Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Archivio per Luglio, 2013

Lug
31

I disadattati del cellulare

Categoria Vario

addiction-to-smartphones

Che le nuove leve sembrino un po’ “stordite” (passatemi il termine) non c’è dubbio, i discorsi che alle volte capto mi fanno accapponare la pelle, ma forse anche la mia generazione agli occhi di chi all’epoca era più grande di me sembrava tale.

Fatto sta che l’instupidimento sembra essere aumentato con l’avvento degli smartphone! Noto ragazzi (ma anche adulti) che camminano per strada con il telefono in mano e gli occhi incollato allo schermo, camminando alle volte come zombie che si muovono a rallentatore ed esponendosi ad eventuali incidenti.

Altro momento è quello della tipica pizzata dove solitamente si parlava e scherzava, mentre ora è solo un continuo digitare sul telefono e mostrarsi l’un l’altro il cellulare per far vedere frasi e foto, il dialogo è morto!

Sarà che usando il telefono per lavoro, quando sono nel tempo libero lo dimentico e lo uso giusto solo per telefonare o in rarissimi casi, se mi annoio, per giocare per qualche minuto, al massimo lo uso per sentire la radio.

Personalmente mi sono sempre considerato un amante della tecnologia, mi piace utilizzarla e difficilmente me ne stacco, però ci sono momenti in cui una bella chiacchierata di persona e non attraverso FB o SkyPE mi fa molto più piacere, la rete e lo smartphone possono essere estensioni da utilizzare per condividere un certo momento con altri o comunque non devono sostituire la realtà.

Lug
31

Personale lista di app Android

Categoria The Scrat's Lair

android

Da circa un anno sono un utente di Android (cellulare privato, lavoro e tablet tutti con la versione 2.4.6) e ho iniziato a cercare, rompendo anche le scatole in giro, le app utili per vari utilizzi (tralasciando i giochi che sono troppi).

Personalmente ho installato queste:

Tablet

Molto meglio dell’agenda di base di Android, più personalizzabile e più pratica quando si vuole creare un evento o anche semplicemente modificarlo.

Personalmente sia in casa che in ufficio utilizzo LibreOffice e quindi il formato OpenDocument, pertanto molto comodo per leggere i files, in attesa che il team di sviluppo di LibreOffice rilasci la versione mobile della suite office.

  • SketchBook Mobile X – https://play.google.com/store/apps/details?id=com.sketchbookexpress

Praticissimo per fare schizzi a mano libera come su di un blocco, esiste anche la versione tablet, quella che ho linkato è quella per il cellulare, ma serve la versione 4 di Android.

Navigatore satellitare anche offline, ottimo se il tablet non ha il modulo 3G o se si è all’estero e non si vuole pagare una follia di roaming dati.

Praticissimo blocco note delle cose da fare, meglio del programma nativo di Android, permette di prendere appunti e fare delle checklist di cose da fare, sincronizzabile con l’account Google.

So che le ultime versioni di Android implementano le funzioni di questo programma, per chi ha le versioni più datate intercetta le app che inviano spam e simili e ne consiglia la disintallazione.

Il programma permette di spostare sulle memorie SD le app se lo spazio nella memoria interna è poca o è tutta occupata.

Programma per pulire la cache di Android e delle app, ottimo per guadagnare un po’ di velocità e spazio.

  • DWGSee – https://play.google.com/store/apps/details?id=com.autodwg.dwgsee&hl=it

Per chi ha l’abitudine di portare con se i file di cad ecco un visualizzatore rapido ed intuitivo, unica pecca non legge i files se sono sulla scheda SD.

Cellulare

Programma molto utile per tenere sott’occhio il consumo della connessione dati del proprio telefono, un’icona nella barra del sistema cambia colore in base a quanti dati si sono consumati e può aiutare a non trovarsi scoperti.

Ottima applicazione che ottimizza automaticamente il cellulare (anche il tablet) e termina le app che non si usano. Si può aggiungere anche una app che di concerto aiuta a risparmiare la batteria.

Zittire il proprio telefono semplicemente rovesciandolo a schermo in giù!

