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Vuoi un gelato?
Categoria VideoPiù o meno fatto delle cose simili anche in Croazia! 😆
Più o meno fatto delle cose simili anche in Croazia! 😆
Ad agosto il blog compie il suo primo anno di vita, viene visitato “poco” e alle volte gli amici latitano, ma so che sono occupati con il lavoro (vero? Non è che lo fate apposta a non considerarmi? Vero?) e altre cose. L’esperimento del blog è nato in un periodo di fiacca del lavoro (ad agosto i clienti fuggono e non si fanno sentire), girovagando per la rete, con la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo (due siti in HTML già attivi). Ed ecco l’idea! nasce “Lo sfogo”, il mio angolo dove infilare tutto quello che mi colpisce e che trovo per la rete, praticamente come una bacheca, e soprattutto un posto dove potessi scrivere quello che mi passava per la testa, in particolar modo dove sfogarmi delle ingiustizie e problemi che alle volte mi si presentano!
Attualmente l’idea mi piace molto, tanto che pubblico una cosa nuova ogni giorno (lo so, solo una, ma sempre meglio che niente, no?), forse però è venuto il momento di mettere un po’ d’ordine nelle categorie, effettivamente sono raffazzonate, il template utilizzato mi piace, mi ricorda l’unicità dell’individuo rispetto alla massa, l’essere differente e distinguersi (chi mi conosce bene sa cosa intendo). Ho alcuni problemi con il plug-in di Flickr, di punto in bianco ha smesso di funzionare, motivo sconosciuto.
Sicuramente metterò mano ad alcune cose e cercherò di migliorare questo mio piccolo (per molti forse inutile) angolo sul web, un po’ come fare ordine nella propria stanza. 😉
Che dire, invito nuovamente i miei amici a scrivere e a darmi nuovi spunti, mentre a chi capita qui per la prima volta, lasciate un commento (sempre se vi va), sarà gradito! Un saluto a tutti! 
Chi legge il mio blog sa che tratto solitamente cose divertenti ed espongo i miei pensieri, ma questa volta non posso esimermi dal pubblicare questa cosa arrivata via mail.
VIOLENZA
Un gruppo di violentatori in prigione è stato intervistato per sapere ciò che cercano in una potenziale vittima. Ecco qui alcuni elementi utili:
1) La prima cosa che i violentatori notano in una potenziale vittima è la pettinatura. E’ più probabile che attacchino una donna con una pettinatura tipo coda di cavallo, trecce o qualunque altra pettinatura che si possa strattonare facilmente. E’ probabile anche che attacchino donne con i capelli lunghi. Donne con i capelli corti non sono vittime usuali.
2) La seconda cosa che essi notano è l’abbigliamento. Osservano le donne che vestono abiti che si possano togliere o eliminare rapidamente. E’ solito anche che attacchino donne che parlano al telefono o che stanno facendo altre cose mentre camminano: questo indica che sono disattente e disarmate e possono essere facilmente attaccate.
3) Le ore del giorno in cui i violentatori attaccano maggiormente le donne è a prima mattina, tra le 5:00 e le 8:30, e dopo le 22:30
4) Questi uomini attaccano in modo e in luoghi in cui possano portare la donna rapidamente in altri luoghi, dove non si debbano preoccupare di essere visti o arrestati. Se Lei tenta qualunque reazione alla lotta, i violentatori solitamente desistono approssimativamente in due minuti: credono che non ne valga la pena, che è una perdita di tempo.
5) Hanno dichiarato che non attaccano donne che portino con loro ombrelli o altri oggetti che possano essere usati come arma a una certa distanza (le chiavi non li intimidiscono perchè per essere usate come armi, la vittima deve far avvicinare molto l’aggressore).
