Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Lug
21

Gli organi d’informazione sono leeeeenti

Categoria Pensieri

È da un po’ di tempo che ho notato una particolarità dei telegiornali nazionali e degli organi di stampa, la lentezza nel dare le notizie.

Tralasciando la carta stampata, lenta causa motivazioni tecniche, resto colpito quando i tiggì danno una notizia che in rete è già cosa vecchia da alcuni giorni, per l’esattezza da tre a quattro giorni.

La rete si sa per natura è velocissima e le notizie vengono diffuse con una rapidità sovrumana, le radio riescono più o meno a tenere il passo, ma i telegiornali non riescono, probabilmente a causa della necessità di scalettare le notizie per rimanere nei tempi imposti.

Capisco molte cose, ma andando avanti così anche i telegiornali come i giornali, rischiano di essere dei dinosauri sul cammino dell’estinzione.

Lug
19

Diritto alla casa

Categoria Pensieri, Vario

Non credo di averne mai parlato, in caso contrario vuol dire che inizio a perdere colpi e memoria.

Ogni tanto riemerge pubblicamente il diritto alla casa, oggi come non mai se ne parla a causa del rialzo dei mutui a causa delle manovre della BCE.

Nulla da dire sulla questione che le persone abbiano il diritto ad avere un tetto sopra la propria testa, cosa più che sacrosanta. Ritengo però che vi sia una sottile ma importante differenza.

Il diritto alla casa non vuol dire averla di proprietà. Per molti fattori non tutti possono permettersi l’acquisto di un immobile o se riescono a comprarlo alle volte capita che poi non riescano a mantenerlo a causa delle spese condominiali e così via, portandoli nel tempo a perdere l’immobile perché pignorato e venduto all’asta.

Mi spiego meglio, ci sono soggetti che per varie dinamiche hanno diritto alle case di residenza pubblica, solo che tali immobili sono pochi rispetto al numero di richiedenti e si deve aspettare di salire in graduatoria, poi vi sono soggetti che avendo un reddito maggiore possono locare un immobile, infine c’è chi riesce ad acquistare per sé una casa.

L’acquisto di una casa è un passo importante in generale, il più delle volte si pensa sia meglio comprare che affittare, i costi di questi ultimi non sono più così bassi, ma divenire proprietari espone a spese importanti, oltre il pagamento di un mutuo.

Un capitolo importante sono le spese di amministrazione, se l’edificio ha il riscaldamento c’è realizzato le cifre possono diventare importanti nel corso dell’anno. Poi ci sono le spese impreviste, tolte le spese di lavori all’interno dell’appartamento, lavoro straordinari come riparazioni e lavori straordinari possono esporre i redditi più bassi a problemi di liquidità.

Qua chi compra al posto di affittare non valuta che oltre alla rata del mutuo, magari vicina (ora è difficile) a quella dell’affitto è necessario prevedere spese aggiuntive nel tempo.

Chi affitta paga solo le questo i ordinarie, alcuni consumi (dipende dai contratti), ma non paga le spese straordinarie che sono a carico del proprietario dell’immobile.

Negli anni per lavoro ho visto molti finire con un pignoramento e vendite all’asta per essere finiti con la testa sotto e condomini procedere al recupero delle somme dovute agendo per vie legali.

Insomma il diritto alla casa è intoccabile, ma non è un diritto averla di proprietà se non la si può comprare.

Lug
17

Sistema di allarme nazionale

Categoria Informazioni, Internet, Pensieri

Alcuni giorni addietro è stato sperimentato in Emilia Romagna ed in Toscana un nuovo sistema per allertare i cittadini di emergenze di varia natura, sistema gestito dalla Protezione Civile in collaborazione con tutti gli operatori telefonici senza distinzione.

Ormai la stragrande maggioranza di noi ha in tasca uno o più smartphone (ad esempio personalmente ne ho due, uno provato ed uno per il lavoro), quindi perché non utilizzarli per diffondere massivamente informazioni che di fatto possono salvare la vita?

