Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Ago
02

Ponte Morandi

Categoria Pensieri

 

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Il gigante silenzioso

Un post condiviso da Piero (@pierotmr) in data:

Quasi un anno fa il noto Ponte Morandi è passato agli “onori” della cronaca a causa del parziale crollo che ha fatto vittime e danni, spezzando a metà Genova e creando non pochi disagi.

Notizia di ieri pomeriggio, riportata da la quasi totalità delle testate giornalistiche cartacee e televisive, la consegna della relazione dei tre esperti consegnata al GIP dove individuano le problematiche riscontrate che hanno quasi sicuramente fatto collassare la nota pila 9 del ponte in quel maledetto 14 agosto.

In breve è stata riscontrata una carenza di manutenzione e problematiche legate a difetti di realizzazione in fase di costruzione (in soldoni il progetto dell’Ing. Morandi è stato disatteso e quanto indicato non è stato applicato nella sua totalità), così la somma di tutte queste cose ha portato al collasso della struttura (link all’articolo).

La cosa rilevata durante le indagini, e preoccupante, è stata che l’ultimo intervento manutentivo volto ad eliminare i problemi e ridurre l’ossidazione della struttura sono stati eseguiti circa 25 anni fa! Poi si sono fatti interventi più simili a cosmesi (a genova si dicono tapulli!), quindi si è sistemata la parte esterna delle strutture con reti elettrosaldate e intonaci per celare l’effettivo stato della struttura.

Ho sentito con le mie orecchie da persone coinvolte negli accertamenti che gli intonaci della struttura erano in stato precario e semplicemente con le mani si riusciva ad asportane parti dalla struttura senza troppi problemi, sintomo di una carbonatazione del cemento armato in stato avanzato e profondo.

Da genovese non mi sono stupito, personalmente erano anni che andavo dicendo che sarebbe potuto accadere qualcosa e che la struttura era pericolosa, bastava restare in coda sul ponte con il traffico nell’altra carreggiata per percepire vibrazioni abbastanza preoccupanti oltre osservare le torsioni della struttura intervenute dal termine della costruzione e progredite durante gli anni.

Ora tutti si scagliano contro Autostrade per l’Italia e Atlantia (che la controlla), alcuni hanno fatto domande al Ministero dei Trasporti, si sono trovate relazioni e comunicazioni anche del Politecnico di Milano che segnalavano alcune problematiche e necessità di approfondire le indagini per capirne l’effettivo stato. Giusto o sbagliato che sia mi sono posto una domanda che ad oggi non ha una risposta certa.

Poniamo il caso che 10 anni fa si fosse rilevato il problema e fosse emerso il rischio di un crollo o anche una semplice deformazione plastica della struttura che avrebbe reso inutilizzabile l’intero ponte. A questo punto il gestore avrebbe dovuto chiudere il tratto per un effettivo pericolo alla sicurezza. Cosa sarebbe successo in città?

Conoscendo i genovesi sarebbe stata una guerra senza quartiere, già sono nati comitati contro la demolizione del ponte e delle case di Via Porro, quelli che hanno sostenuto (e continuano a sostenere) che il ponte contenesse amianto e altri mille comitati di cittadini che hanno di fatto rallentato gli interventi di demolizione di quanto rimasto in opera. Lo scenario sarebbe stato quello di esperti e pseudo tali che avrebbero spergiurato sulla sicurezza del ponte, come peraltro era capitato tempo addietro in cui il Comune di Genova affermava pubblicamente che il ponte era sicuro e non vi sarebbero stati problemi.

Di fatto quello che stiamo vivendo ora, con una città già problematica a causa della conformazione, con chiusure delle strade della Val Polcevera a seconda degli interventi in corso di esecuzione, ma il tutto diluito dagli iter autorizzativi normali (quindi al 100% burocrazia italiana!!!) per la demolizione e la ricostruzione di un viadotto necessario come l’aria e l’acqua!

In oggi la città soffre delle ripercussioni per la mancanza di circa 2,5 km di strada, con un traffico impazzito a seconda degli orari, auto e camion obbligati a percorrere il raccordo di Novi Ligure per andare da Savona verso Spezia e viceversa, o in alternativa rimanere impastati nelle perenni code tra i caselli di Cornigliano e Genova Ovest, lamentele per l’inquinamento schizzato alle stelle e una gronda che si allontana dall’orizzonte per una miope e stupida volontà di alcuni politici che hanno fatto la propria campagna elettorale contro queste opere, non valutando (o non avendone la capacità di capire) le ripercussioni per la mancata realizzazione. Trovo folle che se arrivo da Milano, per andare a Savona (o viceversa) sia sempre stato obbligato ad arrivare di fatto in prossimità della barriera di Genova Ovest e subire il traffico locale in uscita! Ma anche il solo attraversamento est-ovest e viceversa della regione.

