Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Archivio per la categoria ‘Garage’

Set
11

Buche!

Categoria Garage, Pensieri

Le città sono in larga parte ostaggio di cantieri più o meno piccoli e spesso interessano l’asfalto delle strade, posa di fibre ottiche, tombini fuori sede, scavi mal riparati, giunti dell’asfalto che si disgregano ed avvallamenti sono un tour de force per schiena e sospensione di ogni tipo di veicolo. Viene lamentato spesso a chi viaggia su due ruote di andare a zig zag o preferire di viaggiare verso la mezzeria delle strade, pericolose entrambe le cose ma alle volte inevitabili.

Si fa lo slalom per evitare buche che danneggiano le sospensioni, disintegrano gli attacchi delle carene e devastano le gomme, per non parlare delle botte alla schiena e conseguenti dolori. In alcuni casi si arriva a sommare tutte le problematiche in alcuni centinaia di metri di strada con il risultato che si rischia un incidente o di cadere.

Anche quest’anno ho fatto spola tra Genova e Casella per lavoro ritornando nel silenzio e fresco della campagna a circa mezz’ora dalla città (a brevissimo mi toccherà tornare stabilmente a Genova purtroppo) e ho percorso ogni giorno la stessa strada avanti ed indietro, nel comune di sant’Olcese (noto per i suoi salumi) c’è la frazione di Manesseno, posto a confine con Genova a fondo valle, la strada è stata oggetto di scavi per le stramaledette fibre ottiche interessando anche una strada realizzata relativamente di recente, il risultato è stato il fiorire di rappezzi, avvallamenti e buche nella corsia a salire. La parte peggiore è che tutta la corsia è devastata, ci vorrebbe un fuoristrada per passare indenni e in scooter la cosa non è piacevole, tutt’altro.

Ora mi chiedo, ma il sindaco o chi si deve occupare della manutenzione delle strade o semplicemente i vigili urbani, non passano mai? Non vedono l’effettivo pericolo? Ovvio il fondo così irregolare ha un risvolto positivo, le auto e le moto procedono a velocità moderata, un ottimo dissuasore che è costato poco o niente. Capisco che i denari siano pochi per comuni piccoli, visto che anche i grossi hanno problemi di liquidità, però il ripristino a regola d’arte dovrebbe essere a carico di chi fa l’intervento, inoltre i comuni si fanno pagare una franchigia per ripristinare il fondo stradale se non fosse fatto a regola d’arte, dove li spendono quei denari? Poi si sale al comune principale e giusto poco prima delle ferie stavano facendo dei bellissimi ed ampi ripristini dell’asfalto per eliminare dei problemi, insomma come al solito si fanno figli e figliastri con i cittadini.

A Casella sono passati con la fibra e il comune ha fatto ripristinare il manto come si deve e non vi sono buche o tagli pericolosi sulla strada, non è difficile e basterebbe che chi deve controllare lo facesse, ma forse è preso da altre faccende affacendate.

Set
04

Discussione con un amico – Parte 2

Categoria Garage, Pensieri

A seguito della prima discussione di cui parlavo qua, dopo le ferie, ne ho avuto una seconda sempre con la stessa persona e più o meno sullo stesso argomento.

Il mio amico non ha ancora sbrogliato la matassa sulla moto, vuole comprarla nuova, la sua presa usata ha più di 90.000 km (fatti in gran parte in città e pesano quasi come se fossero il doppio) e lo capisco.

Alla fine ha accantonato l’idea della cinese o italiana con anima cinese, non fidandosi probabilmente dei miei dubbio che ho già esposto nell’altro post, ne ha parlato con due meccanici che conosce ed entrambi gli hanno consigliato di lasciar perdere le moto con gli occhi a mandorla, ovviamente allettano con prezzi più che competitivi rispetto alle altre ma qualità dei materiali e finiture non sono paragonabili. Ovviamente devono avere un margine di guadagno  e da qualche parte devono recuperare, niente di strano. Basta guardare alcune CF Moto che dopo poco tempo lasciate al sole ed alla pioggia iniziano a presentare ossidazioni delle parti metalliche e scoloriture delle vernici. Il bello è che non mi ha nemmeno detto che avevo ragione a non fargli comprare una moto di scarsa qualità (dimenticavo la moto la terrebbe all’aperto e relativamente vicina al mare).

