Lo sfogo

Piccoli e grandi sfoghi personali sulle sventure che mi capitano

Giu
30

Ma che caldo fa?

Categoria Pensieri

In questo fine settimana ho patito veramente tanto il caldo! A nulla sono valse le doccie, l’ombra in casa, i ventilatori e mangiare cose fresche (la sola idea di vedere una pentola sui fornelli mi fa sentire ancora di più la calura!).

Nel giro di pochi giorni, dopo un mese e più di pioggie, è arrivato il tanto temuto caldo. Il problema è che viene accentuato dall’umidità (84%) che certo non aiuta.

Sabato pomeriggio abbiamo cercato ristoro all’interno della Fiumara e alla sera andando ad Arenzano in scooter, ma l’umidità ha avuto la meglio, tanto che avevamo la faccia appiccicosa senza aver sudato.

Ieri siamo andati alla tradizionale fiera di San Pietro e anche li il caldo, nonostante l’orario (17.00) si è fatto sentire. Tanto che ce ne siamo venuti a casa senza vedere i fuochi d’artificio. Io non mi sentivo più le gambe e camminavo per inerzia.

Oggi sembrerebbe meno caldo, ma l’umidità resta alta, l’unico ristoro è starsene a casa, ma ahimè devo uscire per lavoro! Il cielo è nuvoloso, ma il sole ogni tanto fa capolino.

Si suda in scooter e la cosa non è piacevole, avendo in testa il casco!

Mi sono reso conto che la cosa sta influenzando non poco il mio umore, sono più scontroso e meno portato al dialogo, spero solo che questa ondata di caldo umido passi, altrimenti vado a vivermene in una grotta insieme agli orsi!

Voglio il freddo!!!!!!! 😥

Giu
30

Mazinga Zetto

Categoria Humor, Video

Idea molto simpatica, ridoppiare il mitico Mazinga Z in genovese, il nuovo titolo? Mazinga Zetto! 😆

 
Giu
29

Guerra in ufficio

Categoria Video

A chi non piacerebbe farlo almeno una volta?

Giu
28

Vuoi un gelato?

Categoria Video

Più o meno fatto delle cose simili anche in Croazia! 😆

Giu
27

Idee per il blog

Categoria Informazioni, Pensieri

Ad agosto il blog compie il suo primo anno di vita, viene visitato “poco” e alle volte gli amici latitano, ma so che sono occupati con il lavoro (vero? Non è che lo fate apposta a non considerarmi? Vero?) e altre cose. L’esperimento del blog è nato in un periodo di fiacca del lavoro (ad agosto i clienti fuggono e non si fanno sentire), girovagando per la rete, con la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo (due siti in HTML già attivi). Ed ecco l’idea! nasce “Lo sfogo”, il mio angolo dove infilare tutto quello che mi colpisce e che trovo per la rete, praticamente come una bacheca, e soprattutto un posto dove potessi scrivere quello che mi passava per la testa, in particolar modo dove sfogarmi delle ingiustizie e problemi che alle volte mi si presentano!

Attualmente l’idea mi piace molto, tanto che pubblico una cosa nuova ogni giorno (lo so, solo una, ma sempre meglio che niente, no?), forse però è venuto il momento di mettere un po’ d’ordine nelle categorie, effettivamente sono raffazzonate, il template utilizzato mi piace, mi ricorda l’unicità dell’individuo rispetto alla massa, l’essere differente e distinguersi (chi mi conosce bene sa cosa intendo). Ho alcuni problemi con il plug-in di Flickr, di punto in bianco ha smesso di funzionare, motivo sconosciuto.

Sicuramente metterò mano ad alcune cose e cercherò di migliorare questo mio piccolo (per molti forse inutile) angolo sul web, un po’ come fare ordine nella propria stanza. 😉

Che dire, invito nuovamente i miei amici a scrivere e a darmi nuovi spunti, mentre a chi capita qui per la prima volta, lasciate un commento (sempre se vi va), sarà gradito! Un saluto a tutti! :mrgreen:

Giu
27

Vademecum anti-violentatore (per quanto possa servire)

Categoria Informazioni

Chi legge il mio blog sa che tratto solitamente cose divertenti ed espongo i miei pensieri, ma questa volta non posso esimermi dal pubblicare questa cosa arrivata via mail.

VIOLENZA

Un gruppo di violentatori in prigione è stato intervistato per sapere ciò che cercano in una potenziale vittima. Ecco qui alcuni elementi utili:

1) La prima cosa che i violentatori notano in una potenziale vittima è la pettinatura. E’ più probabile che attacchino una donna con una pettinatura tipo coda di cavallo, trecce o qualunque altra pettinatura che si possa strattonare facilmente. E’ probabile anche che attacchino donne con i capelli lunghi. Donne con i capelli corti non sono vittime usuali.