Il sistema è analogo a quello già sperimentato in Inghilterra alcuni messi addietro e funziona con il cell broadcast.

Ovviamente non sono mancate le prime congetture dei cospirazionisti sul fatto che la Protezione Civile abbia i numeri di telefono senza consenso degli utenti, peccato che il sistema di allerta è al di sopra dei numeri di telefono ma comunica con il telefono a prescindere di quest’ultimo. Forse i più maturi ricorderanno che sui vecchi cellulari si poteva attivare proprio il cell broadcast per visualizzare sullo schermo del telefono il nome della città o altre piccole informazioni, ecco questo sistema è stato ammodernato e reso utile.

A margine di tutto ciò mi piace pensare che molti che hanno gridato allo scandalo saranno quelli che sui vari social scrivono ogni singola cosa, si traggano nei luoghi quotidianamente e avranno probabilmente numeri di telefono ed email visibili ai più, in barba alla privacy.

Lug
14

Il controllo di massa è servito?

Categoria Internet, Pensieri

Il 7 luglio è stata data notizie la dell’approvazione in Francia di una legge che permetterà alla polizia di monitorare i sospetti di reati attraverso qualsiasi device connesso ad internet.

Vista così non sembra cosa sbagliata, controllare chi delinque non è un problema.

La cosa inquietante è che la polizia avrà accesso a posizione GPS, telecamere, ascolteranno telefonate ed avranno accesso ai contenuti multimediali presenti nella memoria.

Ricorda da molto vicino quanto accadeva nella serie tv Persons of interest, dove attraverso un computer centrale chiamato la macchina i protagonisti potevano controllare qualsiasi cosa con essa ed avere informazioni di ogni genere, il tutto per sventare crimini di vario tipo.

Che sia il preludio di una più grande campagna di sorveglianza che con il tempo si allargherà a macchia d’olio in tutta Europa?

Inoltre è stato dimostrato, con tanto di studi di esperti del settore (era necessario?) che alcuni delinquenti di alto profilo non usano smartphone per comunicare tra loro ma invece vengono impiegati telefoni di vecchia generazione, privi di sistemi attaccabili da programmi spia e difficilmente individuabili sul territorio perché privi di GPS.

Sono curioso di come si comporterà Apple e la sua politica di protezione della privacy dei propri clienti, ricordiamoci che non forniscono sblocchi di smartphone di terroristi e simili, tant’è che l’NSA ha creato un aggeggio che li sblocca in autonomia.

Google invece ha sempre avuto un comportamento più collaborativo per tutti i suoi servizi, pare che insieme ad altre aziende tech americane forniscano accessi illimitati al sistema Prism dell’NSA per incrociare informazioni e dati con accessi privilegiati.

Lug
12

Maleducazione

Categoria Vario

Ormai la maleducazione regna imperante praticamente ovunque ed è ormai socialmente accettabile, purtroppo.

Negli ultimi periodi mi rendo conto, con non poco sconforto, che i maleducati e prepotenti la spuntano sempre su chi invece rispetta le regole ed il prossimo.

Rumori molesti, musiche tenute a volumi fastidiosi, miasmi, barbecue, sporcizia e via discorrendo ormai la fanno da padrona.

Ragazzi lasciati allo sbando armati di bombolette e pennarelli imbrattano muri con scritte insensate, poi si aggiungono i tifosi imbecilli che a supporto della propria squadra si sentono in dovere di riempire ogni spazio con frasi ingiuriose il loro disprezzo per l’altrui squadra.

Padroni di cani che non raccolgono quanto fido deposita su marciapiedi e scale, incuranti del prossimo.

Poi ovviamente c’è chi aiuta tali comportamenti subito pronto a difendere il maleducato di turno, a mo’ di azzeccagarbugli, sbattendosi non poco a fornire motivi e norme per legittimare il maleducato di turno che affumica l’altrui casa grigliando per ore senza porsi la domanda se può dare fastidio al prossimo, oppure più probabilmente se ne strabatte l’anima.

Mi rendo conto che la città dove vivo e dove sono cresciuto non mi va più bene e potessi me ne andrei in un Paese più civile e più propenso a far rispettare le regole.