6) Donna, se qualcuno ti seguisse in una strada, vicolo o garage,o se stessi con qualcuno con fare sospetto in un ascensore o in una scala, guardalo direttamente in faccia e chiedigli qualcosa, tipo ‘Che ore sono?’ Se fosse un violentatore, avrà paura di essere successivamente identificato e perderá l’interesse di averla come vittima. L’idea è convincerlo che non vale la pena scegliere te.
7) Se qualcuno si presenta improvvisamente e ti afferra, grida! La maggior parte dei violentatori ha detto che lascerebbe andare una donna che grida O che non avesse paura di lottare con lui. Ripeto: Essi cercano la VITTIMA FACILE. Se gridi, potrai mantenerlo a distanza ed è probabile che scappi.
8) Stai sempre attenta a quello che succede dietro di te. Nel caso in cui percepisci qualsiasi comportamento strano, non lo ignorare. Segui il tuo istinto. E’ meglio scoprire che ti sei sbagliata e prenderti solo paura al momento, ma hai la certezza che sarebbe stato molto peggio se il soggetto Ti avesse attaccato realmente.
9) In qualunque situazione di pericolo, nel caso in cui tu debba gridare, grida sempre ‘AL FUOCO! AL FUOCO!’ e molte persone arriveranno (curiosi). Nel caso in cui gridassi AIUTO!, la maggior parte delle persone si asterrebbero per paura.
A vederlo guidare così non è che ci si senta tanto tranquilli! Saprà guidare? Avrà la patente? 😆
So che letta così possa sembrare una cosa che fa sorridere, ma a quanto pare è la verità! 😯 A quanto pare in America una poliziotta stava provando in un camerino della nota casa produttrice di intimo, Victoria’s Secret, un nuovo tipo di tanga (che promette di eliminare la pancetta) con tanto di decorazioni metalliche, quanto improvvisamente una di queste parti le è schizzata in un occhio causando alla povera donna una lesione alla cornea. Ora quest’ultima ha fatto causa all’azienda chiedendo un risarcimento, dall’altra parte si difendono che l’increscioso avvenimento può essere capitato per un difetto di fabbricazione del tanga incriminato.
Beh, c’è da dire che si è sentito parlare di persone che hanno tamponato a causa della distrazione che può portare un cartellone pubblicitario di intimo, un amico di mio padre è finito all’ospedale perchè guardava una che passeggiava invece di notare che il veicolo che lo precedeva mentre era in sella alla sua moto si era fermato, me questa è veramente incredibile!
Fonte Libero.it
La Chevrolet Camaro SS era definita una “pony car”, cioè una vettura compatta ma con un gran motore, prodotte a partire dal 1964.
Venne progettata per competere sul mercato con la Ford Mustang, fu equipaggiata con motorizzazioni a partire dai 3800 cc ai più generosi V8 da 6500 cc, la carrozzeria offriva la scelta tra la versione coupè o cabrio.
La versione più conoscituta in Italia, grazie al videogioco Need For Speed Carbon prodotto dalla Eletronic Arts, è il modello della prima serie prodotta negli anni ’60, molto curata e con una linea che non passava inosservata. La carrozzeria era piuttosto squadrata, con paraurti cromati e su alcuni modelli poteva contare sui fari a scomparsa, utilizzati dalla Dodge Charger R/T, gomme generose e prestazioni notevoli, grazie alle cilindrate dei propulsori che partivano da un “tranquillo” 3.800cc da ben 140 cv, fino al 6.500cc che poteva erogare ben 425 cv (sigla SS396) distribuiti da un otto cilindri a “V”.
La vettura non passava inosservata, grazie alle già citate cromature e nella versione 396, oltre alla numerazione, era presente una banda bianca che attraversava le due fiancate per poi congiungersi in un’unica banda sulla parte anteriore del cofano.
Ovviamente, come andava di moda in quegli anni, il motore era posizionato anteriormente e la trazione era posteriore.
Negli anni la vettura subì molti aggiornamenti a modifiche, sia di estetica che di motorizzazioni (le cilindrate arrivarono fino a 7.400cc).