Quindi la domanda è, ma se chi doveva chiudere il ponte per tempo lo avesse fatto come ci saremmo comportati? Avremmo voluto la sua testa additandolo per complottista ed allarmista?

Conclusione, è mancato il coraggio di fare una cosa necessaria per salvare vite umane ma impopolare per non scontrarsi con nessuno. La tristezza emerge pensando che si sarebbero potute salvare delle vite umane chiudendo un pezzo di strada, sapendo benissimo che qualche problema prima o poi si sarebbe presentato.

Mag
23

USA vs Cina

Categoria Pensieri

Appassionati e non di tecnologia stanno seguendo gli sviluppi di quanto sta accadendo a Huawei e tutto quello che ne consegue, cercando di prevederne gli sviluppi futuri.

Quanto accaduto durante lo scorso fine settimana in realtà è partito da piu’ lontano, circa un anno addietro, con la chiusura dell’amministrazione Trump alla possibilità di Huawei e ZTE di iniziare l’installazione di apparati 5G sul territorio a stelle e strisce, il tutto per timore di possibile spionaggio della Cina nei confronti dell’America. Il 5G è stato sentenziato, dovrà essere sviluppato da società americane o comunque alleate dell’America, gli altri no. Peccato che solo Huawei e ZTE siano abbastanza avanti nello sviluppo di tale tecnologia e siano praticamente pronti per metterla in campo (alcuni produttori cinesi hanno iniziato ad immettere alcuni modelli di cellulari con tecnologia 5G, gli altri stanno a guardare alla finestra per ora).

Poco tempo dopo la figlia del fondatore di Huawei è stata arrestata mentre soggiornava in America e trattenuta, dove credo sia ancora oggi, con l’accusa di aver violato l’embargo con Siria ed Iran (nemici degli USA ed inseriti in una black-list perchè ritenuti paesi ostili e fiancheggiatori dei fondamentalisti musulmani) per la fornitura di tecnologia, accusa non del tutto provata.

Tutto sembrava essersi calmato, ma Trump ha deciso di applicare i dazi sui prodotti importati per “livellarne” il prezzo con quelli prodotti internamente dalle aziende americane, tanto che ha spinto anche alcune case automobilistiche a rientrare entro i confini per non incorrere in dazi, tasse e altri problemi durante l’importazione delle auto.

Ovviamente la Cina ha reagito applicando a sua volta dazi ai prodotti importati dall’America, innescando un braccio di ferro infinito e giocando a chi lo ha piu’ grande.

E si arriva a sabato, quando a sorpresa compare sul web in ogni dove la notizia che Google ha sospeso le comunicazioni con Huawei come previsto da un documento dell’amministrazione d’oltreoceano in cui si apprende che Huawei è il male assoluto e se si vuol parlare con loro si deve avere l’autorizzazione formale del governo USA.

Allarme, allarme, si sono viste quasi scene d’isteria, gente che si è domandata se il proprio telefono smetterà di funzionare e anche la terza guerra mondiale!

In realtà Google, come previsto da una normativa nazionale, ha dovuto congelare la licenza con Huawei per l’utilizzo dei servizi in licenza di Android, quindi l’ecosistema delle APP l’egate strettamente ai servizi di BigG, quindi GMail, Maps, Drive, Google Play, Google Play Musica, Film, Libri, Duo e via discorrendo. Questo non vieta a Huawei di continuare ad utilizzare Android (il progetto è open source e nessuno può impedir loro di installarlo nei telefoni, tablet, domotica e via discorrendo.

L’unico problema legato a questa mancata comunicazione ufficiale è quella di ricevere con circa un mese di anticipo le patch per bug piu’ o meno gravi scoperte da BigG (i bug vengono ufficializzati circa 30 giorni dopo il ritrovamento), quindi i terminali Huawei potrebbero non essere aggiornati immediatamente ma ricevere le patch con un ritardo variabile (BigG aspetta 30 giorni ai produttori prima di renderle pubbliche per permettere a tutte le case di apportare le dovute correzioni e verificare che queste non creino problemi con le personalizzazioni dei telefoni o con il proprio hardware). Il problema esiste e non è cosa da poco.

Huawei non è sembrata meravigliata dalla messa al bando, infatti a causa della normativa anche altre case hanno interrotto i rapporti con la casa cinese non fornendo anche componentistiche hardware, ma giocando d’anticipo i cinesi hanno fatto scorta per circa 90 giorni di produzione, non fermando le catene.

Inotre Huawei ha da tempo in gestazione un suo sistema operativo e ha iniziato a produrre alcune componentistiche presso le sue fabbriche o rifornendosi da industrie entro i confini cinesi, così da non dover dipendere da altri.