Per chi ha paura di perdersi o ai tecnici come il sottoscritto per capire dov’è il nord.

Ottima app che trasforma il cellulare in uno scanner per “catturare” documenti e se necessario raddrizzarli e trasformarli in PDF.

Programmino molto semplice per utilizzare i sempre più presenti QR code!

Una livella di buon livello con tanto di possibilità di avere i gradi o la percentuale dell’inclinazione, purtroppo solo la versione a pagamento permette la calibrazione, comunque pratica.

Lug
11

L’inutile privacy

Categoria Internet, Pensieri

corso privacy

In questo periodo sono produttivo sul blog, mi rilassa e mi aiuta a ragionare fuori dagli schemi.

Mentre scrivevo il post precedente mi è venuto in mente il discorso privacy dopo il caso PRISM reso noto da Snowden e che ha messo in difficoltà l’N.S.A. ed Obama in questi giorni. Milioni di persone spiate in mezzo mondo.

Comunque mi fanno sorridere quelli che dicono “ci vogliono schedare” o “vogliono spiarci in tutte le nostre attività”, peccato che poi questi che si lamentano usano un cellulare e magari hanno un account su un social network, magari hanno un profilo “sbloccato” di Facebook, usano la macchina, il bancomat e altri sistemi di pagamento digitale, usano le email e via discorrendo. La privacy è l’invenzione più inutile del 21° secolo ma molti non se lo vogliono sentir dire o comunque non lo capiscono, purtroppo lo Stato o suoi organi possono violare la privacy di tutti in qualsiasi momento perchè ritenuto necessario e vitale, senza troppi problemi.

Purtroppo i computer sono e saranno sempre più permeati nella nostra vita, la vita reale e quella digitale si fonderanno ancora di più ed ovviamente la nostra attività online, come quella nel mondo reale, lascerà una scia indelebile nel più dei casi, da qualche parte ci sarà un computer che ha registrato la cosa e la terrà li per i posteri.

In questi giorni è comparso un interessante articolo sul sito di Wired Italia dove un ricercatore ha messo a punto un programma che raccoglie i metadata e li intreccia in modo da tirarne fuori informazioni sulle abitudini di un utente. Provare per credere link.

I metadata non contengono dati sensibili di per se, però ricostruiscono quanto tempo una persona usa un dato servizio, a che ora e a chi ha mandato un messaggio, una email, durata delle telefonate e cose simili, i contenuti dei messaggi, delle discussioni e dei siti visitati ad esempio è tutelata, peccato che i metadata siano raccolti da parecchi siti (ad esempio Facebook che in base all’attività degli utenti decide quali messaggi pubblicitari mostrargli o consigliare un contatto rispetto ad un altro), forse forse la cosa inizia a diventare importante, anche perchè come avevano fatto in America per incastrare i delinquenti seguendo i flussi di denaro, posso benissimo capire quali abitudini hanno le persone e quindi prevedere cosa faranno in futuro o comunque “pilotare” gli avvenimenti, perchè no? Il tutto può anche essere un business, raccolgo i dati dei miei utenti e poi li rivendo a chi fa marketing, non male come idea!

Ribadisco, la nostra attività digitale lascia scie che per molto tempo sono facilmente rintracciabili e ripercorribili da altri senza che si possa obiettare qualcosa, la privacy è una scatola vuota poco utile e che non funzionerà mai come si pensava in origine

Lug
10

Niente da fare allo Stato l’informatica non è chiara

Categoria Pensieri

Parecchio tempo fa avevo esternato alcuni miei pensieri in merito allo Stato e all’informatica (link), da un po’ di tempo la Guardia di Finanza ha deciso di verificare chi furbescamente percepisce in maniera indebita una pensione o un sussidio, quindi falsi cechi, falsi invalidi e poi persone che ricevono la pensione di parenti deceduti da tempo.

Allora capisco che lo Stato proprio non vuole cambiare strada o comunque non cerca di mettersi in pari. Ormai tutti gli enti hanno banche dati e spesso possono anche interagire tra loro, ad esempio in caso di cambio di residenza, portando copia dei libretti all’anagrafe insieme alla patente si riceve a casa il famoso tagliando da applicare sui documenti, stupendo un ufficio che smista le richieste e si occupa di interagire con le altre istituzioni, semplificazione per il cittadino e meno tempo perso per girare come una trottola.