Alla fine ha ristretto la ricerca a Triumph e Yamaha, due marchi che hanno una storia ed una credibilità. La sua scelta è su quelle che vengono chiamate crossover a metà tra turismo ed enduro, della Triumph mi pare sia la Tiger Sport, l’altra onestamente non la ricordo.

Me ne ha parlato allo sfinimento, si ferma per strada per guardarle e confrontarle con la sua, analizza e si è letto e guardato ogni prova. Io gli ho detto che parlano bene della Tracer come motore e come comodità di guida. Alla fine gli ho detto che l’unico modo per chiarirsi le idee e fare la scelta più sensata è quella di provare le moto per capire come ci si trova. Solitamente è come provare un paio di scarpe, non è detto che tutte calzino alla perfezione o piacciano una volta provate.

Ha iniziato a fare l’elenco delle cose che gli piacciono e non gli piacciono, lecito, può capitare che le scelte di un modello accontentino le aspettative, ad esempio la Triumph ha una sorta di punta della semicarena che non gli piace perchè gli ricorda il frontale di uno scooter.

Ha anche iniziato a fare analisi lato motore, una moto ha pochi più cavalli dell’altra, gli ho fatto notare che maggiore potenza corrisponde a consumi superiori, mi ha risposto che a lui (ha poco più di 50 anni) piace fare la partenza brillante al semaforo…. lascio stare ogni commento…. non siamo a Misano….

Implicitamente cercava un consiglio da parte mia o sperava che io lo appoggiassi su tutta la linea seguendolo senza dire nulla per contrariarlo, fatto sta che gli ho ribadito i feedback positivi della Tracer, Triumph ha una storia alle spalle, la prova è l’unica strada. Comunque gli ho anche detto che in generale i crossover li ho sempre capiti poco, uniscono due generi, hanno aspetti positivi di entrambe le categorie ma anche gli svantaggi e sono più per modelli definiti, infatti gli ho anche detto di valutare una enduro pura.

Allora sentendosi osteggiato ha affermato che non voleva una mia opinione o consiglio, ne parlava solamente (e non da due minuti), che sbagliavo perchè i crossover sono meglio (probabile la comodità di una guida più eretta), ho tagliato corto e gli ho detto di fare una prova su strada e decidere.

Probabilmente sbaglio o forse no, trovo che nei mezzi di trasporto, come per i vestiti in generale, si seguano mode dettate dalla massa e da chi ha l’idea, mi spiego meglio, c’è stato un momento in cui erano diffuse le versione “plus” di alcune auto, una su tutte le Golf, durata qualche anno e poi sparita (Ford aveva fatto la Fusion, più alta della Fiesta e durata anche lei poco tempo), poi sono nati i SUV, veicoli ingombranti simili come aspetto a dei fuori strada ma con meccanica e ciclistica da auto, pertanto consumano una follia per peso e dimensioni e non possono fare sterrato perchè non adatte e delicate (condivido l’opinione di Clarkson che le ha definite auto stupide), nelle moto tutto è iniziato con l’idea dei motard, moto da cross a cui montavano cerchi e gomme stradali ed accorciavano le sospensioni irrigidendole, divertenti per girare in pista ma poi? Resta la mia perplesità insomma.

Per capire ho anche chiesto a Gemini di dirmi vantaggi e svantaggi delle motocrossover, riporto qua le sue considerazioni:

Crossover

Uniscono l’impostazione rialzata da maxi-enduro con cerchi e pneumatici 100% stradali (17″ o 19″ anteriore) (es. Yamaha Tracer 9, Kawasaki Versys 1000, BMW S 1000 XR).

Vantaggi

  • Comfort e postura eretta: Busto dritto, manubrio largo e pedane centrali garantiscono massima comodità su lunghe percorrenze e minor affaticamento per la schiena.

  • Sospensioni ad ampia escursione: Digestione eccellente di buche, asfalto rovinato, pavé cittadino e dossi.

  • Dominio della strada: La posizione rialzata offre un’ottima visuale sopra il traffico e facilita le manovre da fermo o nel traffico stretto grazie alla leva del manubrio largo.

Svantaggi

  • Baricentro alto: Nei trasferimenti di carico brutali (staccate forti o accelerazioni decise) si avverte un maggiore affondamento/beccheggio delle sospensioni.

  • Aerodinamica e sensibilità al vento: La sezione frontale imponente e il manubrio largo possono creare qualche turbolenza o sensibilità ai schiaffi di vento laterale a velocità sostitute.

  • Altezza sella: Spesso impegnative per chi non è particolarmente alto, specialmente a pieno carico o con passeggero.

