In quest’ultimo periodo il concetto di sicurezza nei luoghi di lavoro è tornato prepotentemente alla ribalta a causa di alcuni incidenti mortali o comunque con feriti gravi.
Alle volte si è visto che la causa maggiore di incidenti è dovuta alla troppa confidenza che si prende durante il lavoro o alla fretta di finire, che porta a sottovalutare i rischi a cui si è sottoposti durante la propria attività (fabbrica, edilizia, porto, etc.), portando così a far rischiare anche altre persone.
In questi giorni a Genova c’è stato un incontro proprio sulla materia della sicurezza, con la partecipazione di Enti e professionisti, dove si è parlato di sicurezza ed attrezzature che devono proteggere le persone e salvar loro la pelle.
Sono stati mostrate foto di luoghi dove ci sono stati incidenti mortali ed attrezzature che devono essere utilizzate e come vanno impiegate, facendo particolar riferimento all’omologazione dei dispositivi e delle loro parti.
Una cosa molto particolare è la cintura anti-caduta, una sorta di pettorina con un gancio metallico posto sulla schiena a cui va attaccato il “filo vita”, solo che non tutte sono omologate in tutte le loro parti. La normativa consente l’utilizzo e l’omologazione integrale delle cinture, solo quando l’anello di sicurezza è in unica fusione e non è saldato e presenta una “A” impressa sulla superficie.
Ora mi sorgono dei dubbi amletici, quante volte si vedono utilizzare dai ponteggiatori delle carrucole non omologate (quelle dotate di freno)? Praticamente ovunque (anche nei cantieri pubblici).
Quello che mi domando è perché lo Stato non si decide a mettere al bando la produzione e vendita si articoli non omologati e non utilizzabili? Magari sanzionando i produttori ed i venditori? Più semplice multare le imprese (che comunque sanno che non possono utilizzare determinati prodotti) ed i coordinatori che spesso e volentieri si dibattono come pesci fuor d’acqua!
Probabilmente è meglio reprimere, e sanzionare, che educare…
Questo posto è praticamente un work in progress da quando è nato il presente blog, un po’ perché l’artista l’ho sempre seguito sin dall’età di 10 anni (l’indimenticabile album “Bad”), un po’ perché ogni volta che mi sono messo a scrivere mi sono bloccato, senza un motivo apparente.
Dopo gli eventi di qualche giorno fa, mi sono deciso di condividere una mia passione che probabilmente pensavo sopita.
Michael Jackson, incoronato e ricordato come “the king of pop”, artista che ha profondamente cambiato ed influenzato la musica pop degli ultimi anni e che per circa 20 anni non ha avuto concorrenti, poi un lento declino lo ha relegato in un angolo, vedendo un impero dissolversi come un castello di sabbia lambito dalle onde del mare.
Ricordo l’interesse che suscitavano in me le sue movenze ed i suoi balletti, fino all’attesissimo momento di vedergli fare il moonwalk, che tanti hanno imitato, ma che nessuno come lui riusciva a fare. Le canzoni tutti le conoscono, anche chi non lo apprezzava, e tutti lo ricorderanno, sia nel bene che nel male.
Il primo album che avevo (il cassetta) è stato “Bad”, che ho letteralmente consumato e che è andata irrimediabilmente persa negli anni, per poi passare a “Dangerous”, “History”, “Blood on the dancefloor” e l’ultimo e poco noto “Invincible”. Ricordo con un sorriso di aver attaccato la passione anche alla mia amica che abitava al piano di sotto, che con il tempo era riuscita ad avere tutti gli album incisi partendo dai Jackson Five fino ad oggi.
Da qualche parte in casa dovrei anche avere una raccolta hand-made di video trasmessi da MTv, un documentario sempre trasmesso da MTv ed il mitico e visionario film intitolato “The Moonwalker” (lungometraggio che raccoglie molti video dell’epoca uniti in un collage con alcune parti recitate).