Quindi non riesco a capire perchè il sito del Ministero dei Trasporti non possa comunicare o verificare i dati dell’INPS o dell’INAIL, se una persona ha una disabilità tale da non poter permettere di avere una patente il sistema potrebbe far suonare un allarme e far scattare un controllo, o la persona non può avere una patente e quindi la stessa viene ritirata o come spesso capita non ha diritto alla pensione di invalidità, tutto semplice e lineare.

Stessa cosa dicasi per le pensioni, l’anagrafe comunale non comunica all’INPS che la persona è deceduta e quindi “spegne” o riduce l’emolumento da versare (nel caso della reversibilità), non mi sembra una cosa complicata. Il sistema con cui hanno realizzato SERPICO per le verifiche dei redditi e del sommerso, può funzionare anche come routine per altre cose senza troppi sforzi da parte dei funzionari o dagli uffici che poi dichiarano che la pensione ha continuato ad essere versata perchè l’erede non gli ha comunicato nulla!

Stato siamo nel 2013, con uno smartphone posso fare anche pagare come se fosse una carta di credito, forse sarebbe il caso di iniziare a svecchiarsi ed usare i computer in maniera sensata e non come se fosse un giornale.

Lug
09

Quando c’è il rischio di diventar razzisti

Categoria Pensieri

Gli italiani sono sempre stati definiti brava gente, non siamo propensi a far la guerra a qualcuno e le uniche volte che ci siamo schierati ci abbiamo rimesso e poi abbiamo deciso di schierarci con gli altri quando la situazione è diventata pericolosa ed insostenibile.

Tendenzialmente nonostante gli attriti con il sud non siamo razzisti, o comunque lo siamo come tutti i cittadini delle altre nazioni (ad esempio i francesi del sud che scherniscono quelli del nord e li dipingono un po’ tonti e con una parlata strana), quindi direi del tutto accettabile e trascurabile (poi esistono dei cretini che pensano di essere superiori ma quelli non li considero nemmeno).

Comunque noto che lo Stato e penso di non essere il solo, aiuta a dismisura chi ne arriva da altre nazioni o da altri continenti con graduatorie speciali per dar loro una casa, trovare un lavoro (esistono delle sorte di sindacati/agenzia che fanno solo questo), aiutarli con mutui e prestiti con tassi iperagevolati e via discorrendo, il tutto in nome dell’integrazione tra popoli, fratellanza e amore.

Peccato che la bilancia sia ovviamente sfavorita dal nostro punto di vista e la cosa non la trovo corretta. Prendiamo ad esempio i mutui per gli stranieri, tassi che noi ci scordiamo o comunque garanzie che solitamente a noi vengono richieste a loro non vengono nemmeno menzionate, se non l’immobile. Lavorando nel settore delle esecuzioni immobiliari però noto con rammarico che le banche hanno finanziato (alle volte oltre il necessario con mutui che superavano già in partenza il valore dell’immobile stesso) persone che dall’oggi al domani si sono volatilizzate senza pagare il dovuto e lasciando gli immobili che in questo momento valgono parecchio di meno.

Poi c’è la questione delle graduatorie per accedere agli immobili comunali per edilizia agevolata, nulla da dire in merito, la casa è un bene necessario e quindi anche chi non è in grado di acquistarla ha diritto ad avere un tetto sulla testa, si fa una graduatoria in base a reddito, numero di persone che compongono il nucleo familiare, eventuali disagi familiari, età e così via, chi è al vertice appena un appartamento diviene disponibile gli viene assegnato. Peccato che poi in barba ad una regola più che condivisibile i comuni decidano di assegnare le case agli zingari per toglierli dai campi rom. A parte che se sei senza fissa dimora dovresti stazionare in un posto un tot di tempo e poi spostarti, non dovresti nemmeno delinquere come fanno la stragrande maggioranza dei rom. Ora trovo che non sia una regola equa, se sono state indicate delle linee, seguiamole, facciano anche loro la fila come fanno tutti gli altri!