Proprio sulla questione dell’aerodinamica lui non ha accettato il fatto che l’esposizione al vento e la “vela” della moto sono da considerare, tenendo conto che a Genova capita di sovente che il vento sia forte e soprattutto a raffiche, quindi il vento di lato da fastidio, me ne accorgo quando d’inverno sul mio Forza ho il parabrezza alto invernale ed il Termoscud della Tucano, ho una maggiore superficie su cui il vento può fare forza, alla fine secondo lui non è vero, la moto che sia una sportiva, una naked o qualsiasi altra cosa non è influenzata dal vento. Vabbè sarà che nonostante non sia un motociclista doc, guido uno scooter per praticità e ammiro le moto senza volerne una e percorrendo “solo” 15.000 km l’anno in sella non sarò competente… Per concludere alla fine sono andato ad un appuntamento (in anticipo) perchè non avevo più voglia di parlare inutilmente di moto…

Ago
28

Effetto giroscopio

Categoria Garage

Credo che chiunque sia andato anche solo che in bicicletta abbia sentito parlare del giroscopio.

Il principio è abbastanza elementare, se imprimo ad un oggetto rotondo una certa velocità tangenziale e lo si tiene per il suo asse, l’oggetto non cadrà e seguirà una linea retta, grazie a questo principio le ruote di una bicicletta fanno mantenere l’equilibrio quando la velocità è corretta.

Stesso principio permette a moto e scooter di restare verticali. Ovviamente anche la dimensione della ruota incide direttamente sul mantenimento dell’equilibrio, più la ruota ha un diametro ampio e più conserva energia per restare verticale al terreno e facilità la vita al conducente.

Ebbene, sembra che chi governa le città non sappia questi concetti abbastanza elementari, concetti che vengono anche insegnati a scuola, forse non hanno prestato attenzione durante l’esperienza scolastica ed è altrettanto probabile non sia mai salito su un mezzo a due ruote se non una bicicletta.

Negli ultimi tempi è un proliferare di zone più o meno estese con limite di velocità di 30 km/h, il motivo è nobile, difesa dei pedoni, biciclette e monopattini (per fortuna a Genova se ne vedono sempre meno). Le strade sono sempre più disastrate causa continui e ripetuti lavori per riparazioni agli impianti o per la posa di fibre ottiche e ripristini del manto stradale eseguito in maniera a dir poco discutibile, pertanto ci si trova a fare lo slalom tra tombini disassati o sprofondati, pezze di asfalto saltuarie e mal rifinite, buche e strisce di varia natura che rendono l’asfalto viscido anche in estate, non proprio una passeggiata di salute.

Ora la velocità viene ridotta, mantenere ad esempio lo scooter in equilibrio, aggravato dal peso aggiuntivo del passeggero, diventa complesso, inoltre vie è anche il limite meccanico della trasmissione.

Gli scooter a differenza delle moto hanno una trasmissione “automatica” o per dirla meglio a variazione continua, spiego in maniera molto semplificata, l’albero motore fa ruotare una puleggia al cui interno sono presenti dei cilindretti che fanno aprire e chiudere la puleggia facendo salire e scendere il rapporto alla variazione del numero di giri del motore, verso la ruota posteriore vi è un’altra puleggia che lavora al contrario, normalmente è chiusa e grazie ad una cinghia che le collega inizia a girare, aumentando i giri del motore una molla inizia a chiudersi ed una frizione centrifuga si attacca ad una “campana” e lo scooter avanza (tralascio la trasmissione tra la campana della frizione e la ruota). Il problema è che la frizione più o meno “stacca” scendendo anche di poco sotto i 30 km/h o inizia a scivolare sulla sua “campana”, pertanto si è costretti a mantenere un numero di giri in modo da non avere buchi e cercare di non rovinare la frizione (capita che soffra proprio a causa dello slittamento, tipico del viaggiare spesso in coda). Ho fatto una prova con il mio scooter e la velocità minima in cui tutto procede in maniera controllabile è di circa 35 km/h e non affatica la trasmissione, discorso a parte per i consumi, il motore comunque fatica a causa del peso del mezzo e di chi c’è sopra.

Pertanto riassumendo, strade non sempre in condizioni ottimali, effetto giroscopio portato al limite e frizione del motore che stacca o fatica e si ha la frittata, il rischio di cadere involontariamente è dietro all’angolo perchè se si deve frenare di colpo il rischio di abbattersi è abbastanza probabile e costringe a viaggiare con un piede verso l’asfalto (cosa sconsigliata per non farsi male in caso di problemi ma la scelta è quasi obbligata), inoltre speso ci si trova a zizzagare sulla carreggiata anche per mantenere l’equilibrio.