Lug
10

Il mugugno, l’usanza più apprezzata dai genovesi

Categoria Vario

Oltre alla più nota tirchieria, che noi correggiamo in parsimonia, noi genovesi siamo conosciuti per il mugugno.

Cos’è il mugugno? Si può dire che sia il lamentarsi costantemente, solitamente tra sé e sé facendoci assomigliare ad una pentola di fagioli sul fuoco.

Se poi consideriamo che a Genova ed in Liguria poco o nulla ci va bene, il mugugno è servito.

Ad un commento del mio vicino virtuale Camu ho risposto dicendo che il mugugno è gratis, in realtà la mia affermazione non è del tutto corretta, infatti sarebbe il mugugno è libero.

Da dove nasce questa affermazione a noi tanto cara? Dobbiamo risalire alla Genova quale repubblica marinara e i galeoni che salpavano dal porto per ogni luogo all’epoca conosciuta.

I marinai genovesi erano molto apprezzati mugugno a parte, tanto che i capitani non riuscendo ad eliminare il borbottio avevano dei contratti specifici per i nati sotto la lanterna.

Infatti i contratti erano due, quello con paga piena ma senza diritto di aprire bocca e poi quello per i genovesi, meno paga ma libertà di mugugno.

Ecco il perché del detto mugugno libero.

Lug
07

Monetizzazione contenuti e idee stupide

Categoria Vario

L’incidente in cui ha perso la vita un bimbo di 5 anni a causa di una idea stupida di un gruppo di ragazzi ha fatto molta risonanza e rumore con indignazione di molti, giustamente.

La rete purtroppo è piena di cose stupide che si diffondono come i cerchi nell’acqua colpita da una pietra, sfide più o meno sensate con il solo scopo di avere più visioni e in molti casi denari da queste interazioni.

Il recente ha reso evidente che ci sono persone che vivono di queste cose, ritengo in maniera immotivata.

Ora si sta creando un gran baccano a tutti i livelli, si parte da limitazioni ai neopatentati per vetture con potenze importanti, inasprimento delle pene, fino al modello diseducativo di chi pubblica contenuti discutibili e facilmente emulabili.

C’è chi chiede la testa dei portali di condivisione perché non sorvegliano gli utenti (molti) e cosa vanno a pubblicare (milioni di ore di video).

Esistono modi automatici per individuare contenuti inappropriati o coperti da diritti d’autore, poi ci sono le segnalazioni degli utenti, moderare un mondo enorme è impossibile.

Trovo che la rete possa essere assimilata ad una vettura che riesce a spingersi ben oltre i limiti di velocità, se poi uno la acquista e corre causando incidenti è colpa di chi viola la legge o della casa automobilistica? Di per sé il mezzo non è responsabile della condotta degli utenti, possono essere messi avvisi ed allarmi, ma se decido di ignorare tutto non posso criminalizzare il produttore.

Riterrei necessario responsabilizzare maggiormente gli utenti, nel caso di Roma chi ha causato la tragedia è stato individuato ed è sotto indagine, ma in altri casi l’anonimato della rete copre chi delinque o comunque ha condotte discutibili. Forse all’apertura di un account dovrebbe essere fornito un documento d’identità? Oppure avere una sorta di patente per navigare? Difficile farlo quando i siti sono in capo a società posizionate al di fuori dell’Europa o addirittura in stati con regolamentazioni molto meno restrittive.

Dopo il disastro YouTube ha demitizzato i video del gruppo di ragazzini dissennati ma solo dopo le pressanti insistenze della parte italiana del portale, altrimenti non sarebbe cambiato nulla, cosa che è stata spiegata male un po’ ovunque.

Poi se si pensa che comunque giornali ed in generale gli organi d’informazione hanno monetizzato la notizia andando in modo morboso a raccontare questa notizia che nessuno vorrebbe sentire e altre sventure che sono accadute nei giorni prima e dopo (basta pensare al mini sottomarino affondato nell’oceano) con dovizia di particolari a livello maniacale.

