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Stiamo allevando uno sfigato?
Categoria Pensieri by Piero_TM_R
Titolo forte ma è una domanda che mi sto ponendo da alcuni giorni. Ritengo che l’educazione sia una cosa necessaria per un essere civile, visto poi come sta andando il mondo di educazione in generale ne è stata insegnata troppo poca. Altra cosa in cui credo è il rispetto dell’autorità, questo non vuol dire piegarsi supinamente, ma il rispetto è fondamentale, si può essere in disaccordo ma senza strafare.
Più volte sono stati fatti complimenti direttamente ed indirettamente su come mio figlio sia educato e la cosa mi fa solo che piacere, ha 6 anni e se non si insegnano le cose in questo momento è difficile raddrizzare il tiro con il passare del tempo.
Solo che questa educazione ha un aspetto negativo, i vari maleducati se ne approfittano ed alle volte (come ho già raccontato) mio figlio subisce senza protestare e senza rispondere a tono e la cosa mi da parecchio fastidio.
Dopo l’accaduto all’asilo la cosa si è ripetuta al parchetto in campagna. E’ un posto pieno di bambini di varie età, ormai frequentando spesso il posto ha fatto “amicizia” con alcuni bimbi e gioca. E’ da un po’ di tempo che abbiamo notato che con un bimbo poco più piccolo non gioca più, domenica hanno condiviso un po’ di tempo insieme. Tra questi bimbi uno sembra essere problematico, se non ci sono alcuni soggetti che gradisce non interagisce con nessuno, resta attaccato alla madre (che sta sempre al telefono) e fa capricci, poi si risveglia quando arrivano soggetti a lui graditi.
Domenica sera abbiamo chiesto a nostro figlio come mai non giocasse con il primo e lui abbastanza candidamente ci ha risposto che il problematico gli ha detto che non può giocare con loro, probabilmente geloso che il primo potrebbe preferire mio figlio a lui o chissà cosa frulla nella sua testa. Ovviamente gli abbiamo ribadito che se qualcuno si permette di dirgli una cosa del genere lui deve rispondere a tono e farsi valere.
Il timore che la troppa educazione possa essere in realtà un handicap in un mondo dove si è abituati a dominare il prossimo in tutti i modi, l’essere educati forse è sbagliato, forse no. Fatto sta che la problematica di bambini che fanno certi discorsi è preoccupante, anche perchè se sapessi di una cosa similare fatta da mio figlio prenderei seri provvedimenti per fargli capire che non è questo il comportamento da tenere.
La società ormai è malata, lo vedevo già nella mia generazione che comunque spesso aveva delle regole, con il passare del tempo invece tutto viene scusato, minimizzato e ridicolizzato con le solite frasi “sono ragazzate” o similari e la cosa non è corretta. Se si sbaglia si deve sapere che ci sono conseguenze più o meno gravi, non si può difendere e tollerare sempre tutto.
Ho molta paura che con il passare del tempo mio figlio possa essere preso di mira dal o dai bulletti e ridicolizzato o messo in difficoltà solo perchè educato e gentile, non voglio essere un così detto papà elicottero (o iperprotettivo) non tanto per paura che possa fallire, anzi tendenzialmente ho sempre sostenuto che deve capire i suoi limiti e capire anche che se li supera potrebbe incorrere in qualche problema (vedasi il correre in bici o altro, se cade come è già accaduto, si sbuccia, piange, sanguina ma la prossima volta farà tesoro della lezione), ho solo paura di dover controllare da lontano come gli altri lo trattano e cercare di fargli capire che deve reagire al costo di sembrare maleducato. Essere genitore è complesso, si ha paura di molte cose in primis di sbagliare, ma come si dice un genitore fa il genitore per la prima volta ed impara con il figlio che a sua volta è la prima volta che è figlio, si sbaglia e si rimedia.


Avendo due figlie più grandicelle del tuo (15 e 17 anni), posso solo dirti che i tuoi timori sono, ahimé, fondatissimi. Le nostre figlie sono state cresciute con la cultura italiana dell’educazione, del quello non si tocca se non è tuo, del chiedere per favore, e via dicendo. Beh, se alle elementari è andato più o meno tutto liscio, alle media abbiamo avuto problemi con alcuni bulli (o bulle, si può dire?) che non la lasciavano in pace proprio per il fatto che lei ha una personalità mansueta, e non voleva creare guai. La scuola non ha fatto nulla, sebbene abbiamo avuto parecchi incontri con il preside, la vice preside, la consulente psicologica e chi più ne ha, più ne metta.
Ma come dicono in America, la mela non cade mai troppo lontano dall’albero su cui è cresciuta. Noi non siamo persone con quel senso di prepotenza nel nostro DNA, quindi neppure i nostri figli lo saranno. Possiamo provare a prepararli, ma la pasta di cui sono fatti quella è. La buona notizia è che mia figlia, dopo aver finito le medie, alle superiori è rinata, avendo trovato un ambiente molto meno aggressivo. Anzi, ora sembra essere lei una delle bulle haha.
Direi che se avessero distribuito la prepotenza non sarei stato in quella fila, ero occupato con il secondo giro di buone maniere
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