Capisco che se la velocità dei veicoli è bassa, in caso di frenata improvvisa lo spazio percorso sia minimo e investire qualcuno o qualcosa diventi meno probabile, questo è pacifico e chiaro a tutti e per le auto non è un grosso problema, ma chi va su due ruote lotta contro le leggi della fisica e della meccanica solo perchè qualcuno ha avuto questa brillante pensata.

Prima di mettere in pratica certe idee sarebbe bello fare delle prove e magari chiedere a chi ha un minimo di esperienza in quel campo, ma si sa siamo in mano ai tecnocrati che poco sanno ma tutto normano in maniera abbastanza discutibile.

 

Lug
24

L’auto è morta

Categoria Garage

Per prima cosa voglio dire che l’immagine di copertina è presa in prestito dal sito della Singer Veichle Design che ammiro per i loro lavori a metà strada tra il restomod ed il tuning.

Perchè il titolo? Perchè i tecnocrati europei hanno sancito da tempo la morte delle automobili per come le abbiamo conosciute e le abbiamo apprezzate, prima le varie normative volte alla limitazione delle emissioni inquinanti con il risultato di aver “spento” i motori e costringendo le case ad aumentare le cilindrate ed i cavalli per renderle minimamente brillanti.

Tutto è iniziato ben prima con la nascita del primo pianale modulare (forse era Opel ma non ricordo) con cui le case hanno iniziato a limare i loro costi (i loro perchè il prezzo finale delle auto non è cambiato) per produrre le auto, hanno iniziato a scambiarsi parti e via dicendo, l’appiattimento delle auto ha avuto inizio intorno alla fine del ’90 inizio ’00.

I motori sono stati farciti a dismisura di elettronica, spesso divenendo il problema della longevità dei veicoli. Basti pensare ai vari sistemi di catalizzatori, sonde lambda, sensori barometrici e di temperature, poi siamo arrivati ai FAP (li hanno ormai diesel e benzina) e valvole EGR (il vero problema dei motori diesel che ora è stato installato anche sui benzina), oltre al peso da trasportarsi (sono circa 60 kg di cose che tolgono e non aggiungono nulla se non limitare fumo e sostanze).

Poi si è passato a imporre valori limite dettati da non si sa quali studi, spesso non veritieri e che hanno addietro hanno portato note case automobilistiche a falsare i valori perchè difficilmente raggiungibili.

Si è imparato che per far funzionare i vari filtri installati le temperature dei motori e delle varie parti devono restare alte ed aumentare rapidamente in fase di avvio del motore a freddo, risultato? Praticamente all’anteriore le prese d’aria si sono ridotte all’osso con motori soffocati per scaldarsi rapidamente con il rovescio della medaglia di avere temperature a regime alte e preoccupanti con ventole sempre accese e motori che tendono a surriscaldarsi ed una elettronica che si cuoce (caldo ed apparecchiature elettroniche non sono poi così amici).

L’Europa in favore della sicurezza ha emanato una nuova regola per il 2028, le auto devono avere stop lampeggianti in caso di frenata d’emergenza (praticamente in sostituzione del ditino che accende i blinker), il tutto in autonomia e basato sui vari sensori su pedale del freno, ABS e sensori di accelerazione. L’idea deriva direttamente dalla F1 dove già da anni sono presenti luci posteriori che lampeggiano in caso di un comportamento anomalo in fase di frenata, di fatto sull’ala posteriore quelle luci lampeggiano molto spesso perchè i piloti guidano al limite.

L’idea non è poi così malsana, si evita di distrarsi per cercare il tasto dei blinker, posizionato solitamente al centro del cruscotto, colorato di rosso e ben visibile perchè sempre illuminato.

Altra idea che sembra circolare nella mente malata dei tecnocrati che secondo me non hanno mai guidato un solo minuto perchè scarrozzati dagli autisti, è quella di far installare una telecamera che riprende il viso del conducente per controllare che non si addormenti o non si distragga durante la guida. Anche qua nessuna novità perchè Tesla per far funzionare autopilot impiega già questa tecnologia e l’auto avvisa se rileva la distrazione per accostare a lato strada se il conducente non da segnali di riprendere l’attenzione. Anche questa non è una cosa malvagia, se non fosse per una telecamera che riprende costantemente l’interno dell’auto, l’auto dovrà essere del tipo connesso per far funzionare il sistema o funzionerà in locale? E se è connessa cosa succede alle immagini riprese all’interno dell’abitacolo, come vengono impiegate e conservate?