E’ notizia di oggi che anche il comparto PC di Huawei ha subito un stop da Microsoft che ha rimosso dal suo store digitale i portatili con gli occhi a mandorla, però sembra ufficiosamente che la dirigenza orientale abbia preso contatti con gli sviluppatori dello store alternativo a Google Play, Aptoide con sede in Portogallo, notizia non confermata e solo parzialmente smentita.

Cosa può riservare il futuro? Probabilmente la Cina potrebbe iniziare a stringere i cordoni delle materie prima che estrae e che servono a produrre chip e memorie, oltre a creare problemi alle aziende nazionali che lavorano in appalto a società straniere, Apple in primis. Questo potrebbe far partire la macchina della politica e prima o poi un accordo lo dovranno trovare.

In casa Huawei ci si potrebbe trovare con smartphone e tablet motorizzati Android ma privi dei servizi di BigG, con l’impossibilità da parte degli utenti di poterli utilizzare (il danno agli utenti finali può portare molti a cambiare cellulare), forse la nascita di un nuovo sistema operativo con l’intento di contrastare lo strapotere del robottino verde e di Apple (che per ora sta alla finestra e sicuramente gongola), cosa che negli scorsi anni però ha fatto vittime illustri (vedasi la scomparsa di Windows Mobile).

In oggi Huawei può continuare a vendere e fornire le patch di sicurezza a tutti i cellulari già venduti o comunque già in ordinativo, per quelli che ancora dovranno veder la luce non si sa (vedasi ad esempio il pieghevole, presentato alla stampa ma non ancora a calendario).

Trump ha deciso di fare guerra a danno degli utenti e questo potrebbe ulteriormente abbassare l’indice di gradimento di un presidente un po’ goffo ed arrogante che già non gode di simpatia. Vedremo gli sviluppi e nel caso il secondo produttore di cellulari Android potrebbe decidere di rimanere all’interno dei propri confini ed abbandonare il resto del mercato, il tutto nettamente a vantaggio di Samsung che per una volta non è in lite con nessuno.

Apr
25

25 aprile

Categoria Pensieri

Oggi è una festa molto importante per l’Italia e gli italiani, la liberazione dai nazi-fascisti. La fine di una guerra portata avanti per troppo tempo e che ha lasciato a terra troppe persone.

Come ho già scritto su Facebook, mio nonno Ateo “Teo” Mattei, partigiano insieme ad Aldo Gastaldi ha rischiato la propria vita per permettermi di avere un futuro migliore, per avere la libertà, che come alcuni dicono è come l’aria è come tale diventa importante quando sembra venir meno.

Purtroppo mio nonno è morto quando mio padre aveva appena 18 anni e non l’ho conosciuto se non attraverso i pochi racconti di mia nonna e di mio padre.

Durante il conflitto, con il nome di guerra “Nino” ha affiancato altri valorosi e sulle alture di Genova e dintorni andava a minare le strade dove da li a poco sarebbero transitate le colonne tedesche, andando così a tagliare i rifornimenti da e verso Genova. Questo gli era costato una taglia sulla testa, è stato catturato e con altri era riuscito a fuggire da una fucilazione sicura.

Oggi più che mai penso che avrei voluto conoscerlo, chiedergli cosa lo avesse spinto a rischiare la pelle per un ideale che oggi sembra molto flebile e delicato, in un periodo storico in cui sembra stiano riprendendo vigore alcuni estremismi pericolosi, fomentati da persone ignoranti e da furbi che ne vogliono trarre un vantaggio.

In parte alle volte mi chiedo se mio nonno sia stato un pazzo a rischiare la vita per lottare contro quella che era una macchina di morte e distruzione, l’esercito tedesco. Me lo chiedo quando vedo chi fugge da guerre abbandonando la propria nazione, la propria terra e i propri familiari ed amici, migrando in altre nazioni. Se mio nonno e gli altri partigiani avessero fatto la medesima cosa, probabilmente oggi il mondo che conosciamo non esisterebbe e forse i nazisti dominerebbero l’Europa.

Poi mi ricordo che mio nonno, insieme ad altri valorosi, ha fatto la storia e ha cambiato la sorte dell’Italia, ricordo che Genova è stata una città autoliberata (23 aprile 1945), prima che gli alleati arrivassero e spingendo l’esercito nemico a piegarsi ed arrendersi, ne sono fiero. Grazie nonno.

Nov
14

90˚ giorno

Categoria Pensieri

E con oggi sono passati esattamente 3 mesi da quel tragico 14 agosto che ha inghiottito 43 vite e ha lasciato una cittá spezzata in due.

Ci sono stati articoli, servizi di tg e programmi vari, esperti e pseudo tali che ne hanno parlato, ci sono state le promesse dei politici e le solite odiose e brutte passerelle di chi governa e di chi invece sta a guardare e critica e le promesse, per ora vane.

Ci sono state polemiche con Autostrade, con i politici, idee strampalate che hanno sollevato critiche e prese in giro.

