Noi maschi, come dice Giacobazzi, siamo esseri semplici, riusciamo a stare seduti sul divano a guardare la televisione senza pensare a nulla, per le donne è impensabile ma è vero. L’immagine di Homer con dentro una scimmia a molla che salta e batte i piatti è abbastanza chiara e veritiera.
Se poi ci danno dei Lego a qualsiasi età passeremo ore a smontare e rimontare cose di fantasia, solitamente senza disturbare più di tanto. Lo dico perchè per il suo recente compleanno abbiamo regalato a mio figlio 2 kg di Lego (si li vendono a peso su eBay), non fanno parte di set fatti e finiti, sono pezzi sfusi di vari colori e forme.
Negli ultimi giorni prima e dopo cena ci mettiamo sul tavolo della cucina a montare una casa che ha ideato mio figlio per il suo supereroe preferito SpiderMan (il mio è Batman) e ci passiamo parecchio tempo confrontandoci su cosa mettere e cosa modificare senza fare rumore e commentando il risultato finale.
La bellezza dei Lego, a mio modo di vedere, non è seguire le istruzioni di un set e lasciarlo montato li, capisco dia soddisfazione magari montare una Bugatti, ma la parte divertente è partire da una propria idea e montare, modificare, smontare e ricominciare. Lasciar fluire la fantasia senza una regola scritta.
Credevo di averla già messa qua sul blog, ad esempio da ragazzino, rimasta poi montata e ora esposta in studio, ho una mia creazione, una moto chopper fatta durante un periodo di febbre durante la scuola, mi annoiavo davanti alla televisione, così all’epoca ho preso i Lego e ho iniziato a trafficare, la moto è stata fatta e disfatta più di una volta fino a quando non ho trovato la forma che mi piaceva.
Ora l’avventura Lego riprende e onestamente ho riscoperto la gioia bambinesca di giocare con qualcosa invece di guardare la TV o il telefono (che per giunta uso veramente poco e con disinteresse crescente). Lunga vita ai Lego.
La televisione italiana è costellata di serie TV, programmi e film che definirei abominevoli, storie trite e ritrite in caso di film e serie, melense da voltastomaco o costellate di persone problematiche e nevrotiche, i programmi sono pieni zeppi delle solite persone, nessuna novità e noia.
Poi Sky se ne esce con una mini serie (sei puntate in tutto) tratte da un libro, Avvocato Ligas interpretato da Luca Argentero! Una ventata di novità finalmente, Argentero finalmente è fuori dal solito stereotipo che gli affibbiano, il belloccio gentile sempre perfetto ed attento, mentre invece interpreta un avvocato alle volte scorretto, con problemi di dipendenze dall’alcol, una vita privata disastrata, ottimo osservatore e pianificatore, difende persone discutibili per ottenere una pubblicità e perchè sa di essere l’unico disposto a sporcarsi le mani. Una sorta di Dr. House fatto avvocato.
Un plauso al fatto delle sei puntate, sperando che non decidano di allungarlo come il brodo nel futuro, si guarda volentieri e non si è obbligati a sorbirsi millemila puntate infinite.
L’Italia in generale è anziana, molti anziani, pochi nuovi nati, trend che più o meno è comune a molte nazioni del mondo sviluppato. Le ragioni sono molte e non è mia intenzione disquisire in merito.
Alcuni giorni addietro in radio un genovese migrato a Milano ha affermato che Genova è popolata per 2/3 da anziani e per il resto da badanti, ovviamente una provocazione ma comunque abbastanza aderente al fatto che l’età media della popolazione genovese è abbastanza alta.
Una dimostrazione di questa cosa è stata l’idea del comune di rendere gratis i mezzi pubblici per i residente sopra i 70 anni, mentre i biglietti ed abbonamenti restano a pagamento per gli altri con i conseguenti aumenti periodici a cui siamo abituati.
La politica generale è aiutare chi è prossimo alla pensione o c’è già da molto tempo (la parola pensione è strana e sicuramente irraggiungibile per chi oggi come me lavora e dovrà lavorare per mantenere la pensione a chi se la può godere e le politiche in generale per i nuovi nati o comunque per i giovani sono praticamente inesistenti o accessibili solo a determinate condizioni praticamente inapplicabili per i più.
Resto dell’idea che sia lodevole cercare di aiutare chi ha trainato la carretta lavorando e ora si gode la pensione, però mettere gratis ad esempio i mezzi pubblici ribaltando i costi (di un servizio oltretutto deficitario e affetto da problemi) sulle fasce più giovani non lo trovo corretto. Riterrei più equo che tutti debbano pagare, il giusto, adeguato all’età ed il reddito, ma non in questo modo iniquo. E questo è solo un esempio che mi viene in mente, di sicuro ce ne sono altri.
Che Gemini sia incredibile ed altamente versatile non è un segreto e ogni tanto mi diverto a sperimentare.
