Approfondisco il post precedente, nato un po’ di fretta e poco esaustivo, per chi fosse interessato.
Canale che probabilmente per gli amanti delle auto e frequentatore di YouTube non è una novità, anzi è una sorta di istituzione, Davide Cironi aquilano DOC, restato nella sua terra nonostante le difficoltà del dopo sisma. Conosciuto in Italia ma anche all’estero. Suo il programma “Dal pollaio alla pista” andato in onda su Motor Trend (oggi Turbo) di Discovery e caricato sul suo canale YouTube.
Appassionato di auto, ma non auto main-stream, bensì young-timer (come vengono definite le auto anni ’80-’90, per alcuni auto vecchie) e super se non hyper car sia più datate che recenti (credo che pochi possano dire di aver avuto in prestito una Dallara che appartiene all’Ing. Dallara in persona), video realizzati come in sartoria, interviste ai protagonisti del mondo automotive che ha fatto storia sempre con gentilezza ed educazione di fronte a dei mostri sacri.
Ha anche un sito dove pubblica articoli, video, interviste, gadget e l’accademy.
Perchè seguirlo? Se ti piacciano le auto, curiosità ed interviste nel mondo auto è straconsigliato!
Sono alcuni mesi che penso e ripenso alla vicenda di Galrasco e ai vari casi di una giustizia applicata in modo quantomeno discutibile, mi riferisco ai vari casi di cronaca nera chiusi o comunque con imputati la cui colpevolezza sembra vacillare.
Prove circostanziali, ricostruzioni alle volte al limite della credibilità, testimoni che cambiano versione e soprattutto processi indiziari.
Visti i casi pregrezzi dove a distanza di anni l’imputato alla fine non era colpevole il tutto è molto inquietante.
Parlando di Garlasco, le prove non sembrerebbero così sicure e la presenza di Stasi sulla scena del crimine non sembra più essere così sicura come all’inizio.
Pensiamo un attimo per assurdo, se non fosse stato lui? Fosse stato giudicato colpevole non oltre ogni ragionevole dubbio? Ho rovinato la vita ad un ragazzo nel fiore degli anni, nulla nel caso glieli potrà restituire, nemmeno tutto il denaro del mondo.
Sembra quasi che alle volte i giudici decidano di chiudere la questione tralasciando il ragionevole dubbio. Raccapricciante.
Da alcune settimane sui canali Mediaset gira uno spot (ho trovato solo questo in verticale sempre sull’argomento, poi mi sono ricordato dei cattivi rapporti tra Mediaset e YouTube) di sensibilizzazione sull’uso dei cellulari e dei social media rivolto ai genitori. La cosa è preoccupante ma non mi stupisce. Spesso si parla del fatto che i giovani sono sempre attaccati agli schermi anche se sono in gruppo, ma non è che chi ha qualche decade in più sia immune dai social e dai telefoni.
Essendomi di fatto disintossicato dal cellulare, non avendo più social, solitamente mi guardo in giro e condivido che c’è un mondo al di fuori ed è bellissimo.
Poi mi capita sempre più di sovente di vedere persone più che adulte letteralmente avulse dai cellulari, tutti presi a vedere messaggi, notifiche e altro come se dovessero salvare il mondo e se si perdessero una notifica tutto sarebbe finito.
Mi è capitato relativamente di recente di essere ad un evento musicale, davanti avevo tre donne mature che a turno, durante lo spettacolo, continuavano a prendere i loro telefoni per guardare messaggi e social ripetendo il gesto in maniera quasi patologica.
È oggettivamente la prova che siamo spacciati, la tecnologia ha avuto la meglio su molti, non ne verremo fuori.
Il cellulare lo abbiamo tutti, anche più d’uno, li usiamo quotidianamente per fare più o meno tutto e li portiamo sempre con noi, se non li abbiamo ci sentiamo persi e a rischio di perderci qualcosa di importante.
Dalla loro nascita il mondo è cambiato radicalmente, siamo reperibili ovunque e comunque, purtroppo.