Il governo ha piú volte promesso una rapida ricostruzione e normative specifiche per aiutare un porto importante e una cittá soffocata e con una viabilitá giá di per sé complessa.

Alle promesse ad oggi non é seguito per ora nulla di utile, un po’ di soldi e tante belle parole, il ponte resta li a preoccupare tutti e il traffico che impazzisce allo scattare di uno de 300 sensori installati dai Vigili del Fuoco e la conseguente chiusura dell’unica strada di collegamento con la Valpolcevera.

Il tutto peggiora con la pioggia, con servizi pubblici inadatti o che vanno in tilt di pu to in bianco.

Le amministrazioni locali stanno facendo il possibile per ridurre l’impatto di tutti questi problemi, ma il ponte resta li, interrotto ad incombere sulle teste e le case, sorvegliato speciale in attesa di essere abbattuto e sostituito da un nuovo ponte.

Comunque ad oggi nulla è cambiato da quel funesto giorno, si continua ad aspettare un qualcosa che si spera risolva rapidamente un problema che sta lentamente uccidendo Genova. Meno male che dovevano fare rapidamente… lasciamo perdere.

Nov
09

Ucciso eseguendo un incarico per il Tribunale

Categoria Pensieri

Oggi sulle pagine Facebook di molti colleghi e non solo è rimbalzata la notizia di un geometra di Asti ucciso mentre tentava di accedere ad un immobile per poterlo visionare e valutare.

L’omicida è un novantenne che alla vista del geometra ha esploso due colpi dalla finestra con la sua pistola colpendo il tecnico deceduto poco dopo nonostante i soccorsi.

Tempo fa c’era stato un caso analogo poco differente da quanto accaduto oggi.

Scherzando durante un sopralluogo con un custode anch’esso nominato dal Tribunale avevo affermato che non sarebbe male poter indossare un giubbotto antiproiettile con su scritto “geometra” simile a quello indossato dal personaggio Richard Castle dell’omonimo telefilm americano durante gli interventi della polizia e con su scritto “writer”.

Oggi piú che mai ritengo che ogni lavoro puó essere pericoloso per vari motivi ma penso che nessuno possa aspettarsi di essere scambiato per un bersaglio e rimetterci la pelle.

Oltretutto di recente le attivitá legate alle esecuzioni immobiliari ed alle consulenze d’ufficio ha subito un drastico taglio delle parcelle, cosa non gradita viste tutte le verifiche da fare, ma pensare che per cifre diventate ridicole si possa anche rischiare di tornare dai propri cari in una cassa è inaccettabile!

Massima vicinanza ai familiari del collega deceduto.

Ago
15

Secondo giorno dopo il crollo

Categoria Pensieri

Un brutto ferragosto per tutti i genovesi, nonostante ci si provi la mente continua a tornare alla giornata di ieri, in giro poca gente, gli abitanti della zona di Via Walter Fillak in attesa di sapere se potranno almeno recuperare un po’ di cose da casa e gli elicotteri che continuano a fare la staffetta dal greto del Torrente Polcevera verso gli ospedali.

In rete ovviamente si legge di tutto, molta rabbia, persone che polemizzano, altre che scrivono bestialità, qualcuno cerca di spiegare cosa si sarebbe potuto e dovuto fare, foto che spezzano il cuore.

Ora è partita la caccia alle streghe, i cittadini incazzati vogliono la testa di qualcuno da erigere sul pinnacolo piu’ alto e riversargli tutta la rabbia e dolore che sta covando nelle teste. Li capisco, la rabbia è montata nella giornata di ieri un po’ in tutti i genovesi direttamente o indirettamente coinvolti, ma anche chi semplicemente ama questa città complicata e trattata male da sempre da chi l’ha abitata, costruita e governata per decadi.

Si cercano delle risposte che però gli esperti non sono ancora in grado di dare, prima sarà necessario procedere allo studio dei materiali, visionare i filmati disponibili (molti chiedono perchè in rete non si trovi il filmato della telecamera posta all’inizio del viadotto, semplicemente è stato acquisito dalla magistratura e che per ora non verrà mostrato al pubblico, non per nascondere qualcosa ma solo perchè la legge prevede questo), si faranno modelli, studi e via dicendo per dare una possibile spiegazione dell’accaduto, ma a nulla servirà per riavere un familiare, amico o collega che da ieri non c’è piu’.

Sicuramente i problemi al ponte erano noti piu’ o meno a tutti, bastava percorrerlo per rendersi conto della deformazione degli impalcati (il piano viabile) con sobbalzi dei veicoli chiari e netti, o alla presenza di trefoli (tiranti in acciaio) posti sugli stralli (tiranti in CLS) a sostegno del primo tratto del ponte verso il casello di Genova Ovest (o come diciamo noi genovesi semplicemente Sampierdarena), poi si aggiunga anche la presenza costante di lavori notturni, insomma il ponte non godeva di una buona salute in generale.