L’ultima trovata mi è saltata in mente mentre mia suocera cercava una ricetta in un libercolo di famiglia che contiene le ricette di cucina e che mia moglie ha pl”preso in prestito” e non le ha più ridato.
Ho preso una ricetta a caso scritta in corsivo e a mano e l’ho fotografata, poi l’ho caricata in Gemini e gli ho chiesto di trascrivere il testo utilizzando l’ocr e con mia somma sorpresa ha portato a termine con successo il compito, addirittura ha segnalato che nella ricetta mancava la quantità di zucchero da usare e ha consigliato una quantità ritenuta corretta.
Ecco la trascrizione della ricetta:
Torta della Sig. Irene
Ingredienti
300 gr. farina
200 gr. burro
1 uovo intero + 1 tuorlo + 1 bianco da montare
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
1 scatola di albicocche o pesche sciroppate
Procedimento
Preparare la pastafrolla: Impastare la farina con lo zucchero (anche se non specificato in quantità nell’elenco iniziale, viene menzionato nel procedimento), il burro, 1 uovo intero e 1 rosso (tuorlo).
Riposo: Farla riposare un po’.
Preparazione base: Dividere l’impasto in 2 parti. Coprire il recipiente (la teglia) con una parte, curando i bordi.
Farcitura: Mettere le albicocche con il taglio rivolto verso il basso.
Crema di copertura: Montare a neve il bianco (albume), aggiungere il rosso e 1 cucchiaio di zucchero. Versare il composto ottenuto sopra le albicocche.
Chiusura: Con l’altra parte di pastafrolla fare un disco e coprire il tutto.
Cottura: Infornare per quasi mezz’ora.
Nota: La ricetta omette la quantità esatta di zucchero per l’impasto della frolla, ma solitamente per 300g di farina si usano circa 100-120g di zucchero.
Desideri che io converta queste dosi in un formato più moderno o che ti aiuti a calcolare i tempi di cottura per un forno ventilato?
Ho poi chiesto di fare alcune modifiche:
Trascrizione Originale
Torta della Sig. Irene
gr. 300 farina
gr. 200 burro
1 uovo intero + 1 tuorlo + 1 bianco da montare
1 bustina di Vanillina
1 pizzico di sale
1 scatola di albicocche o pesche sciroppate
Procedimento: Fare la pastafrolla con farina + zucchero + burro + 1 uovo intero + 1 rosso – farla riposare un po’. Dividere in 2 parti. Coprire il recipiente con i bordi. Mettere le albicocche con il taglio in giù. Montare a neve il bianco aggiungere il rosso + zucchero 1 cucchiaio e versare sulle albicocche con l’altra pasta frolla fare un disco e coprire il tutto. Infornare per quasi una mezz’ora.
🍑 Torta della Signora Irene
Un classico intramontabile: guscio di frolla e cuore di frutta sciroppata.
🛒 Ingredienti
Componente
Quantità
Farina
300 g
Burro
200 g
Zucchero
100-120 g (per la frolla) + 1 cucchiaio
Uova
2 totali (separate in base ai passaggi)
Frutta
1 scatola di albicocche o pesche sciroppate
Aromi
1 bustina di vanillina + 1 pizzico di sale
👩🍳Preparazione
1. La Base di Frolla
Impasta velocemente la farina con il burro freddo a pezzetti, lo zucchero, 1 uovo intero e 1 tuorlo. Aggiungi la vanillina e il sale. Avvolgi il panetto nella pellicola e lascialo riposare in frigo per almeno 30 minuti.
2. Assemblaggio
Dividi il panetto a metà. Stendi la prima parte e fodera una teglia imburrata, alzando bene i bordi. Scola la frutta sciroppata e disponila sulla base con la parte piatta (il taglio) rivolta verso il basso.
3. Il Ripieno Soffice
Monta l’albume rimasto a neve ferma. Incorpora delicatamente l’ultimo tuorlo e 1 cucchiaio di zucchero. Versa questa spuma sopra le albicocche per sigillare i vuoti.
4. Chiusura e Cottura
Stendi la frolla rimasta a forma di disco e chiudi la torta, sigillando i bordi. Cuoci in forno preriscaldato (consigliato 180°C statico) per circa 30 minuti, finché la superficie non risulterà dorata.
💡Il tocco in più: Una volta fredda, spolverizza con abbondante zucchero a velo o spennella la superficie con un po’ di sciroppo delle albicocche per renderla lucida.
Poi di sua iniziativa ha chiesto:
Vorresti che generassi un’immagine illustrativa di come dovrebbe apparire questa torta una volta sfornata?
Come non accettare!
Ora onestamente mi verrebbe la voglia, nonostante sia un cuoco terribile, di riversare qua le ricette in una sezione dedicata continuando a fare fare il lavoro sporco a Gemini.
Mio padre anni addietro hlav3va trovato non so dove il modellino della Moto Guzzi 850 V7 California prodotto da Protar (azienda ormai chiusa purtroppo) e aveva iniziato ad assemblarla partendo dalla parte più complessa, il motore.