Ancora oggi sentire canzoni come Thriller (mi sono sempre ripromesso di acquistare l’album ma poi non l’ho mai fatto), Billie Jean, Bad, Heal The world, ed altre mi fanno quasi venire la pelle d’oca.
Personalmente non ho mai creduto alle accuse di pedofilia che lo hanno investito negli ultimi anni, ho sempre avuto la sensazione che fosse una persona incapace di fare del male a qualcuno, tantomeno abusarne. L’ho sempre ritenuto, vista la sua infanzia passata a cantare come un adulto, più che a giocare come tutti i bambini normali, un bambino dentro il corpo di un adulto, circondato da bambini. Dimostrazione di questa sua immaturità è la casa di Neverland.
Tutto il mondo ha atteso un album che forse era in lavorazione (un singolo era passato tempo fa in radio) e soprattutto gli annunciati concerti a Londra che avrebbero dovuto sancire la fine della carriera di Jacko (nomignolo che gioca tra il cognome del cantante ed il geko).
Tutto è svanito il 25 giugno 2009, nella sua casa di Los Angeles, in compagnia di uno dei fratelli, stroncato da un infarto.
Mi auguro solo che ora possa conoscere la pace, sia con se stesso che con il resto del mondo.
Ieri per lo star system americano è stata una brutta giornata, due decessi celebri, uno inaspettato e l’altro annunciato già da tempo.
Il primo decesso è stato quello dell’attrice Farrah Fawcett, famosa interprete del telefilm “Charlie’s Angels” ed altri film di successo degli anni ‘80, malata da alcuni anni di un tumore che la stava consumando e nonostante una ripresa che sembrava essere una guarigione e che invece si è trasformata nel “canto del cigno”.
La seconda persona che è venuta a mancare è il cantante e king of pop della musica mondiale, il grande Michael Jackson, più famoso negli ultimi per gli scandali giudiziari che per la sua musica. Personalmente il mio primo cantante che abbia seguito per molti anni e di cui ho ascoltato e visto ogni singolo disco e video. Il re è morto a casa a Los Angeles, insieme al fratello, a causa di un infarto che non gli ha dato speranza.
Finito il periodo scolastico, arrivata l’estate, le televisioni si concentrano su non trasmettere nulla di vedibile o minimamente interessante. In questi giorni nei palinsesti si può fare il pieno di repliche di programmi, film e telefilm visti e rivisti alla nausea, telefilm nuovi o quasi nuovi ed il solito noioso calcio (ma il campionato non era finito e poi, cos’è la Confederation Cup e più che altro, da dove nasce?).
Per prima cosa un applauso (ironico) a chi ha pensato di realizzare un sequel del già inguardabile Beverly Hills 90210, dal semplice titolo 90210, dove si rivedono dopo parecchi anni alcuni vecchi personaggi, sempre più improbabili, affiancati da nuove figure con problemi stupidi ed una recitazione penosa.
Poi mi è capitato di dare un occhio ad un altro telefilm dal titolo Eli Stone, affetto dalle visioni a causa di un aneurisma che lo fa passare per pazzo, direi che se ne poteva fare anche a meno.
Sono stati anche rispolverati vecchi, se non vecchissimi, film come “Il principe cerca moglie”, “Beverly Hills Cop” e altre amenità che si hanno avuto un discreto successo all’epoca, ma gli anni sono passati ed Eddy Murphy è anche invecchiato e ha fatto anche altre cose!
Anche i programmi prima di cena sono affetti dalle repliche, da alcuni giorni Italia 1 sta trasmettendo “Love Bugs 3” e “Buona la prima”, ovviamente già visti e che hanno sostituito le repliche dei “Simpson” e di “Camera Caffè”, insomma un minestrone più che riscaldato e rimescolato fino allo sfinimento.
Insomma, per chi resta a casa in queste sere, l’unico passatempo è un buon libro!