A tutt’oggi la Camaro risulta in produzione con una serie molto più moderna ed accessoriata.
Complice la bellissima giornata di ieri e la voglia di rilassarsi un po’, io e la mia Sara abbiamo deciso di fare una gitarella sui prati poco fuori Genova (l’intento della mia metà era di prendere un po’ di sole).
Ci siamo procurati l’immancabile telo blu, zaino, cibo e siamo partiti in scooter alla volta dei Piani di Praglia (Ceranesi), tutto bene fino a Chiesa di Paravanico, strada chiusa per manifestazione sportiva (gara in salita con le moto)! Allora decidiamo di provare ad andare sul Passo della Bochetta. Lo scooter (Majesty 125) non ha presentato particolari problemi ad affrontare la lunga salita fino al passo, certo non ha brillato per spunto, ma non si è nemmeno lamentato più di tanto.
Arrivati al passo, proviamo ad avventurarci a piedi nella campagna, ma ahinoi salvo la strada, di prati agibili nemmeno l’ombra, lo sconforto inizia a farsi sentire, oltre al caldo. Su Genova si vede una “bella” cappa di afa e smog.
Non desistiamo, torniamo allo scooter e questa volta diamo decisi ad arrivare ai Piani di Praglia passando per Voltaggio, scendiamo la bocchetta in mezzo al verde ed il fresco, arriviamo a Voltaggio e lo oltrepassiamo, si inizia di nuovo a salire, questa volta ci fanno compagnia dua macchine che se la prendono comoda. Al bivio per Bosio li perdiamo (c’era una persona che chiedeva indicazioni e li ha fermati) e continuiamo verso Praglia, vista l’ora (12.30 passate) decidiamo che superata la Benedicta (edificio medievale di cui restano alcune pareti con annesso monumento ai caduti) ci fermeremo a mangiare nell’area attrezzata poco sopra.
Pausa pranzo con panini ed involtini di bresaola e formaggio spalmabile, per fortuna al fresco e all’ombra di un bosco di betulle (salvo una bambina che continuava ad urlare che era Heidi), battaglia navale, scacchi e un po’ di relax.
Alle 15.00 circa si riparte per Praglia, la strada scorre piacevolmente, lo scooter non protesta, anzi il motore sembra essere un po’ più reattivo, solitamente è abituato agli spostamenti nel traffico. La mia metà lamenta che la sella è un po’ stretta e dura, effettivamente lo è, quindi non posso dire assolutamente nulla.
Arrivati al solito pratone dove siamo già andati più volte, rimaniamo stupiti dal fatto che non c’è nessuno, solo il ristorante è pieno, sicuramente molti sono andati al mare e chi voleva andare sui prati è rimasto fregato dalla strada chiusa! Siamo durati poco tempo al sole, troppo caldo per restare, decidiamo di tornare sui nostri passi passando dalla stessa strada.
Con calma raggiungamo Voltaggio, quindi decidiamo di passare per Busalla e fermarci alla gelateria Vicario (uno dei pochi motivi che potrebbe invogliare a fermarsi), sosta a base di gelato (ci voleva) e prese un po’ di paste da portare a casa (l’avventura è stata riuscire a stivarle in scooter senza schiacciarle, sono comunque giunte a destinazione rovesciate).
Ormai siamo in fase di rientro, prendiamo i Giovi e giù fino a Ponte X, quindi rieccoci nel traffico (poco) della città!
Veramente una bella domenica passata in relax!
Nuovo fine settimana, nuovo film, questo lo abbiamo visto la settimana scorsa, ma visto che avevo già programmato l’altro film, lo pubblico ora. Non lo conoscevo e non sapevo nemmeno che Robin Williams lo avesse interpretato. Il film è una commendia simpatica e alle volte strampalata, più che altro per le idee del reverendo Frank, che alle volte sono folli e senza un senso. Robin Williams è come sempre simpatico, nonostante il suo personaggio possa sembrare fastidioso (disturba i due innamorati in continuazione). Bello e consigliato per un po’ di svago con qualche risata.