Ultima idea sempre legata alla sicurezza, imporre che l’auto freni per rispettare il limite di velocità, il tutto in autonomia. Insomma la morte della guida. L’auto deve diventare un mezzo di trasporto fine a se stessa e addio piacere di guida.

Già ora le nuove auto (per fortuna la mia Volvo v40 è abbastanza stupida da non avere nulla di ameno) sono un continuo e costante produttore di suoni e avvisi sulla strumentazione per avvertire di cartelli stradali, velocità, distanza da veicoli, frenate brusche e sistemi volti in teoria ad aiutare gli automobilisti che nel più dei casi invece a mio avviso distraggono.

La prima distrazione sono gli avvisi sonori, ripetuti e solitamente allarmanti che spingono l’automobilista a capire cosa diamine stia accadendo (al pari di mia moglie che genericamente durante la guida mi dice “attento” senza precisare a cosa, infatti mi sono più volte lamentato perchè la sua affermazione solitamente sortisce un effetto negativo spingendomi a cercare di capire a cosa si riferisca), inoltre spesso si legge di auto finite a pancia all’aria, cosa che sembra essere molto in voga negli ultimi anni in veicoli sulla carta più sicuri e stabili.

A cosa è dovuto spesso il cappottamento? Al maledetto mantenitore di corsia, ne ho già parlato, capita alle volte di dover fare una manovra improvvisa per evitare un altro veicolo, pertanto si scarta bruscamente perchè alle volte non c’è lo spazio fisico per fermarsi (chi vive in città sa a cosa mi riferisco), nella testa dell’auto questa manovra non esiste e se non si mette la freccia lei si incaponisce cercando di tornare nella sua traiettoria, alle volte con molta forza sul volante, così ci si ritrova con l’auto che inizia a girare per poi tornare bruscamente indietro, si chiama prova dell’alce nei test della auto. In teoria tra ABS ed EPS (sistema di stabilità) non dovrebbe accadere nulla, solo che magari nel tentativo di smarcarsi si tocca un altro veicolo di lato e grazie anche al cambio automatico ci si arrampica rapidamente sull’altra fiancata trovandosi a guardare il mondo da una prospettiva tutta nuova.

Sono sempre più dell’idea che tutti questi aiuti alla guida in realtà chi guida è più incentivato a distrarsi, tanto c’è il computer che tutto sa, tutto vede e ci metterà una pezza, poi ci sono ancora le stramaledette interfacce touch che al pari dei cellulari fanno distrarre chi è alla guida (non ho capito perchè la gente spinga per avere YouTube e similari su Android auto e similari, qualsiasi cosa comporti un flusso video al di la della navigazione satellitare dovrebbe essere vietata a mio avviso).

Insomma so di essere ormai un dinosauro, la gente compra l’auto solo per spostarsi, prende quella che esteticamente l’aggrada (un po’ come un paio di scarpe) ignorando tutto il resto, l’auto serve per andare da A a B, senza anima e senza provare nulla, attirati da lucine colorate, schermi inutilmente giganti, informazioni inutili (quelle utili intanto nessuno le sa leggere), io invece sono interessato di quello spazio tra A e B, mi piace guidare e l’aggiunta di ninnoli e perline colorate non mi interessa, anzi mi infastidisce. E’ un po’ come la solita frase di chi guida una macchina elettrica “ma hai provato l’accelerazione?”, no e non mi interessa andare da 0 a 100 km/h in un secondo, lasciare polmoni e stomaco nel bagagliaio, mi interessano tutte le sensazioni, rumori e vibrazioni mentre arrivo a 100 km/h, non mi stai aggiungendo nulla, mi stai vendendo un Dyson con le ruote e uno schermo di un cellulare sopra. So che esistono altri come me ma temo siamo ormai una minoranza risibile per i produttori (o meglio le realtà esistono me essendo ormai una nicchia i costi per avere un qualcosa mi interessante sono esponenziali e alle volte non sempre motivati) e sicuramente non siamo visti bene dai tecnocrati, vogliamo andare contro il sistema e mal digeriamo le loro malate fantasie.