Ebbene si, li invidio, ma solo quelli che sono fino alle superiori, già l’università impegna molto di più e porta via più tempo.
Invidio agli studenti la cosa di essere in vacanze per quasi tre mesi ed invidio ancora di più quelli che stanno facendo la maturità (una delle estati più belle che abbia trascorso, facendo niente per due mesi circa), con in vista una vacanza a zero pensieri!
Il lavoro certo da soddisfazioni, permette di avere liquidità (quando la gente paga e non fa le storie), il week-end è libero da eventuale studio e così via, ma vogliamo mettere la possibilità di fare tre mesi di vacanza pensando solo a divertirsi, senza troppi problemi e pensieri che girano per la testa?
Quando mi dicevano “goditela finchè sei in tempo” non ci credevo, però effettivamente è un periodo che ha dei vantaggi (tralasciando compiti in classe, studio, interrogazioni ed eventuali compagni odiosi)!
Certo il massimo sarebbe poter vivere in un’altra maniera, potersi soffermare a godere delle piccole cose, prendersi la vita con calma e tutto il resto, ma non sempre si può avere tutto.
E’ da un paio di giorni che cerco di ricordare cosa volevo scrivere, ma senza successo. Mi arrovello per ripescare l’idea che mi era venuta in mente mentre guardavo la tivì e che ora sembra essere magicamente svanita dalla mia testa.
La cosa più preoccupante è che non ricordo assolutamente nulla di nulla, nemmeno cosa aveva ispirato tale pensiero! Ho solo traccia di aver pensato “domani lo scrivo” e che per pigrizia non ho scritto, almeno in bozza, lasciandolo svanire come una bolla di sapone.
Qualche volta ho preso il portatile e mi sono messo a scrivere, altre volte ho usato carta e penna, altre ho usato il palmare, ma quella sera ero troppo pigro per farlo!
Spero solo che mi torni in mente quello di cui volevo parlare…
La vettura di oggi è molto nota per essere stata guidata da Brian O’Conner (Paul Walker) nel film “2 Fast 2 Furious”, la Nissan Skyline GT-R!
La Skyline è una macchina prodotta dalla Nissan e commercializzata solo in Giappone, in altri è arrivata sul mercato attravero le importazioni parallele.
Va detto che il nome Skyline è stato utilizzato fin dal 1957 per tutta una serie di macchine, quelle più interessanti sono quelle contrassegnate con la sigla GT-R e le sigle R32-33-34 (la R35 è un capitolo a parte).
La serie R34, quella vista nel film già citato, è equipaggiata da un motore RB26DETT con sei cilindri in linea da ben 2.568cc sovralimentato con due turbine a geometria variabile, regalando ben 300cv!
La trasmissione è ovviamente a cambio manuale e muove una trazione integrale che prevede la possibilità di far sterzare anche le ruote posteriori di alcunui gradi.
La macchina è stata oggetti di notevoli preparazioni di tutto il mondo, ma le più interessanti sono quelle fregiate dal nome “Z-Tune” nata direttamente dalla Nismo con una potenza pari a 500cv.
Esistono anche alcune versioni denominate GTT34 o GTS equipaggiate da un motore di tutto rispetto a 6 cilindri di 2500cc e turbo singolo, ma con trazione posteriore, il propulsore è chiamato “Neo Turbo 2500″.
Nel 2005 vede la luce il prototipo della Nissan GT-R, figlia della Skyline e denominata R35. Il motore è un 3.8 litri bi-turbo con ben 480cv, viene ripresentata la trazione integrale gestita elettronicamente.
Ovviamente non solo i film hanno prestato attenzione a questa bellissima auto, ma anche i videogiochi presentano spesso nel parco auto sia il modello R34 che l’ultima versione R35 ed il prototipo di quest’ultima
L’unico rammarico è che in Italia non si sono visti esemplari di questa magnifica vettura.