Titolo originale: License to Wed
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 91′
Regia: Ken Kwapis
Sito ufficiale: www.licensetowedthemovie/…Cast: Robin Williams, Mandy Moore, Christine Taylor, Eric Christian Olsen, Josh Flitter, DeRay Davis, John Krasinski, Rachael Harris
Produzione: Proposal Productions, Robert Simonds Productions, Phoenix Pictures, Underground Films, Village Roadshow Pictures, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Data di uscita: 24 Agosto 2007 (cinema)Trama:
Ben Murphy (John Krasinski) e Sadie Jones (Mandy Moore) sono fidanzati e vogliono iniziare subito a vivere insieme felicemente, ma c’è un problema: la chiesa frequentata dalla famiglia di Sadie, St. Augustine, è guidata dal reverendo Frank (Robin Williams), che non intende benedire l’unione dei due giovani fino a che non avranno frequentato e superato il suo corso di preparazione al matrimonio. Il corso consiste in una serie di stravaganti lezioni, bizzarri compiti a casa e alcune intrusioni nella privacy che mettono alla prova il rapporto tra Ben e Sadie.Scheda da FilmUp
…non ha confini, parafrasando la nota frase del premio Nobel Albert Einstein.
In questi giorni mi è capitato di leggere un articolo sull’edizione genovese de Il Giornale che è veramente al limite della stupidità.
Un tizo ligure ha deciso di acquistare via internet un Pastore del Caucaso, già adulto, a Milano e faselo spedire come se fosse un pacco! 😯 🙄 Il “cagnolino” in questione ha altezza al garrese in media sui 60 cm e può arrivare a pesare circa 80 kg! Insomma non proprio un animale da tutti.
Il problema maggiore è stato che la povera bestiola è stata portata via dalla propria abitazione e dal padrone (a dir poco senza cuore) per farsi un viaggio dentro una cassa, poi venir messo dentro una gabbia e poi tre ore di furgone per essere recapitato al nuovo padrone.
Ovviamente dopo un po’ di tempo l’animale ha incominciato a mostrare segni d’insofferenza, sia per la lontananza dalla sua casa, sia per i varii passaggi. Giunto a destinazione ha iniziato ad agitarsi (e chi non lo farebbe) e il nuovo proprietario ha iniziato a preoccuparsi e, come ha scritto il giornalista, ha pensato per la prima volta in vita sua e si è reso conto di non poterlo tenere. Sono stati chiamati i carabinieri, la ASL e la protezione animali per vedere di sedare l’animale che poi è stato portato in un canile.
Mi domano come si possa dar via il proprio animale (che siano pesci, gatti, cani o uccellini) come se fossero un oggetto inanimato e senza sentimenti, li hanno e sono molto più forti e sinceri di quelli delle persone (spesso capita di leggere di cani che fanno molta strada per andare sulla tomba del padrone o per tornare dal proprio proprietario che li ha dati ad altri). Inoltre mi stupisce la cosa che sia possibile vendere animali su siti web, senza problemi, come se fossero una videocamera. Inoltre chi compra lo fa a cuor leggero, ovviamente ci sono i canili se l’animale non è di gradimento, sempre che non vengano abbandonati come un frigorifero rotto, lasciato li sul ciglio della strada.
Certo come stupirsi se vengono abbandonati gli animali, se la nostra “civiltà” ci permette di abbandonare dei bambini appena nati… 🙄 Meno male che diciamo di essere noi gli esseri viventi che hanno un cervello e dei sentimenti. Più conosco l’essere umano e più apprezzo gli animali.
In realtà è uno spot pubblicitario di una casa che produce borse e zaini, però è realizzto molto bene e devo dire che quelli che saltano ovunque senza sosta sono veramente bravi.