Lug
22

Manutenzione allo scooter

Categoria Garage

Dopo aver cambiato in autonomia una parte dello scudo delle scooter, lo scorso fine settimana, sudando letteralmente le 7 camice (ma che caldo fa? Non ne posso più!), ho deciso di verniciare di grigio l’inserto del bauletto le cui scritte si sono stinte da tempo e la plastica presentava vari graffi.

Destino vuole che ho preso una bomboletta molto simile alla vernice dello scooter (grigio finanza) anche se opaca, dopo aver tentato con insuccesso di smontare tutto il bordo risultato notevolmente aggrappato al resto della plastica ho deciso di fasciare la parte da non verniciare e isolare tutto il bordo con lo scotch di carta, sembravo quasi un professionista.

Dopo 5 minuti ecco il risultato finito, non perfetto ma direi che va bene, tanto usando lo scooter ogni santo giorno di sicuro qualche riga ricomparirà.

Altro intervento è stata la verniciatura dello scarico, ormai stinto e con qualche puntino di ruggine. Qua la sudata è stata epica, svitato il primo bullone superiore e quello di tenuta al collettore, essere riuscito a togliere la sonda lambda, mi sono picchiato con i bulloni inferiori, in tutto due, il gommista ha pensato bene di serrarli con la pistola e ho faticato non poco a svitarli, ma chi la dura la vince, scarico in terra e verniciato.

Chissà la mia testaccia cosa si inventerà per i prossimi lavori.

Lug
15

Da Casella a Genova in scooter percorrendo la SP3

Categoria Garage

Tempo fa vedendo un video di Camu dove girava in moto per le strade americane avevo anticipato che avevo preso il supporto per la actioncam per attaccarla al casco e così è stato. Qualche giorno fa scendendo dalla fresca Casella verso il lavoro (mentre scrivo alle 10.25 ci sono “solo” 33°C, mi sciolgo!) ho montato la camera e ho ripreso un po’ di strada e manovre assurde degli automobilisti.

Ecco il video

 

Giu
17

Manutenzione scooter

Categoria Garage

Poco più di un anno fa facendo manovra con lo scooter mi sono abbattuto, cadendo ovviamente un pezzo della carena si è spezzato.

Dopo varie ricerche, essendo un Forza Special Edition il pezzo non è facile da trovare.

Alla fine ho optato per acquistare il pezzo grigio e farlo verniciare.

Guardando un video su YouTube ho capito come smontare la carena e nel giro di 40 minuti il nuovo pezzo era al suo posto(è quella sorta di 7 nero)!

Giu
01

Ferrari Luce parte 2

Categoria Garage

Direi che l’auto in questione ha suscitato molte critiche ed osservazioni lasciando i più dubbiosi sul risultato ottenuto. Il massimo è stato Montezemolo, che in Ferrari è cresciuto e ha gestito per molto tempo, il quale ha chiesto di rimuovere il cavallino dall’auto affermando inoltre che almeno sarà una macchina che i cinesi non copieranno. Calenda dal suo lato sostiene che la condizione Elkan sta distruggendo la Ferrari e sta insultando chi ama il marchio italiano più famoso nel mondo. Parole che non mi sento di non condividere, effettivamente le scelte fatte sono quantomeno opinabili, se poi ci mettiamo un bel -8% in borsa nel giorno del lancio non credo siano fantasie.

Io continuo a soffermarmi sul disegno della vettura, è da quando ho visto video e foto online che mi arrovello su un punto in particolare della vettura, il muso. Capisco che il design scelto sia dettato dall’aerodinamica ma da quando l’ho vista ho avuto un nuovo déjà-vu  come per gli altri particolari, il frontale nero con i led posti negli angoli superiori, sapevo di averlo già visto senza metterlo a fuoco, poi il colpo di fulmine!

Lo so è una bestemmia, ma di fatto fanno quasi parte della stessa famiglia, ecco l’analogia che mi girava in testa, la Mokka ha una soluzione stilistica molto similare a quella della Luce, maschera nera per nascondere i fari quando spenti e solo una striscia di led per le luci diurne. Ovvio non sono comparabili, soprattutto nel prezzo, Luce costerà circa € 550.000,00!

C’è anche chi ha detto che la Luce è l’equivalente della Duna ma in salsa molto costosa!