Poi c’è il problema dei clandestini che fuggono da situazioni devastanti, guerre e carestie, tutti ottimi argomenti, ma poi appena toccano terra esigono determinate cose come un lavoro, una casa e via discorrendo. Direi che non funziona proprio così, vieni qua, ti accolgo se sei profugo di una nazione dove ci sono guerre o situazioni tali che non possono essere compatibili con un tuo rientro, ma la situazione qua da noi non ci permette di essere l’ancora di salvezza di tutti, visto che anche noi non stiamo poi più così bene.

A lato di tutto questo c’è l’annoso problema delle moschee che in molti non vogliono e che per noi occidentali sono un luogo di assembramento di fondamentalisti che potrebbero diventare terroristi, mi domando come mai le chiese cattoliche sono state e lo sono tutt’ora oggetto di rappresaglie di islamici che vedono nei cristiani “gli infedeli” (ok lo abbiamo fatto anche noi ai tempi delle crociate ma direi che ormai sarebbe il momento di lasciar perdere queste cose, sono accadute, scusate ma all’epoca eravamo degli idioti governati da altri idioti), così mattanze, incendi e caccia alla persona. Volete integrazione qua ma al vostro paese?

Trovo che molte volte le rappresaglie o i mugugni di chi viene additato essere pseudo razzista dai buonisti siano generate da un comportamento poco lineare di chi governa una nazione per in primo luogo dovrebbe interessarsi dei propri cittadini, poi se ne avanza pensare a chi cittadino non è e che si trova in difficoltà.

Un amico più volte su Facebook ha commentato mie esternazioni in merito dicendomi che anche noi lo abbiamo fatto prima, però c’è una differenza di base. Ci sono state massicce migrazioni verso l’America alla ricerca di fortuna, viaggi in nave massacranti e difficili per arrivare in una nazione completamente nuova, con una lingua diversa e tutti i problemi che ne conseguono. A parte che per mettere piede sul suolo americano, tutti indistintamente dovevano registrarsi (ecco perchè alcuni nomi italiani si sono storpiati), fare una quarantena per le eventuali malattie ed essere visitati e dimostrare di saper fare qualcosa. In mezzo ai migranti italiani c’erano i delinquenti che hanno anche esportato la mafia, sono d’accordo, ma in mezzo a tante mele alcune marce ci sono sempre purtroppo.

Ancora oggi ci sono nazioni che permettono di stazionare entro i loro confini con un visto turistico o per studenti per un certo tempo, oltre si è clandestini, si viene presi e rispediti a casa, se si vuole restare nella nazione bisogna stabilizzare la cosa e se si vuole diventare cittadini di quella nazione acquisendo diritti e doveri. Qua in Italia si parla di dare diritti e doveri come se fossero caramelle, senza nessuna remora o dubbio. La cosa non mi sembra molto sensata.

Non parliamo poi di crocifissi, io da non religioso non mi sono mai interessato molto, a scuola c’era ma non l’ho mai trovato fastidioso, come non trovo fastidiose altre cose come chi mette fuori la bandiera della propria squadra del cuore quando c’è la partita, nonostante detesti il calcio. Gli islamici invece esigono, e non chiedono, che i crocifissi vengano rimossi perchè a loro danno fastidio. In compenso a più riprese hanno violato leggi di alcune nazioni perchè hanno obbligato le proprie mogli o figlie ad usare il burca, adducendo che è una loro usanza. Inoltre se si va nelle loro nazioni le donne devono coprirsi perchè vige la legge islamica! Qualcosa non torna, alla fine hanno sempre ragione loro e noi fessi li lasciamo fare.

A Genova ormai è d’uso che gli stranieri vicino a Palazzo San Giorgio facciano il loro mercato di roba usata in barba ad ogni regola e se le forze dell’ordine cercano di farli andare via e spiegar loro che esistono delle regole protestano pure a gran voce! Come al solito le regole sono per chi le rispetta.

Mi dispiace ma è questo che poi crea attriti e fa diventare diffidente anche chi non lo è e poi si arriva ad atti riprovevoli da ambo le parti, innescando così una spirale di odio indecente.