Mio padre anni addietro hlav3va trovato non so dove il modellino della Moto Guzzi 850 V7 California prodotto da Protar (azienda ormai chiusa purtroppo) e aveva iniziato ad assemblarla partendo dalla parte più complessa, il motore.
Il modello prevedeva che le parti meccaniche funzionassero, lasciando in trasparenza le parti interne.
Poi il modello è rimasto in una scatola, semi montato fino a quando due anni addietro, dopo che mio padre è venuto a mancare, l’ho preso e ho cercato di finire il lavoro. Mi sono accorto che mancavano parecchie viti.
La ricerca delle viti non è stata semplice e mi ha impegnato un anno di giro, negozi specializzati, online e solo di recente Amazon ha restituito il risultato sperato.
Così in due giorni (due pomeriggi) il modello ha preso forma ed è ultimato. Mancano alcuni particolari perché non presenti nella scatola, poco male.
Sono soddisfatto, ora farò fare una teca per proteggerla dalla polvere.
Tendenzialmente non parlo mai di politica, non perché non me ne interessi, ma perché solitamente è un argomento che crea divisione anche con chi conosco da tempo.
Sono cosciente che le mie idee politiche non siano sempre accettate, spessoevito di intervenire o resto sul vago quando l’argomento viene fuori e li rendo conto che se me ne uscissi con le mie idee la discussione potrebbe diventare lunga e probabilmente ostile.
È capitato che l’argomento politica sia saltato fuori con una caro amico, da quella volta evitiamo la cosa accuratamente o comunque la evito io.
Tutto sommato l’argomento politica lo trovo noioso ed in generale viene vissuta come la una partita di calcio (che detesto profondamente) e come sempre se ci si discosta dall’opinione di alcuni si viene etichettati immediatamente e l’opinione espressa non viene nemmeno ascoltata ma solo combattuta.
Dopo molti anni di onorato servizio alcuni mesi addietro ho cambiato il cellulare utilizzato per lavoro (ho due numeri poichè alle volte i clienti non capiscono che un libero professionista possa avere una vita oltre al lavoro e chiamano ad orari e giorni improponibili), un Redmi Note 8 Pro che ha svolto egregiamente il suo compito, cadendo anche dallo scooter a circa 50 km/h e ruzzolando sull’asfalto riportando pochi danni (anche grazie alla custodia protettiva).
Da qualche mese avevo iniziato a notare un drain della batteria costringendomi il più delle volte a ricaricare con il power bank dopo pranzo o arrivando a sera con un residuo sotto il 20%.
Il telefono in se funzionava ancora bene nonostante l’uso intensivo e la quantità di app e foto in uso (ogni tanto mi dimentico di chiudere del tutto le app e capita di trovarne anche più di 10 in attesa).
La scelta, dopo varie valutazioni, video online, recensioni e visite in negozio, è caduta su un Google Pixel 9A, il taglio “economico” dei Pixel. L’economia è relativa perchè ho acquistato la versione da 256 gb non potendo usare microSD per espanderne la memoria, ho anche usato Perplexity per valutare l’acquisto descrivendogli l’utilizzo che faccio del telefono e anche lui facendomi una comparazione tra i vari modelli Pixel è giunto alla conclusione che il 9A per foto in cantiere e durata batteria, oltre la dimensione (non troppo padellone) era la cosa giusta.
Perchè un Pixel e non un altro terminale? Mia moglie ad esempio adora i Samsung e ha un A54 che adora, ma la OneUI non mi piace, in verità non mi è mai piaciuto il software progettato da Samsung in generale. Non ho preso un altro Redmi non perchè non mi sia trovato bene, tutt’altro, ma la scelta è stata anche guidata dal supporto che ho sullo scooter della Quad Lock che per i Pixel fa la custodia con l’attacco integrato rispetto al supporto adesivo universale che mi avrebbe obbligato a tagliare una cover e vivere con l’ansia che il telefono sarebbe potuto cadere a causa dell’adesivo che invecchia come già capitato.
Così ho preso direttamente da Google il telefono, arrivato in un tempo più che ragionevole e ne sono rimasto subito colpito. La prima cosa è stata la dimensione ed il peso in generale, poi lato software utilizzando Android in versione stock ed integrato con tutto è piuttosto agile e veloce, poi la qualità generale è piuttosto alta, la batteria praticamente infinita e un comparto fotocamere che per l’uso giornaliero personalmente è più che ottimo.