Ovviamente Ferrari si difende affermando che il design è dettato per massimizzare l’aerodinamica e la distribuzione pesi, poi penso a Toyota ed alla sua Prius, una vettura nata e pensata per ridurre al minimo il CX di penetrazione nell’aria, un motore ibrido che ha fatto storia, comoda e pratica, ma onestamente brutta, poco apprezzata in generale se non per chi vedeva solo la parte tecnologica e di consumi. Ne hanno vendute? Si ma non è proprio il modello di punta se si pensa a Toyota. I miei dubbi permangono e non credo di essere il solo.

Mag
27

Ferrari Luce

Categoria Garage

E’ stata presentata la nuova Ferrari che risponde al nome Luce, una macchina completamente elettrica e di altissimo livello (per il prezzo), primo esemplare Ferrari che per la prima volta si cimenta nel segmento elettrico e premium, ignorando il catastrofico risultato della Porsche Taycan.

Sono mesi che vengono mostrati singoli pezzi e parte degli interni per creare attesa, o come piace ai giovani per creare hype e avere il massimo dell’attenzione al lancio.

Disegnata dall’ex capo designer di Apple Jony Ive che probabilmente aveva partecipato al progetto poi abbandonato dalla stessa Apple per costruire una macchina.

Lo stile degli interni rimanda molto ai concetti di Apple, anche i materiali scelti e le curve, a mio avviso fin troppo. Forse perchè chi la comprerà sicuramente ha un iPhone e si lamenterà solo del fatto che non hanno il medesimo colore.

L’esterno a me non piace, è una macchina a 5 posti, quindi comoda, però ricorda troppe cose già viste in passato, ok nulla si inventa ma a me sembra un collage di idee rubacchiate qua e la.

I cerchi, studiati per massimizzare l’estrazione dell’aria da sotto le ruote e l’aerodinamica sono quelli usati dal BMW negli anni 80 sulle vetture da gara, il tetto nero e la sua forma sono presi in prestito dalla Alfa Romeo RZ, la coda invece è notevolmente simile ad Chevrolet Impala della polizia del 2005 con la sola differenza che la plastica che collega i fari posteriori è rossa invece di nera, altri sostengono sia ispirato alla Nissan Skyline R32/R33.

Alfa Romeo RZ

Chevrolet Impala della polizia del 2005

Copertura aerodinamica per cerchi

Le portiere con il vetro integrato li ho già visti su qualche prototipo anni ’70 di casa Pininfarina o Zagato ma mi sfugge il modello.

Insomma,19 tanta attesa e tanto rumore per una macchina che onestamente, avessi i denari, non comprerei perchè non mi piace per niente, insipida e poco personale per una casa che dello stile ha fatto una firma.

Apr
10

Morte alle auto moderne

Categoria Garage

Credo che il mio scetticismo ed antipatia per gli attuali veicoli siano abbastanza chiari e li ho espressi a più riprese e vedo che piano piano il mondo dell’automotive mi sta dando ragione.

Negli ultimi giorni ho letto con piacere che dal 2026 l’Euro NCAP penalizzerà le auto con troppi schermi touch e sistemi ADAS invadenti. Ho avuto modo di guidare un paio di auto con schermi touch, tralascio l’incapacità di programmare in maniera chiara le interfacce, ma comunque lo schermo tattile richiede di distrarsi per cercare una qualche funzione, anche solo sbrinare il vetro posteriore poichè sfiorare uno schermo non permette di capire cosa si sta toccando, mentre un tasto fisico è facile da trovare e la memoria muscolare permette di compiere un gesto senza dover abbassare gli occhi.

Mi è capitato di guidare una macchina con dei sistemi ADAS che sulla mia Volvo (per fortuna ancora abbastanza stupida da lasciarmi decidere cosa e come fare le cose) non sono presenti, uno su tutti che non mi è piaciuto il mantenimento della corsia. Probabilmente utile ad un cercopiteco o a chi invece di guidare sta cercando di accendere l’aria condizionata sullo schermo touch o guarda il cellulare invece di guidare. Perchè detesto il mantenimento di corsia? Semplice, in città capita di dover cambiare corsia per svariati motivi, uno su tutti il cercopiteco di prima che frena di colpo senza motivo apparente, se non si mette la relativa freccia, sacrosanta se la manovra è programmata, la macchina come un mulo cercherà di stare in quella corsia contrastando con tutta la forza la manovra (sono convinto che il più delle auto finite a ruote all’aria è a causa di questo sistema stupido).

Poi ci sono altre mille amenità come il radar anticollisione che suona ogni due minuti perchè la macchina pensa “sto per schiantarmi” quando invece capita che nel traffico la situazione sia più complessa e viene gestita.