Il modello prevedeva che le parti meccaniche funzionassero, lasciando in trasparenza le parti interne.
Poi il modello è rimasto in una scatola, semi montato fino a quando due anni addietro, dopo che mio padre è venuto a mancare, l’ho preso e ho cercato di finire il lavoro. Mi sono accorto che mancavano parecchie viti.
La ricerca delle viti non è stata semplice e mi ha impegnato un anno di giro, negozi specializzati, online e solo di recente Amazon ha restituito il risultato sperato.
Così in due giorni (due pomeriggi) il modello ha preso forma ed è ultimato. Mancano alcuni particolari perché non presenti nella scatola, poco male.
Sono soddisfatto, ora farò fare una teca per proteggerla dalla polvere.
Tendenzialmente non parlo mai di politica, non perché non me ne interessi, ma perché solitamente è un argomento che crea divisione anche con chi conosco da tempo.
Sono cosciente che le mie idee politiche non siano sempre accettate, spessoevito di intervenire o resto sul vago quando l’argomento viene fuori e li rendo conto che se me ne uscissi con le mie idee la discussione potrebbe diventare lunga e probabilmente ostile.
È capitato che l’argomento politica sia saltato fuori con una caro amico, da quella volta evitiamo la cosa accuratamente o comunque la evito io.
Tutto sommato l’argomento politica lo trovo noioso ed in generale viene vissuta come la una partita di calcio (che detesto profondamente) e come sempre se ci si discosta dall’opinione di alcuni si viene etichettati immediatamente e l’opinione espressa non viene nemmeno ascoltata ma solo combattuta.
Dopo molti anni di onorato servizio alcuni mesi addietro ho cambiato il cellulare utilizzato per lavoro (ho due numeri poichè alle volte i clienti non capiscono che un libero professionista possa avere una vita oltre al lavoro e chiamano ad orari e giorni improponibili), un Redmi Note 8 Pro che ha svolto egregiamente il suo compito, cadendo anche dallo scooter a circa 50 km/h e ruzzolando sull’asfalto riportando pochi danni (anche grazie alla custodia protettiva).
Da qualche mese avevo iniziato a notare un drain della batteria costringendomi il più delle volte a ricaricare con il power bank dopo pranzo o arrivando a sera con un residuo sotto il 20%.
Il telefono in se funzionava ancora bene nonostante l’uso intensivo e la quantità di app e foto in uso (ogni tanto mi dimentico di chiudere del tutto le app e capita di trovarne anche più di 10 in attesa).
La scelta, dopo varie valutazioni, video online, recensioni e visite in negozio, è caduta su un Google Pixel 9A, il taglio “economico” dei Pixel. L’economia è relativa perchè ho acquistato la versione da 256 gb non potendo usare microSD per espanderne la memoria, ho anche usato Perplexity per valutare l’acquisto descrivendogli l’utilizzo che faccio del telefono e anche lui facendomi una comparazione tra i vari modelli Pixel è giunto alla conclusione che il 9A per foto in cantiere e durata batteria, oltre la dimensione (non troppo padellone) era la cosa giusta.
Perchè un Pixel e non un altro terminale? Mia moglie ad esempio adora i Samsung e ha un A54 che adora, ma la OneUI non mi piace, in verità non mi è mai piaciuto il software progettato da Samsung in generale. Non ho preso un altro Redmi non perchè non mi sia trovato bene, tutt’altro, ma la scelta è stata anche guidata dal supporto che ho sullo scooter della Quad Lock che per i Pixel fa la custodia con l’attacco integrato rispetto al supporto adesivo universale che mi avrebbe obbligato a tagliare una cover e vivere con l’ansia che il telefono sarebbe potuto cadere a causa dell’adesivo che invecchia come già capitato.
Così ho preso direttamente da Google il telefono, arrivato in un tempo più che ragionevole e ne sono rimasto subito colpito. La prima cosa è stata la dimensione ed il peso in generale, poi lato software utilizzando Android in versione stock ed integrato con tutto è piuttosto agile e veloce, poi la qualità generale è piuttosto alta, la batteria praticamente infinita e un comparto fotocamere che per l’uso giornaliero personalmente è più che ottimo.
Unica pecca sono due widget che non si possono ne spostare ne eliminare dalla home, il primo è il widget della ricerca Google piazzato in basso e che non uso praticamente mai essendo abituato ad aprire il browser (Opera) per eseguire le ricerche, il secondo è il riepilogo posizionato in alto e che riporta la data del giorno, personalmente lo ritengo inutile.
Il resto delle funzioni è pratico, bisogna abituarsi ad alcuni percorsi ma tutto sommato nulla di catastrofico.
Direi che per ora la Pixel experience è più che positiva e mi sentirei di consigliare i terminali di Big G anche se online ovviamente ci sono i detrattori del processore Tensor che ad oggi per me funziona alla grande!