I lavori purtroppo sono sempre stati di adeguamento delle barriere laterali e di lavori di cosmesi della parte esterna della struttura, nulla di piu’, un manufatto di quelle dimensioni non permette di fare molto, tenuto conto anche della presenza di case alla sua base. Molti semplici cittadini sono convinti che sia possibile radiografare una struttura per valutarne lo stato, peccato non sia così. Si possono fare assaggi del cemento armato, valutarne la consistenza ed il degrado, ma nulla di piu’, si possono visionare i ferri d’armatura piu’ superficiali, trattarli, ricostruire il copriferro per evitare che il processo di deterioramente non si addentri all’interno della struttura.

La società gestrice, di cui il Ministro delle Infrastrutture ha chiesto le dimissioni dei vertici, aveva installato anche rilevatori sismici e teneva monitorati i movimenti ed inflessioni della struttura, ma con questo non è detto che nel momento in cui uno dei movimenti diventerà insolito ed anomalo si possa avere il tempo di intervenire, molte volte una deformazione strutturale può essere repentina ed avere un’evoluzione estremamente rapida.

La sera prima il ponte era chiuso per lavori di manutenzione, ma sempre di tipo superficiale, ora sembra che per settembre fossero previsti interveniti agli stralli, ritenuti urgenti.

Non sono un ingegnere strutturista, sono un semplice geometra, qualcosa di strutture capisco o comunque ascolto chi ne sa piu’ di me per capire ed imparare (se non si conosce una cosa è meglio stare zitti), il mio dubbio piu’ grande, abitando a circa 800 metri dal viadotto in linea d’aria, ed avendo visto di persona la tempesta che si è abbattuta su Genova in quelle ore, è che il ponte possa aver subito uno shock a causa del forte vento. Dubito che l’Ing. Morandi (attualmente demonizzato da tutti perchè i ponti da lui ideati hanno avuto problemi di invecchiamento precoce) avesse studiato l’impatto del vento sulla struttura, all’epoca non ci si pensava.

Tanto per far capire cosa accade ad un ponte con l’azione del vento di lato rimando a Wikipedia ed i relativi video in rete di questo ponte crollato in America molti anni fa e non calcolato per tali condizioni.

Una possibile risonanza della struttura non è poi così impossibile, il ponte è come l’ala di un aereo, quindi il vento può creare spinte positive e negative, forzare i vincoli e farlo vibrare come la corda di una chitarra, solo che a differenza degli strumenti musicali, i ponti hanno un limite alle vibrazioni e raggiunto il punto massimo creano danni strutturali e possibili crolli.

Altra cosa che ho notato dalle immagini viste in rete ed in televisione, le armature dei piloni verticali erano poste solo a perimetro, poche staffe di collegamento e le parti terminali non piegate. Proprio i piloni piu’ esterni sembrano essersi sfilati dagli appoggi, il cemento è troncato di netto, lasciando un taglio pulito, indice che lo sforzo ed il movimento compiuto non erano nella norma, tali elementi lavorano ottimamente a compressione, se progettati allo scopo anche a momento (pressione e rotazione dell’elemento se sottoposto ad un carico) ma non a trazione. Da quasi l’idea che l’impalcato della strada non sia crollato verso il basso ma ha impresso una rotazione facendo perno sui piloni sottostanti che non aiutati probabilmente dagli stralli hanno a loro volta deposto le armi.

Sicuramente ora le polemiche andranno a mille, già ci sono genovesi che vorrebbero fare la festa ai No-gronda, i politici hanno iniziato a polemizzare e intanto ora la città è divisa a metà, la regione è divisa e a settembre, finite le ferie ed iniziate le scuole tutto sarà caos, mentre i politici, i comitati e la giunta si scanneranno inutilmente, il ponte non ci sarà piu’, si parla di una sua demolizione integrale, forse dovranno demolire anche otto palazzi posti a ridosso del manufatto per far posto al cantiere e far lavorare tutti in sicurezza durante la demolizione, forse si ricostruirà un ponte provvisorio che diverrà definitivo per molti anni a causa delle divisioni sulle opere da fare.

Ponte provvisorio, nato come provvisorio e quindi con una vita ipotetica breve, ma che con il passare del tempo restando li causando altri problemi ed altre preoccupazioni.

Personalmente oltre al dolore per chi non c’è piu’, allo sconforto per aver ipotizzato che un giorno o l’altro sarebbe successo qualcosa che avrebbe portato alla chiusura di una arteria necessaria ad una regione già abbastanza complessa e con un territorio fragile, ho dubbi su cosa accadrà nel medio e lungo periodo e preoccupazioni per cosa sarà Genova senza uno snodo adeguato, una Genova che negli ultimi tempi aveva iniziato insieme alla regione ad alzare la testa timidamente e che è tornata ora a terra, ferita.