Il risultato quale potrebbe essere? Molti disattivano questi sistemi perchè danno solo un gran fastidio e costringono a distrarsi continuamente. In macchina si dovrebbe guidare, punto, niente schermi ed informazioni inutili, niente video (ma perchè vogliono infilare YouTube nelle app dell’auto? Per vedere quanti idioti si distrarranno perchè fanno altro?), radio, navigatore satellitare e informazioni reali del veicolo.

Avendo vissuto gli anni ’90 ho potuto vedere e toccare con mano alcune cose, le auto erano sicuramente meno sicure, le scocche erano poco più che lattine ed in caso di impatto non garantivano molto gli occupanti (solo alcune vetture erano progettate per essere sicure), ma la parte di strumentazione era spesso completa anche in modelli non troppo accessoriati o comunque al vertice del loro modello.

Porto un esempio, io ho avuto una (in realtà due) Citroen AX GT del 1990, 4 cilindri in linea e un carburatore doppio corpo, 1.400 cc, 750 kg di peso a secco, resistenza pari ad un foglio di carta, ma il cruscotto era una gioia per gli occhi e le informazioni erano complete e chiare, ovviamente analogiche.

Oltre a contachilometri e contagiri, livello benzina, temperatura motore, pressione olio (spia), livello e temperatura acqua del radiatore, spia delle pastiglie anteriori consumate, spia alternatore.

Niente fronzoli, niente cose inutili, tutto li davanti agli occhi e non nascosto (sempre se l’informazione esista) in qualche menu. Oggi purtroppo la stragrande maggioranza degli automobilisti è affascinato dagli schermi, dalle luci ambientali, da animazioni e gadget che probabilmente si usano per sei mesi, poi ci si stufa e ci si dimentica di averli. In compenso molte case installano il navigatore satellitare ma poi per poterlo usare si deve comprare il codice da inserire altrimenti ciccia, oppure fa usare il cellulare per “nostra comodità” non di certo perchè alla casa automobilistica costa meno fare così, tanto il cellulare lo abbiamo tutti, che male c’è!

Poi ho anche letto che Volkswagen fa marcia indietro affermando “basta produrre auto come iPhone, senz’anima”, vero, le attuali auto sono tutte noiosamente uguali, piatte, senza particolari attrattive e solo alcuni casi riescono a ridestare gli animi, mi riferisco all’inarrivabile (economicamente) Toyota Yaris GR, auto fatta alla vecchia maniera nel rispetto delle normative, ho visto molte prove e tutti ne sono entusiasti, vuol dire che se c’è una alternativa le persone sono interessate. Dalla venuta di Tesla, estremamente minimalista negli interni ed accelerazione bruciante, tutti hanno pensato che le persone volessero quello, no, non è vero. Continuo a dire che non mi interessa fare 0-100 in un battito di ciglio, è come ci arrivo a 100, le vibrazioni, rumori, sensazioni e odori, il resto è di molto secondario.

Forse il mercato lo ha capito, tutto sommato in Europa c’è stata una tradizione dei motori che ha lasciato scontenti molti appassionati e non, e tutte le norme e leggine non faranno cambiare idea alle persone, causerà solo un impuntamento volto a tenersi il proprio veicolo vecchio e puzzolente sperando in qualche buona nuova che forse sta per arrivare.

Sul fatto dell’anima, le auto un tempo erano facilmente riconoscibili, ognuna aveva una forma definita e personale, poi a metà del 2000, forse inizio, le case hanno iniziato a creare i pianali modulari, bastavano poche modifiche per fare una macchina in teoria differente. Peccato che questo standard, per abbassare il costo di produzione e non quello di vendita, è stato condiviso tra le varie case automobilistiche e salvo modifiche al pianale (ad esempio quelli che faceva Saab sui pianali Opel durante la proprietà GM che l’ha portata alla chiusura più per ripicca che per reali necessità) le auto hanno iniziato ad assomigliarsi, alle volte poi le auto vengono solamente rimarchiate, vedasi Toyota Corolla e Suzuki Swace ad esempio.

L’anima è stata persa a partire dal 2000 e la situazione è peggiorata fino ad oggi con le case automobilistiche che non sanno dove sbattere la testa e i cinesi pronti ad invadere il mercato occidentale di una marea di auto che probabilmente appiattiranno ulteriormente il tutto.

Spero si sia ancora in tempo per rimettersi in carreggiata, altrimenti sarà game over.