Unica pecca sono due widget che non si possono ne spostare ne eliminare dalla home, il primo è il widget della ricerca Google piazzato in basso e che non uso praticamente mai essendo abituato ad aprire il browser (Opera) per eseguire le ricerche, il secondo è il riepilogo posizionato in alto e che riporta la data del giorno, personalmente lo ritengo inutile.
Il resto delle funzioni è pratico, bisogna abituarsi ad alcuni percorsi ma tutto sommato nulla di catastrofico.
Direi che per ora la Pixel experience è più che positiva e mi sentirei di consigliare i terminali di Big G anche se online ovviamente ci sono i detrattori del processore Tensor che ad oggi per me funziona alla grande!
Tempo addietro avevo parlato di alcuni orologi, verso la fine del post parlavo del Felser’s degli anni ’70 che aveva funzionato per pochissimo tempo per poi fermarsi definitivamente. Dopo poco l’ho portato dall’orologiaio (il medesimo che mi aveva sistemato altri orologi), dopo alcuni giorni mi aveva detto che non c’era niente da fare causa ruggine nel meccanismo preventivando costi alti a causa della necessità di smontare tutto e reperire pezzi non più in commercio. Con l’orologio fermo in tasca sono tornato a casa e l’ho rimesso nel cassetto del comodino e li c’è stato per parecchi mesi.
A fine novembre decido di provare altro orologiaio per avere quantomeno un’altra opinione, lasciato li con il programma di far revisionare il meccanismo (con gli orologi meccanici si dovrebbe fare ogni 5/7 anni) e vedere quale fosse il problema del mancato funzionamento.
Dopo pochi giorni, prima dell’ipotetico ritiro, vengo contattato dall’orologiaio, temendo fossero brutte notizie e pensando che mi dicesse di usarlo come fermacarte, ho risposto e con mia sorpresa l’orologio era stato revisionato e riparato. Essendo poco distante dal negozio finito un appuntamento vado a riprenderlo e scopro che la problematica non era a causa della ruggine millantata dal precedente orologiaio ma era la massa oscillante (quella che ricarica il meccanismo mentre ci si muove) i cui denti dell’ingranaggio in un punto sono consumati! Ora l’orologio è al mio polso, sembrerebbe molto preciso e funziona alla grande.
La mia domanda è perchè l’altro orologiaio probabilmente non lo ha nemmeno guardato? Forse ne ha poca voglia? Misteri delle persone e degli artigiani.
Tornando al discorso di The Grand Tour ed alle motivazioni che hanno portato alla sua fine, durante l’ultimo episodio Jeremy Clarkson ha fatto un’affermazione che mi sento di sposare in pieno.
Mentre guidava una Lancia Beta Montecarlo ha detto, senza girarci intorno: non mi interessano le auto elettriche, sono come una lavatrice o qualsiasi altro elettrodomestico.
Possono cercare di imporre, esaltare la ripresa bruciante, fare vedere video con cui bastonano hipercar nelle drag-race, per la mia generazione non avranno alcuna attenzione o interesse, sono e saranno noiosamente silenziose.
Capisco che la mia generazione sarà probabilmente in via d’estinzione, ragioniamo come chi osteggiava le lampadine e l’elettricità o chi apprezzava i cavalli e detestava le prima auto.
Il giorno in cui mi troverò obbligato ad acquistare un veicolo elettrico so che non la apprezzerò e da quel momento perderò interesse nella guida.
Alcuni giorni or sono, mentre pranzavo seduto alla scrivania, stavo guardando un video su YouTube del buon Davide Cecchini in cui parla di orologi e commenta le collezioni dei suoi follower.
Commentando uno dei video, dove la persona sosteneva che non avrebbe preso un altro orologio perchè soddisfatto del suo acquisto, ha fatto une bella metafora relativa alla cosi detta scimmia.
Come si vede nell’immagine la metafora è che quando hai una passione, solitamente si ha la scimmia per alimentare la passione, il buon Davide ha sostenuto che acquistando un oggetto che ci piace, noi siamo soddisfatti e abbiamo dato una nocciolina alla scimmia sulla nostra spalla, quando guardiamo quel qualcosa continuiamo a dare una nocciolina alla scimmia così da farla stare brava, fino a quando le noccioline sono finite e allora li la scimmia tornerà alla carica!
Forse una delle migliori immagini metaforiche per spiegare cosa succede nella nostra testa quando vogliamo comprare o fare un qualcosa che ci da soddisfazione.