Lug
05

L’inutilità dei social network

Categoria Vario

A settembre saranno due anni da quando sono uscito dai social network (Facebook, Instagram e Twitter).

La fuoriuscita è stata dettata da un utilizzo spropositato in generale.

Era da tempo che meditavo l’abbandono di facebook, divenuto nel tempo noioso, pieno di contenuti inutili e gente rancorosa. Ritengo che l’ingresso di una parte di utenza avanti con gli anni, politici e mezzi d’informazione la situazione sia crollata verticalmente. All’inizio era un modo per farsi due risate, riprendere contatti con persone del passato (ma se erano vent’anni o più che non ci si sentiva il motivo doveva esserci) per poi cancellarle dalla lista degli “amici” poco dopo.

Twitter è un posto di persone che si sentono molto serie e studiate, il tutto è alle volte molto noioso tolti alcuni account.

Instagram… Beh… Tette, culi e finzione generale.

I primi tempi la dipendenza si sentiva, un po’ come chi cerca di smettere di fumare, la gestualità di cercare il telefono per poi non leggere o vedere nulla di veramente interessante. Poi mi sono reso conto che la batteria del telefono dura molto di più, non lo sblocco continuamente e comunque le app non si collegano costantemente ai server per aggiornarsi.

Oggi a distanza di tempo vedo molti zombie che fissano lo schermo, non interagiscono tra loro o sono impegnati a filmare o fotografare qualcosa senza godersi il momento.

Resto dell’idea che i social siano inutili.

Lug
03

Preoccupato costantemente

Categoria Vario

Ricordo che da bambino, ma non solo, non capivo lo stato di preoccupazione di mia madre quando si presentava qualche inciampo anche minimo.

Oggi da padre posso dire che mi è tutto molto più chiaro, la preoccupazione è sempre presente, che sia una sbucciatura o febbre, per passare ad altre cose come ad esempio i rapporti tra bambini e via discorrendo.

Mi rendo conto che mi pongo mille domande che spesso non esterno perché stupide e cerco di non trasferire la mia preoccupazione al pupo per non agitarlo.

La cosa peggiore è che questo stato d’animo non mi abbandonerà mai anche quando sarà grande, uno dei tanti regali di essere genitori.

Giu
29

Specie in via d’estinzione

Categoria Garage

Sulla scorta del voler migliorare il mondo ed abbandonare i combustibili fossili, una parte del mondo sta cercando di spingere gli automobilisti verso le auto elettriche, questo porterà ad un lento e progressivo abbandono dei motori a combustione.

Motore V8 Fonte

Da appassionato di auto la cosa personalmente mi inquieta, oltre ad autonomia delle batterie, alla rete di ricarica e ai costi in generale.

Sono cosciente che le motivazioni sembrano assurde, ma sono condivise da tanti appassionati di motori, la sensazione che un motore tradizionale trasmette vanno ben al di là del semplice viaggiare e spostarsi. Rumori, vibrazioni, fischi (in caso di motori sovralimentati), il rombo di un motore V8, cupo e profondo, l’urlo del V12 o il suono particolare del W16 Bugatti sovralimentato non potranno mai essere superati dai motori elettrici, per quanto saranno performanti e potenti.

Ho notato che le auto elettriche cercano di essere pubblicizzate per le velocità l ovviamente soprendenti in accelerazione con drag race molte volte vinte contro auto esotiche con cavallerie mostruose ma poco efficaci fino al raggiungimento della coppia che nei motori elettrici è subito disponibile.

Poi c’è il tentativo di convincere con mille gadget che poco interessano ai puristi che il più delle volte detestano l’elettronica perché invasiva e molte volte invadente con gestioni discutibili di molte cose.

A chi ha passione poco importa di guidare uno smartphone con le ruote.

Ricordo quando ventenne ho provato il Renault 5 GT Turbo da 120cv di un amico, il rumore del turbo e la spinta nella schiena.

Oggettivamente un domani sarò di quelli che rimpiangeranno i motori a benzina e nulla mi farà cambiare idea.