Andando in ferie dico ai clienti che non sarò reperibile (di solito porto il telefono del lavoro e lo accendo di rado per vedere che non sia finito il mondo) perché ho diritto a non essere disturbato durante le ferie.
La cosa drammatica è lo stupore del mio interlocutore e la solita domanda: e se c’è un’emergenza in cantiere?
La mia risposta è che bisogna sentire l’impresa, io da tecnico posso fare poco o nulla se non telefonare o scrivere una qualche email.
Questa cosa della reperibilità non la capisco e mi dà sui nervi che non sia accettabile per gli altri. I telefoni hanno peggiorato la qualità della vita delle persone, ne sono sempre più convinto.
Notizia passata solo sui siti informatici, l’America ha messo nella lista nera i produttori di RAM e memorie cinesi perché fiancheggiano l’esercito cinese e stanno facendo pressione sugli alleati per fare la medesima cosa.
A parte che i produttori cinesi si sono affacciati sul mercato occidentale perché i produttori occidentali hanno deciso in blocco di dedicarsi ai data center e i prezzi di quel poco rimasto è schizzato alle stelle oltre al fatto che non si trovano sul mercato.
Mi piace illa supposizione ipocrita, i produttori fiancheggiano l’esercito cinese. Perché i produttori americani o degli alleati non forniscono i loro prodotti ai rispettivi eserciti? Come direbbe Totò ma mi faccia il piacere!
Non credo sia un mistero la collaborazione di Dell con l’NSA (già proprio quella di Snowden ed il famoso sistema Prism ed il controllo di massa) solo per fare un esempio.
Trovo il comportamento americano e di riflesso quello europeo sicuramente, abbastanza discutibile, invece di spronare i loro produttori a riprendere un ritmo umano e raffreddare i prezzi buttano fuori i concorrenti.
Questo il motto per spingere a visitare Genova usato alcuni anni fa.
Questo post nasce da un incontro fatto anni addietro in zona Caricamento (davanti al Porto Antico), mentre pranzavo con un amico una famiglia in visita a Genova e proveniente da fuori regione ci hanno chiesto candidamente se oltre all’acquario e al Porto Antico vi fosse altro da vedere a Genova, certo che c’è!
A cosa preoccupante è che viene pubblicizzato in ogni dove l’acquario e zona vicina ma il resto della città è un po’ dimenticato ma può offrire molto ai turisti.
Restando in centro si può risalire Via San Lorenzo dove campeggia l’omonima cattedrale, esempio medioevale dell’architettura ligure, facciata a fasce bianche e nere e interno con medesimi colori.
Dentro si può vedere una bomba incendiaria inglese inesplosa risalente alla seconda guerra mondiale, entrata da una vetrata ha colpito il crocifisso spezzandogli un braccio ed è rimasta a terra senza esplodere.
Sempre all’interno c’è il museo diocesano con il tesoro di San Lorenzo ed il sacro catino oppure si può salire sul palco deldoge per vedere l’interno della cattedrale dall’alto.
Poco distante il Palazzo Ducale che ospita mostre ed eventi, da visitare le prigioni sul tetto (lo spazio a Genova è da sempre un problema, nei fondi consono le cisterne per l’acqua e le prigioni sono finite sul tetto) e la torre del doge da cui ammirare Genova dall’alto.
Piazza De Ferrari con il catino centrale e il palazzo della regione, teatro Carlo Felice e l’accademia di belle arti.
Qua le strade si dividono, o si resta nella zona dello shopping quindi Via XX settembre, via San Vincenzo, via Roma, Galleria Mazzini oppure si và verso Via Garibaldi.
Se si vuole da Piazza De Ferrari si può salire verso Piazza Corvetto passando da Via Roma (sede di negozio di marchi blasonati) o passare da Galleria Mazzini, si può vedere il palazzo della Prefettura (non so se si possa vedere il cortile interno) per vedere Piazza Corvetto.
