Buon Natale a tutti! Quest’anno mi sono divertito con Perplexity a generare questo video così da far divertire il cucciolo che ha aspettato questo giorno con parecchia agitazione, come non capirlo anch’io non aspettavo altro, i regali, l’atmosfera…
Vedo con piacere che nel mondo iniziano altri a farsi la mia medesima domanda, questa volta è stato Otto Climan! Sono sempre più dell’idea che in generale non possediamo nulla di tutto quello che funziona online o che ha necessità di una connessione per funzionare, se poi qualcuno stacca la spina iniziano i dolori!
Questo probabilmente è parte del motivo per cui nell’ultimo anno, ma forse ho iniziato prima, ho iniziato a disaffezionarmi alla tecnologia in generale e ho riscoperto le cose analogiche e meccaniche, inoltre sono abbastanza stufo del mondo smartphone in generale e di chi popola buona parte della rete con contenuti in generale poco interessanti, meglio il mondo esterno senza ombra di dubbio.
Come non condividere quello che afferma il buon Lorenzo “Spavald“, posalo quel maledetto telefono! Mi mette un nervoso chi continua imperterrito a guardare il telefono e fa finta di prestare attenzione….
Di recente su Amazon ho scoperto la serie TV Graves.
La storia è incentrata su un ex presidente degli Stati Uniti e la sua famiglia.
Graves, impersonato da Nick Nolte, ormai in pensione capisce che la sua presidenza non è stata eccezionale e decide di recuperare il terreno perso.
Tra mille peripezie e problemi familiari il presidente raddrizza a suo modo le cose, seguito da un giovane aiutante che con mille difficoltà lo sostiene e lo toglie dai problemi.
Simpatica l’idea e Nick Nolte è geniale e tagliato nella parte di un politico che si trova ad un bivio.
Alle volte.ci.si dimentica.che politici e persone famose sono umani e hanno problemi comuni da affrontare.
Di recente ho finito di vedere una micro serie, in tutto 8 puntate, di Apple TV.
Il titolo del post è il medesimo della serie TV, ambientata principalmente negli anni ’50 in America e parla di una donna, una chimica, che deve lottare per essere riconosciuta per i propri meriti in un mondo maschilista quale l’epoca era, con a margine le lotte per i diritti dei neri americani, una relazione senza un matrimonio ed una figlia.
Non voglio raccontare di più, rovinerei la visione di un prodotto ben confezionato, realistico e volutamente crudo in alcuni momenti, ma piacevolissimo da vedere.
Anche la scelta di limitare il tutto ad 8 puntate, in un mondo dove esistono serie TV che durano veramente troppo, è perfetta.
Difficilmente mi trovo coinvolto nelle serie TV più recenti, argomenti triti e ritriti, stereotipi e storie poco convincenti solitamente mi annoiano, per poi non parlare delle serie italiane, noiose, mal recitate, con audio scendenti, parlati incomprensibili ed il più delle volte con dialetti ai più incomprensibili.
Solo un’altra mini serie mi ha coinvolto The dropout, vista mesi fa di cui voglio parlarne, anche se sicuramente ai più è sconosciuta.
Complimenti a chi ha scritto la storia, so che è tratta da un libro e complimenti a chi l’ha adattata alla televisione. Consigliata vivamente.