2) La seconda cosa che essi notano è l’abbigliamento. Osservano le donne che vestono abiti che si possano togliere o eliminare rapidamente. E’ solito anche che attacchino donne che parlano al telefono o che stanno facendo altre cose mentre camminano: questo indica che sono disattente e disarmate e possono essere facilmente attaccate.

3) Le ore del giorno in cui i violentatori attaccano maggiormente le donne è a prima mattina, tra le 5:00 e le 8:30, e dopo le 22:30

4) Questi uomini attaccano in modo e in luoghi in cui possano portare la donna rapidamente in altri luoghi, dove non si debbano preoccupare di essere visti o arrestati. Se Lei tenta qualunque reazione alla lotta, i violentatori solitamente desistono approssimativamente in due minuti: credono che non ne valga la pena, che è una perdita di tempo.

5) Hanno dichiarato che non attaccano donne che portino con loro ombrelli o altri oggetti che possano essere usati come arma a una certa distanza (le chiavi non li intimidiscono perchè per essere usate come armi, la vittima deve far avvicinare molto l’aggressore).

6) Donna, se qualcuno ti seguisse in una strada, vicolo o garage,o se stessi con qualcuno con fare sospetto in un ascensore o in una scala, guardalo direttamente in faccia e chiedigli qualcosa, tipo ‘Che ore sono?’ Se fosse un violentatore, avrà paura di essere successivamente identificato e perderá l’interesse di averla come vittima. L’idea è convincerlo che non vale la pena scegliere te.

7) Se qualcuno si presenta improvvisamente e ti afferra, grida! La maggior parte dei violentatori ha detto che lascerebbe andare una donna che grida O che non avesse paura di lottare con lui. Ripeto: Essi cercano la VITTIMA FACILE. Se gridi, potrai mantenerlo a distanza ed è probabile che scappi.

8) Stai sempre attenta a quello che succede dietro di te. Nel caso in cui percepisci qualsiasi comportamento strano, non lo ignorare. Segui il tuo istinto. E’ meglio scoprire che ti sei sbagliata e prenderti solo paura al momento, ma hai la certezza che sarebbe stato molto peggio se il soggetto Ti avesse attaccato realmente.

9) In qualunque situazione di pericolo, nel caso in cui tu debba gridare, grida sempre ‘AL FUOCO! AL FUOCO!’ e molte persone arriveranno (curiosi). Nel caso in cui gridassi AIUTO!, la maggior parte delle persone si asterrebbero per paura.

Giu
26

L’autista della nazionale francese e le manovre

Categoria Video

A vederlo guidare così non è che ci si senta tanto tranquilli! Saprà guidare? Avrà la patente? 😆

Giu
25

Perdere la vista provando un tanga

Categoria Pensieri

So che letta così possa sembrare una cosa che fa sorridere, ma a quanto pare è la verità! 😯 A quanto pare in America una poliziotta stava provando in un camerino della nota casa produttrice di intimo, Victoria’s Secret, un nuovo tipo di tanga (che promette di eliminare la pancetta) con tanto di decorazioni metalliche, quanto improvvisamente una di queste parti le è schizzata in un occhio causando alla povera donna una lesione alla cornea. Ora quest’ultima ha fatto causa all’azienda chiedendo un risarcimento, dall’altra parte si difendono che l’increscioso avvenimento può essere capitato per un difetto di fabbricazione del tanga incriminato.

Beh, c’è da dire che si è sentito parlare di persone che hanno tamponato a causa della distrazione che può portare un cartellone pubblicitario di intimo, un amico di mio padre è finito all’ospedale perchè guardava una che passeggiava invece di notare che il veicolo che lo precedeva mentre era in sella alla sua moto si era fermato, me questa è veramente incredibile!

Fonte Libero.it

Giu
24

Special cars: Chevrolet Camaro SS ’66

Categoria Garage

La Chevrolet Camaro SS era definita una “pony car”, cioè una vettura compatta ma con un gran motore, prodotte a partire dal 1964.

Venne progettata per competere sul mercato con la Ford Mustang, fu equipaggiata con motorizzazioni a partire dai 3800 cc ai più generosi V8 da 6500 cc, la carrozzeria offriva la scelta tra la versione coupè o cabrio.