I genovesi non si piegano facilmente, speriamo ci si rialzi rapidamente, battendo i pugni sul tavolo se verranno dette cretinate e facendo valere le necessità oggettive e non i personali interessi di alcuni. Forza Genova in piedi!

Ago
14

Genova piange

Categoria Vario

La giornata è iniziata dormendo piu’ del solito, seconda giornata di ferie, l’allerta meteo divenuta nella giornata di ieri arancione da una iniziale gialla è stata centrata, tuona in lontananza costantemente e piove, non troppo forte ma piove.

Penso al fatto che con mia moglie avremmo preferito andare al mare per rilassarci e invece si resta a casa, probabilmente nel pomeriggio si andrà a comprare qualcosa ma si resta a casa, insomma ci si annoia.

Solita routine di quando si è a casa con la pioggia, si rassetta il letto e mia moglie preparara il pranzo, in televisione un telefilm noioso che si segue distrattamente con il telefono in mano mentre si naviga sui social.

Intorno alle 10.45 il tempo peggiora, piove sempre piu’ forte e i tuoni sono sempre piu’ vicini e forti, chiudiamo le finestre sperando che il meteo migliori con il passare delle ore.

Alle 11.45 circa tuoni e la luce che inizia a “brillare” salta per frazioni di secondo e poi si stabilizza.

Alle 12.10 a mia moglie arriva un WhatsApp da un collega, recita “Tutto bene a Genova?” con allegate tre fotografie, il tempo di scaricarle ed ecco che il ponte sul Polcevera è spezzato a metà, ne manca un intero pezzo!

Ricerca rapida sul web ed ecco la notizia appena battura, il Ponte Morandi è in parte crollato e si sta cercando di capire se vi siano feriti e purtroppo morti.

Accendiamo la TV e su Primocanale è da poco iniziata la diretta del telegiornale, le immagini sono fatte da cittadini che per caso si sono trovati a filmare la grande pioggia mentre il ponte veniva giu’ come un castello di carte, altri dopo lo schianto sono usciti a vedere cosa accadeva, il ponte è in parte mancante, si vedono alcuni camion fermi sul ponte, in altre foto si vedono auto e camion accartocciati nel greto del Polcevera.

Le ore passano, la città è paralizzata, il silenzio è spettrale, rotto solo dagli elicotteri che fanno staffetta tra la zona del crollo e gli ospedali per portare al sicuro i feriti e portare in un luogo sicuro i corpi esanimi.

Le notizie con il passare delle ore non sono migliorate per le persone coinvolte, il numero dei morti è aumentato e le squadre accorse stanno continuando a lavorare senza sosta.

Genova è ferita ed è vicina a tutte le persone coinvolte.

Apr
12

Cambridge Analytica

Categoria Vario

Il nome in questi giorni è noto praticamente a tutti, è la società che pare abbia profilato milioni di profili Facebook e pare abbia addirittura influenzato l’esito delle ultime elezioni occorse nel mondo.

Il sistema per muovere le masse sembra sia stato quello delle fake news, problema che affligge il noto social network da parecchi anni e che sembra difficile da arrestare, nonostante i tentativi dei programmatori.

Le fake news, o bufale per dirla in italiano, sono sempre state presenti al mondo, alle volte sono divertenti (come quelle del Lercio) altre volte confezionate per colpire e discreditare qualcuno. Un tempo si limitavano ad articoli su un certo tipo di carta stampata, poi con la nascita della rete sono diventate virali e rimbalzano da persona a persona con velocità incredile, arrivando all’epoca dei social dove la condivisione è semplice e gli utenti molte volte non verificano il contenuto.

Nonostante la nascita di molti siti che combattono le bufale, come ad esempio Paolo Attivissimo, Bufale.net e soci, l’utente medio non ha voglia di verificare la notizia che sta leggendo e che suona notevolmente strana, anche perchè non riportata da organi di stampa ufficiali, ma bensì è generata da siti internet che hanno poco o nulla a che vedere con la stampa.

La bufala funziona perchè parla alla pancia dell’utente medio e lo spinge a condividerla per renderla virale.

Nonostante le scuse del fondatore di Facebook, Cambridge Analytica ha mostrato il lato peggiore della rete, tutto volto al profitto e a manovrare le masse per scopi non sempre leciti.

Molti, se non tutti, tra utenti che organi di stampa hanno gridato allo scandalo, i dati degli utenti sono sacri e non devono ne possono essere compravvenduti ed essere una fonte di reddito, peccato che non sia così, anzi i così detti big data sono piu’ preziosi che mai. Da alcuni anni il tentativo di molti programmatori è la ricerca predittiva, cioè cercare di anticipare l’utente che sta effettuando le sue ricerche online per fargli trovare, anche prima di una ricerca effettiva, un determinato prodotto basandosi sulle sue ricerche precedenti e comportamenti nel tempo, questa è profilazione, accade attraverso i cookie (altro bel problema che la cookie law ha tentato di chiarire ma che ha creato solo un fastidio all’utente finale), così capita che ad esempio se sto leggendo un articolo su di un prodotto, ad esempio un gimbal per il cellulare, come per magia per giorni o settimane mi ritroverò banner vari su molti siti che riconducono all’acquisto del gimbal in questione.