Da lì si può scendere verso Piazza Fontane Morose percorrendo Salita Santa Caterina in discesa o si può passare direttamente da via 25 aprile.
Da qua si iniziano a vedere i palazzi del sistema dei Rolli (link alla pagina Wikipedia perché la spiegazione è lunga) e si arriva a via Garibaldi, o come recita lampiastra di marmo “già via nuova”, qua ci sono palazzi storici più o meno visitabili, musei e la sede istituzionale del Comune di Genova (mi sono sposato li dentro al primo piano) visitabile in parte.
Poco distante da Piazza De Ferrari c’è piazza Dante, si passa sotto i porticindella sede locale della Banca d’Italia (capita si possa visitare negli eventi legati ai Rolli), subito dopo la Casa di Colombo, piccolo edificio di pietra a due piani medioevale con corte adornata da colonne in marmo, attribuito come casa del noto scopritore delle Americhe e una delle porte di accesso alla città medioevale, Porta Soprana.
La porta è saltuariamente visitabile come le vicine mura del Barbarossa, ma si deve avere fortuna.
Insomma per una giornata o forse due di tour della città di Cosenza vedere ce ne sono.
Credo che continuerò con altri post, uno o più d’uno dedicati al centro storico (il più grande d’Europa) e ai forti posti sulle colline circostanti e poi chissà cos’altro mi verrà in mente.
Un uomo di 85 anni andò a fare una visita di controllo dal suo urologo, e questo gli chiese di fare un esame dello sperma perché c’era qualcosa che non lo convinceva. Il medico gli diede un barattolo e disse: «Porti questo barattolo a casa e mi riporti un campione di sperma domani». Il giorno dopo, l’uomo si ripresentò nello studio medico e consegnò al dottore il barattolo, pulito e soprattutto vuoto come il giorno prima.
Il medico chiese cosa fosse successo, e l’uomo spiegò: Dottore, prima ho provato con la mano destra, ma niente. Poi ho provato con la sinistra, ancora niente. Allora ho chiesto a mia moglie di aiutarmi. Lei ha provato con la mano destra, poi con la sinistra, ancora niente. La poveretta ha provato con la bocca, prima con i denti, poi senza denti, ma niente lo stesso. Abbiamo persino chiamato Loredana, la giovane vicina di casa, e ci ha provato anche lei! Prima con entrambe le mani, poi con un’ascella, e persino stringendolo tra le ginocchia, ma ancora niente.
Il medico, scioccato, disse: Ma davvero avete chiesto aiuto alla vicina?! E il vecchio rispose: Eh sì, ma nessuno di noi è riuscito ad aprire il barattolo.
Momento di alleggerire visto il periodo di ferie dei più, questo è un post che gira da molto nella mia testa ma non si è mai concretizzato sino ad oggi.
Ho iniziato a seguire alcuni canali YouTube nel periodo del covid, c’era poco da fare e molto tempo da riempire (poco in realtà visto l’arrivo del pupo che occupava molto tempo per fortuna). Ecco due canali che seguo assiduamente:
MVVBlog – Un canale difficile da definire, dietro c’è Marco Valleggi, toscano molto simpatico, all’apparenza sconclusionato e folle. C’era lui dietro alle pubblicità degli anni ’90 dove c’era una animazione fatta al PC. Una sorta di esperto di elettronica, computer e progetti folli.
Spavald92 – Motociclista romano DOC, Lorenzo ha un modo di comunicare che mi ha subito attirato, semplice e diretto, anche gli altri suoi amici supportano e sopportano il tutto. Mi piacciono molto i Late Show con cui commenta i video di altri motociclisti (spesso strani) trovati in rete e spiega anche come ci si dovrebbe comportare in situazioni alle volte pericolose.
Per ora consiglio questi perchè piacevoli ed alle volte divertenti o che comunque tendono ad arricchire e far ragionare su molte cose anche se su aspetti differenti. In questa calda estate, magari sotto l’ombrellone perchè non godersi qualche video?