La versione più conoscituta in Italia, grazie al videogioco Need For Speed Carbon prodotto dalla Eletronic Arts, è il modello della prima serie prodotta negli anni ’60, molto curata e con una linea che non passava inosservata. La carrozzeria era piuttosto squadrata, con paraurti cromati e su alcuni modelli poteva contare sui fari a scomparsa, utilizzati dalla Dodge Charger R/T, gomme generose e prestazioni notevoli, grazie alle cilindrate dei propulsori che partivano da un “tranquillo” 3.800cc da ben 140 cv, fino al 6.500cc che poteva erogare ben 425 cv (sigla SS396) distribuiti da un otto cilindri a “V”.

La vettura non passava inosservata, grazie alle già citate cromature e nella versione 396, oltre alla numerazione, era presente una banda bianca che attraversava le due fiancate per poi congiungersi in un’unica banda sulla parte anteriore del cofano.

Ovviamente, come andava di moda in quegli anni, il motore era posizionato anteriormente e la trazione era posteriore.

Negli anni la vettura subì molti aggiornamenti a modifiche, sia di estetica che di motorizzazioni (le cilindrate arrivarono fino a 7.400cc).

A tutt’oggi la Camaro risulta in produzione con una serie molto più moderna ed accessoriata.

Giu
23

Gita fuoriporta in scooter

Categoria Pensieri

Complice la bellissima giornata di ieri e la voglia di rilassarsi un po’, io e la mia Sara abbiamo deciso di fare una gitarella sui prati poco fuori Genova (l’intento della mia metà era di prendere un po’ di sole).

Ci siamo procurati l’immancabile telo blu, zaino, cibo e siamo partiti in scooter alla volta dei Piani di Praglia (Ceranesi), tutto bene fino a Chiesa di Paravanico, strada chiusa per manifestazione sportiva (gara in salita con le moto)! Allora decidiamo di provare ad andare sul Passo della Bochetta. Lo scooter (Majesty 125) non ha presentato particolari problemi ad affrontare la lunga salita fino al passo, certo non ha brillato per spunto, ma non si è nemmeno lamentato più di tanto.

Arrivati al passo, proviamo ad avventurarci a piedi nella campagna, ma ahinoi salvo la strada, di prati agibili nemmeno l’ombra, lo sconforto inizia a farsi sentire, oltre al caldo. Su Genova si vede una “bella” cappa di afa e smog.

Non desistiamo, torniamo allo scooter e questa volta diamo decisi ad arrivare ai Piani di Praglia passando per Voltaggio, scendiamo la bocchetta in mezzo al verde ed il fresco, arriviamo a Voltaggio e lo oltrepassiamo, si inizia di nuovo a salire, questa volta ci fanno compagnia dua macchine che se la prendono comoda. Al bivio per Bosio li perdiamo (c’era una persona che chiedeva indicazioni e li ha fermati) e continuiamo verso Praglia, vista l’ora (12.30 passate) decidiamo che superata la Benedicta (edificio medievale di cui restano alcune pareti con annesso monumento ai caduti) ci fermeremo a mangiare nell’area attrezzata poco sopra.

Pausa pranzo con panini ed involtini di bresaola e formaggio spalmabile, per fortuna al fresco e all’ombra di un bosco di betulle (salvo una bambina che continuava ad urlare che era Heidi), battaglia navale, scacchi e un po’ di relax.

Alle 15.00 circa si riparte per Praglia, la strada scorre piacevolmente, lo scooter non protesta, anzi il motore sembra essere un po’ più reattivo, solitamente è abituato agli spostamenti nel traffico. La mia metà lamenta che la sella è un po’ stretta e dura, effettivamente lo è, quindi non posso dire assolutamente nulla.

Arrivati al solito pratone dove siamo già andati più volte, rimaniamo stupiti dal fatto che non c’è nessuno, solo il ristorante è pieno, sicuramente molti sono andati al mare e chi voleva andare sui prati è rimasto fregato dalla strada chiusa! Siamo durati poco tempo al sole, troppo caldo per restare, decidiamo di tornare sui nostri passi passando dalla stessa strada.

Con calma raggiungamo Voltaggio, quindi decidiamo di passare per Busalla e fermarci alla gelateria Vicario (uno dei pochi motivi che potrebbe invogliare a fermarsi), sosta a base di gelato (ci voleva) e prese un po’ di paste da portare a casa (l’avventura è stata riuscire a stivarle in scooter senza schiacciarle, sono comunque giunte a destinazione rovesciate).

Ormai siamo in fase di rientro, prendiamo i Giovi e giù fino a Ponte X, quindi rieccoci nel traffico (poco) della città!

Veramente una bella domenica passata in relax!