L’obbiettivo è vendere, ma non solo, se fosse vero il quadro accusatorio che si sta costruendo contro Cambridge Analytica, posso muovere l’opinione pubblica come piu’ mi piace solamente proponendo notizie a favore o contro un determinato partito, uomo politico o evento, il tutto creando notizie false o tendenziose.

Il problema come sempre, comunque, è l’utente finale, molte volte pigro o poco avezzo a verificare quello che vede o sente, lo dice la TV o un sito anche non collegato a Facebook, comunque dev’essere vero! Quindi si fa forza sull’essere umano e la sua semplicità e la notevole attitudine ad essere influenzato quando viene toccato su argomenti a lui cari o che comunque generano una reazione emotiva e alcuni personaggi poco corretti li ssfrutteranno per i loro scopi, tanto è l’utente che ha condiviso ed amplificato le bufale.

Il mondo è fatto da esseri umani, imperfetti e pigri e da alcuni furbi e laboriosi faccendieri al soldo dell’interessato di turno.

Mar
21

Riordino del nodo di San Benigno

Categoria Pensieri

A Genova è scattata una prova generale, che per molti suona come l’inizio di lavori effettivi, per verificare l’impatto di alcune modifiche alla viabilità in vista di una totale riconfigurazione del nodo stradale di San Benigno con una modifica abbastanza importante della zona della così detta “elicoidale”, dell’imbocco della sopraelevata e dell’uscita dell’autostrada di Genova Ovest.

Martedì sera il comune ha chiuso “temporaneamente” la rampa di accesso alla sopraelevata (Via Aldo Moro) da Via Cantore, sembra per saggiare l’impatto sulla viabilità e per verificare l’effettivo funzionamento della nuova rampa di accesso dal Matitone. Il risultato è stato che questa mattina il serpentone di auto in coda partiva da Via Reti e per circa 1,2 km arrivava fino alla rampa chiusa per proseguire fino alla nuova rampa costruita tempo fa e ad oggi scarsamente utilizzata.

Nonostante le rimostranze della circoscrizione di Sampierdarena il comune ha proseguito il progetto con la modifica della viabilità della zona, cosa che credo in parte interessi anche Autostrade per l’Italia ed altri enti, l’obbiettivo è quello di razionalizzare l’intera zona in vista delle modifiche di Via Lungomare Canepa (cantiere infinito per la tipologia di intervento).

Spulciando i documenti del comune resi disponibili alla consultazione mostrano la nuova configurazione, ancorchè schematica, e si riesce a capire cosa dovrebbe accadere nel medio periodo.

Oltre all’eliminazione della rampa di Via Cantore, sono partiti i lavori per la realizzazione di una nuova rampa proprio dal WTC per collegare Via di Francia alla sopralevata così da evitare l’elicoidale, poi si evince che verrà collegata la sopraelevata direttamente alla parte iniziale di Via Lungomare Canepa (suppongo andando a sfruttare parte della rampa di collegamento dell’uscita dell’autostrada e sfruttando una rampa presente da sempre e che collega la corsia verso levante della sopraelevata all’elicolidale e praticamente utilizzata pochissimo dal traffico a causa dell’anomala curvatura della stessa).

Si riscontra anche essere previsto un collegamento della sopraelevata con la strada proveniente dalla zona del varco dei traghetti (suppongo andando a creare una rampa nella zona attualmente occupata da una concessionaria di auto e lasciata priva di edifici).

Il collegamento del casello autostradale dovrebbe essere diretto con Lungomare Canepa, non è chiaro però come il traffico proveniente dal casello venga indirizzato alla sopraelevata direttamente, come è oggi, ma sembra essere dirottato verso la zona del matitone, insomma si prevede molto caos immotivato.

Interessante anche il nodo della Fiumara dove sono indicati i nuovi percorsi e da cui si capisce sommariamente che la parte terminale di Lungomare Canepa verrà collegato all’argine nuovo del Polcevera, cosa che potrebbe sgravare la zona di Via Avio sempre e costantemente congestionata da auto e mezzi pesanti (il comune ha autorizzato Spinelli a stoccare mezzi e continer vicino alla Fiumara e il conseguente traffico a causa del transito dei mezzi in certi orari è veramente frustrante).

Fonte: Il Secolo XIX

Cercando in rete ho trovato l’immagine riportata qua sopra da cui si capisce meglio la nuova configurazione dell’intera zona ad interventi ultimati. Sembra che la sopraelevata sarà collegata direttamente all’uscita dell’autostrada per mezzo di una nuova rampa, inoltre sembra siano previste nuove rotonde e uno snodo del porto.

