, a Genova sarebbe fantascienza! Voglio vedere cosa si sono intentati per la presentazione delle pratiche telematiche che deve partire a breve, sarà una follia come sempre.

Certo che con una burocrazia simile non faccio fatica a capire perchè gli investitori si tengono alla larga dall’Italia! Che tristezza di nazione in mano ad onanisti mentali!!!

Gen
01

Buon anno!

Categoria Vario