Mar
01

Smartwatch

Categoria Pensieri

Nell’ultimo anno Prink mi ha donato, a fronte dell’acquisto di toner e cartucce per le stampanti dell’ufficio, ben due smartwatch, dopo un uso saltuario sono giunto alla conclusione che tali oggetti abbiano una utilità molto relativa, probabilmente anche perchè essendo dei regali a seguito di un certo importo speso non è che ci si possa trovare per le mani un iWatch o altri marchi blasonati.

Il primo smartwatch è stato una copia del cinese U8, sembra assurdo ma anche i cinesi si copiano tra loro, la versione originale dell’orologio ha un notevole mercato all’interno della Cina, costa poco e fa parecchie cose oltre che collegarsi al telefono via bluetooth, ad esempio permette di installare alcune app tra cui le previsioni meteo e ha un altimetro. La versione copia, che solitamente si trova su parecchi store online ad un costo irrisorio di pochi euro, ha ovviamente delle funzioni limitate.

Oltre a collegarsi al telefono, funziona da vivavoce (la qualità della voce per chi vi ascolta non è sempre il massimo), moltra in maniera minimale le notifiche che arrivano al telefono e oltre alle funzioni contapassi, cronometro e “antiperso” (la traduzione è veramente fatta male) che non altro avverte che ci si è allontanati dal telefono perchè smarrito o rubato suonando fino a quando non si torna vicino al terminale. Poi c’è la funzione che ricorda ogni quanto alzarsi, sulle prime fa sorridere, chi si dimentica di alzarsi dalla sedia? Però pensandoci personalmente passo molte ore seduto al PC a lavorare senza rendermene conto, l’orologio a cadenze programmate suona e ci ricorda di muoverci. Una funzione simpatica è quella che trasforma l’orologio in un telecomando per fare le fotografie (ovviamente con funzioni limitate rispetto alla norma) con tanto di schermo remoto per controllare l’inquadratura.

Una pecca è la batteria, con un uso limitato e senza usarlo senza telefonare dura poco meno di due giorni, in compenso si ricarica abbastanza rapidamente, se si ha un power bank il problema diventa ininfluente.

Il secondo smartwatch, un po’ più serio e pratico e la copia dello DZ09 o comunque una versione modificata con una memoria minore rispetto all’originale, che a sua volta non è altro che la copia del più blasonato Hannspree Prime Smartwatch.

La cassa è in metallo ed è dotato anche di una fotocamera con una risoluzione abbastanza bassa (240×240) posizionata sulla parte superiore della cassa ma con una inclinazione che rende difficile fare qualsiasi scatto se non facendo il contorsionista con il braccio, come riscontrabile nella successiva immagine.

Come la copia dell’U8 lo si può collegare al telefono via bluetooth, ma questo orologio ha la possibilità di alloggiare una scheda di memoria microSD per poter salvare le foto e trasformarlo in un lettore di MP3, inoltre permette di inserire una sim telefonica per utilizzare l’orologio come telefono, inoltre è dotato di vibrazione che si attiva all’arrivo di telefonate o notifiche.

Il comparto notifiche è abbastanza semplice da usare, tutto sommato lo schermo non è malvagio e anche alla luce le scritte sono leggibili, inoltre è abbastanza preciso, quindi non si commettono troppi errori nello scorrere le app o leggendo le notifiche. Tornando alle notifiche, nessuna possibilità di vedere le immagini che eventualmente arrivano al telefono, WhatsApp è visibile con una notifica doppia, non ne ho capito il motivo, ma senza poter visualizzare l’eventuale testo, quelle di Facebook invece vengono mostrate come sul telefono. Non si può rispondere, ma le dimensioni dello schermo non permettono di scrivere.

Usare la tastiera anche per comporre un numero o per usare la calcolatrice integrata è abbastanza impegnativo, si rischi di schiacciare più tasti, abbastanza improponibile.

Entrambi gli orologi hanno l’applicazione contapassi che però deve essere attivata a mano, non esistono sensori che gli facciano capire quando si sta camminando, inoltre sull’U8 clone viene indicata la distanza percorsa in miglia, sullo DZ09 vengono solo indicati i passi percorsi.

In sostanza essendo omaggi non sono malvagi, l’U8 è poco più che un giocattolo anche se l’aspetto generale non è malvagio, il Dz09 è nettamente migliore come qualità e lo schermo è più preciso e dettagliato.

Comunque resto dell’idea che in sintesi gli smartwatch abbiano una utilità relativa, comodo avere al polso un qualcosa che ti permetta di tenere d’occhio il telefono, ma essendo orologi notevolmente economici, non hanno il sensore che permette di accendere lo schermo quando si ruota il polso e si deve premere un tasto, quindi alla fine ci si distrae.